• Ilaria Introzzi

Le immagini di una fotografa toscana sono un "meraviglioso silenzio" raccontato in prima persona


Dalla serie LANDS, Croazia, Benedetta Bendinelli


Nasce con una macchina fotografica familiare il percorso artistico di Benedetta Bendinelli (Lucca, 1985). E si trasforma, con il tempo, grazie a esperienze vissute all’estero, sia di formazione che di vita. Perché, pensandoci, sono importanti entrambi. La fotografa toscana, attualmente si muove su tre fronti di ricerca, rivelando punti di vista originali rispetto a paesaggi e oggetti: il ritrarre, ad esempio, una “macchina come se si trattasse di un volto”. Ne scaturiscono progetti importanti, come LANDS, e lavori su commissione, tra cui matrimoni, le cui coppie desiderano essere immortalati in modo inedito, certamente unico. Dato che alla fine quello che conta è il punto di vista, un “meraviglioso silenzio” per far parlare le (sue) immagini.


The artistic career of Benedetta Bendinelli (Lucca, 1985) was born with a familiar camera. And she transforms herself, over time, thanks to experiences lived abroad, both in training and in life. Because, thinking about it, both are important. The tuscan photographer currently moves on three research fronts, revealing original points of view about landscapes and objects: portraying, for example, a "machine as if it were a face". The result is all about important projects, such as LANDS, and commissioned works, including weddings, in which couples wish to be immortalized in an unprecedented, certainly unique, way. Assumed that, to conclude, what matters is her point of view, a “wonderful silence” to let (hers) images to speak.

Benedetta, la prima volta che ci siamo sentite mi hai detto che è stato tuo padre a trasmetterti la passione per la fotografia: possiedi ancora il tuo primo scatto?

- È così, quando avevo circa diciotto anni mio padre mi regalò una delle sue macchine fotografiche, una Nikon semiautomatica modello EM. Con quella ho scattato le miei prime foto, non ricordo quale sia stata la prima su tutte ma ho tantissimi negativi e sviluppi dei primi tentativi, molte immagini bruciate, sottoesposte, i soliti errori dei principianti. Però ho ancora una delle prime foto che mi ha scattato mio padre, avrò avuto 3 o 4 anni, è un bellissimo primo piano in bianco e nero. -


Benedetta, the first time we spoke you told me that it was your father who passed on to you the passion for photography: do you still have your first shot?


- So, when I was about eighteen my father gave me one of his cameras, a Nikon semiautomatic model EM. With that I took my first photos, I do not remember which was the first of all but I have many negatives and developments of the first attempts, many images burnt, underexposed, the usual mistakes of beginners. But I still have one of the first photos my father took of me, I must have been 3 or 4 years old, it's a beautiful black and white close-up. -

Un’altra macchina degli esordi?


- Oltre alla Nikon di mio padre, come prima macchina ho usato una Nikon FM. -


Another first years camera?


- In addition to my father's Nikon, I used a Nikon FM as my first camera. -

Dalla serie LANDS, Lanzarote, Benedetta Bendinelli Dopo un percorso amatoriale hai deciso di farne la tua arte e professione, iscrivendoti a un corso di fotografia a Londra: l'insegnamento più importante che ne hai tratto?


- Sì esatto. Ho studiato fotografia al Saint Martin’s. La scuola mi ha insegnato molta tecnica, l’utilizzo della luce e dei flash e la composizione di un set in studio. Ma soprattutto mi ha aiutato molto a superare un po’ di timidezza. Spesso in classe avevamo compiti fotografici di street photography dove era fondamentale “rubare” qualche momento della vita degli altri, oppure dovevamo fermare persone in strada per fare alcuni ritratti. All’inizio è stato un po’ complicato per me, poi la cosa ha iniziato a divertirmi. Sicuramente in quel periodo ho capito che tipo di fotografa volevo diventare. -


After an amateur career, you decided to make it your art and profession, by enrolling in a photography course in London: the most important teaching you learned from it?


