• Eleonora Gargantini

L'arte di Giuseppe Barilaro: la memoria del legno


L'OBLIO DEI CORPI 130 X 180 CM COMBUSTIONE E OLIO SU COMPENSATO 2019



L’arte di Giuseppe Barilaro (Catanzaro, 1988) è una linea diventa segno inciso, un graffio violento, il soggetto scompare divenendo oggetto e le pennellate diventano “plastiche” trattenendo l’essenza del corpo con la sua forza, i suoi drammi e i suoi ricordi. E così lui li racconta.


The art of Giuseppe Barilaro (Catanzaro, 1988) is a line becomes an engraved sign, a violent scratch, the subject disappears becoming an object and the brushstrokes become "plastic", retaining the essence of the body with its strength, its dramas and its memories. And this is how he tells us.


Qual è stato il tuo percorso formativo e lavorativo? Come sei arrivato dove sei ora?


- Il mio percorso formativo è iniziato dagli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, durante i quali, posso affermare, che la prima persona che ha visto in me delle potenzialità è stata senz’altro l’architetto e direttore, all’epoca, Anna Russo. Lei inviò un mio quadro al Premio Nazionale delle Arti, che mi ha visto vincitore nella sezione di Pittura. Quello è stato l’inizio del mio percorso e grazie ad Andrea Romoli, Pietro Fortuna e Paolo Aita, la mia passione è diventata professione. Ho poi collaborato con diverse gallerie tra cui la Galleria Lombardi di Roma di Lorenzo ed Enrico Lombardi, che mi hanno aiutato a comprendere l’immagine dell’artista e della professione artistica e Ivana Baffa, diventata la prima collezionista delle mie opere. Penso di essere arrivato a essere chi sono grazie alla voglia di mostrare con responsabilità una filosofia di vita comunemente chiamata arte, arte che non è per me la realizzazione di oggetti o quadri, bensì un modo un osservare a distanza le cose nella loro completa interezza, cambiarne il punto di vista e reinventarli conferendo nuova vita. -


What was your training and career path? How did you get to where you are now?


- My training course started from my studies at the Academy of Fine Arts of Catanzaro, during which, I can say, that the first person who saw potential in me was undoubtedly the architect and director, at the time, Anna Russo. She sent one of my paintings to the National Art Prize, which saw me as the winner in the Painting section. That was the beginning of my career and thanks to Andrea Romoli, Pietro Fortuna and Paolo Aita, my passion has become a profession. I then collaborated with several galleries including Lorenzo and Enrico Lombardi's Galleria Lombardi in Rome, which helped me understand the image of the artist and the artistic profession and Ivana Baffa, who became the first collector of my works. I think I have come to be who I am thanks to the desire to responsibly show a philosophy of life commonly called art, art that for me is not the creation of objects or paintings, but a way of observing things in their complete entirety from a distance change their point of view and reinvent them by giving them new life. -


Nelle tue opere utilizzi principalmente il legno, che valore aggiunto conferisce alle tue opere?


- Utilizzo spesso il legno, unito altri supporti perché sono sempre in continua ricerca e sperimentazione. Penso sia il principio base della creazione artistica. Utilizzo il legno perché riesco a gestire meglio il colore. Amo le venature, e dopo aver dipinto, con la fiamma brucio completamente il supporto ligneo in modo da manipolare la materia mantenendo solo l’essenziale. -


In your works you mainly use wood, what added value does it give to your works?


- I often use wood, combined with other supports because they are always in continuous research and experimentation. I think it's the basic principle of artistic creation. I use wood because I can manage color better. I love the veins, and after painting, with the flame I completely burn the wooden support in order to manipulate the material while keeping only the essentials. -


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Parlaci delle “forme” delle tue opere, dal percorso dalla narrazione all’essenzialità.


