• Elisa Zampini

Siamo "tutti attori con una gran voglia di farci sentire": sulla censura e la fragilità del reale


America, Giuseppe Vassallo, 2021


Quando qualcosa viene preventivamente definito capace di urtare la sensibilità altrui, allora viene censurato. Ma sulla base di cosa un contenuto rispetto a un altro dovrebbe disturbare anche alla vista? Ognuno è diverso e dà importanza a cose diverse e, di conseguenza, sarebbe un gioco d’azzardo prevedere cosa è meglio comunicare e cosa non per ogni persona esistente. Siamo negli anni Venti dei Duemila, un’epoca che ci raccontano essere fortemente disincantata, libera da preconcetti e in cui tutti possono esprimersi e condividere il proprio punto di vista, la propria ideologia su ogni tipo di argomento. Ma, appunto, è solo un bel racconto con lo scopo di farci credere che alla fine qualche passo in avanti verso una civiltà migliore e più solida l’abbiamo fatto.

Nonostante questo bello storytelling e tutta la dietrologia che si possa fare, ci sono ancora social network che oscurano la vista di certi immagini, video e testi perché “non adatti” secondo l’algoritmo.

When something is previously defined as capable of offending the sensitivity of others, then it is censored. But on the basis of what one content compared to another should also disturb the view? Everyone is different and gives importance to different things and, consequently, it would be a gamble to predict what is best to communicate and what not for each existing person. We are in 2022, a period that we are told is strongly disenchanted, free from preconceptions and in which everyone can express and share their point of view, their ideology on any type of topic. But, in fact, it is just a good story with the aim of making us believe that in the end we have made a few steps forward towards a better and more solid civilization.

Despite this beautiful storytelling and all the conspiracy that can be done, there are still social networks that obscure the view of certain images, videos and texts because they are "not suitable" according to the algorithm.

Nell’era dell’iperdigitalizzazione è anche auspicabile affidarsi a diversi strumenti tecnologici per migliorare la fruizione dell’utente e creare così un’esperienza sempre più personalizzata e personalizzabile, ma come vengono settati certi algoritmi? Ad oggi, non solo via social ma anche nei programmi più attesi e tradizionalisti d’Italia, come Sanremo per citarne giusto uno, si parla tranquillamente di sesso, culi, droga e molti altri concetti che fino a poco tempo fa erano ancora un tabù. Quindi perché censurare una foto di un nudo? E nello specifico, un'immagine che mostrava chiaramente il libro da cui derivava il “contenuto forte” etichettato dalla piattaforma.

Ad aggravare la vicenda e sottolineare quanto il reale sia ancora indietro anni luce rispetto a quanto immaginiamo, è rendersi conto che la foto in questione mostrava il seno in déshabillé di una donna, motivo per cui è stata oscurata.

In the era of hyper-digitization it is also desirable to rely on various technological tools to improve user enjoyment and thus create an increasingly personalized and customizable experience, but how are certain algorithms set? To date, not only via social media but also in the most anticipated and traditionalist programs in Italy, such as Sanremo to name just one, we talk quietly about sex, asses, drugs and many other concepts that until recently were still taboo. So why censor a nude photo? And specifically, a photo that clearly showed the book from which the "strong content" tagged by the platform was derived.

To aggravate the story and underline how much reality is still light years behind what we imagine, is to realize that the photo in question showed a woman's breasts in déshabillé, which is why it was obscured.

Nudo al sole, Pierre-Auguste Renoir, 1875


In un mondo dove ci attiviamo e ce la crediamo per essere anticonformisti e difendere a spada tratta la possibilità di essere se stessi, al di là di mille preconcetti, stiamo ancora censurando il seno di una donna rispetto a quello di un uomo. Solo perché il primo è più gonfio per natura del secondo? O perché è sempre stato esposto e associato alla cultura pornografica, che di per sé può essere volgare e/o irrispettosa? È svilente contrapporre quello che ci piace tanto far vedere, i grandi passi in avanti che abbiamo fatto nella storia dell’umanità, per gonfiare l’illusione di essere così liberi e civilizzati, e poi cadere così in basso per una semplice fotografia.


In a world where we take action and believe it to be nonconformists and defend the possibility of being ourselves, beyond a thousand preconceptions, we are still censoring a woman's breasts compared to that of a man. Just because the former is naturally more swollen than the latter? Or because it has always been exposed and associated with pornographic culture, which in itself can be vulgar and/or disrespectful? It is demeaning to contrast what we like so much to show, the great steps forward we have made in the history of humanity, to inflate the illusion of being so free and civilized, and then fall so low for a simple photograph.


Dovrebbe essere chiaro, quindi, che arrivati a oggi, il diritto di parlare e condividere la propria visione del mondo, senza paura dei propri pensieri, è intoccabile per ogni individuo. E che una piattaforma nata con lo scopo di promuovere la condivisione di ogni idea e dare parola a quasi tutte le voci in modo veloce, univoco e senza confini, non può sindacare su cosa sia giusto pubblicare o cosa no. O almeno, potrebbe farlo sì, ma tenendo presente il contesto e testando l’effettiva capacità di urtare la sensibilità del suo destinatario. Perché chiunque deve avere la certezza di poter esprimersi in modo spontaneo, con i mezzi a sua disposizione. Alla fine, a questo mondo siamo tutti piccoli attori con una grande voglia di farci sentire. E il bello sta proprio in questo.

It should be clear, therefore, that nowadays, the right to speak and share one's vision of the world, without fear of one's thoughts, is untouchable for every individual. And that a platform created with the aim of promoting the sharing of every idea and giving the word to almost all voices in a fast, unique and borderless way, cannot discuss what is right to publish or what is not. Or at least, it could, yes, but keeping in mind the context and testing the actual ability to offend the sensitivity of its recipient. Because anyone must have the certainty of being able to express themselves spontaneously, with the means available to them. In the end, in this world we are all small actors with a great desire to make ourselves heard. And the beauty lies in this.

A Woman in the Sun, Edward Hopper, 1961