Linguaggi: il bianco e nero attraverso la moda e la fotografia  Languages: black and white through f

“Il nero contiene tutto. Anche il bianco. Sono d’una bellezza assoluta. È l’accordo perfetto.” Coco Chanel è una donna di carattere e la stessa forza la posseggono le sue celebri frasi, diventate delle vere e proprie regole estetiche, se non da seguire alla lettera, almeno da usare come spunto. Del resto è lei a sdoganare in tutte le occasioni il colore del lutto negli anni Venti. Oggi lo vestiamo ai vernissage, ai party, per andare a lavoro o in libreria. Ovunque. Lo stesso vale per la nuance verginale per eccellenza: non è usato più solamente durante le cerimonie, in particolare i matrimoni, o al mare, ma anche in città. Anzi, sugli altari si vedono sempre di più tonalità pastello o, indossati dalla più audaci, colori come il verde smeraldo e bordeaux. De gustibus.

"Black contains everything. Also white. They are of absolute beauty. It's the perfect deal.” Coco Chanel is a woman of character and the same strength possesses her famous phrases, which have become true aesthetic rules, if not to be followed to the letter, at least to be used as a starting point. After all, she is the one to clear the color of mourning in the twenties on all occasions. Today we dress it at the vernissages, at parties, to go to work or in the bookstore. Everywhere. The same applies to the virginal shade par excellence: it is no longer used only during ceremonies, especially weddings, or at sea, but also in the city. On the contrary, on the altars you can always see more pastel shades or, worn by the most daring, colors like emerald green and burgundy. De gustibus.

A look from the Comme des Garçons fall 2015 collection

Ci vuole del coraggio a vestire solo di una o dell’altra sfumatura. Tuttavia non sono esigue le donne a indossare un total look in bianco o nero. La stessa Chanel per qualche anno alterna solo queste due tinte. Dagli Anni Ruggenti la moda ha dato loro il beneficio del dubbio, includendoli nella tacita lista di shades utilizzabili, quindi indossabili. Molto spesso capita infatti che l’inizio di una sfilata veda come protagonisti vestiti imbastiti con trame candide o black, lo stesso vale per la fine. Ed è forse questa l’espressione tangibile e visibile dell’idea di optimum citata dalla stilista francese.

Col tempo molti designer seguono le sue orme, proponendo addirittura collezioni interamente realizzate con i due colori: da Rei Kawakubo a Martin Margiela, passando per Rick Owens, Alexander McQueen, fino a Yohji Yamamoto. Gli italiani, meno concettuali e più concentrati sul prodotto, non tentano questa strada creativa, sebbene le camicie bianche di Gianfranco Ferrè e il minimalismo di Miuccia Prada rievochino il concetto, a modo loro.

Viene complesso oggi decifrare suddetta linea stilistica, non solo perché le case di moda sono obbligate a seguire sempre di più i trend anziché di crearne, ma anche per via del nascita sempre più frequente di brand nuovi, meteore del business.

It takes courage to dress only one or the other shade. However, women who wear a total look in black or white are a lot. The same Chanel for a few years alternates only these two colors. From the Roaring Years fashion has given them the benefit of the doubt, including them in the tacit list of usable shades, therefore wearable. Very often it happens that the beginning of a show sees as protagonists dressed basted with white or black textures, the same goes for the end. And this is perhaps the tangible and visible expression of the idea of ​​optimum mentioned by the French designer.

Over time, many designers follow in her footsteps, even proposing collections entirely made with the two colors: from Rei Kawakubo to Martin Margiela, through Rick Owens, Alexander McQueen, up to Yohji Yamamoto. Italians, less conceptual and more focused on the product, do not attempt this creative path, although the white shirts by Gianfranco Ferrè and the minimalism of Miuccia Prada re-evoke the concept, in their own way.

Today it is difficult to decipher the aforementioned stylistic line, not only because fashion houses are obliged to follow the trends more and more rather than creating them, but also because of the increasingly frequent birth of new brands, business meteors.

Yohji Yamamoto

Nero e bianco come filosofia estetica. Ma anche come segno antropologico comunicante un modo di essere e non solo di apparire. Il già citato Yamamoto dice che “Il nero è modesto e arrogante allo stesso tempo. Il nero è pigro e facile, ma misterioso. Ma prima di tutto il nero comunica questo: “Io non ti infastidisco, quindi non infastidirmi”.” Indossandolo si offre una versione molto particolare di sé, si comunica un messaggio preciso, diretto. E il bianco? Vale il medesimo discorso, tranne per il fatto che, almeno in apparenza, ha poco di misterioso; piuttosto è legato ancora a un’idea romantica, se non ancestrale. “Il bianco è un mondo così alto rispetto a noi che quasi non ne avvertiamo il suono, è un nulla prima dell’origine.” La pensa così il precursore e fondatore della pittura astratta, Vassili Kandinsky.

Black and white as an aesthetic philosophy. But also as an anthropological sign communicating a way of being and not just of appearing. The aforementioned Yamamoto says that “Black is modest and arrogant at the same time. Black is lazy and easy, but mysterious. But first of all the black communicates this: "I do not bother you, so do not bother me”.” Wearing it offers a very special version of yourself, you communicate a precise, direct message. And the white? The same is true, except for the fact that, at least in appearance, it has little mystery; rather it is still linked to a romantic idea, if not ancestral. "White is such a high world compared to us that we hardly notice its sound, it is nothing before its origin." This is how the precursor and founder of abstract painting, Vassili Kandinsky thinks so.

Alberto Giacometti by Richard Avedon, Paris,1958

Del resto non è solo l’industria del fashion che vi attinge, sebbene sempre meno. La fotografia è una delle arti che più ha omaggiato la dicotomia. Ancora nella nostra contemporaneità, nell’epoca del digitale, del colore vivo, acceso, sbattutoci di fronte, molti artisti dell’obiettivo decido di scattare solo in black and white. E per non chiudere bruscamente con la moda, delineando così un filo rosso con il mezzo fotografico, non è possibile dimenticare di citare Peter Lindberg, Helmut Newton e Richard Avedon: i grandi maestri della fotografia patinata-concettuale, autori di campagne pubblicitarie memorabili e feticci di couturier come Gianni Versace e Azzedine Alaïa.

After all, it's not just the fashion industry that draws on it, though less and less. Photography is one of the arts that most honored the dichotomy. Still in our contemporaneity, in the age of digital, of the bright color, lit, in front of us, many artists of the lens decide to shoot only in black and white. And not to close abruptly with fashion, thus delineating a red thread with the photographic medium, it is not possible to forget to quote Peter Lindberg, Helmut Newton and Richard Avedon: the great masters of glossy conceptual photography, authors of memorable advertising campaigns and fetishes of couturier such as Gianni Versace and Azzedine Alaïa.

Scott Typaldos, Men in Hospital Underground, Butterflies series

Nella fashion photography attuale non si annoverano molti professionisti, i quali scelgono di rappresentare immagini quasi esclusivamente in bianco e nero. Ma in altri ambiti sì. Dal reportage alla fotografia concettuale. Forse è troppo presto per paragonarli a Henri Cartier-Bresson, Diane Arbus o a Brassaï, ma progetto dopo progetto si stanno facendo largo nel sistema, sempre più difficile, dell’arte. Dalle italiane Gloria Ghiani, in arte Misamore, e Marianna Quartuccio - la prima espone già in importanti galleria in europa, mentre Quartuccio è protagonista a Milano con il suo resoconto sulla città, vista non solo attraverso la sua macchina ma anche dal tram, dal titolo Milano Vista da un Tram, un altro mezzo imprescindibile per fermare il tempo, decifrare lo zeitgeist. Anche il resto del mondo fotografico risponde al fascino dello yin e yang della tavolozza. Vale la pena segnalare lo svizzero Scott Typaldos, che nei primi anni del suo percorso, agli inizi dei 2000, si occupa di tracciare in immagini il suo diario di vita; col passare del tempo giunge a documentare il tema delle malattie mentali, con il noto e premiato progetto Butterflies.

In today's fashion photography there are not many professionals, who choose to represent images almost exclusively in black and white. But in other areas, yes. From reportage to conceptual photography. Perhaps it is too early to compare them to Henri Cartier-Bresson, Diane Arbus, or Brassaï, but project after project they are spreading through the increasingly difficult system of art. From the Italian Gloria Ghiani, artfully Misamore, and Marianna Quartuccio - the first one already exhibits in important galleries in Europe, while Quartuccio is the protagonist in Milan with her report on the city, seen not only through her camera but also by the tram, titled Milano Vista da un Tram, another essential means to stop time, decipher the zeitgeist. Even the rest of the photographic world responds to the charm of the yin and yang of the palette. It is worth mentioning the Swiss Scott Typaldos, who in the early years of his career, at the beginning of 2000, takes care of tracing his diary of life in images; as time goes on he comes to document the theme of mental illness, with the well-known and award-winning Butterflies project.

Il Primo Tuffo, Misamore (Gloria Ghiani), 2017

In un mondo dove il colore satura il quotidiano, il bianco e nero fanno riposare lo spirito, che siano in solitario o insieme. In una camicia, magari di candida seta abbinata a un pantalone sartoriale noir. Sul muro di una galleria d’arte o della propria abitazione, all’interno di cornici, custodi di un modo rappresentato nell’essenza anziché nell’opulenza. Sono un linguaggio ben codificato nell’analfabetismo estetico attuale.

Forse, alla luce delle grandi incoerenze del nostro vivere, bisognerebbe tornare a ripensare a un mondo possibile solo in due modi; al posto della pillola blu e rossa, dovremmo poter scegliere tra quella nera o bianca. L’incertezza politica, economica, sociale - non siamo più in grado di essere coesi - potrebbero idealmente tornare a essere una condizione solo temporanea, anzi rara. Futile. Imperfetta.

In a world where color saturates the everyday, black and white make the spirit rest, whether alone or together. In a shirt, perhaps of white silk combined with a noir tailored trousers. On the wall of an art gallery or home, inside frames, custodians of a way represented in the essence rather than in opulence. They are a well-coded language in current aesthetic illiteracy.

Perhaps, in the light of the great inconsistencies of our life, we should go back to thinking about a possible world only in two ways; instead of the blue and red pill, we should be able to choose between the black or white one. Political, economic, social uncertainty - we are no longer able to be cohesive - could ideally return to being a temporary, indeed rare condition. Futile. Imperfect.

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