• Elisa Zampini

La sceneggiatura di un amore: il mio, il nostro: da libro di Bob-Waksberg all'universalità del tema


"Due amanti", 1523-24, Giulio Romano (particolare)



Avete presente quando si viene delusi? Quando si iniziano a cercare le risposte, senza capire che già le si hanno? (O senza rendercene conto.)

Ebbene, il libro Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata (Einaudi) di Raphael Bob-Waksberg, lo sceneggiatore della serie con protagonista il cavallo cinico ed esistenzialista BoJack Horseman, è un ottimo posto dove trovarle e/o riscoprirle.

Ora, non c’è bisogno di farsi ingannare dal titolo: perché i racconti, perché di questo si tratta, sono sì storie di incontri, circostanze anche sentimentali, ma hanno tutto fuorché un tono di voce o un finale rosa. Esattamente come nel film 500 days of summer di Marc Webb, dove il narratore esordisce dicendo: “This is not a love story. This is a story about love”.

Do you know when you are disappointed? When do you start looking for answers, without realizing that you already have them? (Or without realizing it.)

Well, the book Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata (Einaudi) by Raphael Bob-Waksberg, the screenwriter of the series starring the cynical and existentialist horse BoJack Horseman, is a great place to find and / or rediscover them.

Now, there is no need to be fooled by the title: because the stories, because this is what we are talking about, are stories of encounters, even sentimental circumstances, but they have anything but a tone of voice or a pink ending. Exactly like in Marc Webb's 500 days of summer, where the narrator begins by saying: “This is not a love story. This is a story about love ".

"Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata", Raphael Bob-Waksberg (Einaudi)




La serie narrativa di Bob-Waksberg vuole essere una sorta di sussidiario sociale, in cui vengono categorizzate e descritte le persone nei loro comportamenti più quotidiani, anche se inserite in contesti assurdi. Sono diciassette storie apparentemente senza senso, che però lo acquisiscono man mano ci si avvicini alla fine e ti fanno riflettere.

C’è la solita coppia al primo incontro con le sue paranoie, le sue distrazioni più importanti dell’attimo che sta vivendo, come una lattina di noccioline salate del circo che potrebbe contenere dentro un serpente. Poi due sposi in balìa delle pretese dei genitori per il matrimonio perfetto, che però non è il loro, e che per assecondare tutti finiscono per non soddisfare se stessi. Anche uno scienziato, il quale fa avanti e indietro da una realtà parallela, sempre la sua, in cui però ha fatto solo scelte giuste nella vita. E altri ancora che parlano tutti della stessa cosa, la più bella e terribile: l’amore. Di questo argomento ci hanno fatto tanta di quella letteratura che sarebbe difficile ora e in questa sede archiviarla in pochi caratteri. Ma il fatto interessante di questo libro è proprio il tono scanzonato con cui se ne parla. È come se l’autore si fosse svegliato una mattina e avesse detto ad alta voce: scriviamo un libro che metta d’accordo tutti, o che ci provi almeno. Un libro che parli di una cosa universale, ma che non diventi un cliché. Un libro che prenda un po’ in giro il topic e che si diverta.


Bob-Waksberg's narrative series wants to be a sort of social subsidiary, in which people are categorized and described in their most everyday behaviors, even if inserted in absurd contexts. They are seventeen apparently meaningless stories, which however acquire it as you approach the end and make you reflect.

There is the usual couple at the first encounter with his paranoia, his most important distractions of the moment he is living, like a can of salted peanuts from the circus that could contain a snake inside. Then two spouses at the mercy of the parents' demands for the perfect marriage, which however is not theirs, and who end up not satisfying themselves in order to satisfy everyone. Even a scientist, who goes back and forth from a parallel reality, always his own, in which, however, he has only made the right choices in life. And still others who all talk about the same thing, the most beautiful and terrible: love. They have made so much literature about this subject that it would be difficult now and here to archive it in a few characters. But the interesting fact about this book is precisely the light-hearted tone in which it is spoken. It is as if the author woke up one morning and said aloud: let's write a book that everyone agrees, or at least try. A book that talks about a universal thing, but that does not become a cliché. A book that teases the topic a bit and has fun.




"Compleanno", 1915, Marc Chagall,



E la sensazione che hai quando lo leggi è proprio questa: sentirti divertito. Forse perché è un momento che letture di un certo tipo sono le uniche che riesci a digerire o semplicemente perché l’amore qui viene privato di fronzoli, sfarzi e poesia altissima e si mostra nella sua forma più vera, senza manie di grandezza. O forse per tutte e due. E così come a volte ti senti su di un’altalena emotiva che dondola tra l’euforia e il disagio, facendoti pensare di essere bipolare, anche la raccolta ci restituisce la stessa immagine. Ci sono infatti pagine che iniziano con caratteri medio-grandi per poi rimpicciolirsi sempre di più, durante la lettura. Oppure ci sono parole pseudo onomatopeiche che di fatto sono la vera e propria trama del capitolo.

