RIBELLI / REBELS

 

 

Artiste, donne. Nelle loro vite, tempestose e luminose, ognuna è caratterizzata da una speciale virtù, un’arma dell’anima per reagire alla prepotenza del mondo circonstante. Virtù faticose come coraggio, tenacia, resistenza ma anche altre, in genere considerati vizi: irrequietezza, ribellione e passione. Per questo sono diventate maestre di disobbedienza e ribellione. Ne sono state un esempio Artemisia Gentileschi, Élisabeth-Louise Vigée Le Brun, Berthe Marie Pauline Morisot, Suzanne Valadon e Frida Kahlo. Quando sono diventate artiste sono riuscite a proporre uno sguardo nuovo e partecipe, che è riuscito a posarsi su dettagli, come quello maschile non aveva mai fatto. Come negare che l’arte nasca in “quell’altra vita”, dove la quotidianità non trova spazio, dove si fanno largo gli amori impossibili, sogni irrealizzati o irrealizzabili, atti mancati, fantasie e visioni? Hanno dovuto superare ostacoli, limitazioni e condanne, combattendo a volte corpo a corpo con il proprio tempo. Fragili ma indomabili, hanno saputo difendersi con tenacia dalle aggressioni della vita. Fuggite dalla violenza maschile, dalle avversità dei tempi, dalla ferocia della storia, dalla gabbia dei pregiudizi e dai tormenti della malattia, sono riuscite a non piegarsi alle regole del gioco imposte dalle società dei loro tempi.

 

Artists, women. In their lives, stormy and bright, each is characterized by a special virtue, a weapon of the soul to react to the arrogance of the surrounding world. Fatiguing virtues like courage, tenacity, resistance but also others, generally considered vices: restlessness, rebellion and passion. This is why they have become teachers of disobedience and rebellion. Examples have been Artemisia Gentileschi, Élisabeth-Louise Vigée Le Brun, Berthe Marie Pauline Morisot, Suzanne Valadon and Frida Kahlo. When they became artists they succeeded in proposing a new and participatory gaze, which managed to settle on details, like the male one had never done. How to deny that art is born in "that other life", where everyday life finds no space, where impossible loves make their way, unrealized or unrealizable dreams, missed acts, fantasies and visions? They had to overcome obstacles, limitations and condemnations, sometimes fighting hand-to-hand with their own time. Fragile but indomitable, they knew how to defend themselves tenaciously against the aggressions of life. Fleeing from male violence, the adversities of the times, the ferocity of history, the cage of prejudices and the torments of the disease, they have managed not to bow to the rules of the game imposed by the societies of their times.

 

Artemisia Gentileschi

 

 

Pittrice, moglie, madre, amante e grande guerriera, Artemisia Gentileschi è un’icona simbolo del femminismo. Nata a Roma nel 1593 Artemisia Gentileschi era figlia di Orazio, pittore dell’epoca e amico di Caravaggio. La giovane donna intraprende la carriera del padre, frequenta artisti e dipinge in maniera sublime. Orfana di madre, si avvicina a Tuzia che entra in casa Gentileschi e diviene amica inseparabile di Artemisia. A solo 17 anni realizza il primo dipinto “Susanna e i vecchioni”, dove si intravede il realismo di Caravaggio e le forme dei Carracci. Una donna che si è ribellata allo stupro subito da parte di Agostino Tassi, pittore e amico del padre che riesce ad approfittare di lei, portando il proprio carnefice in tribunale, anche se egli rimase parzialmente impunito. Per tutta la vita fu al centro di polemiche e pettegolezzi e dopo il processo, Artemisia viene costretta a lasciare Roma e a sposare un artista fiorentino Pierantonio Stiattesi. Un matrimonio per mettere a tacere le malelingue. Nonostante queste vicende turbolente, Artemisia mostra tutto il suo talento, si trasferisce a Firenze dopo le nozze ed è la prima donna ammessa all’accademia delle arti del disegno. Ha rapporti con Cosimo II de’ Medici, è amica di Galileo Galilei. Nel 1621 lascia il marito e torna a Roma con le due figlie, ma non ha il successo che spera. Si trasferisce a Napoli dove finalmente trova il suo equilibrio seguendo lo stile di Caravaggio.

