Monia Merlo, quando il significato di una fotografia deriva dalla bellezza / Monia Merlo, when the meaning of a picture arises from beauty

16 Oct 2017

 

 

Tutto è nato circa sette anni fa, per caso. Come un amore, un incontro. Questo è successo a Monia Merlo e alla fotografia nel 2010 circa, quando la vita le ha fatte incontrare e non ha più permesso loro di separarsi. Accade a volte di rimanere immobili dalla paura, come fanno i felini, in altre occasioni, invece, non si riesce più a parlare. Ciò avviene quando la bellezza scompare dal nostro mondo personale. Ma c’è chi reagisce e se lo crea. Quando viene detto che costruirsi “castelli mentali” è inutile, si dichiara il falso. Immaginare significa disegnare un luogo possibile, anche se non necessariamente perfetto, ma pieno di sentimento, amore e purezza. Le stesse sensazioni che mi ha dato la fotografa, quando l’ho raggiunta via skype nella sua casa veneta, la terra di origine nella quale oltre che scattare immagini dal sapore preraffaellita, ha esercitato la professione di architetto.

 

Everything was born about seven years ago, by chance. Like a love, an encounter. This happened to Monia Merlo and to photography in about 2010, when life had met them and did not allow them to separate. It sometimes happens to be immobile for fear, as do the felines, on other occasions, however, you can not talk anymore. This happens when beauty disappears from our personal world. But there are those who react and create it. When it is said that building "mental castles" is useless, it is declared the false. Imagine means designing a possible place, though not necessarily perfect, but full of feeling, love and purity. Those sensations that the photographer gave me when I reached her via skype in her Venetian home, land of origin that, in addition to taking pictures of a pre-raphaelite aesthetic, has practiced the profession of architect.

 

 

 

 Space

 

 

 

Monia, quali sono stati i tuoi primi passi che hai compiuto come fotografa?

 

- La fotografia non l’ho cercata. Sono state una serie di circostanze che mi hanno portata ad avvicinarmi a questo medium: non riuscivo a esprimere verbalmente quello che mi stava capitando, e nemmeno a canalizzarlo in altri modi. Un giorno ho letto su un quotidiano la notizia di un seminario-work shop a Milano con la fotografa Cristina Nunez, e una sua intervista in cui parlava del autoritratto come una forma di guarigione, che lei stessa ha sperimentato dopo un periodo difficile. Scorrendo le sue parole sono arrivata a fotografarmi con una semplice camera compatta: il risultato non è stato però soddisfacente. E così ho abbandonato questo tentativo. Qualche tempo dopo sono andata al Mart di Rovereto per vedere una mostra di architettura e nel bookstore ho scoperto un libro su Francesca Goodman. Le sue immagini sono state una folgorazione. Mi sono molto riconosciuta nei suoi lavori, benché non sapessi proprio nulla di lei, del suo essere morta suicida. Nel frattempo era anche nato mio figlio e dopo averlo accompagnato ogni mattina all’asilo, visitavo dei posti isolati e abbandonati, in cui finalmente riuscivo a ritrarmi, e poi a stare meglio. Erano atti che mi davano una grandissima libertà, in quanto nessuno inizialmente sapeva che stavo lavorando su di me attraverso la fotografia. A un certo punto, però, mi sono stancata di farmi fotografie, forse anche perché non era più un atto strettamente personale, e ho deciso di immortalare altri soggetti, prendendo così il controllo della situazione, iniziando con delle amiche. Una di loro, che però non ho fotografato, mi ha parlato di Photovogue (portale online di vogue.it dedicato ai nuovi talenti della fotografia, ndr) e mi ha consigliata di caricare qualche immagine che avevo scattato. Ho colto il suo consiglio, ed è andata molto bene: ho vinto alcuni concorsi e le persone hanno iniziato a chiedermi di scattare per loro. Da quel momento la fotografia è diventata un altro lavoro. -

 

Monia, what were your first steps you took as a photographer?

