Mistero, un'isola e personaggi unici: Fabien C. Droscor racconta il suo ultimo romanzo "Quei dannati sedici nodi" / Mystery, an island and unique characters: Fabien C. Droscor tells his latest novel "Quei dannati sedici nodi"

14 Jul 2020

Francesco Bordi

 

 

Francesco Bordi, ovvero Fabien C. Droscor. È con questo pseudonimo che l’autore romano firma i suoi romanzi. Come l’ultimo, Quei dannati sedici nodi (Robin) fresco di stampa e ora in libreria. Della sua ultima fatica letteraria, sequel ideale di Non è tutta colpa del pipistrello, opera prima di Droscor, e di molto altro, parla su qui, sulle pagine digitali di Nouvelle Factory. 

 

Francesco Bordi, or Fabien C. Droscor. It is with this pseudonym that the roman author signs his novels. Like the last, Quei dannati sedici nodi  (Robin) fresh from the press and now in the bookstores. Of his latest literary effort, the ideal sequel to Non è fault of the bat, Droscor's first work, and much more, he speaks about here, on the digital pages of Nouvelle Factory.

 

Innanzitutto, posso chiamarti Francesco oppure, quando si tratta di un'intervista, preferisci che usi Fabien, il tuo pseudonimo con cui firmi i tuoi libri?

 

- Vanno benissimo entrambi i nomi. Fabien C. Droscor è l’anagramma del mio nome e cognome. Sono molto affezionato al mio pseudonimo perché rappresenta e racchiude in sé la parte più letteraria della mia vita, ma va benissimo anche il mio nome di battesimo al quale sono ugualmente affezionato. Nel corso degli anni, tuttavia, parenti ed amici mi hanno dato vari soprannomi a seconda degli ambienti in cui mi muovevo e devo dire che, paradossalmente, Francesco e Fabien sono i meno utilizzati. -

 

First of all, can I call you Francesco or, when it comes to an interview, do you prefer me to use Fabien, your pseudonym with which you sign your books?

 

- Both names are fine. Fabien C. Droscor is the anagram of my name and surname. I am very fond of my pseudonym because it represents and contains the most literary part of my life, but my first name to which I am equally fond is also fine. Over the years, however, relatives and friends have given me various nicknames according to the environments in which I moved and I must say that, paradoxically, Francesco and Fabien are the least used. -

 

A proposito di romanzi. In libreria è appena uscito il tuo secondo lavoro: Quei dannati sedici nodi, il quale racconta la storia di un uomo, Bruno Leonetti, che si trasferisce improvvisamente sull'Isola del Giglio, destando perplessità, domande e gettando sulla sua figura un alone di sospetto. Com'è nato il personaggio?

 

- La maggior parte dei protagonisti che guidano i miei lavori nasce spesso da un’ispirazione presa dal reale. Nel primo libro la bella e complessa Eleonora Savini aveva alcuni tratti della mia amica Romina. Parlando invece di Quei dannati sedici nodi, appena uscito, c’è un personaggio dalle molte sfumature psicologiche che si chiama Aleksandrina Formisani. Il suo spirito battagliero e la sua visione del mondo sono stati ispirati dalla maniera con cui la mia amica Antonella affronta la sua quotidianità. Non a caso entrambe sono state menzionate all’interno dei ringraziamenti finali. Chiaramente si tratta solo di un punto di partenza. Un personaggio è composto da molteplici aspetti che poi vengono modificati, estremizzati, implementati e sfumati. In una parola: la caratterizzazione, un elemento sui cui lavoro tantissimo in ogni mio scritto, molto più che su la trama. Nel caso di Bruno Leonetti, invece, il personaggio è nato dalla voglia di avere un protagonista dalle fattezze diverse rispetto alla consuetudine. Molti autori lavorano sugli “attori” del proprio palco letterario dal punto di vista psicologico, giustamente. Io stesso non faccio eccezione in tal senso. Sull’aspetto fisico di norma c’è invece una certa uniformità. Questa volta, invece, volevo che uno dei miei protagonisti principali fosse differente: ad esempio un uomo sui quarant’anni affetto da grave obesità. Nel corso della lettura si potrà comprendere se l’eccessivo peso sia più o meno influente nella vicenda, ma in ogni caso ho fortemente voluto questa connotazione. Non c’è giudizio o pena o ancora ricerca di compatimento in relazione a questa caratteristica. La società è fatta anche di persone con seri problemi di peso, di vista, di deambulazione o con delle problematiche handicap. Tutti noi potremmo rientrare prima o poi (se già non rientriamo) in questi ed in molti altri esempi. Ritengo quindi giusto che tali realtà siano presenti anche in un romanzo come questo. Bruno ha una dote artistica importante che però lo estranea spesso dal mondo, è abile nel suo lavoro d’informatico che spesso lo porta ad operare in solitudine e pesa oltre 195 chili. Nonostante tutto la sua vita sentimentale e sociale non va affatto male se non fosse per quell’incidente… -

La copertina di Quei dannati sedici nodi (Robin)

 

 

Speaking of novels. Your second job has just come out of the bookstore: Quei dannati sedici nodi, which tells the story of a man, Bruno Leonetti, who suddenly moves to the Giglio Island, arousing suspicions, questions and throwing a suspicious halo on his figure. How was the character born?

