Marianna Cimini primavera-estate 2019: da AltaRoma, la collezione Feeling of colors  / Marianna Cimini spring-summer 2019: from AltaRoma, the Feeling of colors collection

5 Jul 2018

 

Marianna Cimini ss 19, Ph S. Dragone / Luca Sorrentino

 

 

 

Bruciare. È la traduzione italiana della parola di origine indiana holi, la cui tradizione vuole che ad ardere sia il demone Holika. Il male viene quindi sconfitto dal bene, il quale sotto la forma di una festa, chiamata appunto Holi, celebra l’evento. L’India è il paese nel quale tale evento si manifesta da secoli, in cui le persone si vestono di bianco e scendono in strada danzando e cantando, mischiandosi a tinte di ogni colore, costruendo così un arcobaleno umano. La processione avviene all’inizio della primavera, per dire addio all’inverno. 

Marianna Cimini trae spunto dalla cerimonia, ormai nota e vissuta in tutto il mondo, anche in Italia, per realizzare la collezione Feeling of colors primavera-estate 2019, presentata ad AltaRoma il 30 giugno. 

 

To burn. It is the English translation of the word of Indian origin holi, whose tradition wants that to burn is the Holika demon. Evil is then defeated by the good, which in the form of a party, called Holi, celebrates the event. India is the country where this event has been manifested for centuries, where people dress in white and go down the street dancing and singing, mixing shades of every color, thus building a human rainbow. The procession takes place at the beginning of spring, to say goodbye to winter.

Marianna Cimini draws inspiration from the ceremony, now known and experienced all over the world, also in Italy, to create the Feeling of colors spring-summer 2019 collection, presented during AltaRoma on June 30th.

 

 

Marianna Cimini ss 19, Ph S. Dragone / Luca Sorrentino

 

 

 

Negli iconici studi di Cinecittà la designer ha vissuto la sua personale primavera. La sua rinascita. Non che le ultime collezioni non fossero stilisticamente ed esteticamente corrette, ma denotavano una situazione di incertezza, anzi, di inquietudine. Come se qualcosa non fosse al suo posto. Ebbene, con l’ultima presentazione l’enigma si è risolto, attraverso uno disegno e uno styling sofisticato, studiato nei minimi dettagli. A motivare il successo sono due fattori: tecnici, relativi ai materiali e alle nuove silhouette, ed emozionali. 

I primi si ritrovano nella costante ricerca da parte di Cimini, di tessuti italiani su cui sperimentare le forme da fare indossare alla sua donna, la quale vestirà preziose “organze in seta colorate, cotone seersucker con ricami 3d, rasi lucidi di viscosa fluida stampati, georgette impalpabili, denim. In contrasto, spolverini in nylon ultraleggeri, envers satin tipo double face con giochi opachi e lucidi.” Racconta la stilista. 

Nascono così nuovi modelli, attraverso una personale reinterpretazione della moda anni Novanta, sobria e concettualmente stimolante. A essi si accostano ai classici del brand come i zampetta pants e le gonne midi. Ma un conferma, anche per la prossima stagione, sono le stampe, ogni volta inedite e “create ad hoc”, su tutta la lunghezza e “con maxi fiori stilizzati d’ispirazione Holi, righe ed elementi grafici.” Per collezionisti, si potrebbe dire. 

 

In the iconic Cinecittà studios, the designer lived her own spring. Her rebirth. Not that the latest collections were not stylistically and aesthetically correct, but denoted a situation of uncertainty, rather, of restlessness. As if something were not in place. Well, with the last presentation the enigma has been solved, through a sophisticated design and styling, studied in every detail. Motivating success are two factors: technical, related to materials and new silhouettes, and emotional.

The first are found in the constant research by Cimini, of Italian fabrics on which to experiment the forms to wear by her woman, who will dress precious “organza in colored silk, seersucker cotton with 3d embroidery, glossy satin viscose fluid printed, impalpable georgette, denim. In contrast, ultra-light nylon dusters, double-sided envers satin with opaque and shiny plays.” The designer recounts.

Thus new models are born, through a personal reinterpretation of the Nineties fashion, sober and conceptually stimulating. They are combined with the classics of the brand such as the zampetta pants and midi skirts. But a confirmation, also for the next season, are prints, each time unpublished and “created ad hoc”, along the entire length and “with maxi stylized flowers inspired by Holi, stripes and graphic elements.” For collectors, we could to say.