 

- I did not look at it. There have been a number of circumstances that have led me to approach this medium: I could not verbally express what was happening to me, nor even to channel it in other ways. One day I read on a newspaper the news of a seminar-work shop in Milan with photographer Cristina Nunez, and an interview where she talked about self-portrait as a form of healing she had experienced after a difficult time. Through her words I came to photograph with a simple compact camera: the result was not satisfactory. And so I abandoned this attempt. Some time later I went to the Mart of Rovereto to see an exhibition of architecture and in the bookstore I discovered a book about Francesca Goodman. Her pictures were blinking. I recognized myself thorough her work, although I did not know anything about her, about her being dead suicide. Meanwhile, my son was born and after having accompanied him every morning to the kindergarten, I visited isolated and abandoned places, where I finally managed to picture myself and then to feel better. These were acts that gave me a great deal of freedom, since no one initially knew I was working on me through photography. At one point, however, I was tired of taking photographs, perhaps because it was no longer a strictly personal act, and I decided to immortalize other subjects, taking control of the situation, starting with friends. One of them, however, who I did not photographed, talked to me about Photovogue (the online portal of vogue.it dedicated to the new talent of photography, ndr) and advised me to upload some pictures that I had taken. I got her advice, and it went very well: I won some contests and people started asking me to take photographs for them. From that moment on, photography has become another job. -

 

 

 

Reinassance  

 

 

 

Oggi, rispetto a quelle prime sperimentazioni, a che punto sei del tuo percorso?

 

- Il mio approccio è molto cambiato: se prima avevo delle vere crisi d’astinenza quando non scattavo, andando avanti e arrivando a oggi, è diventato tutto molto più professionale. Ho studiato molto la devozione e la serietà al lavoro dei maestri dell’immagine, come deve essere strutturato un set e tutti gli altri aspetti meno istintivi di questa professione, ma che comunque servono e ti cambiano, non solo quando svolgo un progetto commissionato, ma anche quando ne faccio uno personale. Quello che invece è da sempre un punto fondamentale è la ricerca: studio molto i dipinti, così come i film, poi preparo dei moodboard e disegno degli schizzi. Questa fase è un quadro che mette in ordine tutto il processo. -

 

Today, compared to those first experiments, how far are you in your path?

 

- My approach has changed a lot: if in that period I had a real withdrawal crisis when I did not go taking pictures, going on and getting to today, it has become much more professional. I have studied a lot of the devotion and seriousness to work applied by the image masters, how to set up a set and all other less instinctive aspects of this profession, but which still serve and change you, not only when I do a commissioned project but even when I do a personal one. What has always been a fundamental point is research: I study a lot of paintings, as well as films, then prepare moodboards and sketches. This phase is a framework that puts the whole process in order. -

 

 

 

Femme Fleur

 

 

Un elemento costante nelle tue opere è questa particolare aurea poetica che ne scaturisce, diventando così la tua estetica, la tua firma visiva. Come arrivi a concepirla?

 

- Credo sia semplicemente innata. Ora sono in una fase in cui molte persone mi chiedono di essere meno poetica ma, nonostante i miei sforzi, non ce la faccio. Forse questo aspetto è un limite, anche se in realtà molti lo continuano ad apprezzare. -

 

A constant element in your works is this particular poetic aura that springs, thus becoming your aesthetic, visual signature. How do you come to conceive it?

 

- I think it's just innate. Now I'm in a stage where many people ask me to be less poetic but, despite my efforts, I can not do it. Perhaps this aspect is a limit, although in reality many continue to appreciate it. -

 

 

Mi sembra che esse esprimano anche un certo romanticismo, nell’accezione tedesca dell’800 ovviamente: dalle tue immagini emerge anche il sentimento della malinconia…

 

- Sicuramente. Tieni presente che delle arti che amo, ovvero il cinema, la letteratura, le arti figurative e la musica, apprezzo in modo particolare i cosiddetti poeti maledetti, le atmosfere rarefatte, i luoghi decadenti. Questo mondo si sedimenta in me ed emerge poi nei miei lavori fotografici. -

 

It seems to me that they also express a certain romance, in the German version of the 800th of course: from your images also emerges the feeling of melancholy ...

