Oikeiôsis di Mara Palena a cura di Twenty 14 Contemporary in collaborazione con Pananti Atelier/ Mara Palena's Oikeiôsis curated by Twenty 14 Contemporary in collaboration with Pananti Atelier

22 Jan 2020

 

 

Oikeiôsis

 

 

 

Oikeiôsis (a study of introspection) di Mara Palena (1988) è la mostra che inaugura la collaborazione tra Twenty 14 Contemporary e il nuovo spazio di Pananti Atelier, nuova sede milanese della Casa d’Aste fiorentina Pananti. Matilde Scaramellini ed Elena Vaninetti, curatrici dell’esposizione, danno vita alla loro avventura in via Saffi 9 a Milano, in uno spazio su due piani, adornato dalle porte in stile vecchia Milano e da mura bianche, le quali, con le fotografie di Palena appese, assumono una connotazione diversa, diventando dei supporti. 

 

Oikeiôsis (a study of introspection) by Mara Palena (1988) is the exhibition that inaugurates the collaboration between Twenty 14 Contemporary and the new space of Pananti Atelier, the new Milanese headquarters of the Florentine Pananti Auction House. Matilde Scaramellini and Elena Vaninetti, curators of the exhibition, give life to their adventure in via Saffi 9 in Milan, in a two-floors space, adorned with old Milan-style doors and white walls, which, with the photographs of Palena hung, they take on a different connotation, becoming supports.and

 

 

 

 

Oikeiôsis

 

 

 

Mara Palena è un’artista della galleria. Nel 2019, quando T14 era in Città Studi, realizza il progetto Identity, in cui coinvolge in modo attivo i giovani abitanti delle periferie milanesi, dando loro una macchina fotografica per ritrarre la loro realtà. Oikeiôsis, invece, la vede coinvolta in prima persona. Non solo perché gli scatti sono realizzati dalla fotografa, ma anche perché fanno parte della sua stessa vita. Vaninetti, infatti, spiega che Mara Palena sin da giovanissima andava in giro con la sua analogica. Così, fotografia dopo fotografia Palena costruisce spontaneamente un archivio, ripreso in mano qualche tempo fa e tradotto nella mostra. Ritagliando e decontestualizzando tutte le immagini raccolte negli anni, conclude infine un lavoro di introspezione, di lettura di sé. E il titolo del lavoro (dal greco οικεῖος), significa proprio la realizzazione e la percezione interna di ognuno di noi. 

 

Mara Palena is an artist from the gallery. In 2019, when T14 was in Città Studi, she realizes the Identity project, in which she actively involves the young inhabitants of the Milanese suburbs, giving them a camera to portray their reality. Oikeiôsis, on the other hand, sees her personally involved. Not only because the shots are made by the photographer, but also because they are part of her own life. Vaninetti, in fact, explains that from a very young age Mara Palena went around with her analogue. Thus, photograph after photograph Palena spontaneously builds an archive, taken up again some time ago and translated into the exhibition. By cutting out and decontextualizing all the images collected over the years, she finally concludes a work of introspection, of self-reading. And the title of the work (from the Greek οικεῖος), means precisely the realization and internal perception of each of us.

 

 

Oikeiôsis

 

 

 

 

La mostra si divide in tre stanze: l’ingresso, la sala principale e l’area basement. 

Appena entrato, lo spettatore viene accolto da un immagine di folla e da un suono, come la noradrenalina, un neurotrasmettitore che agisce sull’umore dello stress. Pare che osservando per 5 minuti l’immagine mentre si ascolta, anche solo in sottofondo, questo tipo di frequenze, il sentimento corrispondente venga a galla. Mara Palena ripete la stessa azione nella video-installazione più catartica di tutta l’esposizione, posta in un piccolo angolo del sotto scala: il pubblico deve osservare un fermo immagine attraverso un monitor e ascoltare attraverso delle cuffie un suono, sempre identico, al fine di rievocare dentro di sé dei ricordi. «Durante il progetto, mi sono interessata a diverse terapie psicologiche, cercando di sviluppare il tema dell'introspezione in tutte le sue forme. Ho voluto provare sul mio corpo la terapia del suono, ed è così che ho approfondito il rapporto con Donato Panaccio (ingegnere del suono e vibrational retrainer).» Spiega la fotografa, la quale ha deciso di coinvolgerlo: «Donato ha realizzato le frequenze ad hoc per le due istallazioni (la folla e la televisione). Legare il suono, la percezione delle frequenze a delle immagini concettualmente legate a delle emozioni è un processo che mi interessa molto e permette ad una persona esterna al progetto di percepirlo anche con il propio corpo, non solo con la mente o con lo sguardo.» 

 

The exhibition is divided into three rooms: the entrance, the main hall and the basement area.

