• Ilaria Introzzi

Il tempo astratto di Carla Accardi in mostra a Milano





Carla Accardi 1950 Foto Benedetto Patera


Carla Accardi è in mostra al Museo del Novecento di Milano fino al 27 giugno 2021 con Carla Accardi. Contesti. Un’importante retrospettiva sull’intera carriera della pittrice trapanese, dagli anni del gruppo Forma - in cui era l’unica donna artista - fino ai primi del Duemila quando, sulle tele, riassume tutta la sua produzione. Dai quadri Negativi, delle opere in cui abbandona il colore per sfruttare la dicotomia tra bianco e nero, fino ai riusciti esperimenti con materiali come la plastica. Una lunga vita, come donna e artista, dal 1924 al 2014, anni di nascita e morte.

Quando si visitano esposizioni dedicate a queste grandi figure, le recensioni a riguardo rischiano di essere un plus. Perché a parlare sono le opere d’arte. I quadri e le sculture. Sono gli anni della Biennale, l’attivismo politico e il femminismo militante, che però poteva essere definito tale solo da Accardi stessa. E così la curatela di Maria Grazia Messina e Anna Montaldo con Giorgia Gastaldon, diventa un percorso lineare, sia in termini di tempo, ogni sala segue un ordine cronologico, che formale. Probabilmente anche le curatrici si sono convinte che dovessero essere gli artefatti a dire la loro.


Carla Accardi is on display at the Museo del Novecento in Milan until June 27, 2021 with Carla Accardi. Contesti. An important retrospective on the entire career of the Trapani painter, from the years of the Forma group - in which she was the only female artist - until the early 2000s when, on canvas, she summarizes all her production. From Negativi paintings, works in which she abandons color to exploit the dichotomy between black and white, to successful experiments with materials such as plastic. A long life, as a woman and artist, from 1924 to 2014, years of birth and death.

When you visit exhibitions dedicated to these great figures, the reviews about them risk being a plus. Because it is the works of art that speak. The paintings and sculptures. These are the years of the Biennale, political activism and militant feminism, which however could only be defined as such by Accardi herself. And so the curatorship of Maria Grazia Messina and Anna Montaldo with Giorgia Gastaldon becomes a linear path, both in terms of time, each room follows a chronological and formal order. Probably even the curators were convinced that the artifacts should have their say.


ph. Robeto Pini - Allestimento mostra Carla Accardi.


Carla Accardi, Virgole, 1981, MUSEUM Bagheria


Segni come parole, gesto pittorico come inchiostro. Nessun input dall’esterno. È una pittura emozionale quella di Carla Accardi. Ogni serie diventa testamento della sua vita, anche quotidiana. Si erge a biografa di una donna artista, cresciuta professionalmente in un mondo di uomini, spesso ingombranti, come Piero Dorazio e Giulio Turcato, tanto per citare alcuni protagonisti del Forma, gruppo d’arte astratta. E a proposito di astrattismo, Accardi è la prima italiana a essere riconosciuta a livello internazionale. Ma quello che più colpisce è la semplicità con cui l’artista si approccia alla tela, o agli intrecci di plastica e alle scelte dei colori: se dapprima tutto sempre istintivo - e in parte lo è - in realtà il modus operandi è votato alla semplicità. Diceva infatti che per lei “la pittura è un modo di passare il tempo.” Un tempo in cui non può fare altro che esprimersi.


Signs like words, a pictorial gesture like ink. No external input. Carla Accardi's painting is emotional. Each series becomes a testament to her life, even daily. It stands as the biographer of a woman artist, who grew up professionally in a world of men, often bulky, such as Piero Dorazio and Giulio Turcato, just to name a few protagonists of Forma, an abstract art group. And speaking of abstract art, Accardi is the first Italian womanto be recognized internationally. But what is most striking is the simplicity with which the artist approaches the canvas, or the plots of plastic and the choices of colors: if at first everything is always instinctive - and in part it is - in reality the modus operandi is devoted to simplicity . In fact, she said that for her "painting is a way of passing time." A time in which she can do nothing but express herself.


