• Ilaria Introzzi

Elsa Peretti: "I gioielli non appartengono alla moda perché devono durare nel tempo"



Elsa Peretti ritratta da Timothy Greenfield-Sanders, 1990



“I gioielli non sono moda. Sono oggetti che devono durare nel tempo. Non sono fatti per essere buttati appena nasce qualcosa di nuovo.” Elsa Peretti definisce così la sua arte, ovvero quella di designer di monili unici nel loro genere, prettamente per la maison americana (ora di LVMH) Tiffany & Co.. L’artista muore il 18 marzo 2021 appena prima di festeggiare la primavera e il suo compleanno che l’avrebbe vista festeggiare 81 anni. E diventare una delle creatrici di gioielli più longeve della storia. Lascia così il suo villaggio di Sant Martí Vell, in Spagna. Suo non a caso, dato che Elsa contribuisce a restauro completamente, dando così l’opportunità a un centinaio di anime di poterci vivere, lei compresa. Ma come in molti sanno la sua vita incomincia a Firenze, dove nasce nel 1940. Sin da piccola mostra il suo estro particolare amando le passeggiate nei cimiteri e riportando a casa, sul tavolo illibato di famiglia, le ossa che trovava in giro. A tale proposito, celebre è un’altra frase da lei detta: “Quando ti proibiscono una cosa è proprio quella su cui ti fisserai per tutta la vita”. Nasce così la collezione di bracciali Bone di Elsa Peretti per Tiffany & Co.. Dapprima in argento e oro poi in ottone smaltato in occasione del cinquantesimo anniversario festeggiato proprio l’anno scorso. Nel 1970 lo progetta traendo spunto dalle sue visite alla Cripta dei Cappuccini da bambina a Roma, e dal periodo trascorso a Barcellona, ispirato da Casa Milà di Antoni Gaudí.


“Jewelery is not fashion. They are objects that must last over time. They are not made to be thrown away as soon as something new is born. " This is how Elsa Peretti defines her art, that of being a unique jewelry designer, purely for the American maison (now LVMH) Tiffany & Co.. The artist died on March 18, 2021 just before celebrating spring and her birthday which would have seen her turn 81. And become one of the longest-lived jewelry makers in history. She thus leaves her village of Sant Martí Vell, in Spain. Not surprisingly about her, given that Elsa contributes to the restoration completely, thus giving the opportunity to a hundred souls to be able to live there, including her. But as many know about her, her life begins in Florence, where she was born in 1940. She From an early age she shows her particular flair by loving walks in the cemeteries and bringing home, on the untouched family table, the bones she found lying around. In this regard, another phrase she said is famous: "When something is forbidden to you, it is precisely what you will fixate on for your whole life". Thus was born the bracelets Bone collection by Elsa Peretti for Tiffany & Co.. First in silver and gold then in enameled brass on the occasion of the fiftieth anniversary celebrated just last year. In 1970 she designed it drawing inspiration from her visits to the Capuchin Crypt as a child in Rome, and from her time in Barcelona, ​​inspired by Antoni Gaudí's Casa Milà.


Sophia Loren fotografata con il bracciale Bone di Elsa Peretti per Tiffany & Co.



Arte e vita, un connubio indissolubile che omaggerà fino alla fine. Perché Elsa lavora davvero negli ultimi mesi di vita, concependo nuovi monili come la spilla dedicata alla rosa con stelo in argento e petali in seta rossa, novità presentata recentemente dal brand newyorkese per cui lei dà tutta se stessa. Sin dall’inizio, ovvero quando approda nella Grande Mela intorno alla fine degli anni Sessanta. Dopo una carriera come mannequin - viene spesso ricordata la foto di Helmut Newton in cui lei feste il celebre bunny costume sul tetto di un grattacielo di New York - e musa di artisti, tra i quali un certo Salvador Dalí, decide di affrontare i suoi fantasmi e di mettersi a fare ciò per cui è nata e la si ricorderà in futuro: la designer di gioielli. E riesce a creare collezioni come Bean, Open Heart, Diamond by the Yard e Teardrop, tra una serata allo Studio 54 e i suoi amori. Ma è la gioielleria, la progettazione la sua più grande passione. E sebbene ogni creazione sia diversa dall’altra Peretti riesce comunque a tessere per tutte un filo rosso, anzi, azzurro Tiffany: forme organiche - bold - materiche e soprattutto prive di orpelli contraddistinguono da sempre la sue opere di sculture prêt-à-porter. Lavora a stretto contatto con gli artigiani che danno loro forma, dopo aver visto il disegno. Sono i maestri dell’argento a dare l’annuncio della sua scomparsa, rappresentati da una delle figure più importanti della vita di Elsa Peretti: Gianfranco Pampaloni, proprietario dell’omonima azienda di argenteria fiorentina che produce per il brand americano. Con la designer collabora dagli anni Ottanta.


