• Eleonora Gargantini

Arte nutrimento per la mente, aka cosa sta succedendo al MAMbo di Bologna




Rachele Maistrello, Terra Maris #1, 2017



Musei chiusi, inaugurazioni e fiere posticipate a data da destinarsi. Il mondo della cultura è uno dei settori più colpiti dalla pandemia, apparendo come “la grande dimenticata”, nonostante sale museali, cinema e teatri siano settori di grande produzione economica e muovano un indotto gigantesco. Forse tutto questo accade per la difficoltà di pensarli in era post Covid-19, perché, in quanto attività pubbliche, richiamano assembramenti. O forse perché, al contrario, ritenuti per pochi, per l’élite. La situazione attuale ci pone davanti ad una non scelta, ad una realtà inevitabile: se non ci evolviamo ora, saremo costretti a rimanere ancorati ad un punto fermo domani. Non resta quindi altro da fare che allargare lo sguardo e riconsiderare.


Closed museums, openings and fairs postponed to a later date. The world of culture is one of the sectors most affected by the pandemic, appearing as "the great forgotten", despite the fact that museums, cinemas and theaters are sectors of great economic production and move a gigantic industry. Perhaps all this happens due to the difficulty of thinking about them in the post Covid-19 era, because, as public activities, they recall gatherings. Or perhaps because, on the contrary, considered for the few, for the élite. The current situation places us in front of a non-choice, an inevitable reality: if we do not evolve now, we will be forced to remain anchored to a fixed point tomorrow. So there is nothing left to do but broaden our gaze and reconsider.



Ruth Beraha, Golia, 2019, foto Ela Bialkowska, Okno studio


Rivalutare le possibilità che avevamo scartato perché credevamo lontane e irrealizzabili o poco fruibili, forse perché meno legate alla relazione visiva e fisica, presupposto fondamentale per l’essere umano per esperire e provare emozioni profonde. Ma l’arte non si ferma, non può farlo, non è nella sua natura. E così si infila negli spazi, nei pensieri e si espande in nuovi progetti, dimostrandoci la sa necessità ed urgenza. L’arte passa al digitale e apre il business in tutto il mondo grazie al digitale, rimescolando un mondo, per così dire “consolidato”, che fino ad oggi è stato tradizionale, settoriale e diviso.


Re-evaluate the possibilities that we had discarded because we believed they were distant and unattainable or not very usable, perhaps because they are less linked to the visual and physical relationship, a fundamental prerequisite for the human being to experience and experience deep emotions. But art does not stop, it cannot do it, it is not in its nature. And so it slips into spaces, thoughts and expands into new projects, showing us the need and urgency. Art goes digital largely and opens business all over the world thanks to digital, reshuffling a world, so to speak "consolidated", which until now has been traditional, sectoral and divided.


Francis Offman, senza titolo, 2018, foto C. Favero



La scommessa è stata colta anche da realtà italiane. A Bologna è nato Nuovo Forno del Pane, su sollecitazione del CdA dell’Istituzione Bologna Musei, dell’Assessorato alla Cultura e Promozione della città e il relativo Dipartimento del Comune di Bologna, Lorenzo Balbi insieme allo staff del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Nuovo Forno del Pane prevede una ridefinizione dell’identità e della strategia del museo ed è un nuovo centro di produzione interdisciplinare che trasforma gli spazi e la funzione della Sala delle Ciminiere del MAMbo fino al 31 dicembre 2020: non più spazio espositivo ma spazio di produzione, comunità creativa in cui l’arte diventa pane per la mente e il museo si trasforma in forno, incubatore della creatività, spazio che Bologna offre ai suoi artisti per ripartire. Gli artisti coinvolti e scelti tramite bando sono: Ruth Beraha, Paolo Bufalini, Letizia Calori, Giuseppe De Mattia, Allison, Grimaldi Donahue, Bekhbaatar Enkhtur, Eleonora Luccarini, Rachele Maistrello,, Francis Offman, Mattia Pajè, Vincenzo Simone, Filippo Tappie Massiel Leza.

Oltre ad ospitare veri e propri studi d’artista, mette a disposizione strutture aperte a diversi soggetti come, ad esempio: una sala di registrazione/montaggio video, un laboratorio fotografico e camera oscura, una piccola stamperia, un laboratorio di falegnameria, uno spazio di sperimentazione sulle nuove tecnologie di Realtà Aumentata, un’emittente radiofonica, uno spazio per l’editoria artistica, una sala musica, un’area performativa e una dedicata a reading group di autoformazione. La comunicazione, anch’essa improntata a un diverso paradigma rispetto al passato, assume come target non più e non solo il visitatore abituale o potenziale ma una nuova figura di conoscitore che esperisce personalmente il museo.


The bet was also taken by Italian realities. In Bologna Nuovo Forno del Pane was born, at the request of the Board of Directors of the Bologna Museums Institution, the Department of Culture and Promotion of the city and the related Department of the Municipality of Bologna, Lorenzo Balbi together with the staff of the MAMbo - Museum of Modern Art in Bologna. Nuovo Forno del Pane provides for a redefinition of the museum's identity and strategy and is a new interdisciplinary production center that transforms the spaces and function of the MAMbo Chimney Room until 31 December 2020: no longer an exhibition space but a space for production, a creative community in which art becomes bread for the mind and the museum turns into an oven, an incubator of creativity, a space that Bologna offers its artists to start over. The artists involved and chosen through the call are: Ruth Beraha, Paolo Bufalini, Letizia Calori, Giuseppe De Mattia, Allison, Grimaldi Donahue, Bekhbaatar Enkhtur, Eleonora Luccarini, Rachele Maistrello ,, Francis Offman, Mattia Pajè, Vincenzo Simone, Filippo Tappie Massiel Leza.

In addition to hosting real artist studios, it provides facilities open to different subjects such as, for example: a video recording / editing room, a photographic laboratory and dark room, a small printing house, a carpentry workshop, a space of experimentation on new Augmented Reality technologies, a radio station, a space for artistic publishing, a music room, a performance area and one dedicated to self-training reading groups. Communication, also based on a different paradigm than in the past, takes as its target no longer and not just the usual or potential visitor but a new figure of connoisseur who personally experiences the museum.


L’arte può salvare e ancora una volta resisterà e risponderà all’appello.


Art can save and will once again resist and respond to the appeal.


“Quando la solitudine viene imposta a tutti gli uomini da un virus così insidioso, è chiaro che l’artista, che alla solitudine è abituato, si può ritrovare fraternamente vicino agli altri esseri umani. Non con il distacco che a volte l’arte esprime, ma con la vicinanza che è propria dell’arte migliore. È nei momenti di solitudine che si crea. Cerchiamo quindi di cavare, da un male così terribile, un bene che almeno ci compensi: la possibilità di riflettere e di pensare.” Emilio Isgrò


"When loneliness is imposed on all men by such an insidious virus, it is clear that the artist, who is used to loneliness, can find himself fraternally close to other human beings. Not with the detachment that art sometimes expresses, but with the closeness that is typical of the best art. It is in moments of solitude that it is created. So let's try to extract, from such a terrible evil, a good that at least compensates us: the possibility of reflecting and thinking." Emilio Isgrò


nuovofornodelpane.it

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