• Ilaria Introzzi

Allucinante fotografia: sulle tracce di David, un reportage di Gianluca Colonnese / Hallucinating ph

Immagine tratta dal reportage sulla cannabis legale di Gianluca Colonnese

«Perché bere e guidare quando puoi fumare e volare?» A porre questa domanda è Bob Marley. Il musicista reggae non è famoso solo per le sue canzoni memorabili, inneggianti l’amore, la pace e la vita libera, da condurre tutti i giorni. L’artista giamaicano è noto alla storia anche per l’uso della cannabis. Marley considera il fumo molto meglio del rum, del vino, di qualsiasi altra sostanza in grado di stordire. Perché? A fornire una risposta sono i diversi usi che si posso fare oggi della canapa, da cui deriva la sostanza: oltre che a quello ludico, viene sperimentata sui tessili, al posto del cotone, la si utilizza come integratore alimentare. Può essere un grande alleato per la cura di malattie per le quali ancora oggi non c’è una cura definitiva, dall’Alzheimer alla Sclerosi Multipla. Questo perché aiuta a rilassare e disinfiammare i muscoli, anche celebrali.

Una chiave di lettura del fenomeno la dà anche la fotografia contemporanea italiana, specialmente da quando la cannabis, nella sua versione light, è diventata legale nel nostro Paese.

«Why drink and drive when you can smoke and fly?» Bob Marley asked this question. The reggae musician is not only famous for his memorable songs, praising love, peace and free life, to be conducted every day. The Jamaican artist is also known to history for the use of cannabis. Marley considers smoking much better than rum, wine, or any other substance that can stun you. Why? An answer is given by the different uses that can be made today of hemp, from which the substance derives: in addition to the playful one, it is tested on textiles, instead of cotton, it is used as a food supplement. It can be a great ally for the treatment of diseases for which even today there is no definitive cure, from Alzheimer's to Multiple Sclerosis. This is because it helps to relax and disinfect the muscles, even in the brain ones.

A key to understanding the phenomenon is also given by contemporary Italian photography, especially since the cannabis, in its light version, has become legal in our country.

Immagine tratta dal reportage sulla cannabis legale di Gianluca Colonnese

Un passo indietro: nel gennaio del 2017 entra in vigore la legge 242/2016 sulla possibilità di produzione e consumo di cannabis terapeutica. Tuttavia, è solo nel 2018 che, attraverso una circolare del Ministero dell’Agricoltura, «La coltivazione della canapa è consentita senza necessità di autorizzazione, che viene richiesta invece se la pianta ha un tasso THC di oltre lo 0,2 per cento come previsto da regolamento europeo. Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6 per cento l’agricoltore non ha alcuna responsabilità; in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6 per cento l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa.» Chiarito questo, oltre al fatto che, a oggi, può essere prodotta solo dallo Stato, l’Italia viene raramente immortalata in questi termini. Piuttosto, esistono reportage importanti di fotografi nostrani realizzati all’estero, per documentare la questione della droga, in tutte le sue sfaccettature. Tra gli ultimi, si ricorda Valerio Bispuri con il lavoro Paco. A drug story, ambientato in Sud America.

A step backwards: in January 2017 the law 242/2016 on the possibility of production and consumption of therapeutic cannabis comes into force. However, it is only in 2018 that, through a circular from the Ministry of Agriculture, «Cannabis cultivation is permitted without authorization, which is required instead if the plant has a THC rate of over 0.2 per cent as expected by European regulation. If the percentage is higher but within the limit of 0.6 per cent the farmer has no responsibility; if a rate higher than 0.6 per cent is ascertained, the judicial authority may order the seizure or destruction of hemp cultivations.» This clarified, in addition to the fact that, to date, it can only be produced by the State, Italy is rarely immortalized in these terms. Rather, there are important reportage from Italian photographers made abroad to document the drug issue, in all its facets. Among the last, we remember Valerio Bispuri with the Paco work. A drug story, set in South America.