- Yes exactly. I studied photography at Saint Martin's. The school taught me a lot of technique, the use of light and flashes and the composition of a studio set. But above all, it helped me a lot to overcome a bit of shyness. Often in the classroom we had street photography tasks where it was essential to "steal" a few moments of the life of others, or we had to stop people in the street to take some portraits. At first it was a bit complicated for me, then it started to have fun. Surely at that time I realized what kind of photographer I wanted to become. -

In questo senso, hai dei fotografi di riferimento?


- Amo molto la fotografia essenziale, che parla di una visione o di un dettaglio. Facendo un parallelismo con la letteratura penso che la fotografia paradossalmente sia molto più vicina alla prosa piuttosto che alla poesia, per questo mi piacciono molto i “racconti” fotografici di Luigi Ghirri o i paesaggi di Richard Misrach. Carlo di Palma a mio avviso è stato un grande direttore della fotografia. Invece tra gli artisti recenti che ho scoperto da poco mi piace molto Leandro Colantoni, un fotografo siciliano. -

In this sense, do you have any reference photographers?


- I really love essential photography, which speaks of a vision or a detail. Making a parallel with literature I think that paradoxically photography is much closer to prose rather than poetry, which is why I really like Luigi Ghirri's photographic “stories” or Richard Misrach's landscapes. In my opinion Carlo di Palma was a great director of photography. On the other hand, among the recent artists I recently discovered I really like Leandro Colantoni, a Sicilian photographer. -

Da Voyage of time – La numero 1, Benedetta Bendinelli


Poi sei tornata in Italia, dove ti dividi tra la campagna toscana e Firenze: che cosa cerchi in una e nell'altra?


- In città mi scopro un po’ più curiosa. Ci sono infinte possibilità di incontri e situazioni. Sebbene non sia una chiacchierona mi piace molto osservare. In campagna provo un po’ la stessa cosa, ogni giorno può essere diverso anche se intorno tutto sembra essere immutabile e silenzioso. -

Then you returned to Italy, where you divide yourself between the tuscan countryside and Florence: what are you looking for in one and the other?

- In the city I find myself a little more curious. There are infinite possibilities of encounters and situations. Although I'm not a talker, I really enjoy watching. In the countryside I feel a little the same thing, every day can be different even if everything around it seems to be immutable and silent. -

Da fotografa ti muovi su tre fronti: lavori su commissioni, progetti personali e matrimoni. A proposito di questi ultimi, hai detto che la chiave che ti ha spinto a intraprendere quel tipo di reportage è la fotografia analogica. In che senso?


- Quando pensiamo alla fotografia di matrimonio pensiamo subito a immagini potenti, ricche di colori e dettagli, che enfatizzano il momento. Con lo scatto analogico invece, che nei matrimoni affianco sempre al digitale, cerco di restare molto vicina all’autenticità di un sentimento e mi sono accorta che molte persone apprezzano questo modo di scattare, riesco anche e creare un clima più intimo e rassicurante per la coppia e per gli invitati. Personalmente ritengo che non siano sempre necessarie grandi e costose attrezzature per poter raccontare una bella storia. -


As a photographer you move on three fronts: work on commissions, personal projects and weddings. Speaking of the latter, you said that the key that pushed you to undertake that type of reportage is analog photography. What do you mean?


- When we think of wedding photography we immediately think of powerful images, rich in colors and details, which emphasize the moment. With the analogue shot, on the other hand, which in weddings I always work alongside digital, I try to stay very close to the authenticity of a feeling and I realized that many people appreciate this way of shooting, I also manage to create a more intimate and reassuring atmosphere for the couple and for the guests. I personally believe that large and expensive equipment is not always necessary to be able to tell a good story. -


Come affronti la scelta tra digitale e analogico?

