Discrezione: dalla moda al mondo, è un arduo esercizio di stile / Discretion: from fashion to the world, is an arduous style exercise

25 Jun 2018

 

 

 

“Provate, un giorno, a socchiudere con delicatezza la porta della camera dei vostri bambini. Li vedete in fondo alla stanza giocare per una volta tranquillamente fra loro, lontani dal sostegno e dal giudizio degli adulti, forse liberi, forse estraniati, poco importa. Se non avete figli, cercate di sorprendere il vostro amato o la vostra amata mentre sta dormendo, è un po’ la stessa cosa. In entrambi i casi, che gioia profonda! Non notano la vostra presenza, non si sentono osservati, si divertono con se stessi, interamente votati all’immanenza del loro gioco o del loro sonno”. Un’introduzione del genere toglie il difficile compito di pensare a un incipit ideale per un articolo. Si tratta di quella data dal filosofo francese Pierre Zaoui, al suo saggio pubblicato nel 2015 in Italia da il Saggiatore, con il titolo L’arte di scomparire. 

Affermare di vivere con discrezione, il sottotitolo del libro, pare abbia valenza di ossimoro nella contemporaneità. Un atteggiamento parco è divenuto sempre più raro, così come difficilmente individuabili sono le persone portatrici di tale senso. E il mondo della moda, è definibile come la categoria socio-estetica, nella quale si fa sempre più evidente il concetto.

 

“Try, one day, to gently leave ajar the door of your children's room. You see them at the back of the room playing for once quietly among themselves, far from the support and judgment of adults, perhaps free, perhaps estranged, it does not matter. If you do not have children, try to surprise your loved one while he or her is sleeping, it's a bit the same. In both cases, what a profound joy! They do not notice your presence, they do not feel observed, they have fun with themselves, entirely devoted to the immanence of their game or their sleep”. An introduction like this takes away the difficult task of thinking about an ideal incipit for an article. This is the one given by the French philosopher Pierre Zaoui, to his essay published in 2015 by Il Saggiatore in Italy, with the title L’arte di scomparire.

Claiming to vivere con discrezione (live with discretion), the subtitle of the book, seems to have the value of oxymoron in the contemporary. A park attitude has become increasingly rare, as hardly identifiable are the people who carry this meaning. And the world of fashion can be defined as the socio-aesthetic category, in which the concept becomes more and more evident.

 

 

 

Foto di Steven Meisel realizzata per il numero di Settembre 1998 di Vogue Italia

 

 

 

 

Ci si dovrebbe chiedere, di getto: quali sono gli aspetti o i soggetti del settore, i quali conducono con sobrietà il loro essere partecipi del fashion system? Prima dell’arrivo di un’immagine di qualche nome o luogo compaia nella mente, ci vuole un po’ di tempo, nonché un profondo ragionamento. Vediamo, le première - le sarte della Haute Couture -, le quali sono impegnate a cucire o a imbastire a macchina, nel caso del ready to wear, le collezioni di moda? Forse. Ma più che di discrezione, in questo caso, si potrebbe parlare di una condizione indotta dalla professione. Pare infatti che l’arte di sottrarsi riguardi più un’accezione rivolta al singolo che a una specifica comunità. Inoltre, come spiega Zaoui, una delle caratteristiche della moderatezza è il suo essere un momentum: “non potremmo dunque essere costantemente discreti”. Per di più, essa non ha nulla a che fare con la personalità, se non quando sfocia in un pericoloso nichilismo, ovviamente, in cui tutto si annulla e l’urlo di Antigone “mè phŷnai” (letteralmente, “meglio non essere nato”) si fa concreto. 

 

One should ask: what are the aspects or the subjects of the sector, which lead with sobriety their being part of the fashion system? Before the arrival of an image of some name or place appears in the mind, it takes some time, as well as a profound reasoning. Let's see, the premières - the Haute Couture seamstresses - who are busy sewing or machine-stitching, in the case of ready-to-wear, fashion collections? Maybe. But more than discretion, in this case, one could speak of a condition induced by the profession. It seems, in fact, that the art of evade concerns more a meaning addressed to the individual than to a specific community. Moreover, as Zaoui explains, one of the characteristics of moderation is its being a momentum: “we could not therefore be constantly discreet”. Moreover, it has nothing to do with personality, except when it results in a dangerous nihilism, of course, in which everything is canceled and the cry of Antigone “mè phŷnai” (literally, "better not to be born") becomes concrete.

 

 

Edipo e Antigone - Pehr Gabriel Wickenberg - 1833

 

 

 

Si dà sempre la colpa ai social network, alla società dello spettacolo, a i nuovi strumenti di marketing, da intendersi, questi ultimi, non più solo come strategie pubblicitarie a due dimensioni, ma anche e soprattutto, come vere e proprie personalità fisiche - nella forma dei cosiddetti influencer -, divenuti ormai dei veri propri mezzi per ottenere, da parte delle aziende, un fine specifico: vendere. In realtà nulla di tutto ciò è da biasimare, poiché vi sono diverse condizioni recanti il meccanismo: con la crisi economica di dieci anni fa, ci si è dovuti reinventare e ciò ha portato la nascita di nuove figure professionali, le quali hanno saputo ben sfruttare i nuovi media e le nascenti tecnologie. Allora l’essere discreti non riguarda nemmeno l’aspetto relativo allo status ambito o già assunto da un soggetto. Neppure Instagram e relativi omologhi nel loro esistere, piuttosto l’uso che se ne fa, il quale induce costantemente l’utente a volere mostrare un sé diverso da quello reale, ma molto simile a tutti gli altri. Pena l’annullamento della soggettività. 

Riducendo ai minimi termini la questione: il discernimento, la capacità di sottrarsi alla propria presenza, in favore della scena offerta dalla vita che viene posta davanti ai proprio occhi, è da considerarsi un esercizio, il quale, se fatto bene, riesce a diventare un’arma pacifica e naturalmente acquisita, da usare nella quotidianità. 

 

We always blame social networks, the entertainment society, the new marketing tools, to be understood, the latter, no longer just as two-dimensional advertising strategies, but also and above all, as real physical personalities - in the form of the so-called influencers -, now become real means to obtain, by companies, a specific purpose: to sell. In reality, none of this is to blame, because there are several conditions bearing the mechanism: with the economic crisis of ten years ago, we had to reinvent ourselves and this led to the emergence of new professional figures, who knew how to exploit new media and emerging technologies. Then the discrete being does not even concern the aspect related to the scope status or already assumed by a subject. Not even Instagram and its counterparts in their existence, rather the use that is made of them, which constantly induces the user to want to show a self different from the real one, but very similar to all the others. Penalty, the cancellation of subjectivity.

Reducing the question to a minimum: discernment, the ability to escape from one's presence, in favor of the scene offered by life that is placed before one's eyes, is to be considered an exercise, which, if done well, manages to become a peaceful and naturally acquired weapon, to be used in everyday life.

 

 

L'arte di scomparire, saggio di Pierre Zaoui edito da il Saggiatore

 

 

 

Perché sarebbe necessario praticare di questi tempi la discrezione? E perché, poi, nell’industria dell’abbigliamento? Per una sana dose di vanità, per affermare la propria personalità senza imporla, per rendersi un sempreverde nella stagione autunnale. Sembra difficile pensare che tutto ciò possa essere fattibile. E si può dire di più, viene da credere che se tutti esercitassimo tale palestra, alla fine si tornerebbe esattamente al punto di partenza. È così, del resto, che si generano le mode. Sarà mica, quindi, uno stile di vita a tempo per pochi eletti? Non proprio, si può ritenere, piuttosto, che la sua apparenza elitaria sia data da condizioni rintracciabili nella storia sociale: non si sono tramandati gli elementi della sobrietà. Fanta-scientificamente parlando, è come se il dna umano si sia talmente tanto modificato nel tempo, da non poter più contenere al suo interno quanto finora detto. 