 

Painter, wife, mother, lover and great warrior, Artemisia Gentileschi is an icon symbol of feminism. Born in Rome in 1593 Artemisia Gentileschi was the daughter of Orazio, painter of the time and friend of Caravaggio. The young woman embarks on her father's career, attends artists and paints in a sublime way. Motherless, she approaches Tuzia who enters the Gentileschi house and becomes an inseparable friend of Artemisia. At the age of 17 he made the first painting "Susanna and the Elders", where the realism of Caravaggio and the shapes of the Carraccis can be glimpsed. A woman who rebelled against rape immediately by Agostino Tassi, a painter and friend of her father who succeeds in taking advantage of her, bringing her executioner to court, even though he was partially unpunished. Throughout his life he was at the center of controversy and gossip and after the trial, Artemisia was forced to leave Rome and marry a Florentine artist Pierantonio Stiattesi. A marriage to silence the gossips. Despite these turbulent events, Artemisia shows all her talent, moves to Florence after her wedding and is the first woman admitted to the academy of the arts of drawing. He has relations with Cosimo II de 'Medici, he is a friend of Galileo Galilei. In 1621 he leaves her husband and returns to Rome with his two daughters, but he does not have the success he hopes. He moved to Naples where he finally found his balance following Caravaggio's style.

 

 

Élisabeth-Louise Vigée Le Brun

 

 

 

Élisabeth-Louise Vigée Le Brun era troppo bella, libera, ambiziosa, testarda, sicura di sé e soprattutto abile nell’arte della pittura per non animare cattive lingue. Oltre ad attribuirle numerosi amanti, in molti la accusarono di non saper creare opere pittoriche e, per questa ragione, di far dipingere un uomo, per la precisione Ménageot, al suo posto. Forte fu il legame della giovane pittrice con la corte di Versailles: nel 1777 incontrò per la prima volta la regina Maria Antonietta e ne diventò immediatamente amica, confidente e pittrice prediletta, tanto che realizzò una trentina di ritratti della sovrana. Questo rapporto con la corte le permise di avere accesso alle regge di tutta Europa nonché di ricevere grandi riconoscimenti, tra i quali quello di essere membro dell’Académie Royale de Peinture et de Sculpture. Il 6 ottobre 1789, Elisabeth, per sfuggire alla Rivoluzione, scappò precipitosamente dalla Francia alla volta dell’Italia con la speranza di poter far ritorno presto in patria, ma così non fu. Dodici furono gli anni di esilio, in Italia, a Vienna e in Russia. Rientrò in Francia solo nel 1802, ormai incapace di ritrovarsi in una società profondamente mutata, nella quale non le rimaneva che rimpiangere l’ormai scomparso Ancien Régime. Proprio per sfuggire a queste ire, Elisabeth riparò in Italia. Il suo esilio rivive nelle pagine dei suoi “Souvenirs”: da Torino, a Parma, Modena, Bologna, Firenze, fino a giungere Roma negli ultimi giorni del novembre 1789 e successivamente, si recò più volte a Napoli. I tre anni trascorsi in Italia si rivelarono per l’artista molto fruttuosi, non solo per gli splendidi paesaggi e scenari che la donna ebbe modo di conoscere, ma anche per le numerosissime commissioni che ricevette dalle più importanti personalità dell’epoca e che fecero di Elisabeth la ritrattista più richiesta e pagata del tempo. 

 

Élisabeth-Louise Vigée Le Brun was too beautiful, free, ambitious, stubborn, self-confident and above all skilled in the art of painting so as not to animate bad languages. In addition to attributing to her numerous lovers, many accused her of not knowing how to create pictorial works and, for this reason, of having a man painted, to be precise Ménageot, in his place. Strong was the bond of the young painter with the court of Versailles: in 1777 she met for the first time Queen Marie Antoinette and immediately became a friend, confidant and favorite painter, so much so that she made about thirty portraits of the sovereign. This relationship with the court allowed her to have access to the palaces throughout Europe and to receive great recognition, including that of being a member of the Académie Royale de Peinture et de Sculpture. On October 6, 1789, Elisabeth, to escape the Revolution, fled precipitately from France to Italy with the hope of being able to return home soon, but this was not the case. Twelve were the years of exile, in Italy, in Vienna and in Russia. She returned to France only in 1802, by now incapable of finding herself in a profoundly changed society, in which she had no choice but to regret the now vanished Ancien Régime. Just to escape these anger, Elisabeth took refuge in Italy. His exile lives again in the pages of his "Souvenirs": from Turin, to Parma, Modena, Bologna, Florence, up to Rome in the last days of November 1789 and subsequently, he went several times to Naples. The three years he spent in Italy proved to be very fruitful for the artist, not only for the splendid landscapes and scenery that the woman had the opportunity to know, but also for the numerous commissions he received from the most important personalities of the time and who made of Elisabeth the most requested and paid portrait painter of the time.

