• Ilaria Introzzi

Historia magistra vitae, non buttiamola giù

Un manifestante del movimento Black lives matter

La Shoah è una fissazione per Anselm Kiefer. L’artista tedesco, classe 1945, concentra la maggior parte della sua produzione in opere in continuo dialogo con la tragedia della seconda guerra mondiale: da Hitler, ai campi di concentramento, passando direttamente a quelli di battaglia. In più di un’occasione dice: “Non credo in uno sviluppo della storia verso l’alto, verso il paradiso. […] Auschwitz non esclude altri Auschwitz.”

The Shoah is a fixation for Anselm Kiefer. The german artist, born in 1945, concentrates most of his production in works in continuous dialogue with the tragedy of the Second World War: from Hitler, to the concentration camps, going directly to the battlefields. On more than one occasion, he says: "I don't believe in developing history upwards, towards heaven. [...] Auschwitz does not exclude other Auschwitz."

Occupazioni, Anselm Kiefer

La cronaca delle ultime ore consegna delle pessime notizie per quanto riguarda i comportamenti della polizia statunitense nei confronti dei neri, alcuni dei quali, pur non avendo commesso crimini gravi vengono uccisi. Il razzismo, purtroppo, non appartiene a un preciso tempo del mondo. Ed è sempre più frequente, in particolare in paesi cosiddetti “civilizzati”. E non è solo contro gli afroamericani. Le discriminazioni religiose e sessuali di ogni genere, si perpetuano ormai da anni, anzi millenni. George Floyd e Rayshard Brooks sono solo gli ultimi casi e il resto del mondo, quello altruista o più semplicemente umano, reagisce. Lo fa con raccolte fondi e proteste in tutte le piazze del mondo, da Londra a Milano, passando per Parigi e New York. Durante queste rimostranze accade ultimamente che statue rappresentanti uomini (ovviamente niente donne, neanche tra i “cattivi”) che, nel bene e nel male, sono noti per aver fatto qualcosa di rilevante in vita, vengono abbattute o imbrattate. Da quella di Indro Montanelli a Milano, fino a Cristoforo Colombo negli USA. È incontestabile dire che il giornalista e il conquistatore, così come Robert Milligan, il fondatore del mercato degli schiavi, abbiano commesso atti tanto osceni quanto, per alcuni almeno oggi, illegali. Ma come si fa a cancellare il passato? Non è forse utile per riscrivere un futuro migliore?

The news of the last few hours delivers bad lines regarding the behavior of the US police towards black people, some of whom, despite not having committed serious crimes, are killed. Unfortunately, racism does not belong to a specific time in the world. And it is increasingly frequent, particularly in so-called "civilized" countries. And it's not just against African Americans. Religious and sexual discrimination of all kinds has been perpetuating for years, indeed millennia. George Floyd and Rayshard Brooks are just the latest cases and the rest of the world, altruistic or simply human, reacts. It does so with fundraisers and protests in all the squares of the world, from London to Milan, passing through Paris and New York. During these grievances, lately it happens that statues representing men (obviously no women, not even among the "bad guys") who, for better or for worse, are known to have done something relevant in life, are demolished or smeared. From that of Indro Montanelli in Milan, up to Christopher Columbus in the USA. It is indisputable to say that the journalist and the conqueror, as well as Robert Milligan, the founder of the slave market, have committed as obscene as, for some at least today, illegal acts. But how do you erase the past? Is it not useful for rewriting a better future?

La statua imbratata di Indro Montanelli ai giardini pubblici Indro Montanelli, Milano

L’umanità sta perdendo il senso di solidarietà e di lucidità. Manifestare è tanto utile quanto leggere, spiegare alle persone il proprio punto di vista, confrontarsi, anche animatamente. Ma cancellare il passato è un atto barbaro tanto così come lo sono gli atti commessi dagli uomini vili, incoscienti. Kiefer, se non ci fosse stato il nazismo - e siamo tutti concordi nel dire che lui ne sarebbe felice; che forse avrebbe preferito fare un lavoro diverso, anziché l’artista per cercare di capire come mai la storia vive quei vent’anni terribili - non avrebbe sensibilizzato il suo pubblico, gli estimatori del suo lavoro. Fa scalpore il primo progetto sviluppato agli inizi degli anni ’70 chiamato Occupazioni, in cui l’artista si ritrae in importanti luoghi pubblici, che hanno avuto un ruolo nel periodo della dittatura, ritto, con indosso la divisa che fu di suo padre, col braccio alzato e teso nel saluto nazista come redivivo Hitler. Cancelliamo anche questo? Buttiamo giù anche la stazione centrale di Milano che è piena di svastiche?

Humanity is losing the sense of solidarity and lucidity. Manifesting is as useful as reading, explaining one's point of view to people, comparing oneself, even animatedly. But erasing the past is as much a barbaric act as are the acts committed by vile, unconscious men. Kiefer, if there hadn't been Nazism - and we all agree that he would be happy; that perhaps he would have preferred to do a different job, rather than the artist to try to understand why history lives those terrible twenty years - he would not have sensitized his audience, the fans of his work. The first project developed in the early 70s called Occupations, in which the artist portrays himself in important public places, which played a role in the period of the dictatorship, stood upright, wearing the uniform that was his father's, with a sensation arm raised and stretched in the Nazi salute as I revived Hitler. Do we also delete this? Shall we also knock out Milan's central station which is full of swastikas?

Accettare simboli del passato, positivi o negativi, non significa legittimare le ingiustizie, le discriminazioni, quindi non rispettare le vittime. Si tratta di avere riguardo per la memoria. Quando commettiamo uno sbaglio ce lo ricordiamo e, se siamo abbastanza intelligenti, non siamo recidivi. Per ridurre questi terribili vicende (perché eliminarle è impossibile: ci sarà sempre il pedofilo, l’omofobo e il razzista) agiamo per comunità, localmente. Sensibilizziamoci tra di noi sul fatto che di fronte ai diritti e ai doveri siamo tutti uguali nonostante la bellezza delle nostre differenze di pelle, credo, lingua e sesso. Probabilmente solo così può, a livello globale, migliorare la situazione, e quindi la storia che andiamo a tracciare. Quel birichino affascinante di Oscar Wilde nell’opera L’importanza di chiamarsi Ernesto scrive: “La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.” Historia magistra vitae.

Accepting symbols of the past, positive or negative, does not mean legitimizing injustice, discrimination, therefore not respecting the victims. It's about having regard for memory. When we make a mistake we remember it and, if we are intelligent enough, we are not repeat offenders. To reduce these terrible events (because eliminating them is impossible: there will always be a pedophile, a homophobe and a racist) we act by community, locally. Let us raise awareness among ourselves that in the face of rights and duties we are all equal despite the beauty of our differences in skin, creed, language and sex. Probably only in this way can, on a global level, improve the situation, and therefore the history we are going to trace. That charming mischievous Oscar Wilde in the work The Importance of Being Earnest writes: "Memory is the diary that each of us always carries with him." Historia magistra vitae.

Occupazioni, Anselm Kiefer

  • Black Icon Instagram
  • Nero Facebook Icon
Copyright © Nouvelle Factory

Web / Graphic design by Annamaria Maisto