Illustrazioni tra metodo e ironia: la realtà vista con l’arte di Ottavia Vianson / Illustrations between method and irony: the reality seen with the art of Ottavia Vianson

12 Mar 2018

Self-portrait, Ottavia Vianson

 

 

 

La prima cosa che colpisce quando si incontra Ottavia Vianson è il suo sorriso. O meglio, il suo modo di farlo: spiazza. Mentre tu vivi accompagnato dalla frenesia dei pensieri, dalle scadenze, lei arriva e muove i muscoli facciali in un modo che dà una sensazione di serenità. Il resto diventa una scena sbavata o schizzata, come lo è l’effetto dato dalle sue figure, caratterizzate da un’estetica precisa e solare, proprio come il soggetto che le realizza. Così ho avuto modo di conoscere l’illustratrice ligure un paio di anni fa a Milano. Nel frattempo ho seguito silente il suo percorso professionale, studiando le sue opere, fino al momento in cui ho deciso di contattarla e intervistarla in una giornata di sole milanese, città nella quale si è trasferita qualche anno fa per studiare allo Ied, diplomandosi nel 2010, dando così inizio alla sua professione artistica. 

 

The first thing that strikes when you meet Ottavia Vianson is her smile. Or rather, her way of doing it: displaces. While you live accompanied by the frenzy of thoughts, by the deadlines, she arrives and moves her facial muscles in a way that gives a feeling of serenity. The rest becomes a scene drooling or splattered, as is the effect given by her figures, characterized by a precise and sunny aesthetic, just like the person who creates them. So I got to know the Ligurian illustrator a couple of years ago in Milan. In the meantime, I followed silently her professional path, studying her works, until the moment when I decided to contact her and interview her on a sunny day in Milan, a city where she moved a few years ago to study at IED, graduating in 2010, thus beginning her artistic profession.

 

 

Ottavia, tra tutte le arti attraverso le quali ti sei formata, perché hai scelto proprio quella dell’illustrazione?

 

- Nel tempo ho toccato diversi tipi di espressione artistica, ma questo è quello che sento più mio. Infatti, prima di cimentarmi con le illustrazioni, ho avuto modo di sperimentare anche le altre tecniche, per esempio la fotografia. Ed ero anche abbastanza brava, ma il livello era quello “di base”. Al liceo artistico ho avuto a che fare con la ritrattistica, ma non come quella che hai modo di vedere nelle mie opere attuali: i volti dipinti o disegnati erano molto più plastici, c’era poco di me in essi. -

 

Ottavia, among all the arts through which you have formed, why did you choose that of illustration?

 

- Over time I have touched different types of artistic expression, but this is what I feel most mine. In fact, before experimenting with the illustrations, I had the opportunity to experiment with other techniques, for example photography. And I was also quite good, but the level was "basic". At the art school I dealt with portraiture, but not like the one you can see in my current works: the painted or drawn faces were much more plastic, there was little of me in them. -

 

Niq, illustration by Ottavia Vianson

 

 

 

 

La tua firma estetica è riconoscibile, come sei arrivata a predisporre la tua mano alla tecnica della sbavatura, che utilizzi per dare forma ai tuoi soggetti?

 

- È stata dura perché sono una perfezionista, in generale quando lavoro, ma soprattutto nel momento in cui disegno. Rappresento corpi e oggetti reali in un modo tutto mio, e, a livello tecnico, questo passaggio rende bene l’idea, il concetto, il momento, nonostante il mio tratto sia un po’ infantile, impreciso. Ho trascorso periodi in cui mi imponevo di ripassare il lavoro con la china, per renderlo più definito, ma a opera compiuta, non mi sentivo mai soddisfatta. Ne ho dettato che l’imperfezione può essere sinonimo di originalità e, come dici tu, di riconoscibilità. Oggi posso definire questa tecnica come “schizzata”, e secondo me è quella con cui riesco a esprimere meglio chi sono, almeno per il momento, perché continuo a sperimentare. -

 

Your aesthetic signature is recognizable, how did you come to prepare your hand for the smudge technique, which you use to shape your subjects?

 

- It was hard because I am a perfectionist, in general when I work, but especially when I draw. I represent bodies and real objects in a way that is all mine, and, on a technical level, this passage keeps good the idea, the concept, the moment, although my trait is a bit childish, imprecise. I spent periods in which I forced myself to go over the work with the ink, to make it more defined, but when it was done, I never felt satisfied. I have dictated that imperfection can be synonymous with originality and, as you say, with recognizability. Today I can define this technique as "sketched", and in my opinion it is the one with which I can better express who I am, at least for the moment, because I continue to experiment. -

 

 

Com'è bello andare in bici con Rossella sotto ai piedi, illustration by Ottavia Vianson

 

 

Dici di illustrare persone e cose tangibili. C’è un nesso con la necessità di trasmettere un messaggio di realtà in un contesto sociale come il nostro, ovvero quello digital-filtered?

 

- Non di proposito. Però, ora che me lo fai notare, ritengo che inconsciamente ci sia da parte mia una lettura critica nei confronti della società digitale, la quale usa i social media in modo ossessivo. Trovo molto faticoso vivere in una società così, la quale vive pensando di dover essere sempre adeguata al flusso, perdendo così il contatto con la realtà. Il mio lavoro è un voler tornare alla sicurezza trasmessa dagli oggetti e soggetti quotidiani, di cui conosco la loro esistenza. Attraverso i miei occhi esprimo quello che sento, che spesso non è perfetto alla vista, ma sono io con il mio mondo autentico. Ora che ci penso, tornando al discorso delle tecniche che utilizzo, spesso faccio uso di quella a tratto continuo, in cui non mi fermo mai mentre disegno ciò che ho davanti e, soprattutto, non ho modo di vedere cosa sto facendo sul foglio. Il lavoro finito è una sorpresa, un rischio. Definisco questo metodo l’essenza delle mie illustrazioni e il mio modo di vedere le cose, senza artifizi. -

 

You say you illustrate people and tangible things. Is there a connection with the need to transmit a message of reality in a social context like ours, that is digital-filtered?

 

- Not on purpose. However, now that you mention it, I think that unconsciously there is a critical reading, on my part, of the digital society, which uses social media obsessively. I find it very difficult to live in a society like this, which lives thinking that it must always be adequate to the flow, thus losing contact with reality. My work is a desire to return to the safety transmitted by everyday objects and subjects, of which I know their existence. Through my eyes I express what I feel, which often is not perfect to the eye, but that is me with my real world. Now that I think about it, back to the discussion of the techniques I use, I often practice the continuous line, in which I never stop while drawing what I have in front of me and, above all, I have no way of seeing what I'm doing on the sheet . The finished work is a surprise, a risk. I define this method as the essence of my illustrations and my way of seeing things, without artifice. -

 

 

Frutta verdura zena, illustration by Ottavia Vianson

 

 

Ci sono altri elementi di questa essenza, visibili o meno nelle tue illustrazioni?

 

- Sì, uno in particolare: l’ironia. Fa parte di me, ed è l’aspetto intangibile di ogni mia creazione. -

 

Are there any other elements of this essence, visible or not in your illustrations?

 

- Yes, one in particular: irony. It is part of me, and it is the intangible aspect of every creation of mine. -

 

 

Realizzi opere su commissione, collaborando anche con marchi di moda come il tuo, Ou Non, fondato con Nicola Voltolini un anno fa. Come cambia il tuo metodo di lavoro quando è su commissione, rispetto a quando lo applichi liberamente, seguendo il flusso creativo?