 

 

Berthe Marie Pauline Morisot

 

 

 

Pronipote del pittore Fragonard, Berthe Marie Pauline Morisot, fu iniziata fin da piccola alla pittura, insieme alle sorelle Edma e Yves. Poiché le Accademie erano ancora precluse alle donne, nel 1865 i genitori realizzarono nel giardino di casa un atelier destinato alle figlie, procurando loro lezioni private di pittura. Nel 1868 Berthe conobbe il già affermato Edouard Manet; egli sarebbe diventato il suo più importante riferimento artistico e la ritrasse almeno in undici occasioni. Alcune fonti raccontano di una iniziale attrazione fra Berthe e Manet, rimasta poi nei limiti di una semplice amicizia. Attraverso questa frequentazione la giovane pittrice incontrò anche Eugene, fratello minore di Edouard; fra Eugene e Berthe si stabilì un affiatamento crescente che condusse, nel 1874, al matrimonio.  Berthe non smise di dipingere neanche dopo la nascita della figlia, che anzi divenne il suo soggetto privilegiato; con la collaborazione del marito, la pittrice trasformò la sua casa in luogo d’incontro di intellettuali e artisti, ricevendo fra gli altri Zola, Mallarmè, Rossini, Renoir, Daumier, Monet e Degas. Artisticamente Edouard Manet e Berthe Morisot si suggestionarono a vicenda. Lei prese a dipingere scene più essenziali e figure costruite in modo meno tradizionale. A sua volta Manet deve a Berthe l’interesse per la pittura all’aperto, la pennellata più rapida e meno compatta, i colori più luminosi.

 

Great-grandson of the painter Fragonard, Berthe Marie Pauline Morisot, was started from an early age to painting, together with the sisters Edma and Yves. Since the academies were still closed to women, in 1865 the parents built a workshop for their daughters in the garden of their home, providing them with private painting lessons. In 1868 Berthe knew the already established Edouard Manet; he would become his most important artistic reference and portrayed her at least on eleven occasions. Some sources tell of an initial attraction between Berthe and Manet, which remained within the limits of a simple friendship. Through this frequentation the young painter also met Eugene, Edouard's younger brother; a growing harmony was established between Eugene and Berthe that led, in 1874, to marriage. Berthe did not stop painting even after his daughter was born, which in fact became his privileged subject; with the collaboration of her husband, the painter transformed her home into a meeting place for intellectuals and artists, receiving among others Zola, Mallarmè, Rossini, Renoir, Daumier, Monet and Degas. Artistically, Edouard Manet and Berthe Morisot impressed each other. She began to paint more essential scenes and figures built in a less traditional way. In turn, Manet owes Berthe interest in outdoor painting, the fastest and least compact brushstroke, the brightest colors.

 

 

Suzanne Valadon

 

 

 

Suzanne Valadon nasce a Bessines il 23 settembre del 1865. Madeleine la mette al mondo giovanissima e la cresce da sola. A pochi mesi dalla sua nascita si trasferiscono a Parigi ed affittano un piccolo appartamento a Montmartre. Suzanne fu modella prima che pittrice ed ebbe mille amanti, ai quali regalava passione e sentimento, privilegiando i pittori per cui posava. La frequentazione dei vari Renoir, Toulouse-Lautrec, Rodin, Degas e molti altri – di cui non fu solo modella e amante, ma anche musa ispiratrice, rapitrice di cuori, incantatrice, le permise con il tempo e la pazienza di acquisire da autodidatta le basi della pittura. Nel 1894 Suzanne Valadon fu la prima pittrice donna della storia ad essere ammessa alla Société Nationale des Beaux-Arts, mentre nel 1912 le fu eccezionalmente permesso di partecipare al Salon des Indépendants e nel 1919 al Salon d’Automne. L'ultima parte della sua vita fu il corollario di ciò che da sempre l'aveva caratterizzata come donna e come artista. All'età avanzata di 44 anni fece la pazzia di lasciare il marito, poiché si invaghì del bel André Utter, pittore bohèmienpiù giovane di lei di 23 anni. Con lui andò a vivere in una casa ben più modesta insieme al figlio e tra alcol, assenzio, trementina e sesso, il trio venne malignamente soprannominato dall'intera Montmartre "La trinidé maudite. Morì a 73 anni davanti al cavalletto, con un pennello in mano. Libera pittrice, fino all'ultimo respiro.

