Ode all'estate / Ode to summer

27 Jul 2020

L'estate è la stagione del sole, degli amori, del caldo, dei viaggi, dei libri letti sotto l'ombrellone, della malinconia quando finisce. Tutti questi elementi e momenti di vita vengono liberati dalle parole di poeti e scrittori che, attraverso i loro testi, esprimono come nessun altro il fascino di questo periodo. E noi ve ne dedichiamo tre.

 

Summer is the season of sun, love, heat, travel, books read on the beach, melancholy when it ends. All these elements and moments of life are freed from the words of poets and writers who, through their texts, express the charm of this period like no other. And we dedicate three of them to you.

 

Torre Annunziata, Marianna Quartuccio, 2020 

 

 

 

Estate - Cesare Pavese

 

È riapparsa la donna dagli occhi socchiusi

e dal corpo raccolto, camminando per strada.

Ha guardato diritto tendendo la mano,

nell’immobile strada. Ogni cosa è riemersa.

Nell’ímmobile luce dei giorno lontano

s’è spezzato il ricordo. La donna ha rialzato

la sua semplice fronte, e lo sguardo d’allora

è riapparso. La mano si è tesa alla mano

e la stretta angosciosa era quella d’allora.

Ogni cosa ha ripreso i colori e la vita

allo sguardo raccolto, alla bocca socchiusa.

È tornata l’angoscia dei giorni lontani

quando tutta un’immobile estate improvvisa

di colori e tepori emergeva, agli sguardi

di quegli occhi sommessi. È tornata l’angoscia

che nessuna dolcezza di labbra dischiuse

può lenire. Un immobile cielo s’accoglie

freddamente, in quegli occhi.

Fra calmo il ricordo

alla luce sommessa dei tempo, era un docile

moribondo cui già la finestra s’annebbia e scompare.

Si è spezzato il ricordo. La stretta angosciosa

della mano leggera ha riacceso i colori

e l’estate e i tepori sotto il viviclo cielo.

Ma la bocca socchiusa e gli sguardi sommessi

non dan vita che a un duro inumano silenzio.

 

Summer - Cesare Pavese

 

The woman with narrowed eyes reappeared

and from the collected body, walking on the street.

She looked straight and held out her hand,

in the street property. Everything has re-emerged.

In the still light of distant days

the memory broke. The woman raised

her simple forehead, and the gaze of then

has reappeared. The hand stretched out to the hand

and the anguished grip was that of then.

Everything has taken over the colors and life

to the collected gaze, to the half-open mouth.

The anguish of distant days has returned

when a whole sudden summer property

of colors and warmth emerged, to the glances

of those soft eyes. Anguish has returned

that no sweetness of parted lips

can soothe. A motionless sky welcomes you

coldly, in those eyes.

The memory is calm

in the subdued light of time, he was a docile

dying to whom the window is already fogging and disappears.

The memory broke. The anguished grip

the light hand has rekindled the colors

and summer and the warmth under the lively sky.

But the half-open mouth and the soft looks

they give rise only to a hard inhuman silence.

 

 

 

 

Dalla serie "Piscina", Franco Fontana, 1984

 

 

 

Notte d’estate - Federico Garcia Lorca

 

L’acqua della fonte

suona il suo tamburo

d’argento.

Gli alberi

tèssono il vento

e i fiori lo tingono

di profumo.

Una ragnatela

immensa

fa della luna

una stella.

 

Summer night - Federico Garcia Lorca

 

The spring water

he plays his drum

silver.

Trees

the wind is blowing

and the flowers dye it

of perfume.

A spider web

immense

makes the moon

a star.

 

Salento, ore 20.15 Gianluca Colonnese, 2020

 

 

 

Morte di una stagione - Fernanda Pivano

 

Piovve tutta la notte

Sulle memorie dell’estate.

Al buio uscimmo

Entro un tuonare lugubre di pietre

Fermi sull’argine reggemmo lanterne

A esplorare il pericolo dei ponti.

All’alba pallidi vedemmo le rondini

Sui fili fradice immote

Spiare cenni arcani di partenza

E le specchiavamo sulla terra

Le fontane dai volti disfatti.

 

Death of a season - Fernanda Pivano

 

t rained all night

On the memories of summer.

In the dark we went out

Within a mournful thundering of stones

We held lanterns on the bank

To explore the danger of bridges.

At dawn we saw the swallows pale

On the still wet wires

Spying on arcane signs of departure

And we mirrored them on earth

Fountains with unmade faces.

 

 

 

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