Così, di storia in storia, ti sembra come se il libro stesso ti parli, come se esso stesso provasse la gioia, la frustrazione, lo stupore, il dolore di questo sentimento indecifrabile, fino a non poterne più.

Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata è fin dall’inizio ciò che riassume meglio il nostro percepito sull’amore, o almeno quello di tante, molte persone.


And the feeling you get when you read it is just this: feeling amused. Perhaps because it is a moment that readings of a certain type are the only ones you can digest or simply because love here is deprived of frills, pomp and lofty poetry and shows itself in its truest form, without delusions of grandeur. Or maybe for both of them. And just as sometimes you feel on an emotional swing that swings between euphoria and discomfort, making you think you are bipolar, the collection also gives us the same image. There are in fact pages that start with medium-large characters and then get smaller and smaller while reading. Or there are pseudo onomatopoeic words that in fact are the real plot of the chapter.

Thus, from story to story, it seems to you as if the book itself speaks to you, as if it itself felt the joy, frustration, amazement, pain of this indecipherable feeling, until it could no longer stand it.

Someone who loves you in all your devastated glory is from the beginning what best sums up our perception of love, or at least that of many, many people.



Ritratto di Jeanne Hébuterne, 1918, Amedeo Modigliani



Inizio: qualcosa di grande e spettacolare sta accadendo, che ci scombussola è vero, e questo prima ci fa perdere l’equilibrio e poi ci fa venire voglia di capire se abbiamo davvero le vertigini o no. Sviluppo: ci sono momenti di alti e bassi, ma si continua a credere che ne vale la pena e finalmente ci si sente capaci di migliorare se stessi in previsione dell’altro. Si cerca il fantomatico punto d’incontro, questo Sacro Graal della coppia, questo luogo invisibile che trovi appena superate le Colonne di Ercole. E intanto si crea del vissuto, s’impara a conoscere chi c’è di fronte: i suoi difetti si fanno più visibili e ci si fa amicizia, si vuole loro bene perché definiscono la persona che si è scelti. Insomma, si va a instaurare una certa routine - che per carità sia mai sinonimo di passività quotidiana senza stimoli alcuni – in cui ci si rende conto che la costante è un noi, tanto strano alla mente quanto familiare al cuore. Finché non si arriva al colpo di scena. Epilogo: “Ciao tu, è stato bello ma forse è arrivato il momento di prendere strade diverse”. Di solito tutti i finali hanno più o meno questo suono e non sono mai belli, mai. Difficili sì, liberatori anche.


The beginning: something great and spectacular is happening, which is upsetting us, it is true, and this first makes us lose our balance and then makes us want to understand if we are really dizzy or not. Development: there are moments of ups and downs, but we continue to believe that it is worth it and finally we feel capable of improving ourselves in anticipation of the other. We are looking for the phantom meeting point, this Holy Grail of the couple, this invisible place that you find as soon as you pass the Pillars of Hercules. Meanwhile, experience is created, you learn to know who is in front of you: his defects become more visible and you make friends, you love them because they define the person you have chosen. In short, a certain routine is established - which for heaven's sake is never synonymous with daily passivity without any stimuli - in which one realizes that the constant is a we, as strange to the mind as it is familiar to the heart. Until you get to the twist. Epilogue: “Hi you, it was nice but maybe it's time to take different paths”. Usually all the endings have more or less this sound and they are never beautiful, never. Difficult yes, liberators too.


Per quanto uno si fosse preparato o meno alla cosa, non si è mai così pronti come ci si aspetta. Sia chi lascia che chi viene lasciato. La potenza strabiliante della fine di una relazione amorosa è la consapevolezza che esiste un altro amore, fortissimo, bellissimo e solo tuo. Realizzare ciò che vogliamo, come ci sentiamo e capire come prenderci cura di noi stessi è il regalo più grande che una fine possa mai donarci. E sì, il percorso sarà difficile, ma si può sempre trovare un diversivo come dei racconti molto introspettivi che ci aiutano a vedere l’insieme delle cose da una prospettiva diversa. Finché non riusciremo a riderne. E fidatevi, quando accadrà vi sembrerà il suono più bello di sempre.


No matter how prepared or unprepared for it, one is never as ready as one expects. Both those who leave and those who are left. The amazing power of the end of a love relationship is the awareness that there is another love, very strong, beautiful and only yours. Realizing what we want, how we feel and understanding how to take care of ourselves is the greatest gift that an end can ever give us. And yes, the path will be difficult, but you can always find a diversion such as very introspective stories that help us see everything from a different perspective. Until we can laugh at it. And trust me, when it happens it will sound like the best sound ever.