Da Zed1 a Calvino: la pubblicità e il rischio di un oblio intellettuale / From Zed1 to Calvino: advertising and the risk of intellectual neglect

21 Jan 2019

 

 

 

Un gesto terribile, in antitesi con quello che è lo spirito di una città contemporanea. Se giovedì 17 gennaio l’opera murale in via Brembo a Milano fosse stata cancellata in favore di alcuni cartelloni pubblicitari l’azione avrebbe assunto questo valore. Per fortuna il Sindaco della città Beppe Sala ha posto fine al dibattito spiccio e, soprattutto, al rischio che il fatto si potesse realizzare concretamente, con una dichiarazione su Facebook: «Prendersi cura della città vuol dire anche rispettare tutte le forme d’arte.» E così il lavoro dello street artist Zed1, all’anagrafe Marco Burresi,  è ancora lì, ad affascinare o meno i passanti. De gustibus. 

 

A terrible gesture, in antithesis with what is the spirit of a contemporary city. If on Thursday 17 January the mural work in via Brembo in Milan had been canceled in favor of some billboards, the action would have assumed this value. Fortunately, the mayor of the city Beppe Sala has put an end to the outrageous debate and, above all, to the risk that the fact could be realized concretely, with a statement on Facebook: «Taking care of the city also means respecting all forms of art.» And so the work of street artist Zed1, or Marco Burresi, is still there, to charm or not passers-by. De gustibus.

 

 

 

The black Sheep, murale di ZED1 a Genova

 

 

Da fine Ottocento fino a oggi la réclame permea il quotidiano in un climax ascendente, la cui velocità è paragonabile solo a quella delle nuove tecnologie: se prima era solamente sui muri o cartelloni delle metropoli o affissa agli angoli delle strade di provincia, oggi è pressoché ovunque, sui nostri smartphone, i Mac, i siti internet, attraverso i quali - controllati dai cookies - chi naviga in un sito d’informazione si trova la pubblicità di quello visitato in precedenza. Durante la Belle Époque nessuno lo avrebbe mai immaginato. Tranne gli scrittori. 

 

From the end of the nineteenth century up to today the réclame permeates the everyday in an ascending climax, whose speed is comparable only to that of new technologies: if before it was only on the walls or billboards of the metropolis or affixed to the corners of the streets of the province, today it is almost everywhere, on our smartphones, Macs, websites, through which - controlled by cookies - who surfs an information site sees the advertising of the one visited previously. Nobody would have imagined it during the Belle Époque. Except for the writers.

 

 

Edmondo De Amicis non scrive soltanto Cuore, celebre romanzo adolescenziale. Il ligure, infatti, nell’opera La carrozza di tutti (1899) osserva dapprima contrariato i manifesti sugli omnibus, per poi, gradualmente, cominciare ad accettare e alla fine ammirare la pubblicità. «Cominciava allora e s’andava estendendo rapidamente l’uso degli annunzi esteriori sui carrozzoni. Dentro, questi n’erano già invasi da un pezzo: iscrizioni e figure dipinte sui vetri, cartellini appesi, avvisi d’ogni forma e colore appiccicati al cielo e alle pareti [...] S’aggiungevano a questi, in quei giorni, gli annunzi delle lunghe assi piantate dalle due parti del tetto, tinte di tutti i colori più chiassosi, con iscrizioni bianche e nere in caratteri cubitali, vere insegne di alberghi e magazzini, leggibili a cento passi lontano, moleste agli occhi come grida sgangherate agli orecchi, stonanti nel colorito generale della strada come stecche acute in un coro di voci sommesse.»

 

Edmondo De Amicis does not only write Cuore, a famous adolescent novel. The Ligurian, in fact, in the work La carrozza di tutti (1899) first observes upset the posters on omnibuses, then gradually begin to accept and eventually admire the publicity. «It was beginning then and we were rapidly expanding the use of external announcements on caravans. Inside, these had already been invaded for a while: inscriptions and figures painted on the glass, hanging tags, notices of all shapes and colors stuck to the sky and the walls [...] They were added to these, in those days, the announcements of the long axes planted by the two parts of the roof, dyed in all the most noisy colors, with black and white inscriptions in large letters, real signs of hotels and warehouses, readable a hundred steps away, annoying to the eyes like ramshackles to the ears, jarring in the general color of the road like sharp sticks in a chorus of subdued voices.»

