• Ilaria Introzzi

Lucia Emanuela Curzi: “Vi racconto l’illustrazione di moda contemporanea” / Lucia Emanuela Curzi: &q


Lucia Emanuela Curzi

Londra, poi Milano e ancora Londra. È tra le due città di quella che un tempo veniva definita la “mezzaluna fertile” che divide il suo tempo l’illustratrice di moda Lucia Emanuela Curzi. Dal 2009, quando inizia a lavorare, il suo nome si rincorre un’aziende del settore di prim’ordine. Da Tiffany a Vogue, passando per Saint Laurent fino al colosso beauty Collistar, il quale la chiama nel 2020 per una seconda collaborazione dedicata a Milano e intitolata Milano By Day. Ma Curzi non lavora solo su commissione. Le sue fashion illustration sono lavori che hanno molti punti in comune con l’arte, la cui storia è la fonte primaria d’ispirazione, come racconta in questa conversazione.

London, then Milan and again London. It is between the two cities of what was once called the “mezzaluna fertile" that divides her time the fashion illustrator Lucia Emanuela Curzi. Since 2009, when she starts working, her name has been chasing a company of the first order. From Tiffany to Vogue, passing through Saint Laurent up to the beauty giant Collistar, who calls her in 2020 for a second collaboration dedicated to Milan and entitled Milan By Day. But Curzi does not work only on commission. Her fashion illustrations are works that have many points in common with art, whose history is the primary source of inspiration, as she tells in this conversation.

Lucia, quando hai conosciuto il mondo dell’illustrazione e dopo quanto tempo sei diventata te stessa illustratrice?

- Arrivo all’illustrazione in modo un po’ tortuoso, con un paio di corsi di disegno d’illustrazione durante l’università e, prima, al liceo, visto che fin da bambina sono stata incoraggiata a disegnare perché avevo molta dimestichezza e già un tratto riconoscibile. Mi laureo in regia e lavoro 4 anni in pubblicità a Milano, in una casa di produzione. In quegli anni non ho mai tempo di dedicarmi al disegno. Nonostante questo capisco che dovevo esprimermi in qualcosa che fosse più “mio”, e dentro di me sapevo che forse dovevo darmi un’altra occasione. Per caso vedo un libro alla triennale di Milano sulla storia della fashion illustration e mi lascio incantare dalla bellezza di ogni immagine, e tra follia e sogno decido che era quello che volevo fare. Mi licenzio e mi trasferisco a Londra per frequentare dei corsi di fashion drawing al London College of Fashion. A 26 anni ho iniziato a disegnare seriamente. In un solo anno riesco a definire il mio stile, così metto insieme un portfolio da mandare alle riviste. Ottengo la prima pubblicazione e partecipo a una mostra collettiva al V&A (Victoria & Albert Museum di Londra, ndr) a giugno dello stesso anno. Ho capito allora che amavo veramente questo lavoro e che avevo la possibilità di realizzarlo. -

Lucia, when did you meet the world of illustration and how long did you become an illustrator yourself?

- My encounter with illustration is a bit tortuous, with a couple of illustration drawing courses during university and, before, high school, since I was encouraged to draw since I was a child because my style was very familiar and already recognizable. I graduate in directing and work 4 years in advertising in Milan, in a production house. In those years I never had time to devote myself to drawing. Despite this, I understand that I had to express myself in something that was more "mine", and inside of me I knew that perhaps I had to give myself another opportunity. By chance I see a book at the Triennale in Milan on the history of fashion illustration and I let myself be enchanted by the beauty of each image, and between madness and dream I decide that it was what I wanted to do. I quit and move to London to attend fashion drawing courses at the London College of Fashion. At 26, I started drawing seriously. In just one year I can define my style, so I put together a portfolio to send to magazines. I got my first publication and I took part in a collective exhibition at the V&A (Victoria & Albert Museum in London, ed) In June of the same year. I realized then that I really loved this job and that I had the opportunity to do it. -

Harper's Bazaar, illustrazione di Lucia Emanuela Curzi

Quanto ha a che fare l’illustrazione con il disegno e l’arte?

- L’illustrazione di moda rispetto agli altri stili di illustrazione ha un forte legame con il disegno. Il disegno dal vero del corpo umano è essenziale e spesso, come è successo per me, costituisce le fondamenta per diventare un buon illustratore di moda. Addirittura c’è chi preferisce chiamare la disciplina fashion drawing. Possiamo dire che, tra le discipline creative, è forse quella che si avvicina di più al mondo delle tecniche artistiche pittoriche e al disegno. Anche per quanto riguarda l’ispirazione trovo spunti più interessanti nel mondo della storia dell’arte o della fotografia piuttosto che dalla grafica e altri illustratori. L’estetica della moda racchiude canoni di bellezza, forti ispirazioni culturali e un’eleganza che ho sempre amato e in cui mi trovo a mio agio da un punto di vista creativo, ma non escludo che un giorno sentirò la necessità di evolvere in qualcosa che sia più arte in senso stretto e che comunichi concetti più profondi. Anche se credo che per essere un artista in senso puro devi avere un manifesto e un’etica ben precisa. -

How much does illustration have to do with drawing and art?

- Fashion illustration compared to other illustration styles has a strong link with drawing. Drawing from real the human body is essential and often, as has happened for me, it is the foundation for becoming a good fashion illustrator. There are even those who prefer to call this discipline fashion drawing. We can say that, among the creative disciplines, it is perhaps the one that comes closest to the world of pictorial artistic techniques and drawing. Also as regards inspiration, I find more interesting ideas in the world of art history or photography rather than graphics and other illustrators. The aesthetics of fashion contain canons of beauty, strong cultural inspirations and an elegance that I have always loved and in which I am comfortable from a creative point of view, but I do not exclude that one day I will feel the need to evolve into something that is more art in the strict sense and that communicates deeper concepts. Although I believe that to be an artist in a pure sense, you must have a specific manifesto and ethics. -

Fashion figure, illustrazione di Lucia Emanuela Curzi.

Quali tecniche utilizzi? Cambiano spesso o ti affidi esclusivamente a una?

- La mia tecnica principale è mista: uso penne, gessetti, acquarelli, matite colorate e un po’ di acrilico. Fondamentale e distintiva nel mio stile è la china nera. Un’altra tecnica che utilizzo è il collage, il quale richiede un’applicazione un po’ diversa: dipingo sopra dei ritagli che prendo dai magazine e spesso li manipolo su Photoshop. Per alcune commissioni e lavori dipingo anche con l’iPad. -

What techniques do you use? Do they change often or do you only rely on one?

- My main technique is mixed: I use pens, chalks, watercolors, colored pencils and a little acrylic. The black china is fundamental and distinctive in my style. Another technique that I use is collage, which requires a slightly different application: I paint over you out magazine and often manipulate them with Photoshop. For some commissions and jobs I also paint with the iPad. -

Non molto tempo dopo il tuo esordio hai iniziato a lavorare per la moda. Aziende come Tiffany e Saint Laurent ti hanno scelta per diversi lavori. L’ultima collaborazione è con Collistar, per il progetto Milano By Day. Allora non è vero che non esistono più gli Erté contemporanei. A proposito, quali sono i tuoi maestri, in tal senso?

- Pur conoscendo la maggior parte degli illustratori di moda dello scorso secolo e del presente la mia ammirazione più assoluta è sempre stata per il grande Antonio Lopez, il suo stile, per gli anni ’80, era molto contemporaneo. Inoltre la sua storia nella New York di quel tempo e l’amicizia con Warhol sono molto interessanti. -

Not long after your debut you started working for fashion. Companies like Tiffany and Saint Laurent have chosen you for different jobs. The latest collaboration is with Collistar, for the Milano By Day project. Then it is not true that contemporary Ertés no longer exist. By the way, what are your teachers, in this sense?