Art and life, an indissoluble union that she will pay homage to the end. Because Elsa really works in the last months of her life, conceiving new jewels such as the brooch dedicated to the rose with a silver stem and red silk petals, a novelty recently presented by the New York brand for which she gives all of herself. Since the beginning, that is when she arrives in the Big Apple around the end of the sixties. After a career as a mannequin - the photo of Helmut Newton in which she feasts the famous bunny costume on the roof of a New York skyscraper is often remembered - and the muse of artists, including a certain Salvador Dalí, she decides to face her ghosts and to do what she was born for and will remember her for in the future: the jewelry designer. And she manages to create collections such as Bean, Open Heart, Diamond by the Yard and Teardrop, between an evening at Studio 54 and her loves. But her greatest passion is jewelry, her design. And although each creation is different from the other Peretti still manages to weave a red thread, indeed, Tiffany blue: organic-bold-material shapes and above all without frills have always distinguished her prêt-à-porter sculptures . She works closely with the artisans who shape them after seeing the design. It is the silver masters who announce her disappearance, represented by one of the most important figures in Elsa Peretti's life: Gianfranco Pampaloni, owner of the Florentine silverware company of the same name that she produces for the American brand. He has been collaborating with the designer since the 1980s.



Inarrestabile, nella sua lunga carriera Peretti è omaggiata all’estero come in Italia. Nel 2001 la maison di gioielleria alla quale resta legata tutta la vita istituisce l’Elsa Peretti Professorship In Jewelry Design. Per il suo merito, certamente, ma anche al fine di celebrare i suoi 25 anni di partnership con Tiffany & Co.. Nel 2019 le viene conferito a Firenze, il Leonardo da Vinci Lifetime Achievement Award for Jewelry and Fashion Design, ritirato da Pampaloni.

Unstoppable, in her long career Peretti is honored abroad as in Italy. In 2001, the jewelry maison to which she remains linked throughout her life establishes the Elsa Peretti Professorship In Jewelry Design. For the merit of her, of course, but also in order to celebrate her 25 years of partnership with Tiffany & Co.. In 2019 she was awarded the Leonardo da Vinci Lifetime Achievement Award for Jewelry and Fashion Design, collected by Pampaloni in Florence.



Elsa Peretti fotografa da Helmut Newton con indosso il costume “bunny”, durante il periodo da modella



Una vita per l’arte - disciplina che abbina meglio al gioiello anziché il mondo dell’abbigliamento - e per la filantropia, in particolare a sostegno dell’ambiente e della sostenibilità. Illumina con il suo lavoro i corpi delle donne che scelgono i sui monili. Diventa ancora musa, ma ora di aspiranti designer che vedono in ogni suo pezzo una motivazione costante per non scendere a compromessi. Quello che fa lei quando pur di non lavorare nell’impresa del suo amato padre, prende un altro percorso. Rischioso, difficile ma voluto a tutti i costi. Vincendo.


A life for art - a discipline that best combines jewelry rather than the world of clothing - and for philanthropy, in particular in support of the environment and sustainability. With her work she illuminates the bodies of the women who choose her jewels. She still becomes a muse, but now of aspiring designers who see in every piece of her a constant motivation not to compromise. What she does when in order not to work in the company of her beloved father, she takes another path. Risky, difficult but wanted at all costs. Winning.



Elsa Peretti nella sua casa a Sant Marti Vell, aprile 1977, foto di Hilda Moray


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