Immagine tratta dal reportage sulla cannabis legale di Gianluca Colonnese


Gianluca Colonnese decide di indagare con la sua macchina fotografica il tema della cannabis legale in Italia. E lo fa attraverso un soggetto, un ragazzo di 24 anni David Sollbouer. La storia di David è particolare e Colonnese la raccoglie in queste parole, un giorno in cui è andato a trovarlo per realizzare i primi scatti: «In Italia un lavoro non è facile trovarlo e io come tanti miei coetanei sarei finito con il fare il precario a vita. Tra l' altro, sin da piccolo, il mio sogno era quello di fare il contadino che produce cannabis, in modo che la famiglia che avrò un giorno possa vivere di questo.» Da quel momento il fotografo calabrese, residente a Milano, prosegue il racconto di David, notte e giorno. Sì, perché quando il ragazzo afferma di essere un uomo che lavora la terra, c’è da prenderlo sul serio. «(David) si alza ogni giorno all’alba per irrigare le piante e passa tutta la mattinata a ripulirle e a controllarle; durante la notte, poi, va a verificarne la temperatura e l'umidità della serra. La cannabis raccolta la fa analizzare e, se inferiore allo 0,6 % di THC, sarà pronta per la vendita.»

Gianluca Colonnese decides to investigate with his camera the subject of legal cannabis in Italy. And he does it through a subject, a 24-year-old man, David Sollbouer. The story of David is particular and Colonnese collects it in these words, a day when he went to visit him to make the first shots: «In Italy a job is not easy to find and I, like many of my peers, would have ended up doing precarious work forever. Among other things, since I was a child, my dream was to be a farmer who produces cannabis, so that the family I will have one day, could live with it.» From that moment the Calabrian photographer, now living in Milan, continues the story of David, night and day. Yes, because when the guy says he is a man who works the ground, he must be taken seriously. «(David) gets up every day at dawn to water the plants and spends the whole morning cleaning and checking them; during the night, he then goes to check the temperature and humidity of the greenhouse. He analyzes the collected cannabis and, if less than 0.6% THC, it will be ready for sale.»

Immagine tratta dal reportage sulla cannabis legale di Gianluca Colonnese

Il giro di affari è in costante aumento. Secondo un indagine recente di Coldiretti si aggira intorno ai quaranta milioni di euro, e si sviluppa sia nei negozi veri e propri sia su internet. Nel giro di 5 anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a canapa (per vari usi, non solo per la versione leggera): dai quattrocento ettari del 2013 ai quasi quattromila per il 2018.

Dal 3 al 5 maggio 2019 si tiene a Milano il 4.20 Hemp Fest, la Fiera Internzionale della Canapa. Al di là dei soliti cicalecci politici, la kermesse ottiene un grande successo di pubblico. Cifra testimone dei dati sul commercio della cannabis legale.

The turnover is constantly increasing. According to a recent survey by Coldiretti it is around forty million euros, and it develops both in the actual stores and on the internet. Within 5 years the hemp cultivated land has increased tenfold (for various uses, not only for the light version): from four hundred hectares in 2013 to almost four thousand for 2018.

From 3 to 5 May 2019 is held in Milan the 4.20 Hemp Fest, the International Hemp Fair. Beyond the usual political chattering, the festival gets a great success with the public. Figure witnessing data on the legal cannabis trade.

Immagine tratta dal reportage sulla cannabis legale di Gianluca Colonnese

Come David Sollbouer, il quale, prima di approdare in Italia, va in Inghilterra per imparare le basi della coltivazione, poi a Barcellona dove ne ha potuto perfezionare alcuni aspetti, esistono molti altri giovani che si apprestano a creare la loro piccola impresa. Per questo il lavoro di Gianluca Colonnese va avanti, magari oltre confine. Del resto egli stesso nota che «la coltivazione della canapa per molti ragazzi è vista come una via d’uscita dal mondo del precariato. Un escamotage per fare un lavoro a stretto contatto con la natura, i suoi ritmi e la propria passione.»

Like David Sollbouer, who, before landing in Italy, goes to England to learn the basics of cultivation, then in Barcelona where he has been able to perfect some aspects, there are many other young people who are preparing to create their small business. This is why Gianluca Colonnese's work goes on, perhaps across the border. Moreover he himself notes that «the cultivation of hemp for many children is seen as a way out of the world of precariousness. A trick to do a job in close contact with nature, its rhythms and passion.»

gianlucacolonnese.myportfolio.com

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