- Il digitale è immediato, veloce, mi piace per questo. A volte è importante saper cogliere un momento che dura un attimo e poi non torna più, con la fotografia digitale il risultato è quasi sempre assicurato. Per i momenti che non richiedono rapidità di scatto allora prediligo la pellicola, ho il tempo di studiare una composizione, di osservare chi o cosa mi sta di fronte e poi quando sento di essere pronta faccio un solo scatto. -

How do you deal with the choice between digital and analogue?


- Digital is immediate, fast, I like it for that. Sometimes it is important to know how to capture a moment that lasts a moment and then never comes back, with digital photography the result is almost always guaranteed. For those moments that do not require a rapid shutter, then I prefer the film, I have the time to study a composition, to observe who or what is in front of me and then when I feel I am ready I take only one shot. -

Dalla serie LANDS, Argentina, Benedetta Bendinelli

Dici che con le tue foto vuoi "raccontare il mondo". E questo mondo un po' l'hai anche girato: il posto più interessante immortalato?


- Quando sono in viaggio cerco sempre di rispettare il luogo e il momento, senza violentarlo a suon di scatti. Sicuramente l’Argentina è uno dei luoghi che più mi ha emozionato. I paesaggi desolati e silenziosi della Pampa, che sembrano non finire mai, sono per me i più belli. Lo stesso effetto me lo ha fatto il paesaggio lunare di Lanzarote che ho visitato lo scorso inverno. Mi piace fotografare il mare, la linea dritta dell’orizzonte è la mia misura per tutto, capisco quanto sia potente la natura perché non ne vediamo la fine. -

You say that with your photos you want to "tell the world". And this world you have also traveled a bit: the most interesting place immortalized?

- When I travel I always try to respect the place and the moment, without raping him with shots. Argentina is certainly one of the places that moved me the most. The desolate and silent landscapes of the Pampa, which seem to never end, are for me the most beautiful. The same effect was given to me by the lunar landscape of Lanzarote that I visited last winter. I like to photograph the sea, the straight line of the horizon is my measure for everything, I understand how powerful nature is because we don't see the end of it. -

Quali sono i progetti che su cui stai lavorando ora?

- Da un po’ di tempo sto scattando foto di automobili degli anni Ottanta e Novanta. Non sono un’appassionata di macchine ma mi è capitato di imbattermi in alcuni modelli che immediatamente mi hanno riportato ad alcuni momenti della mia infanzia, così ho deciso di fare primi piani alle auto che vedo per strada e che mi ricordano mio nonno o mio padre o altre persone che hanno fatto parte della mia storia familiare. Il progetto si chiama Voyage of Time proprio perché ogni foto è un vero e proprio viaggio nel tempo. Cerco di fotografare la macchina come se si trattasse di un volto, vorrei che queste foto sembrassero dei ritratti. Oltre a questo, mi sto concentrando anche sulla fotografia in bianco e nero di elementi naturali, fiori, animali, piante, tutto ciò che al contrario esplode di colori. Provo a esaltare le forme piuttosto che le tonalità. Non ho ancora un nome per questo progetto, sta nascendo in maniera molto fluida, vediamo dove mi porta. -

What are the projects you are working on now?


- I've been taking pictures of cars from the eighties and nineties for some time. I'm not a car enthusiast but I happened to come across some models that immediately took me back to some moments of my childhood, so I decided to take close-ups of the cars I see on the street and that remind me of my grandfather or my father or other people who have been part of my family history. The project is called Voyage of Time precisely because each photo is a real journey through time. I try to photograph the car as if it were a face, I would like these photos to look like portraits. In addition to this, I am also focusing on black and white photography of natural elements, flowers, animals, plants, everything that on the contrary explodes with colors. I try to enhance the shapes rather than the shades. I don't have a name for this project yet, it is being born in a very fluid way, let's see where it takes me. -

Cos'è la fotografia?


- La fotografia è un linguaggio universale, è telepatia, una parola non detta. È un meraviglioso silenzio. -

What is photography?


- Photography is a universal language, it is telepathy, an unspoken word. It is a wonderful silence. -


benedettabendinelli.com


Benedetta Bendinelli