• Ilaria Introzzi

Da Instagram: la semplicità è eleganza / From Instagram: elegance in simplicity

Il glamour, lo stile e l’eleganza sono tratti innati, ma il tempo li ha reinterpretati. In particolare tre decadi e in modo completamente diverso: gli anni Ottanta e i Novanta e i giorni nostri.

C’è chi dice che i primi sono di nuovo in auge e chi invece sostiene non siano mai finiti. È il momento in cui le modelle solcano le passerelle in tute da aerobica in lycra, bigiotteria appariscente e minigonne attillate. Nasce in Inghilterra nel 1982 Bodymap, dei designer Stevie Stewart e David Holah, brand specializzato in completi a maglia e tessuto stampato. Nello stesso luogo e periodo si afferma The Cloth, proponendo abiti, in particolare camicie e vestiti, dalle stampe audaci e sature di colori. In Italia Franco Moschino rilegge nel 1987 per il suo eponimo brand il tailleur, con scritte ironiche omaggio all’artista pop Roy Lichtenstein. Qualche anno prima, nel 1984, l’americano Stephen Sprouse concepisce la collezione Graffiti, la cui silhouette è tipica del decennio: vestiti a bozzolo abbinati a tacchi a spillo neri. Gli eighties sono anche il tempo in cui nel mondo si afferma Madonna, si sposa Lady Diana, l’attrice Joan Collins si unisce al cast di Dynasty. Di nuovo nel 1987 Christian Lacroix fonda la sua maison producendo in Italia abiti come quelli che hanno sfilato in rue du Faubourg Saint-Honoré a Parigi lo stesso anno, raccontati così dal critico di moda Nicholas Coleridge: - C’erano enormi cappelli a cloche adornati da ramoscelli e giunchi dorati, e gonne fatte in pelle di pony, volpi d’argento e agnelli neri persiani. C’erano giacche con motivi Camargue ricamati e cappotti fatti in raso duchesse rosso. -

Glamor, style and elegance are innate, but time has reinterpreted them. Especially three decades and in a completely different way: the Eighties and Nineties and todays.

There are some who say that the first are back in shape and those who claim that they are never finished. It is the moment in which models walk through the runway wearing lycra aerobics jumpsuit, flashy jewelery, and tight skirts. Bodymap born in England in 1982, founded by Stevie Stewart and David Holah, is a brand specialized in knitwear and printed fabric. At the same place and time, The Cloth is stated, offering clothes, in particular shirts and dresses, with bold prints and colors. In Italy, Franco Moschino reread in 1987 for his eponymous brand the tailleur, with ironic tribute to pop artist Roy Lichtenstein. A few years earlier, in 1984, American Stephen Sprouse conceived the Graffiti collection, whose silhouette is typical of the decade: cocoon dresses with black stilettos. The eighties are also the time in which Madonna is affirmed in the world, Lady Diana marries, actress Joan Collins joins the Dynasty cast. Again in 1987, Christian Lacroix founded his own house producing clothes in Italy such as those who went to rue du Faubourg Saint-Honoré in Paris the same year, recounted by fashion critic Nicholas Coleridge: - There were huge cloche hats adorned with golden twigs and junks, skirts made of pony leather, silver foxes and Persian black lambs. There were embroidered Camargue jackets and red duchess satin coats. -

Kate Moss waling for Prada Spring-Summer 1996

Moschino Cheap and Chic suit with Roy Lichtenstein print, 1991

I secondi vedono nascere un’estetica inedita. Se da un lato emergono stilisti creatori di uno stile anti-fashion come il primo Marc Jacobs o il provocatorio Walter Van Beirendonck (appartenente al gruppo I Sei di Antwerp, tra cui spiccano Ann Demeulemeester e Dries van Noten), o personalità come Tom Ford, direttore creativo di Gucci (1994-2004), il quale insieme a Carine Roitfeld (ex direttrice di Vogue Paris e ora alla guida di CR Fashion Book) e al fotografo Mario Testino concepisce per il marchio italiano campagne pubblicitarie provocatorie e dall’alto tasso erotico, dall’altro lato si fa sempre più strada un’idea di moda definibile come semplice, senza fronzoli, più attenta alla qualità dei tessuti e alla loro imbastitura. È quella di nomi come Jil Sander - è ancora nell’immaginario di tutti i feticisti del brand l’adv scattata dalla tedesca Ellen von Unwerth La grande pianura del 1993, in cui si riconosce nelle immagini il dipinto di Grant Wood American Gothic (1930) - e Miuccia Prada, le cui collezioni non sono accolte bene all’inizio per via della sua idea di bellezza fuori dagli schemi, dove lo chic si unisce a stampe ispirate agli artisti che la creativa ammira e ad abbinamenti considerati all’epoca inusuali, tuttavia agli antipodi rispetto agli anni Ottanta. Introduce il nylon, soprattutto negli accessori.

