• Ilaria Introzzi

"I gioielli sono le nostre memorie": lo dice un'orafa e fotografa, perché l'arte è interconnessione


Stromboli, Ilaria Demo De Lorenzi


Arriva in tutto il suo romanticismo Ilaria Demo De Lorenzi (Forlì, 1995) al nostro appuntamento milanese. In un look total black, appare come una dama ribelle tipica delle passerelle di Vivienne Westwood. Al contempo, nasconde un velo di timidezza, il quale scompare quando comincia a parlare del suo mondo, quello del gioiello d’autore. Ma anche della fotografia e della direzione artistica, per non parlare della moda su i cui meccanismi ha idee ben chiare. I monili, realizzati a mano da lei, sono però il lascito finale, sempre tutto in divenire, frutto di ricordi che sanno di futuro.


Ilaria Demo De Lorenzi (Forlì, 1995) arrives in all her romanticism at our milanese appointment. In a total black look, she appears as a rebellious lady typical of Vivienne Westwood's catwalks. At the same time, she hides a veil of shyness, which disappears when she begins to talk about her world, that of the author's jewel. But also of photography and art direction, not to mention fashion on whose mechanisms she has very clear ideas. Her creations, handmade by her, are however her final legacy, always in progress, the result of memories that taste of future.


Versatilità potrebbe essere il tuo secondo nome Ilaria, hai voglia di farti un autoritratto?


- Sono sempre stata una persona con mille interessi. Ho sempre voluto studiare, curiosare. Non riesco a “essere" solo in una cosa ed “esistere” solo lì. Anzi, e per poter fare bene in un ambito devo occuparmi anche degli altri, allo stesso modo. Mi piace cambiare ecco, anche se, pensandoci, tutte le mie pratiche creative hanno un tratto in comune, riguardano il campo artistico. Non a caso faccio anche l’art director e per farlo devi conoscere il lavoro di tutto il team, dal fotografo allo stylist, passando per lo scenografo. -


Versatility could be your second name Ilaria, do you want to take a self-portrait?


- I've always been a person with a thousand interests. I've always wanted to study, search. I can't "be" only in one thing and "exist" only there. On the contrary, and in order to do well in one area I have to take care of others too, in the same way. I like to change here, even if, thinking about it, all my Creative practices have one thing in common, they concern the artistic field. It’s not a case if I am also an art director and to do this you need to know the work of the whole team, from the photographer to the stylist, passing through the set designer. -

Collana, Ilaria Demo De Lorenzi

Spilla, Ilaria Demo De Lorenzi


Ma non è complicato oggi essere orafa, fotografa e art director?


- Mi sto rendendo conto che le skills richieste riguardano le specialità, anziché l’avere, ovviamente limitatamente a un settore, uno sguardo più allargato. Bisogna iper-specializzarsi, per non essere dei tuttologi che poi alla fine portano a casa pochi risultati. -


But isn't it tricky today to be a goldsmith, photographer and art director?


- I am realizing that the skills required concern specialties, rather than having, obviously limited to a sector, a broader view. You have to hyper-specialize, in order not to be an expert who then in the end bring home few results. -


Alcune persone dicono che la noia è utile nel processo creativo: sei d’accordo?


- Certamente, ha volte ho bisogno di staccare completamente. Quando mi blocco spesso vado in una foresta a camminare per ore, senza fare nient’altro. Quando sono assuefatta dagli input, accade che devo liberarmene e lo faccio così, altrimenti non riesco più a produrre. Poi sai, finché devi realizzare cose tutte uguali è un conto, ma quando devi inventare non puoi permetterti di avere una mente satura. -

Some people say that being lazy is useful in the creative process: do you agree?


- Of course, sometimes I need to completely disconnect. When I get stuck, I often go to a forest to walk for hours, without doing anything else. When I am addicted to the inputs, it happens that I have to get rid of them and I do it like this, otherwise I can no longer produce. Then you know, as long as you have to achieve all the same things is one thing, but when you have to invent you cannot afford to have a saturated mind. -


Artwork di Ilaria Demo De Lorenzi


Rispetto al camminare, al “liberarti”, come te la sei cavata durante la prima quarantena?

- Bene e male, per via dell’aspetto drammatico in generale, e per l’impossibilità di muovermi: dopo un viaggio in Messico sono andata a Forlì per fare il cambio dell’armadio e lì sono rimasta, a vivere con i miei e mio fratello. È stato complesso, ho dovuto re-inquadrarmi in una dimensione che non era più mia. Molto bene invece perché, dopo la laurea nel 2018 e un corso in sartoria, sentivo la necessità che il mondo si fermasse. Non avrei mai voluto, ovviamente, che accadesse in questo modo, ma proprio ero arrivata a un punto in cui non riuscivo a respirare, a pensare lucidamente. Venivo da una triennale in moda, ambiente che se penso all’abito in sé ho sempre amato ma che in realtà, per il resto, credo abbia molti aspetti negativi. Paradossalmente credo che oggi la pandemia, dopo ormai quasi due anni, stia riportando certi equilibri. Personalmente sono rinata in quel periodo. Ho lasciato un mondo per trovarne un altro, quello dei gioielli in particolare, della fotografia e della direzione artistica. -


Compared to walking, to "free yourself", how did you manage during the first quarantine?


- Good and bad. The second one due to the dramatic aspect in general, and the impossibility of moving: after a trip to Mexico I went to Forlì to change the wardrobe and there I stayed, to live with my parents and mine brother. It was complex, I had to re-frame myself in a dimension that was no longer mine. Very well instead because, after graduating in 2018 and a course in tailoring, I felt the need for the world to stop. Obviously, I never wanted it to happen this way, but it just got to a point where I couldn't breathe, think straight. I came from a three-year career in fashion, an environment that I have always loved if I think about the dress itself but which in reality, for the rest, I believe has many negative aspects. Paradoxically, I believe that today the pandemic, after almost two years, is restoring certain balances. Personally I was reborn in that period. I left a world to find another, that of jewelry in particular, photography and art direction. -


Vedi una relazione tra moda e gioiello d’autore?


- È una domanda difficile, perché bisogna capire che cosa sia la moda oggi. Fino a vent’anni fa c’era sicuramente una relazione, una commistione tra i due mondi. Ora si fa molta fatica a trovare input geniali, delle interconnessioni, come faceva Schiaparelli ormai un secolo fa quasi e poi Margiela, McQueen. Adesso si plasma tutto, c’è molta uniformità. Ed è uno dei motivi per cui, come ti dicevo, mi sono allontanata dalla moda, spostandomi verso le gallerie d’arte per la vendita. La filosofia, la cultura della persona media che guarda alla moda cerca sì la cosa particolare ma rimane comunque standard. Riguarda di più il piacere di apparire agli altri anziché un “aprirsi” con la propria identità e ricerca. In passato era completamente diverso. Ora siamo figli della politica della fast fashion e quando si può puntare in alto c’è il plagio, fatto inammissibile. Non esistono più molti autori che portano in avanti il loro concetto, nella moda così come nella gioielleria. -


Do you see a relationship between fashion and author's jewel?


- It's a difficult question, because we need to understand what fashion is today. Until twenty years ago there was certainly a relationship, a mixture between the two worlds. Now it is very difficult to find ingenious inputs, interconnections, as Schiaparelli did almost a century ago and then Margiela, McQueen. Now everything is shaped, there is a lot of uniformity. And it is one of the reasons why, as I told you, I moved away from fashion, moving to art galleries for sale. The philosophy, the culture of the average person who looks at fashion looks for the particular thing but still remains standard. It is more about the pleasure of appearing to others rather than “opening up” with one's own identity and research. In the past it was completely different. Now we are children of fast fashion politics and when we can aim high there is plagiarism, an inadmissible fact. There are no longer many authors who carry their concept forward, in fashion as well as in jewelry. -

Spilla, Ilaria Demo De Lorenzi

Orecchini, Ilaria Demo De Lorenzi


I tuoi scatti, rigorosamente in analogico, ispirano i gioielli che realizzi. Esiste una foto in particolare a cui tieni che ha dato vita a una creazione?


- Con il progetto curatoriale di Twenty14 stiamo facendo proprio un’operazione di questo tipo. Anche se da sempre li vedo come due mondi collegati, non è detto che il pubblico li riconosca in questo modo. Elena (Vaninetti, ndr) e Matilde (Scaramellini, ndr) hanno pensato di intervenire per far percepire questa interdisciplinarità anche all’esterno. Ora sto allineando le foto a livello di serie ai gioielli, catalogandole poi al pezzo, che poi è una scultura. -


Your shots, strictly in analog, inspire the jewels you make. Is there a particular photo you care about that gave birth to a creation?


- With the curatorial project of Twenty14 we are doing just this type of operation. Although I have always seen them as two connected worlds, the public does not necessarily recognize them in this way. Elena (Vaninetti, ed) and Matilde (Scaramellini, ed) decided to intervene to make this interdisciplinarity perceive even externally. Now I'm aligning the photos at the series level with the jewels, then cataloging them to the piece, which is a sculpture. -


Cosa esprime per te la creazione di un tuo prezioso?


- È un rapporto totalmente fisico, pensando alla fotografia direi che è “analogico”. Non uso altri strumenti se non le mie mani. Anche quando modello la cera lo faccio in modo manuale. -


What does the creation of your precious one express for you?


- It's a totally physical relationship, thinking about photography I would say that it is "analog". I don't use any tools other than my hands. Even when I model wax I do it manually. -

Spilla, Ilaria Demo De Lorenzi


Li realizzi a Milano, al tuo banchetto?


- La maggior parte a Forlì, dove ho più spazio. -


Do you make them in Milan, at your banquet?


- Most of them in Forlì, where I have more space. -


Stai esplorando anche il mondo della tecnica dell’enamelling, lo smalto.


- Sì. Dopo la vittoria attraverso un concorso di una classe presso la Scuola Ambrosiana mi sono appassionata a questa tecnica. La sto approfondendo, quindi non ho molti pezzi realizzati in smalto. È un mondo meraviglioso, di retaggio antichissimo. -

You are also exploring the world of enamelling technique.


- Yes. After the victory through a competition of a class at the Scuola Ambrosiana, I became passionate about this technique. I'm digging into it, so I don't have many pieces made in enamel. It is a wonderful world, with a very ancient heritage. -


Dici spesso che i gioielli sono per te una wunderkammer di memorie. Foto a parte, nascono anche dai ricordi le tue creazioni?


- Sì, i gioielli sono le nostre memorie. Tutto nasce dal mio progetto di tesi in Naba si chiamava Io contengo moltitudini con lo scopo di raccontare il mio periodo di incontro con la depressione, subita da piccola, a seguito della morte di una persona cara. È stato catartico, una sorta di rilettura e rincontro del passato. Il tutto mosso dalla domanda: quando uno non c’è più dove lo posso trovare? Con il tempo ho iniziato a fare collezione di fotografie vintage, abbandonate, inserendole in un contesto diverso: la stampa su tessuto. E poi ho cominciato a raccogliere fiori, pianticelle. Ho scoperto che potevo quindi trovare quella perdita anche intorno a me, nella natura, essenza che ricercavo costantemente durante la malattia. Con questi elementi, che raccolgo sempre, realizzo i miei gioielli quando sento che è arrivato il momento. -


You often say that jewels are a wunderkammer of memories for you. Beside from photos, do your creations also arise from memories?

- Yes, jewels are our memories. It all stems from my thesis project in Naba was called Io contengo moltitudini (I contain multitudes) with the aim of recounting my period of encounter with depression, suffered as a child, following the death of a loved one. It was cathartic, a sort of reinterpretation and reunion of the past. All moved by the question: when someone is no longer there, where can I find them? Over time I began to collect vintage photographs, abandoned, placing them in a different context: printing on fabric. And then I began to collect flowers, seedlings. I discovered that I could therefore also find that loss around me, in nature, the essence that I constantly sought during my illness. With these elements, which I always collect, I make my jewels when I feel that the time has come. -


Un pezzo simbolo in questo senso?


- Diversi, soprattutto quelli dela prima collezione. Una spilla di qualche anno fa, poi. Si tratta di una foglia che ho raccolto dal giardino di una persona che ha fatto parte della mia vita e su quella, la spilla, ho inciso delle foto che ho poi incastonato nella foglia. -


A symbolic piece in this sense?


- Several, especially those of the first collection. A brooch from a few years ago, then. It is a leaf that I collected from the garden of a person who was part of my life and on that, the brooch, I engraved some photos which I then embedded in the leaf. -


Potresti avere questa inventiva se non fossi versatile e libera?


- Penso proprio di no. -

Could you have this inventiveness if you weren't eclectic, versatile?


- I really do not think so. -


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