• Ilaria Introzzi

"Per me gli oggetti sono detonazioni emotive", Ilaria Bianchi sul concetto di design


Ilaria Bianchi, portrait Silvia Tenenti


Suscitare un’emozione. Colpire proprio in quel punto dove scatta qualcosa. È tra gli obiettivi più importanti di Ilaria Bianchi (Pisa, 1989), designer e artista ospite di fiere come MiArt e di gallerie importanti tra le quali Luisa delle Piane e Building a Milano. Senza dimenticare la Triennale e il Victoria & Albert Museum. Nel 2016 fonda con altre sue colleghe il collettivo The Ladie’s Room, un “atto di ascolto” nato un anno dopo l’apertura del suo studio. Quello successivo la vede ambasciatrice del design italiano per il Ministero degli Affari Esteri. Ma rimangono le pulsioni, i gesti, le imperfezioni iniziali e il risultato finale a colmare le sue giornate, all’insegna della creazione e del qui e ora.


Arouse an emotion. Hit right at that point where something clicks. It is one of the most important goals of Ilaria Bianchi (Pisa, 1989), designer and artist guest at fairs such as MiArt and important galleries including Luisa delle Piane and Building in Milan. Without forgetting the Triennale and the Victoria & Albert Museum. In 2016 she founded the collective The Ladie's Room with other colleagues, a "listening act" born a year after the opening of her own studio. The next one she sees her as ambassador of italian design for the Ministry of Foreign Affairs. But the drives, the gestures, the initial imperfections and the final result remain to fill her days, under the banner of creation and the here and now.


Ilaria Bianchi, Alcova


Ilaria ti capita spesso di venire contattata dopo che qualcuno ha ricevuto o comprato un tuo pezzo?


- Sì in effetti, spesso ho un rapporto diretto con i miei clienti ed è una cosa che amo molto. Molti mi mandano i loro feedback sui prodotti e sulla loro esperienza nell'acquisto dal mio e-commerce. Alcuni sono diventati amici, o giornalisti che poi hanno pubblicato il mio lavoro, è sempre un bello scambio dal quale imparo e miglioro. -


Ilaria do you often get contacted after someone has received or bought one of your pieces?

- Yes indeed, I often have a direct relationship with my clients and it is something I love very much. Many send me their feedback on products and their experience buying from my e-commerce. Some have become friends, or journalists who then published my work, it's always a nice exchange from which I learn and improve. -

Allestimento Palazzo Monti


Ti ricordi il primo che hai venduto?


- In realtà sai che no? Sono passati tanti anni da quando ho aperto lo studio nel 2015. La cosa che mi piace però è che nella maggior parte dei casi i miei oggetti sono dei regali. Mi piace molto la dinamica dell'economia del dono. Le società matriarcali si basavano proprio su di essa, improntata alla suddivisione paritaria delle risorse. Mi piace che i miei oggetti diventino anche un momento, un gesto. -

Do you remember the first one you sold?

- You know actually I don’t? Many years have passed since I opened the studio in 2015. The thing I like, however, is that in most cases my objects are gifts. I really like the dynamics of the gift economy. Matriarchal societies were based precisely on it, based on the equal sharing of resources. I like that my objects also become a moment, a gesture. -

Ilaria Bianchi, Bagatto


A proposito di prime volte: com'è il tuo rapporto con i prototipi? Sei severa con te stessa oppure, se qualcosa non funziona, ti fai una risata e ricominci da capo?


- Nella fase di prototipazione è essenziale sbagliare, dubitare, cambiare tutto, tornare al punto di partenza per poi innovare il risultato. Il prototipo va sottoposto ad ogni tipo di pressione concettuale e materica. Ridere è sicuramente una componente importante del processo. Quando ero più giovane mi spaventavo se i risultati erano differenti da quello che mi aspettavo, adesso spero che succeda. La magia è sempre al di fuori della propria zona di comfort. -

Speaking of firsts: how is your relationship with prototypes? Are you severe with yourself or, if something doesn't work, you laugh and start over?


- In the prototyping phase it is essential to make mistakes, to doubt, to change everything, to go back to the starting point and then innovate the result. The prototype must be subjected to all kinds of conceptual and material pressure. Laughing is definitely an important component of the process. When I was younger I was scared if the results were different from what I expected, now I hope it will happen. Magic is always outside your comfort zone. -


Come nasce un oggetto fatto da te?


- Il modus operandi è sempre simile, tutto nasce da un'intuizione, una domanda. Qualcosa che mi colpisce particolarmente, lì dove colpisce di più, li è il tuo spirito. Tutto parte spesso da un’intuizione concettuale quindi che poi tramuta in forma e materia, attraverso la lingua degli oggetti. Per me gli oggetti sono detonazioni emotive, il mio lavoro è molto psicologico, ogni nuova produzione è un'indagine all'epicentro di me stessa, alla ricerca di nuove chiavi espressive, gestualità e intuizione. -


How is an object made by you born?


- The modus operandi is always similar, everything comes from an intuition, a question. Something that particularly strikes me, where it strikes the most, there is your spirit. Everything often starts from a conceptual intuition that is then transformed into form and matter, through the language of objects. For me, objects are emotional detonations, my work is very psychological, each new production is an investigation at the epicenter of myself, in search of new expressive keys, gestures and intuition. -

Ilaria Bianchi, Stonish


Sul tuo sito c'è un video in cui spieghi che tutto parte da una domanda: "Può il design sostenibile aiutare a concepire una nuova idea di estetica?". Cos'è per te la sostenibilità e come si può accordare, quindi, al bello?


- In tal caso per quanto riguarda il progetto Castaway furniture l'obiettivo era proprio l'opposto, la bellezza ha valore, ma anche la bruttezza può essere un potente mezzo di espressione. La cruda onestà degli scarti riutilizzati nella loro splendente imperfezione, cercando di suggerire la poesia nell'unicità di un marmo spaccato, un vetro scheggiato, un polistirene frammentato. La si può performare in molti modi, questo era sia un approccio che sfruttava il riciclo-riuso delle risorse sia voleva offrire un punto di vista di accettazione estetica conseguente. Se penso alla sostenibilità adesso penso alla de-materializzazione, è li che sto cercando di portare il mio lavoro. -


There is a video on your website where you explain that everything starts with a question: "Can sustainable design help conceive a new idea of aesthetics?". What does sustainability mean for you and how can it be agreed, so, to beauty?


- In this case, as regards the Castaway furniture project, the goal was just the opposite, beauty has value, but ugliness can also be a powerful means of expression. The raw honesty of the reused scraps in their shining imperfection, trying to suggest poetry in the uniqueness of a split marble, a splintered glass, a fragmented polystyrene. It can be performed in many ways, this was both an approach that exploited the recycling-reuse of resources and wanted to offer a point of view of consequent aesthetic acceptance. If I think about sustainability, now I think about de-materialization, that's where I'm trying to bring my work. -

Ilaria Bianchi, Fenomena | The Ladie's Room


"La forma segue la funzione"?


- La forma segue l'intuizione. -


Does "Shape follows function"?

- Shape follows intuition. -


Hai voglia di raccontarci la storia di una creazione alla quale sei particolarmente affezionata?


- ll primo oggetto che ha creato una detonazione emotiva per me è stato il porta uovo. Le cose sono la carne del mondo, agiscono, significano e parlano. Da bambina il portauovo è stato il primo oggetto adulto, e non direttamente ludico, che ha suscitato il mio interesse emozionale, il primo oggetto che ho iniziato a collezionare è stato proprio lui. Mi incuriosiva che quell’oggetto esistesse con l’unico scopo di contenere un piccolo uovo, pensavo, che fortunato quest’uovo che ha un piedistallo tutto per se. I liquidi si disperdono, i piatti sono “anarchici” nella distribuzione del cibo, il porta uovo aveva un affordance che mi seduceva. Il piccolo oggetto definisce, ma anche crea, uno specifico rituale sulla nostra tavola. È espressione materica di un’azione precisa: mangiare un uovo alla coque. Finalmente nel 2020 avevo disegnato la mia collezione di porta uova, verrà alla luce prima o poi. -


Do you want to tell us the story of a creation you are particularly fond of?