 

Suzanne Valadon was born in Bessines on September 23, 1865. Madeleine brings her into the world very young and grows her alone. A few months after his birth, they moved to Paris and rented a small apartment in Montmartre. Suzanne was a model before a painter and had a thousand lovers, to whom she gave passion and feeling, favoring the painters she posed for. Attendance at the various Renoir, Toulouse-Lautrec, Rodin, Degas and many others - of which she was not only a model and lover, but also an inspiring muse, kidnapper of hearts, enchantress, allowed her with time and patience to acquire self-taught basics of painting. In 1894 Suzanne Valadon was the first female painter in history to be admitted to the Société Nationale des Beaux-Arts, while in 1912 she was exceptionally allowed to participate in the Salon des Indépendants and in 1919 at the Salon d’Automne. The last part of her life was the corollary of what had always characterized her as a woman and as an artist. At the advanced age of 44 she made the madness of leaving her husband, because she fell in love with the handsome André Utter, a Bohemian painter younger than her of 23 years. With him he went to live in a far more modest house with his son and between alcohol, absinthe, turpentine and sex, the trio was maliciously nicknamed by the entire Montmartre "La trinidé maudite. She died at 73 in front of the easel, with a brush in his hand. Free painter, up to the last breath.

 

 

Frida Kahlo

 

 

Frida Kahlo è un punto di riferimento come modello di forza, indipendenza e stile. La storia di Frida Kahlo è molto affascinante: una vita di costante sofferenza che è riuscita a convogliare e raffigurare attraverso la sua più grande passione: l’arte. A fare di questa pittrice un’icona è stata la sua caparbietà, quella di una donna che nella prima metà del ventesimo secolo ha mosso i passi verso una vera indipendenza. La prova più dura per Frida Kahlo arriva nel 1925: un giorno, mentre torna da scuola in autobus, viene coinvolta in un terribile incidente tra il suo autobus e un tram, e riporta la frattura multipla della spina dorsale, di parecchie vertebre e del bacino. Rischia di morire e si salva grazie a 32 interventi chirurgici che la costringono a letto per mesi e mesi. Ha solo 18 anni e le ferite quasi fatali riportate la faranno soffrire per tutta la vita, compromettendo irrimediabilmente la sua mobilità. I genitori le regalarono colori e pennelli per aiutarla a passare le lunghe giornate a letto immobilizzata da busti di metallo e gessi. Da qui in poi sviluppò il talento che rese celebre l'artista Frida Kahlo. È un esempio di energia pura: è stata una donna che ha saputo imporre la sua arte e il suo pensiero affascinando chiunque la incontrasse. Frida Kahlo è diventata un’icona perché è uno specchio, lei si è sempre guardata e rappresentata con un’immediatezza cruda, mettendosi continuamente in discussione: Frida siamo noi. O forse noi dovremmo essere Frida.

 

Frida Kahlo is a reference point as a model of strength, independence and style. The story of Frida Kahlo is very fascinating: a life of constant suffering that has managed to convey and portray through her greatest passion: art.

To make this painter an icon was her stubbornness, that of a woman who in the first half of the twentieth century took steps towards true independence. The hardest test for Frida Kahlo arrives in 1925: one day, while returning from school by bus, she is involved in a terrible accident between her bus and a tram, and reports the multiple fracture of the spine, several vertebrae and the pelvis . She risks dying and is saved thanks to 32 surgical operations that force her to bed for months and months. She is only 18 years old and the almost fatal injuries reported will make her suffer for life, irreparably compromising her mobility. Parents gave her colors and brushes to help her spend the long days in bed immobilized by metal busts and plaster casts. From here on he developed the talent that made the artist Frida Kahlo famous. It is an example of pure energy: it was a woman who knew how to impose her art and her thoughts, fascinating anyone who met her.

 

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