 

 

Marianna Cimini ss 19, Ph S. Dragone / Luca Sorrentino

 

 

 

Il denim fa il suo ingresso timidamente, a confermare l’aspetto sperimentale della collezione. La designer, originaria della Costiera Amalfitana, lo sviluppa attraverso una capsule, protagonista a circa metà del défilé, a cui corrispondono un pantalone a vita alta, pencil skirt, una camicia over e un giubbotto. I motivi di questa scelta, spiega la creatrice, sono per rispondere “a una richiesta di mercato sempre maggiore.” Dice così, ma i tre capi si integrano in modo congeniale agli altri tessuti, senza dare la sensazione di essere pensati come dei pezzi commerciali. In effetti, ogni uscita è indossabile, non ci sono dei capi impossibili da essere vissuti, anche nel quotidiano. Certo, alcuni vestiti, come quelli del finale vogliono la loro presenza solo per certe occasioni, ma se si sanno abbinare con intelligenza e stile, potrebbero rivelare qualche sorpresa, persino per fare un semplice giro in città. Ed è qui che scaturisce l’aspetto emotivo. 

 

Denim makes its entry timidly, to confirm the experimental aspect of the collection. The designer, originally from the Amalfi Coast, develops it through a capsule, protagonist about half of the défilé, to which correspond a high waist pants, pencil skirt, an over shirt and a jacket. The reasons for this choice, explains the creator, are to respond “to an ever-increasing market demand.” She says so, but the three garments integrate seamlessly with other fabrics, without giving the impression of being thought of as commercial pieces. In fact, every exit is wearable, there are no clothes that are impossible to be experienced, even in everyday life. Of course, some dresses, like those of the final, want their presence only for certain occasions, but if we know how to combine with intelligence and style, they could reveal some surprises, even to make a simple stroll in the city. And this is where the emotional aspect springs.

 

 

1/9

Marianna Cimini ss 19, Ph S. Dragone / Luca Sorrentino

 

 

 

La stilista si è divertita. Ha danzato, nel gioco serio che è poi il fashion business. “Vuoi la verità? Ho provato tutto! Gli abiti con le nuove vestibilità e le maxi rouches… mi sono sentita a mio agio. Idem con i capispalla ultralight di nylon.” Esclama, raggiunta al telefono.

Marianna Cimini riesce a interpretare il concetto di moda senza venire meno alla sua personalità. Crea abiti aventi come genesi i suoi pensieri e sentimenti, il suo istinto mediterraneo, senza guardare troppo in là, al mondo di fuori. Eppure studia, ricerca, va fino in India, per costruire l’identità del brand. La maturità è raggiunta. Con la collezione si apre un nuovo percorso, in cui l’obiettivo non è più quello di affermare la propria presenza ma di evolverla. Ora Cimini può mettersi sempre di più in discussione perché, almeno a livello stilistico e di riconoscibilità, il lavoro pare fatto, compiuto. 

Ci si chiede perché non la si inviti a sfilare a Milano, dato che pare sia pronta a slegarsi dal mondo degli emergenti, e dai meccanismi che li coinvolgono, per essere indipendente, libera, come la sensazione regalata dalla primavera. 

 

The designer had fun. She danced, in the serious game that is then the fashion business. “Do you want the truth? I tried everything! The clothes with the new fit and the maxi rouches... I felt at ease. The same with ultralight nylon outerwear.” She exclaims, reached over the phone.

Marianna Cimini manages to interpret the concept of fashion without losing her personality. She creates clothes whose genesis is her thoughts and feelings, her mediterranean instinct, without looking too far, to the outside world. And yet she studies, research, goes all the way to India, to build the brand's identity. Maturity is reached. With the collection she opens a new path, in which the goal is no longer to affirm one's own presence but to evolve it. Now Cimini can get more and more into question herself because, at least in terms of style and recognition, the work seems done, accomplished.

One wonders why you she is not invited to show in Milan, since it seems to be ready to leave the emerging world, and the mechanisms that involve it, to be independent, free, like the feeling given by spring.

 

 

Marianna Cimini ss 19, Ph S. Dragone / Luca Sorrentino

 

 

 

mariannacimini.it

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory