Orizzonti possibili e utopici: le opere pittoriche di Filippo Cristini / Possible and Utopian horizons: the pictorial works of Filippo Cristini

 

Filippo Cristini

 

 

Non una semplice idea, un artificio del discorso ma la ricerca di una dimensione , raggiunta attraverso la pratica costante: è questo il climax del  pittore Filippo Cristini. Ovvero la consapevolezza di un’urgenza che deriva dal passato, dai tratti metafisici,  e il tentativo di trasformarla in invisibile.

 

Not a simple idea, an artifice of discourse but the search for a dimension, achieved  through constant practice: this is the climax of the painter Filippo Cristini. That is the awareness of an urgency that derives from the past, with metaphysical traits, and the attempt to transform it into an invisible one.

 

 

Com’è avvenuta la tua formazione?

 

- La mia formazione è avvenuta nelle aule di filosofia dell’Università di Pavia, non ho nemmeno fatto l’artistico prima ma il classico, a Como. E’ solo da ottobre del 2018 che frequento il biennio di Pittura a Brera e si tratta in ogni caso di una decisione che è maturata nel tempo, non sarebbe potuta avvenire prima. Da una parte sconto dinamiche un po’ fuori tempo massimo per la mia età ma se penso ai cambiamenti che sono avvenuti nel mio lavoro e nel mio sguardo in così poco tempo non posso che essere ancora convinto di questa decisione. Diciamo che ha portato a consapevolezza cose che prima consapevoli non lo erano. Rispetto alla formazione credo poi che sia sempre fondamentale il confronto e in particolare il confronto con le persone giuste. Magari non è immediato capire dove uno vuole andare e come ci può arrivare ma se si capisce dove non si vuole andare e quello che non bisogna fare è già un buon inizio. -

 

How did your training take place?

 

- My training took place in the philosophy rooms of the University of Pavia, I didn't even do the artistic work before, but the classic, in Como. It is only from October 2018 that I attend the two-year course of Painting in Brera and it is in any case a decision that has matured over time, it could not have taken place before. On the one hand, the dynamics discount is a bit out of time for my age, but if I think of the changes that have taken place in my work and in my eyes in such a short time I can only be still convinced of this decision. Let's say he brought to awareness things that before were not. Compared to the training I believe then that it is always fundamental the comparison and in particular the comparison with the right people. Maybe it is not immediate to understand where one wants to go and how one can get there but if one understands where one does not want to go and what one should not do is already a good start. -

 

 

Filippo Cristini, Soviets, olio su tela

 

 

 

 

Quando sono arrivati i primi riconoscimenti?

 

- Volendo i riconoscimenti ci sono sempre. Il punto è capire quali riconoscimenti uno cerca e quali invece non dovrebbe nemmeno meritare (non basta rifiutarli, come diceva Flaiano). E’ una questione complessa, se vai di qui non vai di là e viceversa. Per quello che mi riguarda faccio sempre al meglio delle mie possibilità, alzando ogni volta l’asticella. -

 

When did the first awards arrive?

 

- There are always awards if you want to. The point is to understand which acknowledgments one seeks and which ones, on the other hand, should not even merit (it is not enough to reject them, as Flaiano said). It is a complex issue, if you go from here you do not go beyond and vice versa. As far as I'm concerned I always do my best, raising the bar every time. -

 

 

Quale pensi che sia il sentimento che meglio si materializza nelle tue opere?

 

- Non so fino a che punto si possa (o si debba) parlare di sentimento nel lavoro. Mi piacerebbe che si vedesse una professionalità più che un sentimento. Ci sono delle ambiguità rispetto a questo fatto dei sentimenti: a un architetto non si chiede sentimento nel progettare, ma che la casa stia in piedi. Così a un cuoco non si chiede che cucini secondo il suo umore ma che al di là di come gli è andata la giornata quello che mi trovo poi nel piatto (e per cui pago) sia sempre di qualità. C’è da dire che ci sono delle differenze tra l’umore e il sentimento e che forse un po’ di quest’ultimo finisce sempre nel lavoro. Si tratta di saperlo mettere al servizio di una forma e di un discorso consapevole. E’ la differenza che corre tra il diario di un preadolescente e un romanzo. -

 

What do you think is the feeling that best materializes in your works?

 

- I don't know to what extent we can (or should) talk about feeling in work. I would like to see a professionalism rather than a feeling. There are some ambiguities with respect to this fact of feelings: an architect is not asked to feel in planning, but that the house is standing. So a chef does not ask himself that he cooks according to his mood but that beyond how the day went, what I find myself in the dish (and for which I pay) is always of quality. It must be said that there are differences between mood and feeling and that perhaps some of the latter always ends up in work. It is a question of knowing how to put it at the service of a form and a conscious discourse. It is the difference that runs between the diary of a preadolescent and a novel. -

 

Filippo Cristini, Made in Honh Kong, olio su tela

 

 

I tuoi lavori, sono più frutto di un’ispirazione momentanea o di una progettualità predeterminata?

 

- Qui mi riallaccio alla risposta precedente, l’ispirazione non è qualcosa che cade dal cielo. E’ frutto di una disciplina e di una pratica costante. Quindi in un certo senso preferisco parlare di progetto. Al contempo non bisogna fare sì che le idee con cui si affronta il lavoro abbiano la meglio sul lavoro stesso. Mi spiego: subordinare del tutto il lavoro all’idea significa non cogliere delle possibilità che il lavoro manifesta nel suo farsi. Al contrario, arrivare impreparati significa farsi sopraffare dal lavoro e quasi sempre si finisce per perdersi. I lavori migliori escono quando si sta in un rapporto dialettico. -

 

Are your works more the result of a momentary inspiration or a predetermined planning?

- Here I refer to the previous answer, inspiration is not something that falls from the sky. It is the result of a constant discipline and practice. So in a certain sense I prefer to talk about a project. At the same time, it is important not to let the ideas with which you work face get the better of the work itself. Let me explain: subordinating work entirely to the idea means not grasping the possibilities that work manifests in its making. On the contrary, arriving unprepared means being overwhelmed by work and almost always ending up getting lost. The best jobs come out when you are in a dialectical relationship. -

 

 

Cosa significa per te “dipingere oltre il visibile”?

 

- La pittura ha in sé un potere di trasformazione e oggi più che mai l’artista ha il compito, credo, di organizzare dei contenuti più che di crearne di nuovi. Quella dell’artista creatore è una figura novecentesca, al più. Oggi si tratta di organizzare contenuti preesistenti con un atteggiamento innanzitutto consapevole. Si tratta quindi di una messa in forma e la forma in questo senso è qualcosa che va al di là del visibile. Il visibile è piuttosto il contenuto ma lì non serve l’arte, tutti oggi sono produttori di immagini e di contenuti visibili. -

 

What does "painting beyond the visible" mean to you?

 

- Painting has in itself a power of transformation and today more than ever the artist has the task, I believe, of organizing content rather than creating new ones. That of the creator artist is a twentieth-century figure, at most. Today it is a question of organizing pre-existing contents with a conscious attitude. It is therefore a question of being in shape and the form in this sense is something that goes beyond the visible. The visible is rather the content but art is not needed there, everyone today is a producer of images and visible content. -

Filippo Cristini, Teenage riot, olio su tela

 

 

 

Molti dei tuoi lavori si concentrano sul ricordo e la memoria. Ti senti maggiormente determinato dal passato o proiettato nel futuro?

 

- Per indole sono una persona incline a pensare al passato ma al contempo molto determinata rispetto al presente, che non è altro che un futuro in potenza. Tra l’altro questo dualismo che proponi è lo stesso che troviamo nella tradizione italiana: da una parte l’atteggiamento metafisico, dall’altra quello futurista. Oggi entrambi gli atteggiamenti obbligano alla consapevolezza ma personalmente mi sento più vicino al primo, anche per il discorso che ti facevo rispetto all’organizzazione dei contenuti. Un dialogo consapevole con il passato mi sembra più nelle corde della pittura che mi interessa. Oggi credo che l’atteggiamento futurista sia meglio incarnato da altre pratiche che non la pittura. -

 

Many of your works focus on memory and memory. Do you feel more determined by the past or projected into the future?

- By nature I am a person inclined to think of the past but at the same time very determined with respect to the present, which is nothing but a future in power. Among other things, this dualism that you propose is the same that we find in the Italian tradition: on the one hand the metaphysical attitude, on the other the futurist one. Today both attitudes force us to be aware, but personally I feel closer to the first, even for the speech I made to you regarding the organization of the contents. A conscious dialogue with the past seems to me more in the strings of the painting that interests me. Today I believe that the Futurist attitude is better embodied by other practices than painting. -

 

 

Parlaci della mostra HIDDEN AMONG THE LEAVES, inaugurata il 5 giugno allo Spazio Current di Milano. 

 

- Si tratta di una selezione di alcuni degli ultimissimi lavori, in cui mi interessa creare una grammatica dell’immagine universale ma ambigua, avvicinabile da più fronti e senza una possibilità interpretativa univoca. In questo caso alcuni dei temi che mi sono cari si concretizzano nell’immagine del soldatino, icona da una parte della macro-storia e dall’atra oggetto dell’infanzia, di ogni storia privata. -

 

Tell us about the HIDDEN AMONG THE LEAVES exhibition, inaugurated on June 5 at the Spazio Current in Milan.

 

- This is a selection of some of the latest works, in which I am interested in creating a grammar of the universal but ambiguous image, which can be approached from several fronts and without a single interpretative possibility. In this case, some of the themes that are dear to me are reflected in the image of the soldier, an icon of a part of the macro-history and of the other object of childhood, of every private story. -

 

www.filippocristini.com

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