 

- Most of the protagonists who guide my works are often born from an inspiration taken from reality. In the first book the beautiful and complex Eleonora Savini had some features of my friend Romina. Speaking of Quei dannati sedici nodi, just released, there is a character with many psychological nuances called Aleksandrina Formisani. Her fighting spirit and her world view were inspired by the way my friend Antonella deals with her everyday life. It is no coincidence that both were mentioned in the final thanks. Clearly it is only a starting point. A character is composed of multiple aspects which are then modified, extreme, implemented and nuanced. In a word: the characterization, an element on which I work a lot in all my writings, much more than on the plot. In the case of Bruno Leonetti, however, the character was born from the desire to have a protagonist with different features than usual. Many authors work on the "actors" of their literary stage from the psychological point of view, rightly so. I myself am no exception in this regard. On the physical aspect there is normally a certain uniformity. This time, however, I wanted one of my main protagonists to be different: for example a man in his forties suffering from severe obesity. During the reading it will be possible to understand if the excessive weight is more or less influential in the story, but in any case I strongly wanted this connotation. There is no judgment or punishment or even a search for pity in relation to this characteristic. Society is also made up of people with serious weight, sight, gait problems or with handicap problems. We could all come back sooner or later (if we don't already come back) in these and many other examples. So I think it right that these realities are also present in a novel like this. Bruno has an important artistic talent which, however, often alienates him from the world, is skilled in his IT work which often leads him to work in solitude and weighs over 195 kilos. In spite of everything his love and social life is not bad at all if it were not for that accident… -

 

Il libro è il sequel della tua opera prima Non è tutta colpa del pipistrello. Quali sono i punti in comune?

 

- Tecnicamente questo romanzo è il seguito del precedente, ma l’ho strutturato in maniera tale che potesse essere letto anche in maniera indipendente. Come si dice in questi casi: “Se hai letto il primo, è meglio, altrimenti lo puoi leggere anche in maniera autonoma”. Non è tutta colpa del pipistrello e Quei dannati sedici nodi hanno molti personaggi in comune e condividono una certa continuità. Le atmosfere però sono molto differenti. Il primo è ambientato in gran parte sulle strade di Parigi tra i cibi del quartiere latino e le canzoncine ai bordi della Senna, mentre quest’ultimo gode del mare della Toscana in mezzo a calette da sogno, folklore e una leggenda accattivante. -

 

This book is the sequel to your first work Non è tutta colpa del pipistrello. What are the common points?

 

- Technically this novel is the sequel to the previous one, but I structured it in such a way that it could also be read independently. As they say in these cases: "If you have read the first one, it is better, otherwise you can also read it independently". Non è tutta colpa del pipistrello and Quei dannati sedici nodi have many characters in common and share some continuity. The atmospheres, however, are very different. The former is set largely on the streets of Paris between the foods of the Latin quarter and the songs on the banks of the Seine, while the latter enjoys the tuscan sea in the midst of dream coves, folklore and a captivating legend. -

 

Come trascorri le tue giornate da scrittore?

 

- Vorrei tanto trascorrere “giornate da scrittore”, ma come è noto non si tratta di un lavoro che permette la piena autonomia. Scrivo per lo più la mattina presto o la notte. Per il resto del tempo che rimane mi divido tra il lavoro che svolgo a contatto con il pubblico, le letture dei miei romanzi preferiti in treno ed i pensieri su mille progetti che spero sempre di portare più o meno a termine da “pessimo ottimista” quale sono. -

 

How do you spend your days as a writer?

 

- I would love to spend "days as a writer", but as we know it is not a job that allows full autonomy. I mostly write early in the morning or at night. For the rest of the time that remains I divide myself between the work I do in contact with the public, the readings of my favorite novels on the train and the thoughts on a thousand projects that I always hope to accomplish more or less as a "bad optimist" I am. -

 

Quando ti sei appassionato alla letteratura?

 

- Da piccolissimo mia madre mi leggeva ad alta voce L’isola dei delfini blu di Scott O’Dell. Poi cercava di leggere insieme a me. Quindi mi lasciava da solo con le mie pagine (che mi sembravano tantissime) e poi tornava per vedere se ero andato avanti. All’epoca non mi piaceva tanto, tuttavia quelle parole, quelle descrizioni, quei dialoghi evocavano qualcosa che mi rimaneva. Ricordo ancora oggi le immagini che mi venivano in mente mentre avevo quel grosso libro fra le mani. Quello è stato l’inizio, ma la passione vera e propria è arrivata seriamente al primo anno del liceo classico: in quarto ginnasio. -

 

When did you become passionate about literature?

