• Eleonora Gargantini

Guardare l'arte, osservarla, farla propria e riconoscerla: una piccola guida sulla curiosità


R.Magritte, La riproduzione vietata, 1937


Se la curiosità è un difetto e l’ozio un vizio, è anche vero che questi due strumenti, se combinati insieme sono un utile strumento per guardare le opere d’arte. La curiosità ci accomuna ai gatti e alle scimmie, l’ozio ai ghiri e alle lucertole al sole. Ma pure la curiosità è il primo motore della ricerca scientifica e l’ozio la condizione necessaria alla prima elaborazione del pensiero filosofico. In due parole: stare fermi e scrutare.

La metodologia della critica è infatti la stessa del pettegolezzo: criterio-giudizio-pensiero. Implica quindi la necessità di non far correre il pensiero solo nella propria testa ma di guardare fuori dalla finestra, con curiosità e ozio ovviamente.


If curiosity is a defect and idleness a vice, it is also true that these two tools, when combined together, are a useful tool for looking at works of art. Curiosity unites us to cats and monkeys, idleness to dormice and lizards in the sun. But also curiosity is the primary engine of scientific research and idleness the necessary condition for the first elaboration of philosophical thought. In two words: stand still and scrutinize.

Critic’s methodology is in fact the same as that of gossip: criterion-judgment-thought. It therefore implies the need not to let the thought run only in one's head but to look out the window, with curiosity and idleness of course.



G.Leopardi, L'infinito, 1818-19


L’opera d’arte, in qualsiasi campo, da quello artistico al letterario, consente letture in direzioni diverse: genera stimoli stilistici, suscita voglie interpretative, segnala la strada evolutiva delle tecniche di percezione o può limitarsi all’evoluzione delle pratiche materiali e della sua realizzazione oppure può riassumere tutti questi percorsi diventando campo d’indagine riguardo all’intera umanità.

Qualunque oggetto è degno di attenzione, qualunque segno, prodotto dall’uomo nasconde una storia di immagini o di parole. Non guardiamo però di certo tutti nello stesso modo, pensiamo alla differenza nella lingua italiana tra vedere e guardare che è la stessa dei tedeschi tra sehen e schauen e agli spagnoli e al loro mira, che va direttamente alla meta.


The work of art, in any field, from the artistic to the literary, allows reading in different directions: it generates stylistic stimuli, arouses interpretative cravings, signals the evolutionary path of perception techniques or can be limited to the evolution of material practices and its realization or it can summarize all these paths becoming a field of investigation regarding the whole of humanity.

Any object is worthy of attention, any sign produced by man hides a story of images or words.

But we don't observe in the same way, let's think of the difference in the italian language between seeing and looking, which is the same as the germans between sehen and schauen and the spanish and their mira, which goes directly to the goal.


C.D. Friedrich, Viandante sul mare di nebbia,1818


Contemplare le arti e cercare di comprenderle è infatti entrare in contatto con gli artisti e così ci si sente, grazie alla loro generosità e alla loro passione creativa proiettati nell’atmosfera sciamanica delle grotte di Altamira, nella metafisica delle piazze di Giorgio de Chirico, nel misticismo di Renoir, nella situazione politica del tempo di Eugène Delacroix e in Alessandro Manzoni e nell’affettività di Caravaggio e Grosz.

Dal guardare si irradia l’enigma del senso, si innesca il racconto come tentativo di fissare la propria esistenza nel tempo, che può assumere la forma di romanzo o critica d’arte, poesia o intervento politico.

L’osservatore arriva dunque a percepire, a sentire qualcosa che va oltre alla prima lettura e non può far altro che capire cosa realmente sta guardando o leggendo e utilizza altri canali, altri sensi.

Forse per questo Goethe si è sempre rifiutato di portare gli occhiali e a riguardo diceva “Usare gli occhiali non ha un effetto costruttivo per gli uomini. Quando vedo attraverso le lenti sono un altro uomo. Non mi piaccio più. Vedo più di quello che sia necessario vedere. Il mondo visto eccessivamente nitido non va d’accordo con il mio nella sua globalità.”

Contemplating the arts and trying to understand them is in fact coming into contact with the artists and so one feels, thanks to their generosity and their creative passion, projected into the shamanic atmosphere of the Altamira caves, into the metaphysics of Giorgio de Chirico's squares, into mysticism of Renoir, in the political situation of the time of Eugène Delacroix and in Alessandro Manzoni and in the affectivity of Caravaggio and Grosz. From looking, the enigma of meaning radiates, the story is triggered as an attempt to fix one's own existence in time, which can take the form of a novel or art criticism, poetry or political intervention.

The observer therefore comes to perceive, to feel something that goes beyond the first reading and can only understand what he is really watching or reading and uses other channels, other senses.

Perhaps this is why Goethe has always refused to wear glasses and in this regard he said “Using glasses does not have a constructive effect for men. When I see through the lenses I am another man. I don't like myself anymore. I see more than what is necessary to see. The world seen too sharply does not agree with mine as a whole."

Elliott Erwitt, Maya Vestida e Maya Desnuda, 1951


Se per molti se qualcosa non viene alla vista semplicemente non esiste, per altri segna l’uscita dal mondo reale e l’ingresso nell’inabissamento in cui trovare linfa vitale nel desiderio di scappare da una realtà che opprime, arrivando a quel desiderio di infinito meravigliosamente espresso da Leopardi, che in più di un’occasione avvicina l’indicibile del suo moto convulso all’estetica del sublime.

La fuga dalla realtà utilizzando l’espediente di chiudere gli occhi e la corsa inarrestabile verso l’immaginario è possibile quando si decide di immergersi tra le note di una musica che ci delizia, quando la trama di un libro o di un film ci assorbe a tal punto che ci sembra di viverla in prima persona, superando così il limite dello sguardo e diventando consapevoli dell’immensità in cui esso appartiene.

Agli studenti di tutte le epoche dobbiamo gli strumenti che ci permettono di giocare all’infinito con le relazioni e i rapporti, a noi resta il compito di proseguire il dialogo.


If for many if something does not come into view it simply does not exist, for others it marks the exit from the real world and the entrance into the sinking in which to find vital lymph in the desire to escape from a reality that oppresses, reaching that desire for infinity. wonderfully expressed by Leopardi, who on more than one occasion brings the unspeakable of his convulsive motion closer to the aesthetics of the sublime.

The escape from reality using the expedient of closing your eyes and the unstoppable rush towards the imagination is possible when you decide to immerse yourself in the notes of a music that delights us, when the plot of a book or a film absorbs us in to such an extent that we seem to experience it firsthand, thus overcoming the limit of the gaze and becoming aware of the immensity in which it belongs.

We owe to students of all eras the tools that allow us to play endlessly with relationships and relationships, we have the task of continuing the dialogue.


S.Dalì, Ragazza alla finestra, 1925