• Ilaria Introzzi

Il rapporto madre-figlio nell'arte, da Umberto Boccioni a Marlene Dumas

Umberto Boccioniritrae sua madre in controluce, Nudo di spalle, 1909

Durante i primi anni del Novecento il pittore Umberto Boccioni ritrae costantemente un unico personaggio: sua madre. Lo fa con lo stile pittorico di sempre, con le pennellate veloci e fini tanto celebrate dalla critica e grazie alle quali è diventato famoso in tutto il mondo. Cecilia Forlani, la donna che lo mette al mondo il 19 ottobre del 1882, si presta così al lavoro di modella e musa per il figlio artista, noto a tutti per essere uno degli esponenti massimi del Futurismo. E come lei molte altre. Da Rembrandt, che ritrae il volto duro e grave della madre, Neeltgen Willensdr, per esercitare degli studi di pittura, a Picasso, passando per Van Gogh.

During the early twentieth century the painter Umberto Boccioni constantly portrays a single character: his mother. He does it with the usual pictorial style, with the fast and fine brushstrokes so much celebrated by critics and thanks to which he has become famous all over the world. Cecilia Forlani, the woman who brought him into the world on 19 october 1882, thus lends herself to the work of model and muse for her artist son, known to all for being one of the maximum exponents of Futurism. And like her many others. From Rembrandt, who portrays the hard and serious face of his mother, Neeltgen Willensdr, to practice painting studies, to Picasso, passing through Van Gogh.

Egon schiele, Madre e figlia, 1905

Molti artisti del pennello scelgono di raffigurare scene di maternità comuni, il cui archetipo è spesso quello della Madonna con bambino (Gesù) in braccio. Tutta un’altra storia rispetto al dipinto L’Annunciata di Palermo fatto da Antonello da Messina nel 1476: la donna ritratta legge, semplicemente. Con gli anni l’opera diventa un unicum del rinascimento, modello di arte femminista in cui il sesso femminile non viene relegato alla sola funzione materna. Aperta e chiusa parentesi, tra i capolavori che celebrano il rapporto madre-figlio c’è sicuramente Le tre età della donna (1905) di Gustav Klimt. Coerente con l’estetica secessionista, il lavoro dell’austriaco racconta le fasi dell’infanzia, maturità e vecchiaia della donna. Qualche anno più tardi, nel 1913, Egon Schiele dipinge un nudo di madre (parziale perché così fino alle spalle) e figlia, tra le opere più toccanti dell’artista.

Many brush artists choose to depict common maternity scenes, whose archetype is often that of the Madonna with child (Jesus) in her arms. A whole other story than the painting The Annunciation of Palermo made by Antonello da Messina in 1476: the woman portrayed simply reads. Over the years the work becomes a unicum of Renaissance art, a model of feminist art in which the female sex is not relegated to the mere maternal function. Open and closed parentheses, among the masterpieces that celebrate the mother-child relationship there is certainly The three ages of woman (1905) by Gustav Klimt. Consistent with the secessionist aesthetic, the Austrian's work tells the woman's childhood, maturity and old age. A few years later, in 1913, Egon Schiele painted a nude of mother (partial because it was so shoulder-length) and daughter, among the most touching works of the artist.

Marlene dumas, Helena and Eden,2020

Rappresentare la propria madre o una donna con un bambino in braccio è una prassi artistica in atto ancora oggi, nonostante là fuori - nel complesso mondo dell’arte contemporanea - ci si dedichi spesso a medium diversi dalla pittura, come installazioni e performance. Il pittore berlinese Lucien Freud ritrae sua madre nel tra il 1976 e il 1984 mentre si riposa a letto. Almeno così recita il titolo. In realtà la donna è depressa a causa della morte del marito, il padre di Freud, Ernst. Esattamente 10 anni dopo, l’inglese David Hockney realizza Mia Madre (1986). Non si tratta di un dipinto però, bensì di 30 foto in cui appaiono dei dettagli del viso di mammà le quali, attraverso la tecnica del collage, contribuiscono a comporne il ritratto. È del 2020 il lavoro Helena and Eden della pittrice sudafricana (nasce a Città del Capo il 3 agosto 1953) Marlene Dumas. Sulla tela appaiono i corpi nudi della figlia dell’artista che tiene in braccio il figlio Eden mentre, sul letto, dormono abbracciati. Lui con la testa sul petto di lei. Dumas rappresenta già Helena qualche mese prima durante la gravidanza. Per l’autrice non è insolito, infatti, trovare in amici e parenti i soggetti perfetti per le sue opere artistiche.

Representing one's mother or a woman with a child in her arms is an artistic practice still in use today, although out there - in the complex world of contemporary art - we often dedicate ourselves to mediums other than painting, such as installations and performances. The Berlin painter Lucien Freud portrays his mother between 1976 and 1984 while resting in bed. At least that's what the title says. In reality, the woman is depressed because of the death of her husband, Freud's father, Ernst. Exactly 10 years later, the british David Hockney makes My Mother (1986). It is not a painting, however, but 30 photos in which details of the mother's face appear which, through the collage technique, contribute to composing the portrait. The Helena and Eden work of the South African painter (born in Cape Town on August 3, 1953) Marlene Dumas is from 2020. The naked bodies of the artist's daughter appear on the canvas, holding her son Eden in their arms while they sleep embracing on the bed. Him with his head on her chest. Dumas already represents Helena a few months earlier during pregnancy. It is not unusual for the author, in fact, to find the perfect subjects for her artistic works in friends and relatives.

Lucian Freud, The Painters's Mother, 1982-1984

Di alcuni artisti è noto il loro rapporto (quasi) morboso con i propri genitori, in particolare la figura femminile della coppia. Riguardo agli altri, invece, non è dato sapere se la scelta di ritrarre una scena madre-figlio sia del tutto priva di accezioni psicologiche, freudiane, per l’appunto. Quello che conta è la rilevanza nel mondo artistico di questi lavori i quali, nel bene e nel male, raccontano in un momento l’atto - attraverso volti e corpi - più intimo e naturale del mondo.

Their (almost) morbid relationship with their parents is known to some artists, in particular the female figure of the couple. As for the others, however, it is not known whether the choice to portray a mother-child scene is completely devoid of psychological, Freudian meanings, precisely. What matters is the relevance in the artistic world of these works which, for better or for worse, tell in a moment the most intimate and natural act - through faces and bodies - of the world.

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