• Giuliana Schiavone

“Cielo di giugno”, la mostra personale di Enrico David da Giò Marconi a Milano



Enrico David, "Cielo di Giugno", 2020 Acrylic on canvas, photo Fabio Mantegna



Le attese e le tensioni, il racconto della luminosità e del conforto delle stagioni, di quella chiara e riverberante attesa che qualcosa accada e ci venga incontro. Attendere che qualcosa ritorni, ad esempio, l’estate con le sue visioni, con le sue tonalità confortanti, con quella leggerezza che appartiene solo agli inizi delle cose. Ancora una volta, a distanza di un anno, siamo testimoni della ciclicità della natura, in un tempo che circolarmente intreccia la fragilità delle nostre esistenze al paesaggio che ci circonda.


The expectations and the tensions, the narration of the brightness and the comfort of the seasons, of that clear and reverberating waiting for something to happen and come in us. Waiting for the return of something, for example, the summer with its views, with its soothing shades, with the lightness that only belongs to the beginning of things. Once again, one year later, we are witnesses of the cyclic character of the nature, in a time that circularly intertwines the fragility of our existences with the landscape around us.




Enrico David "Cielo trema o niente" , 2020, acrylic on canvas, photo Fabio Mantegna



Cielo di giugno è il titolo della mostra personale di Enrico David presentata presso la Galleria Giò Marconi di Milano. Tre nuclei di lavori pittorici che narrano la leggerezza del pulviscolo e della terra, della natura e dei suoi elementi, aria e luce, maree e orizzonti, assenze e (in)corporei ritorni, in composizioni esteticamente sospese tra materialità e immaterialità. Per la prima volta, l’artista presenta lavori grafici la cui genesi è intimamente connessa alla fase di realizzazione dei lavori per il Padiglione Italia della 58º Biennale di Venezia.


Cielo di giugno is the title of Enrico David's solo show at the Giò Marconi Gallery in Milan. Three groups of paintings recounting the lightness of dust motes and earth, nature and its elements, light and air, tides and horizons, absences and (in) corporeal returns, in compositions aesthetically suspended between materiality and intangibility. For the first time, the artist presents graphic works whose genesis is intimately connected to the conceptual stage of his works for the Italian Pavilion at the 58th Venice Biennial.



Sono intime visioni in cui trovano spazio figure e volti spesso incerti, evanescenti, presenze fugaci come idee, silenzi fraterni e movimenti che si dissolvono al chiarore di un sole fiammeggiante. Sintesi di forme e dettagli cromatici fugaci, di volti sospesi, contro cieli tremanti e passeggeri come sono le certezze e le identità. Gesti e corpi umani, galleggianti come zattere, tra fluidità e trasparenza, possono articolarsi così su una superficie di grandi dimensioni in un ritmo lentissimo o fugace, paziente e discontinuo, che invita a una visione di insieme e armonica di ciò che resta ineffabile.


They are intimate views inhabited by uncertain figures and faces, evanescent fleeting presences such as ideas, brotherly silences and movements dissolving in the light of a flaming sun. Synthesis of ephemeral shapes and chromatic details, of suspended faces against trembling and passing skies just as certainties and identities are. Human gestures and bodies, floating like rafts, between fluidity and transparency, can thus be articulated on a large surface in a very slow or fugitive, patient and discontinuous rhythm, which invites to an overall and harmonious vision of what remains ineffable.



Enrico David "Da gia non più ancora qui, già non più" , 2020, acrylic on canvas, photo Fabio Mantegna



Una rappresentazione dell’incertezza dell’esistere nello sfuggente “stare al mondo”, la conquista di un’identità che si dimostra però instabile come il tempo. Sono corpi che si cercano e cercano una relazione con uno spazio dai confini labili. Corpi che si lasciano attraversare dalla materia pittorica. L’attesa si fa allora presagio che dissolvendosi genera possibilità interpretative molteplici. Le immagini si mostrano tra dissoluzione e formazione, eleganza e fragilità, o in sembianze più dirette e contraddittorie, fluttuanti e discontinue.


A portrait of the uncertainty of existence in the elusive “being in the world”, the conquest of an identity that, in fact, proves to be as unstable as time. They are bodies that seek each other and seek a relationship with a space with fleeting boundaries. Bodies that let themselves be crossed by the painting matter. Thus, the waiting becomes a dissolving omen that generates multiple interpretative possibilities. The images show themselves between dissolution and construction, elegance and fragility, or in more direct and contradictory, fluctuating and discontinuous appearances.



Appaiono e rinascono costantemente, e costantemente attendono. Sono lavori che oltre ad esprimere una poetica personale, esplorano e manifestano le possibilità espressive del mezzo pittorico, dell’articolazione dei segni grafici e delle forme, e delle scelte cromatiche.

In questo spazio creativo, le tensioni si materializzano, gli stati emozionali si uniscono alla leggera densità delle architetture formali, raggiungendo un equilibrio fragile e transitorio.


Appearing and reborning, constantly waiting. These are works that express a personal poetics, next to exploring and manifesting the expressive possibilities of painting, of the articulation of graphic signs and shapes, and of the chromatic choices. In this creative space, tensions materialize, emotional states can combine with the light density of formal architectures, reaching a fragile and transitory balance.



La mostra è accompagnata da un testo di Rita Selvaggio sarà visitabile sino al 21 marzo.


The exhibition is accompanied by an essay by Rita Selvaggio and it will be open until 21 March 2021.


.giomarconi.com

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