The second saw a new aesthetic being born. On the one hand, fashion designers come up with an anti-fashion style like the first Marc Jacobs or provocative Walter Van Beirendonck (belonging to the Antwerp Six, including Ann Demeulemeester and Dries van Noten), or personalities like Tom Ford, Gucci's creative director (1994-2004), who together with Carine Roitfeld (former director of Vogue Paris and now head of CR Fashion Book) and photographer Mario Testino conceives for the Italian brand provocative advertising campaigns, on the other hand, it is becoming more and more concrete a fashion concept that can be defined as simple, with no frills, more attentive to the quality of the fabrics and their basting. It is that of name like Jil Sander - it is still in the imagination of all the brand fetishists the advertising campaign shoot by the German Ellen von Unwerth The Great Plain in 1993, which recognizes in the pictures the painting of Grant Wood American Gothic (1930) - and Miuccia Prada, whose collections are not well received at first because of her idea of ​​beauty outside the scenes, where the chic is combined with prints inspired by the artists she admires and the combinations considered at the time unusual, however still the opposite from the eighties. She introduces nylon, especially in accessories.

@momoochoo

Dai Duemila a oggi la moda è una continua fusione degli stili concepiti nelle due decadi precedenti. Quello che spesso si realizza, però, non è una rilettura consapevole, ma piuttosto un miscuglio di idee indice di poca personalità da parte dei designer. Il motivo è chiaro, e non riguarda la loro capacità, ma il loro non essere in grado di scrivere la propria storia stilistica. Le ragioni sono molte, una su tutte la paura di sbagliare, di porsi al di fuori di quello che richiede oggi il mercato.

Esistono realtà che si muovono in senso contrario, e molte sono italiane come: Caftanii Firenze, delle sorelle Ludovica e Ginevra Fagioli, e poi Marianna Cimini, Marco Grisolia, Cb Made in Italy, Asciari Milano, Flapper, Gaetano Pollice, Greta Boldini e tanti altri. Di loro, alcuni puntano più sulle materie prime e sull’aspetto artigianale del prodotto, altri sul concetto che lo ha visto nascere. Ma in ognuno di questi casi c’è un fattore che li accomuna: l’indipendenza delle idee e un pensiero di silhouette chiara, pulita, contemporanea alla donna di questi tempi. Un lusso, è vero, ma anche una virtù.

Questa corrente non appartiene solo ai creatori di abiti o accessori, ma anche agli amateur, i quali la condividono sui social, su tutti Instagram. Tra i più interessanti c’è simplicitycity, sotto cui si cela l’americana Nicole Rice, che non ha alcun trascorso professionale nel mondo della moda, la quale ha dichiarato a Vogue Us di avere sempre collezionato riviste del settore. Il suo account da quasi cento mila followers, ripropone servizi fotografici di importanti magazine e miscellanee, tutte riunite da un unico disegno, quello della semplicità come eleganza. Non a caso si trovano marchi come Ralph Lauren, ancora Prada, Hermes, Giorgio Armani, Calvin Klein e Gianfranco Ferrè, e le rappresentanti più iconiche di questo mondo, tra cui la scrittrice e giornalista Joan Didion, la designer Elsa Peretti, le attrici Isabella Rossellini e Charlotte Gainsbourg così come la pittrice Georgia O’Keeffe, immortalate in scatti privati o patinati, quest’ultimi realizzati da artisti come Athur Elgort, Deborah Tuberville, Peter Lindberg e Steven Meisel.

Il canale a__e__m più che abbigliamento propone immagini rimandanti a un vero e proprio stile di vita. Appaiono infatti fotografie ritraenti interni di abitazioni, oggetti e luoghi, anche loro uniti da una sensazione che mescola un lifestyle composto, ma ricco di significato intrinseco e, in ogni caso, dal forte impatto estetico.

