Zara & Co. Brutta storia / Zara & Co. A bad story

 

 

 

Perché destano tanta indignazione i messaggi lasciati dai lavoratori di Zara?

Utopia!

A chi dovrebbe interessare se qualcuno, al nostro e al servizio delle catene low cost, non riesce ad arrivare a fine mese, a soddisfare i propri primari bisogni?

Siete dei falsi.

Si, lo siete. Siete dei menzogneri quando vi dite amareggiati della situazione precaria di questa povera gente e poi siete lì, dietro alla cassa, ad ultimare l’ultimo acquisto.

Ipocrisia!

 

Why arouse so much indignation the messages left by Zara workers?

Utopia!

Who should be interested if someone, to ours and to the low-cost chain service, can not reach the end of the month to meet their primary needs?

You are false.

Yes, you are. You are liars when you say bitter about the precarious situation of this poor people and then you are there, behind the cashier, to finish the last purchase.

Hypocrisy!

 

Queste grandi catene di “roba” a buon mercato, quelle che vi faranno venire le allergie alla pelle e che, quando sudate vi fanno emanare un puzzo nauseabondo, stanno uccidendo non solo la dignità dei lavoratori al loro servizio ma anche l’economia del nostro bel Paese.

Immaginate quanti piccoli negozi, dietro l’angolo, dal sapore vintage e messi su con tanti sacrifici, oggi non esistono più.

Quanti lavoratori, quelli che s’impegnano a valorizzare il nostro beneamato Mady in Italy, oggigiorno non hanno più le possibilità di produrre.

Vi sentite un po’ in colpa, adesso?

Non credo.

 

These big "cheap stuff" chains, which will make you allergy to the skin, and that when you sweat they make you a nauseous stench, they are killing not only the dignity of the workers at their service, but also the economy of our beautiful country.

Imagine how many small shops around the corner, with that vintage taste and built with so many sacrifices, no longer exist today.

How many workers, those who are committed to enhancing our beloved Made in Italy, nowadays no longer have the opportunity to produce.

Do you feel a little guilty now?

I do not believe.

 

 

A Instabul, alcuni lavoratori – 150 per l’esattezza – sono usciti allo scoperto e, attraverso dei cartelloni vistosi, hanno denunciato la loro precaria situazione.

I dipendenti della Bravo, azienda tessile chiusa a luglio dopo un accumulo di debiti, hanno denunciato: "Siamo lavoratori tessili in Turchia che lavorano da anni per fare profitti per marchi come Inditex (Zara), Next e Mango. Abbiamo prodotto i loro prodotti sotto stretta sorveglianza dei marchi e abbiamo visto il potere che questi hanno per garantire che i loro standard di lavoro siano seguiti dalle loro fabbriche di fornitori. Entro il luglio del 2016, il nostro capo ha rifiutato di pagare una gran parte dei salari che avevamo guadagnato. I creditori sono venuti alla nostra fabbrica e hanno sequestrato tutte le macchine e gli oggetti di valore. Nel frattempo, il nostro capo è scomparso, prendendo il nostro salario con lui. Dobbiamo ancora ricevere i nostri salari o qualsiasi forma di tassa di fine rapporto […] Abbiamo lavorato per Zara / Inditex, Next e Mango per anni. Abbiamo prodotto i prodotti di questi marchi con le nostre mani, facendo guadagnare enormi profitti. Ora chiediamo che questi marchi ci danno il rispetto fondamentale per compensare il nostro lavoro. Noi chiediamo solo i nostri diritti fondamentali! Invitiamo la comunità internazionale a sostenere la nostra lotta, a firmare e a condividere la nostra campagna”.

In questo modo, i diritti e la dignità dell’essere umano, vengono lesi.

E non basta spostare la produzione negli Stati che consentono una manodopera sottobanco, ora queste multinazionali “del vuoto” fanno anche le orecchie dure.

 

In Instabul, some of the workers - 150 precisley - came out and, through billboards, they denounced their precarious situation.

Bravo employees, a textile company closed in July after an accumulation of debts, denounced: "We are textile workers in Turkey who have been working for years to make profits for brands like Inditex (Zara), Next and Mango. We have produced their products under close surveillance of trademarks and we saw the power these have to ensure that their standards of work are followed by their supplier factories. By July 2016, our boss refused to pay much of the wages we had earned. Creditors have come to our factory and seized all the machines and valuables. Meanwhile, our boss has disappeared, taking our salary with him. We still have to receive our wages or any form of severance indemnity [...] We've worked for Zara / Inditex, Next and Mango for years. We've produced the products of these brands with our hands, making huge profits for them. Now we ask that these marks give us the fundamental respect to compensate our work. We only ask our fundamental rights! We invite the international community to support our struggle, to sign and to share our campaign”.

In this way, the rights and dignity of the human being are lost.

And it's not enough to shift production into the states that allow sub-bank labor, now these "vacuum" multinationals also make do not listen.

 

 

Pare proprio che non paghino!

E se subito è giunta la smentita da parte di Inditex che sostiene di aver adempiuto tutti gli obblighi contrattuali con Bravo Tekstil ecco, sembrerebbe giunta l’ora di adempiere anche noi all’obbligo di far rinsanire la nostra economia acquistando Made in Italy.

Ma occhio sempre alle etichette che i furbetti sono sempre dietro l’angolo.

 

It seems they just do not pay!

And if immediately arrived the denial by Inditex claiming to have fulfilled all the contractual obligations with Bravo Tekstil here, it would seem as though the time has come to fulfill our obligation to save our economy by buying Made in Italy.

But always look at the labels that the wizards are always around the corner.

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory