• Ilaria Introzzi

Una scultura del '600 si svela e denuncia la violenza sulle donne, un fenomeno senza tempo


Il busto di Costanza Bonarelli scolpito dal Bernini e le fotografie di Ilaria Sagaria agli Uffizi


“La scultura raffigura Costanza Bonarelli in una situazione molto intima, ha i capelli sciolti e indossa una vestaglia semitrasparente con i bottoni aperti. È chiaro che Bernini l’ha scolpita quando erano amanti. Ma nemmeno un anno dopo è diventato geloso perché lei stava con un altro uomo e così le è stata sfregiata la guancia”. A parlare è Eike Schmidt, direttore degli Uffizi di Firenze in occasione di un’intervista con la corrispondente del Guardian in Italia Angela Giuffrida, riportata recentemente su Internazionale. L’occasione è motivata da un cambio di rotta di visione da parte dello storico museo, ossia quella di utilizzare il suo grande repertorio di opere per trattare di temi attuali. Uno dei più recenti è quello della violenza sulle donne. E a proposito di attualità, il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila). Istat docet.


“The sculpture depicts Costanza Bonarelli in a very intimate situation, her hair is down and she wears a semi-transparent dressing gown with open buttons. It is clear that Bernini sculpted it when they were lovers. But not even a year later he became jealous because she was with another man and so she was scarred on her cheek ”. Speaking is Eike Schmidt, director of the Uffizi in Florence on the occasion of an interview with the correspondent of the Guardian in Italy Angela Giuffrida, recently reported on Internazionale. The occasion is motivated by a change of vision on the part of the historic museum, namely that of using its large repertoire of works to deal with current themes. One of the most recent is that of violence against women. And speaking of current events, 31.5% of 16-70 year olds (6 million 788 thousand) have suffered some form of physical or sexual violence in the course of their lives: 20.2% (4 million 353 thousand) have suffered physical violence, 21% (4 million 520 thousand) sexual violence, 5.4% (1 million 157 thousand) the most serious forms of sexual violence such as rape (652 thousand) and attempted rape (746 thousand). Istat docet.

Immagine di Ilaria Sagaria


L’arte moderna che si rivela contemporanea? No, lasciamo le categorie e i tempi storici lì dove sono. Piuttosto, spiega Schmidt, è opportuno interfacciarsi con “strutture sociali tossiche”.

Pittori, scultori, miti delle arti belle, ma soprattutto esseri umani. Ecco quindi un Gian Lorenzo Bernini riscoperto nella sua fragilità, nonostante la sua amante sia stata ritratta dalle sue sapienti mani sotto forma di un busto in marmo. La donna, nata Piccolomini, di nobili origini e mercante, è una di quelle che oggi definiremmo emancipata, indipendente. All’epoca non era ovviamente concepito, tanto che si usava chiamarla “La zitella di Viterbo”. Almeno fino al 16 febbraio del 1632 quando sposa lo scultore Matteo Bonarelli. Ma spirito libero quale si è sempre ritenuta, non può che sentire battere il suo cuore per altri uomini, ed ecco quindi l’incontro con il passionale Bernini. Il resto è storia.


Modern art that turns out to be contemporary? No, let's leave the categories and historical times where they are. Rather, explains Schmidt, it is appropriate to interface with "toxic social structures".

Painters, sculptors, myths of the fine arts, but above all human beings. Here is a Gian Lorenzo Bernini rediscovered in his fragility, despite his mistress being portrayed by his skilled hands in the form of a marble bust. The woman, born Piccolomini, of noble origins and a merchant, is one of those that today we would define emancipated, independent. At the time she was obviously not conceived, so much so that they used to call her "The spinster of Viterbo". At least until February 16, 1632 when she marries the sculptor Matteo Bonarelli. But a free spirit as she has always considered herself, she can only feel her heart beating for other men, and so here is her meeting with the passionate Bernini. The rest is history.


Lo sfregio è il titolo dell’esposizione ospitata prima di Natale agli Uffizi. Accanto alla scultura, prestata gentilmente da un’altra grande istituzione museale fiorentina, il Bargello, gli spettatori hanno potuto osservare le immagini di Ilaria Sagaria (1989) raffiguranti donne sfigurate con l’acido, “un fenomeno globale che non è legato all’etnia, alla religione e tantomeno alla posizione sociale e geografica”, racconta l’artista. Già la violenza nei confronti del sesso femminile (benché esista il fenomeno anche nei confronti di quello maschile), è una piaga la quale si dipana in ogni angolo del pianeta.


Lo sfregio (The defacement) is the title of the exhibition hosted before Christmas at the Uffizi. Alongside the sculpture, kindly lent by another florentine thriving museum institution, the Bargello, spectators were able to observe the images of Ilaria Sagaria (1989) depicting women disfigured with acid, "a global phenomenon that is not linked to ethnicity , to religion and even less to the social and geographical position ”, says the artist. Already violence against women (although the phenomenon also exists against men), is a plague which unravels in every corner of the planet.

Altre due fotografie di Ilaria Sagaria agli Uffizi


Ben venga l’arte, quella dei musei in grado di ospitare capolavori fotografati sui libri di storia, studiati e interrogati dai critici, e al contempo pronta a inserire nei suoi spazi artisti contemporanei che interpretano fenomeni attinenti - e l’opera del Bernini ne è un esempio - a ogni epoca. Quest’ultimo aspetto, possiamo tutti concordare, è inquietante e dimostra, come diceva Rita Levi-Montalcini che “le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale”.


Art is very much appreciated. That of museums capable of hosting masterpieces photographed in history books, studied and questioned by critics, and at the same time ready to include in its spaces contemporary artists who interpret related phenomena - and Bernini's work is an example - at every age. This last aspect, we can all agree, is disturbing and shows, as Rita Levi-Montalcini said that "women have always had to fight twice. They have always had to carry two burdens, the private one and the social one”.