• Ilaria Introzzi

I brand contemporanei alla Milano Fashion Week, tra bellezza e la sfida del digitale in chiave pop



Marco Rambaldi autunno inverno 2021-22 (foto Anna Adamo)


Il digitale come strumento di comunicazione va bene per tutti? Funziona anche nella moda e, nello specifico, per i brand contemporanei? Sono domande su cui verte, in parte, il dibattito contemporaneo. Specialmente la prima. Ma alla luce dell’ultima Settimana della Moda di Milano, in cui le maison hanno presentato le loro collezioni principalmente online, la questione è fondamentale. Presentare esclusivamente online è un’opportunità? Il supporto di piattaforme come la Camera Nazionale della Moda Italiana è determinante quando è possibile con la tecnologia odierna avvalersi del proprio account Instagram e pubblicare (e presentare) lì i nuovi modelli? Probabilmente la risposta a queste domande si avrà tra un anno quando passato il Covid-19, forse, gli stilisti dovranno capire quale strada prendere: sfilare a porta a perte oppure chiuse. Al momento comunque, mai come prima forse, le collezioni autunno inverno 2021-22 hanno reso giustizia ai talents. Grazie alle loro capacità all’intuito e al talento, sono riusciti a esprimere la loro moda.


Is digital as a communication tool good for everyone? Does it also work in fashion and, specifically, for contemporary brands? These are questions that the contemporary debate is partly about. Especially the first. But in light of the last Milan Fashion Week, in which the fashion houses presented their collections mainly online, the question is fundamental. Is presenting exclusively online an opportunity? Is the support of platforms such as the Camera Nazionale della Moda Italiana crucial when it is possible with today's technology to use your Instagram account and publish (and present) the new models there? Probably the answer to these questions will be in a year when Covid-19 passes, perhaps, the stylists will have to figure out which path to take: parade door to door or closed. At the moment, however, never as before perhaps, the fall winter 2021-22 collections have done justice to the talents. Thanks to their ability to intuition and talent, they were able to express their fashion.


Flapper autunno inverno 2021-22


Il coraggio di non chiudere bottega, di andare avanti nonostante il periodo già vale un encomio. Se poi si aggiungono presentazioni veramente fatte bene, come se niente fosse successo. Come se la pandemia non li avesse toccati minimamente. Ma i designer sono come dei maghi, riescono a distogliere l’attenzione da altre incombenze quando mostrano le loro creazioni. Non è un caso che la tendenza sia quella pop, in senso positivo. Ad esempio Flapper di Genevieve Xhaet prende spunto da una delle artiste contemporanea più conosciute: Karen Kilimnik. Americana, classe 1955, è nota per i suoi ritratti di personaggi famosi (non su commissione) realizzati in modo innovativo, unico. Pop. E così la designer italo belga concepisce High Relifes una collezione dalle tonalità morbide, in cui materiali di prim’ordine si sposa a modelli fatti a mano d’ispirazione araba che diventano chiusure per borsette a mano, turbanti - un classico - accessori per capelli in raso e, novità, la maglieria. Il filo rosso che unisce tutto è il concetto. L’idea. La firma.


The courage not to close the shop, to move forward despite the period is already worth a commendation. Then if you add really well done presentations, as if nothing had happened. As if the pandemic hadn't affected them in the slightest. But designers are like magicians, they manage to divert attention from other tasks when they show their creations. It is no coincidence that the trend is pop, in a positive sense. For example, Flapper by Genevieve Xhaet is inspired by one of the best known contemporary artists: Karen Kilimnik. American, born in 1955, is known for her portraits of famous people (not on commission) made in an innovative, unique way. Pop. And so the Italian-Belgian designer conceives High Relifes a collection with soft shades, in which first-rate materials are combined with handmade models of arab inspiration that become closures for handbags, turbans - a classic - hair accessories in satin and, new, knitwear. The red thread that unites everything is the concept. The idea. The signature.


Marco Rambaldi autunno inverno 2021-22 (foto Anna Adamo)


Un omaggio all’atto del creare, del condividere la propria individualità con le altre è l’obiettivo di Marco Rabaldi. Nel suo Manifesto Paradisiaco, il designer racconta con una collezione colorata, libera, gioiosa il mondo che vorrebbe, partendo, anche lui, dall’arte. “A Bologna esiste un luogo senza tempo, una “fotografia vivente” di un futuro mai avvenuto: è “L’esprit Nouveau” di Le Corbusier, la casa che l’architetto, nella Parigi del 1925, aveva costruito immaginando l’abitazione ideale degli allora lontani anni 2000. La sua struttura originale è andata ormai distrutta ma, nel 1977, due architetti bolognesi hanno deciso di ricostruirla fedelmente nella loro città e ad oggi ne rappresenta l’unico esemplare esistente al mondo. Ormai abbandonata, abbiamo voluto donarle nuova luce, scegliendola come location del nostro cortometraggio. Abbiamo quindi deciso di “occuparla” come fosse effettivamente un’azione di squatting, come successe durante gli anni Settanta con la Traumfabrik a Bologna”. Spiega Rambaldi. E così l’universo perfetto (distopico o meno lo dirà il futuro) si dispiega attraverso un simbolo: il cornetto napoletano, sia sugli accessori che sugli abiti. In particolare la maglieria, tono su tono, in punto pizzo con il filo di mohair.


A tribute to the act of creating, of sharing one's individuality with others is Marco Rambaldi's goal. In his Manifesto Paradisiaco, the designer tells the world he would like with a colorful, free, joyful collection, starting, too, from art. "In Bologna there is a timeless place, a" living photograph "of a future that never happened: it is Le Corbusier’s “Esprit Nouveau", the house that the architect, in Paris in 1925, had built imagining the ideal home of the then distant 2000s. Its original structure has now been destroyed but, in 1977, two bolognese architects decided to faithfully reconstruct it in their city and today it represents the only existing example in the world. Now abandoned, we wanted to give it new light, choosing it as the location of our short film. We therefore decided to "occupy it" as if it were actually a squatting action, as happened during the seventies with the Traumfabrik in Bologna”. Rambaldi explains. And so the perfect universe (dystopian or not the future will tell) unfolds through a symbol: the Neapolitan croissant, both on accessories and on clothes. In particular the knitwear, tone on tone, in lace stitch with mohair thread.


Blazé autunno inverno 2021-22


Blazé si trasferisce in collina e chiama Dree Hemingway a interpretare i loro iconici blazer a cui ormai da tempo si sono aggiunti abiti, capi-spalla, pantaloni e bluse. La collezione per il prossimo inverno Home Suit(e) Home omaggia lane, sete e cachemire e li enfatizza con una palette dalle tonalità bucoliche, dal verde al bordeaux passando per il color mattone. Coolness e comfort sono anche il mood di Vincenzo Palazzo per la collezione di Víen la quale si forma sotto un motto di Robert L. Peters, che fa suo lo stilista: “Design creates culture. Culture shapes values. Values determine the future”. Il design crea la cultura. La cultura modifica i valori. I valori determinano il futuro. E quello invernale sarà un métissage tra moda maschile e femminile in cui i principi sartoriali si uniscono alle esigenze contemporanea di fluidità ed essenzialità. Anche in formato digitale.


Blazé moves to the hills and calls Dree Hemingway to interpret their iconic blazers to which dresses, outerwear, trousers and blouses have been added for some time. The collection for next winter Home Suit (e) Home pays homage to wool, silks and cashmere and emphasizes them with a palette of bucolic shades, from green to burgundy passing through brick. Coolness and comfort are also Vincenzo Palazzo's mood for the Víen collection which is formed under the motto of Robert L. Peters, who makes him the stylist: “Design creates culture. Culture shapes values. Values ​​determine the future “. And next winter one will be a métissage between men's and women's fashion in which sartorial principles are combined with the contemporary needs of fluidity and essentiality. Also in digital format.


Víen autunno inverno 2021-22

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