L’eredità di Toni Morrison e le altre: la letteratura femminile dal Novecento a oggi / The legacy of Toni Morrison and the others: a reflection on women's literature from the twentieth century to today

30 Sep 2019

 

 

 

Il 5 agosto 2019 muore a New York Chloe Anthony Wofford Morrison, conosciuta come Toni Morrison. Un giorno d’estate consegna alle cronache la dipartita di una delle più importanti autrici del Novecento. Così come avviene per i grandi del cinema, della musica e dell’arte - recentemente per il fotografo Peter Lindeberg  -, anche per Morrison si sono letti articoli di giornale, servizi televisivi, in memoria del suo lavoro. Mestiere che è anche un’eredità. Libri come L’occhio più azzurro, Amatissima e L’origine degli altri sono in grado di scalfire le menti e i cuori sin dalla loro prima edizione, rimanendo così impressi nella memoria. E non solo dei lettori, ma anche dei suoi omologhi, gli scrittori stessi. In particolare, le penne femminili. Forse perché è la prima afroamericana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura (1993), oppure per via dello stile o delle tematiche che era solita trattare nelle sue opere. 

 

On August 5, 2019, Chloe Anthony Wofford Morrison, known as Toni Morrison, dies in New York. One summer day, delivers the departure of one of the most important authors of the twentieth century to the chronicles. As it happens for the great of cinema, music and art - recently for the photographer Peter Lindeberg -, even for Morrison we read newspaper articles, television programs, in memory of her work. Craft that is also a legacy. Books like L’occhio più azzurro, Amatissima e L’origine degli altri have been able to scratch minds and hearts since their first edition, thus remaining etched in memory. And not just readers, but also its counterparts, the writers themselves. In particular, female. Perhaps because it is the first African American to win the Nobel Prize for Literature (1993), or because of the style or themes that she used to deal with in her works.

 

Toni Morrison, Albany, New York, 1985, Bettmann/Getty Images 

 

 

Saggi, romanzi o racconti, i libri di Morrison hanno spesso come filo rosso il tema dell’identità. Quella dei neri immigrati negli Stati Uniti d’America, dove sono usati come schiavi, frustrati dai proprietari e rinnegati dalla società. In L’occhio più azzurro, in Italia pubblicato da Sperling & Kupfer, viene narrata la storia di una bambina nera che desidera ardentemente assomigliare ai bianchi e vorrebbe avere gli occhi azzurri come l’attrice e ballerina Shirley Temple. Sconforta che molti elementi di quel periodo siano vivi ancora oggi. 

Morrison sceglie di raccontare la realtà sua e del suo popolo con una scrittura fluida, forte e sensibile al tempo stesso. Riesce ad addolcire le parole laddove è giusto farlo; la durezza si accompagna a frasi come «La rivolta di Bacon spinse le autorità a modificare la legge, per consentire ai bianchi di uccidere qualsiasi nero senza motivo. Ciò consegnava alla servitù debitoria il potere di vita e di morte sui neri; anche se appartenevano alla stessa classe sociale.» 

 

Essays, novels or short stories, Morrison's books often have the theme of identity as a common thread. That of black immigrants in the United States of America, where they are used as slaves, flogged by owners and disowned by society. In L’occhio più azzurro, published in Italy by Sperling & Kupfer, the story of a black girl who ardently desires to look like whites and would like to have blue eyes like the actress and dancer Shirley Temple is told. It confuses that many elements of that period are still alive today.

Morrison chooses to tell her and hers people's reality with a fluid, strong and sensitive writing at the same time. She manages to sweeten the words where it is right to do so; the hardness is accompanied by phrases like «Bacon’s revolt pushed the authorities to change the law, to allow whites to kill any black without a reason. This gave the debt service the power of life and death over blacks; even if they belonged to the same social class.»

 

 

Nasim Marashi

 

Wislawa Szymborska

 

 

 

Joan Didion, Fernanda Pivano, Erica Jong, Elsa Morante, Anna Banti, Simone De Beauvoir, Natalia Ginzuburg, Marguerite Duras, Wislawa Szymborska, Oriana Fallaci e Dacia Maraini. L’elenco, ovviamente, ne conta di più, ma questi nomi bastano per ricordare che la letteratura è piena di donne le quali, dai primi anni del secolo scorso a oggi, percorrono in parallelo a Morrison la storia. Personale e di tutti noi. Alcune d’inventano storie, altre vivono con le rockstar a Los Angeles durante gli anni Sessanta. O, dieci anni prima, iniziano a tradurre in italiano le opere di quei geni scapestrati dei beat. Kerouac, Ginsberg e compagnia. Molti dei loro libri diventano anche dei film; altri sono contestati perché politicamente scorretti. 

 

Joan Didion, Fernanda Pivano, Erica Jong, Elsa Morante, Anna Banti, Simone De Beauvoir, Natalia Ginzuburg, Marguerite Duras, Wislawa Szymborska, Oriana Fallaci and Dacia Maraini. The list, of course, counts more, but these names suffice to remind us that literature is full of women who, from the early years of the last century to the present, walk parallel to Morrison's story. Theirs and all of us. Some invent stories, others live with rock stars in Los Angeles during the 1960s. Or, ten years before, they begin to translate the works of those wild beat beats into Italian. Kerouac, Ginsberg and company. Many of their books also become films; others are disputed because politically incorrect.

 

 

Chiara Gamberale, foto di Sara-Lando

 

Elsa Morante 

 

 

Femministe, attiviste, giornaliste inviate nei campi di battaglia, dove la guerra si fa davvero. Così come il credere che il valore di una donna vada oltre a delle campagne social come il #metoo. Sposate con artisti, letterati o single per scelta, diventano anche loro testimoni di uno scorcio di vita e lo consegnano ai lettori. Anche oggi, quando lo stesso mondo della letteratura è così vasto, e perciò dispersivo, che è difficile, soprattutto per i critici, individuare un autore valido. 

Chiara Gamberale, Nasim Marashi, Annie Ernaux, Daria Bignardi, solo per citarne alcune, riusciranno a lasciare il segno come Morrison e le altre? E come si fa a valutare se effettivamente il loro corso sarà parallelo alle loro madri? Difficile dirlo. Ma è importante, perché attraverso la letteratura, quindi la lettura e il ricordo si formano le coscienze. Tuttavia, i contesti storico-politico-culturali sono cambiati, anche l’approccio, così come lo stile di scrittura. Forse solo il tempo riuscirà a dirlo. Del resto un loro collega, Sofocle, scrive ne l’Elettra: «Il tempo è un dio benigno.»

 

Feminists, activists, journalists sent to battlefields, where the war really takes place. As well as believing that the value of a woman goes beyond social campaigns like the #metoo. Marry with artists, writers or single by choice, they too become witnesses of a glimpse of life and deliver it to readers. Even today, when the world of literature itself is so vast, and therefore dispersive, that it is difficult, especially for critics, to identify a valid author.

Chiara Gambareale, Nasim Marashi, Annie Ernaux, Daria Bignardi, just to name a few, will they be able to make their mark as Morrison and the others? And how do you assess if their course will actually be parallel to their mothers? Hard to say. But it is important, because through literature, therefore, reading and remembering form consciences. However, the historical-political-cultural contexts have changed, even the approach, as well as the style of writing. Perhaps only time will manage to tell. Moreover, one of their colleagues, Sophocles, writes in the Elettra: «Time is a benign god.»

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