 

- When I was very young, my mother used to read me aloud Scott O’Dell's Blue Dolphin Island. Then he tried to read with me. So he left me alone with my pages (which seemed a lot to me) and then he came back to see if I had gone ahead. At the time I didn't like it very much, however those words, those descriptions, those dialogues evoked something that remained to me. I still remember the images that came to my mind while I had that big book in my hands. That was the beginning, but the real passion came seriously to the first year of classical high school: in the fourth gymnasium. -

 

Nel libro avviene un'investigazione da parte dell'Arma e i punti chiave sono tre: un dipinto di Simone Martini, una sigla anni ’70 ed un verso de L’Orlando Furioso. Apparentemente sembrano mondi a parte, cosa li unisce, a parte "il caso Leonetti"?

 

- Ad unire questi elementi così differenti sono sempre loro, i miei protagonisti. I personaggi dei miei romanzi sono spesso curiosi. Si muovono in maniera affannata in cerca di stabilità, di verità, effettuano anche timidi tentativi di felicità e quasi sempre hanno la peggio, ma in una modalità talmente intimista ed a tratti divertente da riuscire a farsi voler bene. Nel caso specifico il dipinto avrà un ruolo fondamentale nell’indagine, mentre il verso dell’Ariosto sarà importante per comprendere meglio il carattere di un personaggio chiave dell’intreccio. Quanto alla sigla anni ’70… Beh, i miei romanzi sono imbevuti del pop, soprattutto filmico e musicale e sociale, degli anni ’70 ed ’80. Difficile trovare una delle mie fatiche letterarie che sia priva di riferimenti a quel periodo. I protagonisti che creano legami forti fra gli aspetti più disparati tuttavia non sono solamente i miei personaggi, ma anche i luoghi. Nel mio primo libro Parigi non era solo un’ambientazione, era una protagonista, allo stesso modo in Quei dannati sedici nodi, il Giglio non è una graziosa isoletta che fa sfondo alle vicende nate da Bruno, è un protagonista assoluto, molto più di Bruno stesso. -

 

In the novel there is an investigation by the police and the key points are three: a painting by Simone Martini, an initials of the 70s and a lines from the Orlando Furioso. Apparently they seem worlds apart, what unites them, apart from "the Leonetti case"?

 

- To unite these different elements are always them, my protagonists. The characters in my novels are often curious. They move in a frantic way in search of stability, of truth, they also make timid attempts at happiness and almost always have the worst, but in a way so intimate and at times fun to be able to be loved. In the specific case, the painting will have a fundamental role in the investigation, while Ariosto's verse will be important to better understand the character of a key character in the plot. As for the 70s theme song… Well, my novels are imbued with pop, especially film and music and social, from the 70s and 80s. Difficult to find one of my literary labors that is devoid of references to that period. The protagonists who create strong links between the most disparate aspects, however, are not only my characters, but also the places. In my first book, Paris was not just a setting, it was a protagonist, in the same way in Quei dannati sedici nodi, Giglio is not a pretty little island that is the background to the events born of Bruno, he is an absolute protagonist, much more than Bruno same. -

 

Molti scrittori si sono fermati durante la quarantena, producendo poco o niente. Tu? Dobbiamo aspettarci un altro sequel?

 

- Nel corso della quarantena io ho lavorato sulle rifiniture di Quei Dannati, ma ho anche scritto un raccontino in tre parti postato su Linkedin che volevo spingesse ad alcune riflessioni su quanto tutti noi diamo sempre tutto troppo per scontato, anche quando giuriamo di non farlo. Quanto ad un altro sequel… Arriverà di certo. Ho concepito l’intero progetto come una trilogia ed intendo portarla a termine nel miglior modo possibile. -

 

Many writers stopped during the quarantine, producing little or nothing. You? Should we expect another sequel?

 

- During the quarantine I worked on the finishing touches of Quei dannati, but I also wrote a three-part story posted on Linkedin that I wanted to encourage some reflections on how much we all always take everything too much for granted, even when we swear not to do it. As for another sequel… It will certainly come. I conceived the whole project as a trilogy and I intend to complete it in the best possible way. -

 

Infine, un pensiero per la letteratura.

 

- Lei salva la vita, lei fa sì che qualunque giornata, anche la più brutta, abbia un senso. Lei ti viene in soccorso, lei ti allieta e ti addolcisce. Ovviamente sono parole di chi ama la letteratura da tempo e in maniera quasi morbosa, ma quello che cerco sempre di comunicare è che, a mio parere, chiunque si avvicini seriamente alla lettura costante almeno di due libri, poi non potrà mai più farne a meno, mai più. Grazie dello spazio che mi avete concesso, grazie davvero. -

 

Finally, a thought for literature.

 

- She saves lives, she makes any day, even the worst one, make sense. She comes to your rescue, she cheers you up and sweetens you. Obviously they are words of those who have loved literature for a long time and in an almost morbid way, but what I always try to communicate is that, in my opinion, anyone who seriously approaches the constant reading of at least two books, then can never do without them again , never again. Thank you for the space you have given me, thank you very much. -

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