As soon as you enter, the viewer is greeted by an image of a crowd and a sound, such as norepinephrine, a neurotransmitter that acts on the mood of stress. It seems that observing the image for 5 minutes while listening, even if only in the background, this type of frequencies, the corresponding feeling comes to the surface. Mara Palena repeats the same action in the most cathartic video-installation of the whole exhibition, placed in a small corner of the under stairs: the public must observe a still image through a monitor and listen through headphones with a sound, always identical, in order to evoke memories within oneself. «During the project, I became interested in various psychological therapies, trying to develop the theme of introspection in all its forms. I wanted to try sound therapy on my body, and this is how I deepened my relationship with Donato Panaccio (sound engineer and vibrational retrainer).» Explains the photographer, who decided to involve him: «Donato created the frequencies to hoc for the two installations (the crowd and the television). Tying sound, the perception of frequencies to images conceptually linked to emotions is a process that interests me a lot and allows a person outside the project to perceive it also with his or her own body, not only with the mind or the gaze.»

 

 

Oikeiôsis

 

 

Nella sala principale lo spettatore si rilassa e può osservare quattro lavori: tre inchiostri su carta e una lightbox. Si tratta in tutti i casi di diverse fotografie facenti parte del reportage personale di Palena, in cui lei, «se c’è (nelle foto)» spiega Vaninetti «non è riconoscibile». Nell’area non vi sono rumori, solo una riflessione personale e universale sul senso della memoria e del percorso di vita che ognuno di noi compie e, in qualche modo, decide di conservare.

 

In the main hall the spectator relaxes and can observe four works: three inks on paper and a lightbox. In all cases, these are several photographs that are part of Palena's personal reportage, in which she, «if there is (in the photos)» explains Vaninetti «is not recognizable». There are no noises in the area, only a personal and universal reflection on the sense of memory and the path of life that each of us takes and, in some way, decides to preserve.

 

 

Il basement comprende due video-installazioni. Una è la televisione, già citata, e l’altra è un montaggio di immagini video proiettate nella stanza più grande del sottoscala. A scandire il ritmo delle fotografie, le quali si alternano a delle scritte, scansite poi montate e che rappresentano delle pause narrative che interrompono il flusso di coscienza delle immagini, creando una una sequenza precisa, vi è un mix sonoro, questa volta di brani tratti da un repertorio classico, sempre curato da Panaccio. «Lo abbiamo fatto» raconta la fotografa «in modo da poter rendere il progetto fruibile e in qualche modo universale.» E aggiunge: «Le tracce sono trattate e manipolate come se fossero frammenti di un ricordo, memorie che cambiano e si deteriorano nel tempo. il video per me è molto significativo in vari aspetti, rappresenta sia il processo della memoria e del ricordo, sia è un chiaro esempio di tutto il processo tecnico e pratico di distorsione delle immagini, zoom, ritagli, immagini riaccostate in sequenze diverse.» 

 

The basement includes two video installations. One is the television, already mentioned, and the other is a montage of video images projected in the largest room of the basement. To mark the rhythm of the photographs, which alternate with writings, scanned then mounted and which represent narrative pauses that interrupt the flow of consciousness of the images, creating a precise sequence, there is a sound mix, this time of excerpts from a classical repertoire, always edited by Panaccio. «We did it» recounts the photographer «in order to make the project usable and in some way universal.» And she adds: «Traces are treated and manipulated as if they were fragments of a memory, memories that change and deteriorate over time. For me the video support is very significant in various aspects, it represents both the process of memory and remembrance, and it is a clear example of the whole technical and practical process of image distortion, zoom, cutouts, images brought together in different sequences.»

 

 

Oikeiôsis

 

 

Uscendo dallo spazio, riattraversando lo scatto della folla, si rimane con un pensiero: Oikeiôsis di Mara Palena è il risultato di un suo percorso introspettivo, ma, una volta chiusa la porta e allontanandosi dai suoi lavori, lo spettatore è costretto in un certo senso a mettersi in discussione. A rivedere il valore che i ricordi che si porta dentro o in scatole di legno colme di lettere, fotografie, video o profumi, hanno per lui. E così la funzione sociale dell’arte ritrova la sua legittimità. 

 

Leaving the space, going back through the crowd, one remains with a thought: Oikeiôsis by Mara Palena is the result of her introspective journey, but, once the door is closed and leaving her works, the viewer is forced into a certain sense to question. To review the value that the memories he carries inside or in wooden boxes full of letters, photographs, videos or perfumes, have for him. And so the social function of art finds its legitimacy.

 

La mostra si concluderà il 17 febbraio 2020.

The show will end on February 17th 2020.

 

mara-palena.com 

twenty14contemporary.com 

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Facebook Icon

Web / Graphic design by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory