Un trittico per la GAMeC: l’arte contemporanea emergente in scena a Bergamo / A triptych for GAMeC: emerging contemporary art on display in Bergamo

9 Jan 2019

 

 

Oscar Gaconia, Jacopo Miliani e Driant Zeneli inaugurano il 2019 della GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. I progetti dei tre giovani artisti saranno infatti protagonisti delle sale dello spazio a partire dal 17 gennaio, quando si apriranno le porte con una vernice alle ore 19. 

 

Oscar Gaconia, Jacopo Miliani and Driant Zeneli inaugurate the 2019 of GAMeC, Bergamo's Modern and Contemporary Art Gallery. The projects of the three young artists will in fact be protagonists of the rooms of the space starting from 17 January, when the doors will open with a vernissage at 19.

 

 

 

Oscar Giaconia, Master – Mother Board, 2018, Foto: © Roberto Ferro, Courtesy OG Studio e Thomas Brambilla Gallery, Bergamo

 

 

 

 

Le esposizioni, che rimarranno in mostra fino al 24 febbraio 2019, tutte a cura di Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni riguardano: «la prima personale di Giaconia (Milano, 1978) in un’istituzione museale italiana; la presentazione del lavoro di Miliani (Firenze, 1979) nell’ambito della XI edizione della rassegna Artists’ Film International e lo screening della trilogia video di Zeneli (Shkoder, Albania,1983)», fanno sapere dalla Galleria. 

 

The exhibitions, which will remain on display until February 24, 2019, all curated by Sara Fumagalli and Valentina Gervasoni concern: «the first solo show by Giaconia (Milan, 1978) in an Italian museum institution; the presentation of Miliani's work (Florence, 1979) in the context of the XI edition of the Artists' Film International exhibition and the screening of the Zeneli’s (Shkoder, Albania, 1983) video trilogy», let the Gallery know.

 

 

Hoysteria è il lavoro del pittore milanese, il cui titolo, spiegano, è «una ricognizione sulla più recente produzione pittorica del l’artista.» Si tratta di «una “parola valigia” che contiene una fusione tra “osteria”, “ostrica" e “isteria", termini che alludono a contenitori di diversa natura, capaci di accogliere un qualche tipo di ospite. L'assonanza concettuale e fonetica che accomuna queste parole produce un titolo intraducibile, un equivoco linguistico, una disfunzione di senso incarnata nelle figure che abitano l’esposizione.» In particolare, essa e sarà protagonista, presso lo Spazio Zero della Galleria, di una performance il 23 gennaio, assieme al truccatore nominato due volte ai premi Oscar Vittorio Sodano, che stravolgerà a suo modo la produzione di Giaconia. 

 

Hoysteria is the work of the Milanese painter, whose title, they explain, is «a reconnaissance of the artist's most recent pictorial production.» It is a “suitcase word” that contains a fusion between “hosteria (in milanese, ed),” “oyster” and “hysteria”, terms that allude to containers of different nature, able to accommodate some kind of guest. The conceptual and phonetic assonance that unites these words produces an untranslatable title, a linguistic misunderstanding, a sense dysfunction embodied in the figures that inhabit the exhibition.» In particular, it will be protagonist, at the Spazio Zero of the Gallery, of a performance on January 23, together with the make-up artist nominated twice for the Oscar Vittorio Sodano, which will revolutionize the production of Giaconia in his own way.

 

 

 

Jacopo Miliani, Deserto, 2017, Video Still, Produced in collaboration with E.M.M.A and Matadero 

 

 

 

Al primo piano si realizza quella che dalla metà del secolo scorso è diventata una nuova forma di divulgazione del proprio pensiero creativo: la videoarte. 

Gender è il tema che Miliani ha dovuto indagare, partecipando così all’undicesima edizione della rassegna - che coinvolge artisti provenienti da tutto il mondo. Le curatrici Fumagalli e Gervasoni hanno selezionato il suo lavoro Deserto (2017) e di TEOREMA TEOREMA TEOREMA (2018), prosieguo del progetto dedicato a Pasolini. Il primo «riflette sulla possibilità di parlare di identità multiple attraverso l’invenzione di un nuovo linguaggio.» Nel secondo, fanno sapere dalla GAMeC, l’artista fiorentino «pone le basi per un’ulteriore riflessione sul celebre film di Pier Paolo Pasolini. Protagonista del video è il performer parigino Matyouz, danzatore, Master of Ceremony e commentatore dei più importanti Vogue Contests in Europa.» Centrale è infatti il genere di danza, divenuto celebre negli anni Novanta, soprattutto tra le minoranze gay, lgbt altre subcultures, poiché «nasce dall'imitazione delle pose plastiche e dei gesti dei modelli che appaiono nelle sfilate o sulle riviste patinate come il noto magazine di moda Vogue, da cui prende il nome.»

 

On the first floor there is the one that has become a new form of dissemination of its creative thinking since the middle of the last century: videoart.

Gender is the theme that Miliani had to investigate, thus participating in the eleventh edition of the festival - which involves artists from all over the world. The curators Fumagalli and Gervasoni have selected his works Deserto (2017) and of TEOREMA TEOREMA TEOREMA (2018), a continuation of the project dedicated to Pasolini. The first «reflects on the possibility of talking about multiple identities through the invention of a new language.» In the second, let the GAMeC know, the Florentine artist «sets the stage for further reflection on the famous film by Pier Paolo Pasolini. The protagonist of the video is the Parisian performer Matyouz, dancer, Master of Ceremony and commentator of the most important Vogue Contests in Europe.» Central is indeed the kind of dance, which became famous in the nineties, especially among gay, lgbt other subcultures minorities, because «born from the imitation of the plastic poses and the gestures of the models that appear in the fashion shows or in the glossy magazines like the well-known fashion magazine Vogue, from which it takes its name.»

 

 

 

Driant Zeneli, Some Say the Moon is Easy to Touch…, 2011, Still da video, Courtesy l'artista e prometeogallery di Ida Pisani, Milano/Lucca

 

 

 

Presso la Sala Prioiezioni Zeneli presenta When Dreams Become Necessity. Si tratta di un trittico di video di breve durata «che documentano altrettante azioni performative svolte d all’artista stesso. In tutti i casi, Zeneli cerca di realizzare tre desideri, tre sogni verosimilmente impossibili da concretizzare, lasciando intendere che l’inevitabile fallimento non sia che la porta di accesso per possibili alternative.» Concludono dal museo, il cui operato in questi anni l’ha portato a essere, tra quelli

italiani, uno dei più importanti per quanto riguarda la ricerca e il supporto di nuovi artisti e curatori. 

 

At the Sala Prioiezioni Zeneli presents When Dreams Become Necessity. It is a triptych of short videos «that document as many performative actions performed by the artist himself. In all cases, Zeneli tries to realize three desires, three dreams that are probably impossible to realize, suggesting that the inevitable failure is the gateway to possible alternatives.» They conclude from the museum, whose work in recent years has led it to being, among the Italian ones, one of the most important for the research and support of new artists and curators.

 

gamec.it

 

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