- Despite knowing most of the fashion illustrators of the last century and the present, my absolute admiration has always been for the great Antonio Lopez, his style, for the 80s, was very contemporary. Furthermore, his story in the New York of that time and his friendship with Warhol are very interesting. -

Rodarte p/e 2018, illustrazione di Lucia Emanuela Curzi.

Immagino sia molto diverso lavorare a un progetto personale e uno su commissione. Come ti relazioni con i committenti?

- Rispetto molto le esigenze del cliente. Cerco di capire i suoi obbiettivi in termine di stile. Nei miei lavori personali seguo più l’istinto e l’ispirazione momentanea di una foto. L’istinto comunque rimane centrale nel mio processo di stesura del colore, da un incidente sulla carta può nascere qualcosa di inaspettato. In una commissione devo trovare l’equilibrio per rispondere a delle necessità creative e non perdere l’immediatezza del tratto. -

I imagine it is very different to work on a personal project and one on commission. How do you deal with the clients?

- I respect the customer's needs very much. I try to understand his goals in terms of style. In my personal works I follow more instinct and the momentary inspiration of a photo. Instinct, however, remains central to my color drafting process, something unexpected may arise from an accident on paper. In a commission I have to find the balance to respond to creative needs and not lose the immediacy of the trait. -

Quanto conta, a livello professionale, vivere in una città come Londra?

- La mia carriera inizia tra il 2009 e il 2010 ed è stato fondamentale vivere a Londra. Perché proprio in quel periodo la città celebrava una rinascita della fashion illustration con mostre dedicate, eventi e nuovi corsi di laurea. Purtroppo l’Italia, nello stesso periodo, non aveva nessun tipo di stimoli per quanto riguarda il mondo dell’illustrazione, e i pochi che avevano successo lavoravano in digitale, tralasciando le altre tecniche. La possibilità di studiare a Londra, le infinite ispirazioni, le opportunità di collaborare con riviste e realtà indipendenti, la meritocrazia ma anche le grandi sfide di lavorare in un mercato molto competitivo sono state fondamentali per creare un profilo internazionale, imparare ad essere umili e migliorare sempre per mantenere il successo. E proprio grazie a questo ora sono più flessibile. Sono molto contenta, infatti, di poter spendere più tempo a Milano che considero la mia città adottiva. -

How important is it, professionally, to live in a city like London?

- My career started between 2009 and 2010 and it was essential to live in London. Because in that period the city celebrated a revival of fashion illustration with dedicated exhibitions, events and new degree classes. Unfortunately Italy, in the same period, did not have any type of stimulus regarding the world of illustration, and the few who were successful worked digitally, leaving out the other techniques. The opportunity to study in London, the infinite inspirations, the chances to collaborate with independent magazines and realities, the meritocracy but also the great challenges of working in a very competitive market have been fundamental to create an international profile, learn to be humble and improve always to maintain success. And thanks to this I am now more flexible. I am very happy, in fact, to be able to spend more time in Milan than I consider my adopted city. -

Illustrazione di Lucia Emanuela Curzi per la mostra Infinite Shoes, lavoro per Fidenza Village

Progetti per il futuro?

- Molti! Una collezione di pezzi in ceramica e, più vanti, una linea tutta mia di diversi oggetti. Ho in progettO anche di creare più animazioni sperimentali e sto cercando di sviluppare un lavoro personale che sia più impegnato sul fronte ambientalista. -

Any plans for the future?

- A lot! A collection of ceramic pieces and then a line of mine of different objects. I also plan to create more experimental animations and I am trying to develop a personal work that is more committed on the environmental front. -

Milano By Day, illustrazione di Lucia Emanuela Curzi tratta dalla seconda collaborazione con Collistar


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