 

 

L'Amore Sbagliato, murale di ZED1, Dolo, Venezia

 

 

 

In Luna e GNAC tratto Marcovaldo, ovvero le stagioni in città (1963) Italo Calvino introduce quello che già allora era realtà, figuriamoci oggi: l’alternarsi delle ore, del giorno della notte, in base alle trovate di marketing. La notte non è davvero tale, perché le luci dei cartelloni la illuminano: «La notte durava venti secondi, e venti secondi il Gnac. Per venti secondi si vedeva il cielo azzurro variegato di nuvole nere, la falce della luna crescente dorata, sottolineata da un impalpabile alone, e poi stelle che più si guardavano più infittivano la loro pungente piccolezza, fino allo spolverio della Via Lattea, tutto questo visto in fretta in fretta, ogni particolare su cui ci si fermava era qualcosa dell’insieme che si perdeva, perché i venti secondi finivano subito e cominciava il Gnac. 

Il Gnac era una parte della scritta pubblicitaria Spaak-Cognac sul tetto di fronte, che stava venti secondi accesa e venti spenta, e quando era accesa non si vedeva nient’altro. La luna improvvisamente sbiadiva, il cielo diventava uniformemente nero e piatto, le stelle perdevano il brillio.»

 

In Luna e GNAC from Marcovaldo, ovvero le stagioni in città (1963) Italo Calvino introduces what was already reality, let alone today: the alternation of hours, day of night, based on marketing found. The night is not really that, because the billboard lights illuminate it: «The night lasted twenty seconds, and twenty seconds the Gnac. For twenty seconds you could see the varied blue sky of black clouds, the crescent of the crescent moon, underlined by an impalpable halo, and then stars that looked more and more thickened their pungent smallness, until the dust of the Milky Way, all this seen in a hurry, in a hurry, every detail on which we stopped was something of the whole that was lost, because the twenty seconds ended immediately and the Gnac began. The Gnac was a part of the Spaak-Cognac advertisement on the opposite roof, which was twenty seconds lit and twenty turned off, and when it was turned on, nothing else could be seen. The moon suddenly faded, the sky became uniformly black and flat, the stars lost their brightness.»

 

 

Il murale di Zed1 in via Brembo a Milano

 

 

A quell’epoca è facile meravigliarsi o descrivere oggettivamente il processo in grado di influenzare le menti, quindi i consumi, delle persone. Oggi il fenomeno è talmente vasto da non considerarlo neanche un problema, fa parte di noi. Soprattutto perché con la nascita dei nuovi media e dei soggetti che li abitano, si generano anche delle figure - tipo gli influencer su Instagram - in grado di comunicare un prodotto molto meglio di un testo incollato su un muro. H24, sono disponibili a fornire il loro punto di vista - pagato e quindi non precisamente obbiettivo - su un prodotto. Ma è storia nota. 

 

At that time it is easy to wonder or objectively describe the process that influences the minds, therefore the consumption, of people. Today the phenomenon is so vast that it does not even consider it a problem, it is part of us. Especially because with the birth of new media and the subjects that live there, they are also generated figures - like Instagram influencers - able to communicate a product much better than a text glued on a wall. H24, they are available to provide their point of view - paid and therefore not precisely objective - on a product. But it is a known story.

 

 

Alejar a la muerte, murale di Zed1 a Santander, Spagna

 

 

 

 

La mobilitazione in Porta Romana di qualche giorno fa per salvare il murale di Zed1 stupisce, e non per via del fatto che l’opera non valga il gesto. Anzi. Sorprende poiché nell’indifferenza totale che si ha su molti aspetti, anche quelli culturali come questo, è un’azione importante e, in particolare, imprevista. L’evento è anche indice di come sia necessario un equilibrio tra essere e apparire, tra creatività e mera immagine di prodotto. La pubblicità, così come la si vive oggi, è grave quanto il surriscaldamento globale, le malattie e la violenza. Nella misura in cui si manifesta è lo strumento che porta a una sempre maggiore ignoranza. Ci si augura, allora, che la street-art di valore, quella che possiede un senso e rientra a tutti gli effetti nell’ambito dell’arte contemporanea, trovi sempre di più i suoi spazi nelle vie cittadine e periferiche.

 

The mobilization in Porta Romana a few days ago to save the mural of Zed1 amazes, and not because of the fact that the work is not worth the gesture. Rather. It is surprising because in the total indifference that one has on many aspects, even cultural ones like this, it is an important and, in particular, an unexpected action. The event is also a sign of how a balance between being and appearing, between creativity and a mere product image is needed. Advertising, as we live it today, is as serious as global warming, disease and violence. To the extent that it manifests itself, it is the instrument that leads to ever greater ignorance. One hopes, then, that the value street-art, the one that has a sense and is in all respects in the field of contemporary art, is increasingly finding its spaces in the city and suburban streets.

 

 

instagram.com/zed1_marco

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