Qui la sobrietà non ha molto a che vedere con l’apparenza, allora, o comunque non nella sua accezione negativa. Ci si potrebbe chiedere a questo punto perché si vuole associare il concetto con la moda. Per una questione legata all’emergenza. Non intesa come qualcosa di improvviso, difficile da risolversi, ma nel suo senso più organico: emergere. Qualcosa che viene a galla. Secondo Zaoui, i discreti reali, ovvero coloro i quali non usano “tanti modi indiscreti di mostrarsi discreti”, possono sopravvivere, anzi, sono gli unici a farlo, tra “tutte queste forme di strumentalizzazione, asservimento (questo sì che è riferibile al mostrarsi) e - che è poi la nostra ipotesi generale - snaturamento”. 

 

Why would it be necessary to practice discretion in these times? And why, then, in the clothing industry? For a healthy dose of vanity, to affirm your personality without imposing it, to become an evergreen in the autumn season. It seems difficult to think that this can be feasible. And we can say more, it is to be believed that if we all exercised this gym, in the end we would return exactly to the starting point. Moreover, this is how fashions are generated. So it will not be a short-time lifestyle for a select few? Not really, it can be assumed, rather, that its elitist appearance is given by conditions traceable in social history: the elements of sobriety have not been handed down. Fanta-scientifically speaking, it is as if the human dna has been so much changed over time, that it can no longer contain within it what has been said so far.

Here sobriety has not much to do with appearance, then, or in any case not in its negative sense. One might ask at this point why one wants to associate the concept with fashion. For a question related to the emergency. Not intended as something sudden, difficult to resolve, but in its most organic sense: to emerge. Something that comes to the surface. According to Zaoui, the true discreet, or those who do not use “so many indiscreet ways of showing themselves discrete”, can survive, indeed, are the only ones to do so, between “all these forms of exploitation, enslavement (this is attributable to appearance) and - which is then our general hypothesis - distortion”.

 

 

Prada, primavera-estate 1996

 

 

 

Il minimalismo di fine anni Ottanta e dei Novanta, con i primi pezzi firmati Prada e Calvin Klein rimanda all’idea di un’osservazione attenta del mondo là fuori, trasformata secondo il proprio gusto, in una ricerca sull’essenzialità, scorporata dalla moltitudine vista. Una questione d’intelligenza. Che assomiglia, per tirare la corda, a quello che si realizza quando: “Avete degli ospiti a cena e, dopo essere andati a prendere una cosa qualsiasi in cucina, al vostro ritorno la discussione si è un po’ animata. Nessuno si accorge della vostra presenza e voi scivolate furtivamente al vostro posto. D’un tratto provate un notevole sollievo: vi trovate affrancati dalle leggi bronzee dell’ospitalità, nelle loro forme più alte (…) così come nelle forme più insignificanti”. A cui si aggiunge, per concludere: “ e il piacere di non farne più parte diventa sintomo di un amore molto profondo per il mondo e le apparenze”. 

 

The minimalism of the late eighties and nineties, with the first pieces signed Prada and Calvin Klein refers to the idea of ​​a careful observation of the world out there, transformed according to their taste, in a research on essentiality, spun off from the multitude view. A question of intelligence. That resembles, to pull the rope, to what happens when: “You have guests for dinner and, after going to get something in the kitchen, on your return the discussion is a bit animated. Nobody notices your presence and you sneak in your place. Suddenly you feel a great relief: you are freed from the bronzy laws of hospitality, in their highest forms (...) as well as in the most insignificant forms”. To which it is added, to conclude: “and the pleasure of not being part of it becomes a symptom of a very deep love for the world and appearances”.

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