 

- Innanzitutto faccio molta ricerca, a prescindere dal tipo di opera da realizzare. Sfoglio riviste di moda vintage e nuove, libri di anatomia, vado molto al cinema, cerco di viaggiare il più possibile e quando non posso mi costruisco in mente degli universi paralleli. Per quanto riguarda il metodo di lavoro di opere su commissione, esso varia in base all’oggetto o al soggetto che raffiguro. Nel secondo caso non è complicato, mentre nel primo, mettiamo caso sia un luogo, spingo in là la ricerca, cercando di trarne l’essenza nei miei disegni, per rappresentarlo al meglio. Tuttavia, non ho mai trovato dei particolari ostacoli. Piuttosto, è difficile quando mi lasciano troppa libertà, perché è facile andare fuori tema. - 

 

You make commissioned works, also collaborating with fashion brands like yours, Ou Non, founded with Nicola Voltolini a year ago. How does your work method change when it is commissioned, compared to when you apply it freely, following the creative flow?

 

- First of all I do a lot of research, regardless of the type of work to be carried out. I browse vintage and new fashion magazines, anatomy books, I go to the cinema very often, I try to travel as much as possible and when I can not, I build parallel universes in my mind. Regarding the working method of commissioned works, it varies according to the object or the person who I have to represent. In the second case it is not complicated, while in the first case, imagine it to be a place, I push the search in, trying to draw the essence of it in my drawings, to represent it at its best. However, I never found any particular obstacles. Rather, it is difficult when they leave me too much freedom, because it is easy to go off topic. -

 

 

Madrid, illustration by Ottavia Vianson

 

 

Dopo il liceo artistico hai frequentato lo Ied. Quanto è utile, a livello professionale, la formazione data dalle scuole? 

 

- Le materie artistiche mi hanno sempre arricchita, ad esempio, al liceo, frequentato a Genova, avevo un professore che ci portava spesso a Milano, per vedere le mostre e ci invogliava a conoscere più cose possibili attraverso i libri ma anche esperienze di questo tipo, appunto. Lui mi ha permesso di capirmi e trovare il mio metodo, senza imporre il suo. È stato una guida, una traccia che mi ha permesso di creare il mio percorso. A diciassette anni non si hanno gli strumenti necessari per comprendere fino in fondo come vanno le cose, per raggiungere una maturità vera e propria, anche a livello professionale, perciò è necessario qualcuno che ti dia degli input, ma con discrezione. Lo Ied, a Milano, mi ha permesso di farmi conoscere dandomi la possibilità di fare dei colloqui, trovando quindi le prime collaborazioni. -

 

After the art school you attended the Ied. How useful is the training given by schools on a professional level? 

 

- The artistic subjects have always enriched me, for example, in high school, attended in Genoa, I had a professor who often took us to Milan, to see the exhibitions and encouraged us to know more things possible through books but also experiences of this kind, in fact. He allowed me to understand and find my method, without imposing his own. He was a guide, a trace that allowed me to create my own path. At seventeen you do not have the necessary tools to fully understand how things go, to achieve a real maturity, even on a professional level, so you need someone to give you input, but with discretion. Ied, in Milan, allowed me to get to know me by giving me the opportunity to do job interviews, finding the first collaborations. -

Un panino, illustration by Ottavia Vianson

 

 

 

Quali sono i tuoi progetti attuali?

 

- Ho appena presentato con Nicola la collezione autunno-inverno 2018 di Ou Non, ispirata al punk e intitolata Bird - Party Time. Tornando alle illustrazioni, sto lavorando su un progetto molto personale: il libro dei (miei) sogni. Sono anni che lo dico, e ora finalmente mi sono decisa a farlo. Nel frattempo continuo a collaborare con i marchi di moda e in altri, su commissione. - 

 

What are your current projects?

 

- I just presented with Nicola the autumn-winter 2018 collection by Ou Non, inspired by punk and titled Bird - Party Time. Returning to the illustrations, I'm working on a very personal project: the book of (my) dreams. I've been telling this for years, and now I finally decided to do it. In the meantime, I continue to collaborate with fashion brands and other commissioned works. -

 

ottaviavianson.com

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