 

- Surely. Keep in mind that of the arts I love, namely cinema, literature, figurative arts and music, especially I appreciate the so-called cursed poets, rarephaic atmospheres, decadent places. This world settles in me and then emerges in my photographic work. .

 

 

 

Quasi una solitudine

 

 

Hai mai pensato di immortalare degli uomini?

 

- Ho fatto un tentativo qualche tempo fa, ma il risultato è stato così simile a quello della donna che ho deciso di non portarlo avanti, almeno per ora. -

 

Have you ever thought about immortalizing men?

 

- I did a try some time ago, but the result was so similar to that of the woman I decided not to carry on with it, at least for now. -

 

 

A proposito della donna, lei e l’elemento della terra, la natura, sono altri tratti distintivi delle tue immagini. Come mai queste scelte così specifiche? E come avviene la selezione delle modelle?

 

- Queste donne sono molto malinconiche, sensibili. Mi colpiscono perché hanno qualcosa di triste nello sguardo anche se nel momento in cui le guardo sorridono. È successo anche con Giulia Beltrame, la mia musa, che mi è stata consigliata da una mia amica make up artist, e con la quale ho un rapporto molto particolare: quando scatto con le altre donne, anche se mi trovo molto bene con loro, poi devo tornare da lei: è una persona singolare, molto affascinante. Infatti cerco una bellezza che non è canonica, che abbia qualcosa di stridente nel volto, ma che la rende unica rispetto a tutte le altre. 

I momenti in cui sono molto creativa sono quelli in cui mi manca qualcosa. Ed è in quegli istanti che entra in campo la natura, sia nella sua realtà tangibile che sotto altre forme: volevo fare una serie di nudi con dei fiori dipinti sul corpo, solo che per vari motivi non ne ho avuto la possibilità. Dopo un po’ di mesi in cui mi arrovellavo per dare forma alla mia idea, finalmente è arrivata l’ispirazione giusta, e da quella sono nate alcune serie con i fiori, tipo Femme Fleur o Secret Gardens, che sono state fatte con la tecnica del collage. Per me il giardino rappresenta un luogo dove rifugiarmi. Di esso mi appassiona l’idea del ciclo stagionale, della tranquillità che comporta il dover curare le piante. Trovo molto confortante l’idea che ognuno di noi abbia dentro di sé un luogo fiorito che venga fuori anche se si è in un luogo e sentimento completamente diverso, grigio e oscuro. -

 

About the woman, her and the element of the earth, nature, are other distinctive features of your images. How are these choices so specific? And how is the model selection?

 

- These women are very melancholic, sensitive. They hit me because they have something sad in their gaze even though they look at me smiling. It also happened with Giulia Beltrame, my muse, which was recommended by a make up artist friend, and with whom I have a very special relationship: when I shoot with other women, although I find myself very good with them, then I have to go back to her: she is a singular person, very charming. In fact, I'm looking for a beauty that is not a canonical one, which has something striking in the face, but that makes it unique with respect to all the others.

The moments when I am very creative are those where I miss something. And it is in those moments that comes into the field of nature, both in its tangible reality and under other forms: I wanted to make a series of naked with flowers painted on the body, but for various reasons I did not have the chance. After a couple of months in which I dared to shape my idea, finally came the right inspiration, and from that came forth some series with flowers such as Femme Fleur or Secret Gardens, which were made with the technique of collage. For me the garden is a place to take refuge. Of it, I am passionate about the idea of ​​the seasonal cycle, of the tranquility that it has to cure the plants. I find it very comforting to think that each of us has a flowering place inside, even if it is in a completely different, gray and dark place or feeling. 

 

 

The Bathroom

 

 

 

Fotografia e società: come interagiscono oggi e come si colloca la tua arte in particolare nei confronti del mondo?

 

- Non pretendo di analizzare nulla. Ecco perché faccio questo tipo di immagini: in esse cerco di inserire ciò che manca di bello nella nostra vita, e oggi, purtroppo è molto. In un certo senso mi isolo dal mondo. Mi chiedo perché devo riempirmi gli occhi e la mente ogni giorno di veleno, della crisi, della morte che ci è attorno. Vorrei proteggermi il più possibile, pur essendo consapevole che è difficile. La fotografia è quindi al tempo stesso il mondo che vorrei e il luogo in cui mi rifugio. Vorrei che tutti coltivassero un po’ di bellezza, così il posto in cui viviamo sarebbe diverso, ma purtroppo mi rendo conto che si coltiva ben altro, come l’odio e l’invidia. Trovo anche che ci sia una fotografia del tutto inutile, con poco significato. Sui social invece si vedono cose terrificanti, e la donna stessa viene rappresentata in modo orribile, svilente. Seguo i fotografi che reputo bravi, i quali producono immagini con un valore particolare, diverso da quello a cui siamo abituati oggi. -

 

Photography and society: how do they interact today and how does your art particularly focus on the world?

 

- I'm not pretending to analyze anything. That is why I do this kind of picture: in these I try to insert what is missing in our lives, and today, unfortunately, it is a lot. In a sense, I isolate me from the world. I wonder why I must fill my eyes and mind every day with poison, the crisis, and the death around us. I would like to protect myself as much as possible while being aware that it is difficult. Photography is at the same time the world I want and the place where I take refuge. I would like everyone to cultivate a bit of beauty, so the place we live in would be different, but unfortunately I realize that much more is cultivated, such as hate and envy. I also find that there is a completely useless photography, with little meaning. On the social side, specially, we see terrifying things, and the woman itself is represented horribly, silently. I follow the photographers I think are good, which produce images with a particular value, different from what we are accustomed to today.-

 

 

 

Hidden

 

Quali sono i progetti per il futuro?

 

- Da qualche mese sono tra i fotografi dell’agenzia milanese Fisheye Agency. Sto lavorando molto con e per loro, e devo dire che il mio agente, Francesca Mirabile, è molto brava. Ho accettato di entrare in agenzia perché mi sono resa conto che se volevo portare avanti il livello tecnico delle mie opere, quella era la strada giusta. Ora ho un assistente sul set, studio molto, e i risultati stanno incominciando a vedersi. Inoltre utilizzo anche la luce artificiale, cosa che non avevo mai sperimentato prima. È un modo di lavorare più disciplinato. Questo è al momento il progetto più importante, ed è quello che sto portando avanti. 

Vorrei riuscire poi ad arrivare a una sintesi tra ciò che sento dentro di me quando scatto una fotografia e quello che chiede il committente: ogni tanto questi due aspetti ancora si scontrano a livello emotivo, ma me ne sto prendendo cura. -

 

What are the projects for the future?

 

- For a few months, I am among the photographers of the Fisheye Agency in Milan. I'm working hard with and for them, and I must say that my agent, Francesca Mirabile, is very good. I agreed to join the agency because I realized that if I wanted to carry on the technical level of my works, that was the right way. Now I have an assistant on the set, I study a lot, and the results are starting to look. I also use artificial light, something I had never experienced before. It is a way of working more disciplined. This is at the moment the most important project, and that's what I'm carrying on. 

I would like to succeed in arriving at a synthesis between what I feel inside me when I take a picture and what the client asks: sometimes these two aspects still collide emotionally, but I'm taking care of it. -

 

moniamerlophotographer.com

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