Si appresta a raggiungere i venti mila seguaci momoochoo, il quale, sulla stessa scia di simplicitycity, posta fotografie raffiguranti una giovane Kate Moss, l’attrice Meryl Streep, Carolyn Bessette Kennedy e l’imprenditrice Estée Lauder.

From the two Thousand to today fashion is a continuous fusion of styles conceived in the previous two decades. What is often accomplished, however, is not a conscious re-reading, but rather a mix of ideas translatable in a lack of designers personality. The reason is clear, and does not concern their ability, but their impossibility to write their stylistic history. The reasons are many, one on all a fears of mistake, to be outside of what the market demands today.

There are realities that move in the opposite direction, and many are Italians such as: Caftanii Firenze, by sisters Ludovica and Ginevra Fagioli, and then Marianna Cimini, Marco Grisolia, Cb Made in Italy, Asciari Milano, Flapper, Gaetano Pollice, Greta Boldini and many others. Of them, some focus more on raw materials and on the craftsmanship of the product, others on the concept that saw it born. But in each of these cases, there is a factor that unites them: the independence of ideas and a clear silhouette, clean, contemporary to the woman of these times. A luxury, it is true, but also a virtue.

This current belongs not only to the creators of clothes or accessories, but also to the amateurs, who share it on social, above all Instagram. Among the most interesting there is simplicitycity, of the American Nicole Rice, who, with no professional career in the fashion world, has told Vogue Us that she has always been collecting fashion magazines. Her account of nearly a hundred thousand followers, it offers photographic shoots of important magazines and miscellanes, all joined by a single design, that of simplicity as elegance. That is why there are brand such as Ralph Lauren, Prada, Hermes, Giorgio Armani, Calvin Klein and Gianfranco Ferrè, and the most iconic representatives of this world, including writer and journalist Joan Didion, designer Elsa Peretti, actresses Isabella Rossellini and Charlotte Gainsbourg as well as painter Georgia O'Keeffe, captured in private or sketched shots, the latter made by artists like Athur Elgort, Deborah Tuberville, Peter Lindberg and Steven Meisel.

The a__e__m channel more than clothing offers images pointing to a real lifestyle. In fact, portraits of dwellings, objects and places appear together, combined with a feeling that mixes a composite way-to-live but rich in intrinsic meaning and, in any case, with a strong aesthetic impact.

It is about to reach the twenty thousand followers momoochoo, that, on the same trail of simplicitycity, posts photographs depicting a young Kate Moss, actress Meryl Streep, Carolyn Bessette Kennedy and entrepreneur Estée Lauder.

@simplicitycity

Ricongiungere le persone, attraverso delle immagini, a uno stile di vita in antitesi con quello attuale, in cui c’è troppo di tutto, anche nella moda, è un progetto da non sottovalutare, dal momento che oggi viviamo in un’epoca in cui ci si forma attraverso le rappresentazioni figurative. Ma attenzione, non si tratta qui di tifare per un periodo o per l’altro - gli anni Ottanta hanno contribuito a riportare nei negozi l’artigianato, soprattutto quello italiano - ma piuttosto di proporre una via estetica alternativa a quella macchina stilistico-economica che impone di accumulare cose, spesso inutili, la quale cancella metaforicamente anche l’opulenza della penultima decade del secolo scorso, perché più debole in quanto nata da un vero sentimento di ribellione e perciò vera, meno interessata da mosse di marketing e finanziarie. L’esatto contrario di quello che si vede oggi, sui social in particolare. Ecco perché è stimolante vedere in essi realtà che si pongono come alternative.

Reconnecting people, through pictures, to a lifestyle antithesized to the present, where there is too much of everything, even in fashion, is a project not to be underestimated, since today we live in a time when it is formed through figurative representations. But beware, it is not a question to choose a decade instead of the other - the Eighties helped to bring the handicrafts, especially the Italian one, to shops - but rather to propose an alternative aesthetic route to that stylistic-economic machine that it imposes on accumulating things, often unnecessary, which also metaphorically erases the opulence of the last decade of the last century because it is weaker, because it is born of a true rebellious feeling and therefore real, less affected by marketing and financial moves. The exact opposite of what we see today, especially on social networks.That is why it is tempting to see in them reality that pose themselves as alternatives.

@a__e__m

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