Dedizione e fedeltà: un incontro con l’arte di Rita Casdia / Dedication and loyalty: an encounter with Rita Casdia’s art

29 Jan 2018

 

 

 

Vivere per l’arte e di essa. Quindi insegnarla ai posteri. Ci sono persone a cui la vita viene in qualche modo imposta, altre se la scelgono. Fortunate? Forse, ma anche coraggiose, soprattutto se si decide di unirsi a pratiche delicate come l’arte, intesa nel suo significato più ampio. È la sintesi del percorso che ha intrapreso Rita Casdia, versatile artista siciliana operativa a Milano, città alla quale si è avvicinata in modo unico, sperimentandola attraverso non solo le vie della performance, della pittura e della scultura, ma anche assecondando le sue paure, le sue emozioni. Ed è del suo mondo, della sua storia interamente dedicata all’arte che parla in questa nostra conversazione, avvenuta a Milano, circondate da quelle che sono le prove della sua fedeltà creativa, le opere. 

 

Living for art and it. So teach it to posterity. There are people to whom life is somehow imposed, others they choose it. Lucky? Perhaps, but also courageous, especially if you decide to join delicate practices such as art, understood in its broadest meaning. This is the synthesis of the path taken by Rita Casdia, a versatile sicilian artist operating in Milan, a city to which she approached in a unique way, experimenting through not only the paths of performance, painting and sculpture, but also following her fears, her emotions. And it is her world, her story entirely dedicated to the art that speaks in this conversation of ours, which took place in Milan, surrounded by the proofs of her creative fidelity, her works.

 

 

Rita, com’è arrivata l’arte nella tua vita?

 

- Sin da piccola ero più interessata alle immagini e al realizzare disegni. Ma in realtà credo sia una cosa che accomuna molti bambini. Farei quindi risalire il tutto più avanti, verso i quattordici anni, quando sono andata a vedere una mostra di quadri astratti, neanche molto belli, nel mio paese di nascita, Barcellona Pozzo di Gotto (ME), un luogo in cui c’era ben poco da fare, specialmente in campo creativo. Dunque quella di poter assistere all’esposizione era una novità assoluta per noi abitanti. Ho vissuto questa esperienza come una fosse una possibilità che ci fosse altro, oltre alla quotidianità. Essa mi ha dato lo slancio e permesso di capire che era quello che volevo fare nella vita, tanto che poi gli anni successivi sono stati dedicati in modo esclusivo all’arte. Non riuscivo a vedermi in altri modi, se non come artista. -

 

Rita, how did art come into your life?

 

- As a child I was more interested in images and making drawings. But in reality I think it's something that many children have in common. I would then go all the way forward, when I was fourteen, when I went to see an exhibition of abstract paintings, not very beautiful actually, in my country of birth, Barcellona Pozzo di Gotto (ME), a place where there was well little to do, specially in the creative fields. So that of being able to attend the exhibition was an absolute novelty for us inhabitants. I experienced it as one possibility that there was something else besides daily life. It gave me the impetus and allowed me to understand that it was what I wanted to do in life, so much so that the following years were dedicated exclusively to art. I could not see myself in other ways, except as an artist. -

 

 

It's me, 2016, polymer clay, 65cm diametro

 

 

 

Forse è questo processo di scoperta, avvenuto in età adolescenziale,  che ti ha portata a sviluppare una personale ricerca artistica su quelli che definisci i meccanismi elementari dei sentimenti. In quale lavoro che hai svolto si esplicita maggiormente tutto questo? 

 

- Nella fase iniziale, durata a lungo, fino alla fine dell’Accademia nel 2000, ho esplorato molto, tanto che i miei primi lavori raffiguravano donne vestite di abiti strani, che però non ricordo molto bene. Anzi sì, mi viene in mente una donna con un cappello strano… Comunque, non ne potevo più della dimensione pittorica e ho acquistato la plastilina, con la quale ho creato davvero un piccolo mondo: dei personaggi che coloravo una volta costruiti e che poi conservavo in alcuni barattoli. Li ho ancora e mia madre ne è molto affezionata. Da quel momento mi sono resa sempre più conto di voler parlare di questi “sentimenti elementari” e dei loro meccanismi. Per quanto riguarda le opere in cui emergono questi elementi sono varie, sicuramente c’è il progetto che ho realizzato nel 2003 in Francia, dove questi fantocci li abbandonavo in strada per sperimentare il senso dell’abbandono ma anche per dare vita a un artefatto, offrendogli un’opportunità di crearsi un’altra storia. Prima di abbandonarli li fotografavo, e tenevo l’immagine con me. Si è rivelata un’esperienza molto forte. -

 

Perhaps it is this process of discovery, which took place in adolescence, which has led you to develop a personal artistic research on what you define the basic mechanisms of feelings. In which work you have done is this more explicit?

 

- In the initial phase, long lasting, until the end of the Academy in 2000, I explored a lot, so much so that my first works depict women dressed in strange clothes, but I do not remember very well. Indeed yes, I am reminded of a woman with a strange hat... Anyway, I could not take more than the pictorial dimension and I bought the plasticine, with which I really created a small world: I used to color and then keep in jars some characters. I still have them and my mother is very fond of them. From that moment I became more and more aware of wanting to talk about these "elementary feelings" and their mechanisms. As for the works in which these elements emerge are varied, certainly there is the project that I made in 2003 in France, where I abandoned these puppets on the street to experience the sense of abandonment but also to give life to an artifact, offering it an opportunity to create another story. Before I left them I photographed them, and kept the image with me. It turned out to be a very strong experience.

 

 

 

 White sex, 2008, still video, 1'53'' 

 

 

 

 

Sviluppi la tua arte in luoghi geografici reali nei quali inserisci delle bambole realizzate a mano da te. Come avviene la ricerca di questi spazi? 

 

- Dopo la Francia sono tornata a Milano. Qui ho ripetuto l’operazione e l’impatto emotivo è stato ancora più forte. Infatti, nonostante fossi felicissima di venire a vivere in questa città, sentivo che mi mancava qualcosa di fondamentale della mia vita. Ho cercato così di appropriarmi dello spazio urbano: per me era tutto nuovo dalla metropolitana al tram. Quindi passavo le giornate a camminare fino a quando non trovavo un punto dove desideravo lasciare la mia bambolina. In generale, comunque, li trovo in base a come mi guida l’istinto.  -

 

You develop your art in real geographic places where you put handmade dolls by yourself. How is the search for these spaces?

 

- After France I returned to Milan. Here I repeated the operation and the emotional impact was even stronger. In fact, although I was very happy to come and live in this city, I felt that I was missing something fundamental in my life. So I tried to take possession of the urban space: for me everything was new from the underground to the tram. Then I spent my days walking until I found a place where I wanted to leave my doll. In general, however, I find them based on how instinct drives me. -

 

 

 

 Stangliro, 2013, still da video, 4'10''

 

 

 

Una performance.

 

- Sì assolutamente, anche se non era manifesta (forse neanche a me stessa), non era fatta apposta per un pubblico venuto lì per osservarmi. Quello che lo spettatore ha visto dopo è la foto dell’abbandono che gli ha permesso di ricostruire tutto il percorso che ho fatto. -

 

A performance.

 

- Yes absolutely, even if it was not manifest (perhaps not even to myself), it was not made for an audience who came here to observe me. What the viewer has seen after is the photo of the abandonment that allowed him or she to rebuild the whole path I have done. -

 

 

Secondo te è possibile che un artista inizi un progetto in un modo, anche ben studiato e concepito,  ma che lo comprenda solo una volta concluso?

 

- Sì, una parte comunque deve sempre essere cosciente, premeditata. Ma, come nel mio caso, l’altra non la si vuole ascoltare, è inconscia e al tempo stesso palese. Si tratta di una forza che ti spinge, inesorabile. Quando ho svolto quel lavoro, ad esempio, mi sentivo a disagio, anche oggi, sempre, però è più forte di me, lo devo fare. Anche disegnare un pene ed esporlo, apparentemente una cosa insignificante, però è necessario. -

 

In your opinion, is it possible for an artist to start a project in a way that is well-studied and conceived, but which only understands it once it has been completed?

 

- Yes, a part still must always be conscious, premeditated. But, as in my case, the other one does not want to hear it, it is unconscious and at the same time obvious. It is a force that drives you, inexorable. When I did that job, for example, I felt uncomfortable, even today, always, but it's stronger than me, I have to do it. Even drawing a penis and exposing it, apparently an insignificant thing, but it is necessary. -

 

Good day bad day, installazione smother and house, 2013, Galleria Nuvole, Palermo

 

 

 

La sessualità viene spesso strumentalizzata per ottenere più partecipazione da parte del pubblico, il quale asseconda questo meccanismo. A vedere le tue opere sembra più un simbolo, una traccia, invece. 

 

- Cerco di portare in superficie quello che solitamente è in ombra, che è considerato torbido. Quindi sia una sessualità insoddisfatta in un certo senso, e sia lo slancio vitale che comportano questi elementi del nostro corpo. Cerco di comunicare la parte più naturale e positiva della sessualità, parte che dai più è considerata ancora oggi un tabù. Penso di portare anche un po’ di ironia, che ritengo fondamentale. -

 

Sexuality is often exploited to get more participation from the public, which supports this mechanism. To see your works, it seems more like a symbol, a track, instead.

 

- I try to bring to the surface what is usually in the shade, which is considered cloudy. So it is a dissatisfied sexuality in a sense, and it is the vital momentum that these elements of our body involve. I try to communicate the most natural and positive part of sexuality, part that is still considered a taboo by most. I think I also bring a bit of irony, which I consider fundamental. -

 

 

Insegni, anche, presso un istituto scientifico a Milano. Come vivi la rigidità accademica rispetto al tuo essere artista?

 

- Bella domanda. Per me è molto difficile, perché sono contro ogni formalità ed etichetta, nonostante sia una persona educata e ci tengo che gli altri lo siano con me. Tuttavia, esiste una parte di me parecchio fuori controllo, in senso positivo, che risente del peso dell’istituzione. Cerco di essere me stessa, nei limiti. -

 

You also teach in a scientific institute in Milan. How do you live the academic rigidity of your being an artist?

 

- Good question. For me it is very difficult, because I am against all formality and etiquette, despite being a polite person and I care that others are with me. However, there is a part of me that is out of control, in a positive sense, which is affected by the weight of the institution. I try to be myself, in the limits. -

 

 

 Little people in little world, ( Go out with the dog), 2014, serie di 19 disegni, inchiostro  al gel su carta, 50cmX70cm

 

 

 

 

Questo processo è forse un modo per cercare di dare un significato all’hic et nunc, in un mondo senza più confini, benché solo in apparenza?

 

- Sì, l’ esserci. L’idea è proprio quella di sforzare ad essere qui e ora. Penso che il mio lavoro ruoti proprio intorno a tutto questo significato. Per questo faccio fatica a partecipare a concorsi in cui viene richiesto di rispettare un tema. Paradossalmente l’insegnamento si avvicina molto di più a quello che è il mio modo di essere. Voglio utilizzare le mia mani e il mio cervello per raccontare questo mondo qui, attraverso l’aspetto umano dell’essere. -

 

Is this process a way of trying to give meaning to the hic et nunc, in a world without borders, albeit only apparently?

 

- Yes, there is. The idea is precisely to strive to be here and now. I think that my work revolves around all this meaning. This is why I find it difficult to take part in competitions where you are asked to respect a topic. Paradoxically, the teaching gets much closer to what my way of being is. I want to use my hands and my brain to tell this world here, through the human aspect of being. -

 

 

Quali mostre o progetti futuri hai in programma?

 

- Dal 27 gennaio sono in mostra con altri artisti presso la galleria d’arte contemporanea Muratcentoventidue di Bari, una collettiva dal titolo What we once were, in cui si affronta il periodo dell’infanzia sotto vari punti di vista. -

 

Which exhibitions or future projects do you have planned?

 

- From January 27th I’ll be on show with other artists at the Muratcentoventidue contemporary art gallery in Bari, a group exhibition entitled What we once were, in which the period of childhood is dealt from various points of view. -

 

 

ritacasdia.com

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