• Ilaria Introzzi

Elogio banale di quel sentimento eroico che secondo Marina Abramovic vince su tutto


Francesco Vezzoli, Self-Portrait as the Apollo Belvedere’s Lover


L’amore vince sempre. L’ultima persona che ho sentito pronunciare questa frase è un’amica, di quelle vere. Lei, fortunella, l’ha sentita dire recentemente da Marina Abramović al San Carlo di Napoli. Fortunella, appunto. Una frase semplice, fatta. Tre parole che suonano perfettamente. Dolci, magari un po’ banali. Eppure c’è del vero. Aleggia attorno a esse un velo di certezza, una sensazione di sicurezza: quell’emozione in grado di certificare che, se ci crediamo davvero, i sentimenti positivi non periranno mai sotto la forza dell’odio.

Love always wins. The last person I heard utter this phrase is a friend, one of the real ones. She, lucky her, heard it recently from Marina Abramović at the San Carlo in Naples. Lucky her, in fact. A simple sentence, done. Three words that sound perfectly. Sweets, perhaps a little banal. Yet there is some truth. A veil of certainty hovers around them, a feeling of security: that emotion capable of certifying that, if we really believe in it, positive feelings will never perish under the force of hatred.


Ma cos’è l’amore? Secondo Socrate non è qualcosa di tenero e dolce, ma forte e ogni tanto crudele. Al suo interno, difatti, si annida la follia, perché è stato generato dagli dei. In sostanza è un ponte tra noi esseri umani e il caos. Ed è, molto probabilmente, la definizione più corretta: per amore si soffre. Mai provato questo sentimento? Suvvia. Ma qui non si tratta solo di relazioni sentimentali. Si può estendere il concetto anche a un panorama più ampio. Nel 2022 l’amore è lottare per la liberazione del proprio paese occupato da militari e armi e dalla tirannia e pazzia di un uomo. L’amore è lo sguardo di un amico che ascolta le tue paturnie quando stai male, ma soprattutto è quella certezza che quando sarà (saranno) lui/lei/loro a soffrire il gesto verrà ricambiato. L’amore è la passione che s’impiega nel proprio lavoro. È devozione nel compiere gesti inusuali, talvolta scomodi per il bene comune.


But what is love? According to Socrates it is not something tender and sweet, but strong and sometimes cruel. Inside, in fact, madness lurks, because it was generated by the gods. In essence, it is a bridge between us humans and chaos. And it is, most likely, the most correct definition: for love one suffers. Have you ever felt this feeling? Come on. But this is not just about romantic relationships. The concept can also be extended to a wider panorama. In 2022, love is fighting for the liberation of one's country occupied by military and arms and from the tyranny and madness of one man. Love is the look of a friend who listens to your feelings when you feel bad, but above all it is that certainty that when he/she/they suffer, the gesture will be reciprocated. Love is the passion that is used in one's work. It is devotion to performing unusual gestures, sometimes uncomfortable for the common good.

Tracey Emin, You Saved Me


Cioran sostiene che l’amore derivi dal bisogno di affogarsi, una tentazione di profondità. È un sentimento troppo grande per gli uomini e per questo continuano a cercarlo, ad approfondirlo. Quanto è ci si può rispecchiare in tutto ciò? Ecco perché esistono diverse definizioni di amore, modalità di viverlo ed esprimerlo: un artista fa ed è amore. Così come un creatore di moda, un medico, uno scrittore e un volontario. Le eseguono in modo diverso, ma l’intento è il medesimo.


Cioran argues that love comes from the need to drown, a temptation of depth. It is too great a feeling for men and that is why they continue to search for it, to deepen it. How much can you reflect in all of this? This is why there are different definitions of love, ways of living it and expressing it: an artist makes and is love. As well as a fashion creator, doctor, writer and volunteer. They perform it differently, but the intent is the same.


E quindi l’amore è tutto. Bellezza universale e personale. Unico, per ognuno di noi. Lo scrive anche Baudelaire nella poesia Inno alla bellezza:


Vieni dal cielo profondo o esci dall’abisso, Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale, dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine, ed in questo puoi essere paragonata al vino.

Racchiudi nel tuo occhio il tramonto e l’aurora; profumi l’aria come una sera tempestosa; i tuoi baci sono un filtro e la tua bocca un’anfora che fanno vile l’eroe e il bimbo coraggioso.

Esci dal nero baratro o discendi dagli astri? Il Destino irretito segue la tua gonna come un cane; semini a caso gioia e disastri, e governi ogni cosa e di nulla rispondi.

Cammini sui cadaveri, o Bellezza, schernendoli, dei tuoi gioielli l’Orrore non è il meno attraente, l’Assassinio, in mezzo ai tuoi più cari ciondoli sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

Verso di te, candela, la falena abbagliata crepita e arde dicendo: Benedetta la fiamma! L’innamorato ansante piegato sull’amata pare un moribondo che accarezza la tomba.

Che tu venga dal cielo o dall’inferno, che importa, Bellezza! Mostro enorme, spaventoso, ingenuo! Se i tuoi occhi, il sorriso, il piede m’aprono la porta di un Infinito che amo e che non ho mai conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena, tu ci rendi -fata dagli occhi di velluto, ritmo, profumo, luce, mia unica regina! L’universo meno odioso, meno pesante il minuto?


And therefore love is everything. Universal and personal beauty. Unique, for each of us. Baudelaire also writes it in the poem Hymn to beauty:

Do you come from the deep sky or do you come out of the abyss,

Beauty? Your gaze, divine and infernal,

dispenses relief and crime in bulk,

and in this you can be compared to wine.

Enclose the sunset and the dawn in your eye;

you smell the air like a stormy evening;

your kisses are a filter and your mouth a jar

that vile the hero and the brave child.

Do you come out of the black abyss or descend from the stars?

Entangled Destiny follows your skirt like a dog;

you sow joy and disasters at random,

and you govern everything and answer nothing.

You walk on corpses, O Beauty, mocking them,

Horror is not the least attractive of your jewels,

Murder, among your dearest ones

dangling on your proud belly dance lovingly.

Towards you, candle, the moth dazzled crisp and burns saying:

Blessed be the flame!

The panting lover bent over his beloved to hear

a dying man caressing the grave.

Whether you come from heaven or hell, what does it matter,

Beauty! Huge, scary, naive monster! If your eyes,

your smile, your foot open the door to an Infinity that

I love and that I have never known?

From Satan or from God, what does it matter?

Angel or Siren, you make us - fairy with velvet eyes,

rhythm, perfume, light, my only queen!

The less hateful universe, less heavy the minute?

Vanessa Beecroft, White Madonna with Twins