Carla Accardi suo studio di Roma, 1974 circa, foto M. Grazia Chinese


Carla Accardi, Trasparente,1975


Vibrano le tele dell’Accardi, specialmente quelle che inizia a produrre nel 1961 e che poi si affacciano tra le pareti della Biennale di Venezia del ’64 (nella sala Colori, al Museo del Novecento). Bi o tri - cromie di sfondi e segni, fanno da supporto al linguaggio dell’artista, fondatrice del gruppo Rivolta femminile qualche anno più tardi, assieme a Carla Lonzi ed Elvira Banotti. Il moto, le vibrazioni, diventano sinonimo di un tumulto interiore, di un animo niente affatto tranquillo, ma forte. Sicuro del suo percorso. Accardi non può fare altro che dipingere.

Eppure s’immerge nel contesto storico. Comprende che negli anni Sessanta i colori accessi, un turbinio psichedelico, e una certa effervescenza politica sono ingredienti fondamentali, specialmente in contesti artistico-culturali. Ma Accardi riprende questo trittico ispirazionale e lo fa, come sempre, suo cercando di comprenderne i significati.


Accardi's canvases do vibrate, especially those she began to produce in 1961 and which then appear between the walls of the Venice Biennale of '64 (in the Colori room, in the Museo del Novecento). Bi or tri - colors of backgrounds and signs, support the language of the artist, founder of the Rivolta femminile group a few years later, together with Carla Lonzi and Elvira Banotti. The motion, the vibrations, become synonymous with an inner turmoil, with a soul that is not at all calm, but strong. Sure of her path. Accardi can do nothing but paint.

Yet she immerses herself in the historical context. She understands that in the 1960s bright colors, a psychedelic whirlwind, and a certain political effervescence are fundamental ingredients, especially in artistic-cultural contexts. But Accardi takes up this inspirational triptych and does it, as always, her own trying to understand its meanings.



Sala di Carla Accardi alla Biennale di Venezia del 1988


Carla Accardi, Senza Titolo (Composizione), 1947


Il percorso artistico di Carla Accardi è impossibile da analizzare separandolo da quello personale. Un esempio di opere completamente legate alla sua figura sono i quadri in cui scompare la tela e subentra la plastica. Li porterà avanti per diversi anni, arrivando a una totale eliminazione del colore. Ma nuance a parte, quello che emerge è la costruzione di questi lavori, strettamente collegata all’idea femminista. I vari livelli plastici sono intrecciati gli uni con gli altri. E l’intreccio, come si usa fare nell’uncinetto sono, nell’immaginario comune, gesti (e segni) tipici del focolare domestico, in cui la donna è operosa. Tuttavia Accardi non la legge semplicemente in questo modo la questione. Per l’artista si tratta di una “registrazione liberatoria di una condizione.” Ognuno poi ne attribuisca pure il valore che desidera.


Carla Accardi's artistic career is impossible to analyze by separating it from her personal one. An example of works completely linked to her figure are the paintings in which the canvas disappears and plastic takes over. It will carry them on for several years, reaching a total elimination of color. But nuance aside, what emerges is the construction of these works, closely linked to the feminist idea. The various plastic levels are intertwined with each other. And the intertwining, as it is customary to do in crochet, are, in the common imagination, gestures (and signs) typical of the home, in which the woman is industrious. However Accardi does not simply read the question in this way. For the artist it is about "release registration of a condition." Then everyone should also attribute the value they want.


Carla Accardi nello studio di Roma 1964


Ecco il mondo di Carla Accardi dove il gesto del dipingere, costruire e colorare è legato alla persona, alla donna e alla sua storia, i suoi contesti, appunto. A una delle più grandi pittrici del secolo scorso.


Here is the world of Carla Accardi where the gesture of painting, building and coloring is linked to the person, to the woman and to her story, her contexts, in fact. To one of the greatest painters of the last century.


Carla Accardi, Rotoli in sicofoil dipinto 1965-69, Galleria Salvatore Ala, N.Y 1989

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