- Le forme, beh, le forme nelle mie opere sono svariate, la tavolozza per eccellenza è la società che ci circonda ma mi piace osservare il punto di vista delle cose. Gioco con le immagini, con le icone e provenendo da studi prettamente ecclesiastici, e dall’indirizzo in Decorazione per Arti Sacre, amo provocare utilizzando le immagini religiose, azzerando l’aura che sta attorno alla sacralità dando una chiave di lettura totalmente differente. Le mie opere sono retoriche e a primo impatto iper-reali. Successivamente “distruggo” dando al dettaglio l’opportunità di esprimersi in tutta la sua importanza. Una parte di corpo, uno sfondo, un taglio specifico, la parte di un vestito, un drappo. Penso che nella purezza di un movimento, nel colore bianco, il drappo rappresenti per eccellenza il corpo femminile. Mi chiedo dunque, perché ritrarre l’insieme, quando in un particolare c’è quel tutto che posso percepire anche senza osservare l’opera completa? -


Tell us about the "forms" of your works, from the path from narration to essentiality.


- The shapes, well, the shapes in my works are varied, the palette par excellence is the society that surrounds us but I like to observe the point of view of things. I play with images, with icons and coming from purely ecclesiastical studies, and from the specialization in Decoration for Sacred Arts, I love to provoke using religious images, eliminating the aura that surrounds sacredness, giving a totally different interpretation. My works are rhetorical and hyperreal at first glance. Subsequently "I destroy" giving the detail the opportunity to express itself in all its importance. A part of the body, a background, a specific cut, the part of a dress, a drape. I think that in the purity of a movement, in white, the drape represents the female body par excellence. So I ask myself, why portray the whole, when in a particular there is everything that I can perceive even without observing the complete work? -


Cosa significa per te “creare arte”?


- Dipingo tredici ore al giorno, mi sveglio e dipingo, mangio e dipingo, studio e dipingo ancora. È diventato un gesto così naturale che non considerò più un atto creativo e non so perché dipingo. Forse necessità o sfogo o forse è un voler cambiare la realtà attraverso la fantasia. L’arte è rapporto d’amore, non sai perché lo fai, lo fai e basta. -


What does “creating art” mean for you?


- I paint thirteen hours a day, wake up and paint, eat and paint, study and paint again. It became such a natural gesture that he no longer considered a creative act and I don't know why I paint. Perhaps it is a necessity or an outlet or perhaps it is a desire to change reality through fantasy. Art is a relationship of love, you don't know why you do it, you just do it. -


L'ASSOLUTO DOMINIO - 160 X 250 CM - COMBUSTIONE E OLIO SU LEGNO - 2020




Cosa vorresti che notasse uno spettatore che per la prima volta vede una tua opera?


- Lo spettatore è il protagonista per eccellenza del mio quadro, e mi piacerebbe dipingerlo, ma so che ne fa già parte. È ciò che mette il punto all’opera e che vede quello che nascondo nella pittura.

Con la mia arte voglio far riflettere, angosciare, far discutere e far fermare. Mi piacerebbe che non ci sia un passaggio veloce davanti alle mie opere. -


What would you like to see a spectator who sees one of your works for the first time?


- The viewer is the protagonist par excellence of my painting, and I would like to paint it, but I know that he is already part of it. It is what sets the point on the work and sees what is hidden in the painting.

With my art I want to make people think, distress, discuss and stop. I would like there to be no quick passage in front of my works. -


Cosa ti ispira maggiormente?


- Più che ispirarmi osservo quello che hanno creato gli artisti passati, da Fellini a De Chirico, da Modigliani a Bacon, dai registi ai cartoni animati, tutto quello che riesco a “rubare” è utile. -

What inspires you the most?


- Rather than inspire me, I observe what past artists have created, from Fellini to De Chirico, from Modigliani to Bacon, from directors to cartoons, everything I can “steal” is useful. -


CENA - 80 X 80 CM - COMBUSTIONE SU COMPENSATO - 2020



Quali sono i tuoi progetti futuri?


- Ci saranno mostre e realizzazioni di sculture su commissione. Mi prefisso sempre di lavorare bene e far conoscere sempre di più il mio percorso artistico. Guardo molto al futuro ma voglio godere di quello che ho fatto fino ad ora, speranzo che quello che verrà accada con naturalezza. -


What are your future projects?


- There will be exhibitions and commissioned sculptures. I always aim to work well and make my artistic career known more and more. I look a lot to the future but I want to enjoy what I have done so far, I hope that what will come will happen naturally. -


giuseppebarilaro.com