Viva Tilda (Swinton)! Quando cinema e vita si fondono in un'unica realtà / Viva Tilda (Swinton)! When cinema and life merge into a single reality

6 Sep 2020

Tilda Swinton Leone d'oro alla carriera

 

 

 

Durante la serata di apertura del Festival del Cinema di Venezia Tilda Swinton vince il Leone d’Oro alla carriera. Un premio assegnato a nomi stellari della pellicola. Alcuni figurano come i suoi gods, come usa chiamarli, e cita anche Julie Andrews, vincitrice nel 2019. Il suo discorso, in cui ringrazia e racconta il suo amore per il cinema che equipara alla vita stessa (aka non chiamiamola carriera la sua ma vita, appunto), è forse, a oggi, uno dei momenti più memorabili della kermesse che mai come quest’anno vanta film seri e impegnati, anche politicamente. Almeno se si escludono lavori come The Duke, opera fuori concorso e decisamente ilare del regista Roger Michell (Notting Hill) con Jim Broadbent e Helen Mirren, tra i protagonisti. Nel monologo l’attrice, vestita in un elegante abito Chanel, accompagnata da una maschera realizzata dall’artista James Merry, elogia la Serenissima, il mondo del cinema. Omaggia l’attore statunitense scomparso di recente Chadwick Boseman. È visibilmente commossa.

 

During the opening night of the Venice Film Festival, Tilda Swinton wins the Golden Lion for Lifetime Achievement. An award given to stellar names from the film. Some figure as his gods, as he uses to call them, and he also cites Julie Andrews, winner in 2019. Her speech, in which she thanks and tells her love for cinema that she equates to life itself (aka let's not call her career her life but , in fact), is perhaps, to date, one of the most memorable moments of the kermesse that never as this year boasts serious and committed films, even politically. At least if we exclude works like The Duke, an out-of-competition and decidedly hilarious work by director Roger Michell (Notting Hill) with Jim Broadbent and Helen Mirren, among the protagonists. In the monologue, the actress, dressed in an elegant Chanel dress, accompanied by a mask made by the artist James Merry, praises the Serenissima, the world of cinema. Tribute to recently deceased US actor Chadwick Boseman. She is visibly moved.

 

Tilda Swinton in una scena di Michael Clayton

 

 

Nata a Londra il 5 novembre del 1960 vive in Scozia con il compagno, l’artista Sandro Kopp, e figli. Il suo primo film è Caravaggio (1986). Scena dopo scena si scopre subito il talento, precoce, dell’interprete. Nella pellicola interpreta Lena, una prostituta. Passano gli anni e la fama di Tilda Swinton aumenta senza sosta. Nonostante qualche flop infatti, la sua reputazione come attrice resta sempre la stessa. Non si smentisce mai e consegna al grande schermo attimi di magia. Lo fa in Orlando (1992) ne Il ladro di orchidee (2002), in Broken Flowers (2005) e in blockbuster movie come Le cronache di Narnia (il primo episodio esce nel 2005). Musa di Wes Anderson e di Luca Guadagnino, vince un premio Oscar nel 2008 per il suo ruolo di attrice non protagonista in Michael Clayton. Impegnata nel sociale, soprattutto per quanto riguarda l’educazione infantile, si presta come volto e corpo alla moda. Chanel e Haider Ackermann sono le maison predilette. Anche l’arte la conquista. Nel 1995, per conto dell’artista Cornelia Parker, si esibisce in una performance intitolata The Maybe presso la Serpentine Gallery (Londra) e il Museo Barracco di Roma. Nel 2013 la ripete (a sorpresa) al MoMA di New York. 

 

Born in London on 5 November 1960, she lives in Scotland with her partner, the artist Sandro Kopp, and children. His first film is Caravaggio (1986). Scene after scene you immediately discover the talent, precocious, of the interpreter. In the film she plays Lena, a prostitute. Years go by and Tilda Swinton's fame grows relentlessly. Despite some flops in fact, her reputation as an actress always remains the same. He never denies himself and delivers moments of magic to the big screen. He does so in Orlando (1992) in The Orchid Thief (2002), in Broken Flowers (2005) and in the blockbuster movie as The Chronicles of Narnia (the first episode comes out in 2005). Muse of Wes Anderson and Luca Guadagnino, she won an Oscar in 2008 for her role as supporting actress in Michael Clayton. Committed to social issues, especially with regard to childhood education, it lends itself as a fashionable face and body. Chanel and Haider Ackermann are the favorite maison. Even art conquers it. In 1995, on behalf of the artist Cornelia Parker, she performed a performance entitled The Maybe at the Serpentine Gallery (London) and the Barracco Museum in Rome. In 2013 she repeated it (surprisingly) at the MoMA in New York.

Tilda Swinton in Orlando

 

 

Swinton non si è recata al Lido solo per ritirare l’ambito Leone. L’interprete si è presentata con uno dei registi più importanti al mondo: Perdro Almodóvar. Con lo spagnolo è a Venezia per mostrare al pubblico il cortometraggio fuori concorso The Human Voice, tratto dall’opera teatrale del 1930 firmata Jean Cocteau. Un’altra prova estrema per Tilda. Almodóvar dirige il tutto in appena un mese, a causa del Covid-19. È la storia di una donna che teme di essere lasciata dall’uomo che ama dopo 4 anni di amore poiché egli non si fa sentire da 3 giorni. Una trama comune se non fosse per un telefono che, improvvisamente, squilla nel cuore della notte. È un flusso di coscienza costante in cui la protagonista è solo e unicamente la Swinton.

 

Swinton did not go to the Lido just to collect the coveted Leone. The interpreter presented herself with one of the most important directors in the world: Perdro Almodóvar. With the spaniard she is in Venice to show the public the short film out of competition The Human Voice, based on the 1930 theatrical work by Jean Cocteau. Another extreme test for Tilda. Almodóvar manages it all in just a month, due to Covid-19. It is the story of a woman who fears being left by the man she loves after 4 years of love because he hasn't been heard from for 3 days. A common plot were it not for a phone that suddenly rings in the middle of the night. It is a constant stream of consciousness in which the protagonist is only and uniquely Swinton.

Tilda Swinton con Pedro Almodóvar a Venezia 77

 

 

“Viva il cinema, viva Venezia.” Con queste parole pronunciate in italiano l’attrice britannica saluta e ringrazia i presenti in sala. E il mondo intero, quello che passa le notti al cinema, in casa o fuori, quello che si ricorda i volti e le battute dei variegati personaggi interpretati dalla Swinton, non può che dire: viva Tilda!

 

"Viva il cinema, viva Venezia." With these words spoken in Italian, the british actress greets and thanks those present in the room. And the whole world, the one who spends his nights at the cinema, at home or away, the one who remembers the faces and jokes of the varied characters played by Swinton, can only say: viva Tilda!

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