- The first object that created an emotional detonation for me was the egg holder. Things are the flesh of the world, they act, mean and speak. As a child the egg cup was the first adult object, and not directly playful, that aroused my emotional interest, the first object I started collecting was him. I was curious that that object existed with the sole purpose of containing a small egg, I thought, how lucky this egg that has a pedestal all to itself. The liquids are dispersed, the dishes are "anarchic" in the distribution of food, the egg holder had an affordance that seduced me. The small object defines, but also creates, a specific ritual on our table. It is the material expression of a precise action: eating a soft-boiled egg. Finally in 2020 I had designed my egg holder collection, it will come to light sooner or later. -

Ilaria Bianchi, Rovinette, ph: Cristopher Ghioldi


Sei pisana ma da anni vivi a Milano, durate il covid qual è stata la tua base e che approccio creativo hai seguito durante il primo lockdown?


- Ho passato il lockdown a Milano. L'estate a Pisa. Ho fatto una residenza artistica di un mese a Settembre in Puglia a Masseria Cultura e in quel momento, assorbita dai ritmi della terra e assorbita da una natura selvaggia sono finalmente tornata a respirare e progettare dopo mesi di difficoltà. Li ho creato la mia nuova collezione di ceramiche e dipinti, Temperanza. -


You are from Pisa but you have been living in Milan for years, during the covid which was yours base and what creative approach did you follow during the first lockdown?


- I went through the lockdown in Milan. Summer in Pisa. I made an artistic residency of one month in September in Puglia at Masseria Cultura and at that moment, absorbed by the rhythms of the earth and absorbed by a wild nature, I finally returned to breathe and plan after months of difficulty. I created my new collection of ceramics and paintings there, Temperanza. -


Nel 2016 hai fondato The Ladies' Room con Agustina Bottoni, Astrid Luglio e Sara Ricciardi. Un collettivo tutto al femminile. Da quale esigenza e quali progetti create assieme?


- Anzitutto sottolineo che il fatto di essere un collettivo sempre definito solo per la nostra appartenenza al gender femminile come riferimento ci ha abbastanza stufate. Siamo donne e il nostro lavoro collettivo affronta spesso il tema della disparità di genere in un ambiente come quello del design, prevalentemente, come tutti i sistemi legati anche all'arte, molto legato a dinamiche patriarcali. Il nostro obbiettivo è arrivare al punto nel quale il nostro collettivo sia riconosciuto come frutto di quattro professioniste che operano nel settore, a prescindere dal gender nel quale ci riconosciamo. Il nostro collettivo è nato in un momento in cui la nostra carriera di designer era agli inizi. Pensiamo che questa specifica contingenza sia stata fondamentale perché le nostre menti erano ancora più disposte al confronto e alla contaminazione. La nostra metodologia era ancora da definire e questa malleabilità ha giocato un ruolo importante nel nostro incontro di opinioni. Lavorare insieme è un atto di ascolto e la sfida ora è mantenere questo clima di collaborazione nel gruppo e accettare il confronto come occasione di crescita, che è anche la parte più interessante ed emozionante di questo lungo esercizio che è la potenza sinergica della creatività. -

In 2016 you founded The Ladies' Room with Agustina Bottoni, Astrid Luglio and Sara Ricciardi. An all-female collective. From which need and which projects do you create together?


- First of all I underline that the fact of being a collective always defined only for our belonging to the female gender as a reference has bored us enough. We are women and our collective work often deals with the issue of gender inequality in an environment such as that of design, mainly, like all systems also linked to art, very linked to patriarchal dynamics. Our goal is to get to the point where our collective is recognized as the result of four professionals working in the sector, regardless of the gender in which we recognize ourselves. Our collective was born at a time when our career as a designer was in its infancy. We think that this specific contingency was fundamental because our minds were even more open to confrontation and contamination. Our methodology was yet to be defined and this malleability played an important role in our meeting of opinions. Working together is an act of listening and the challenge now is to maintain this climate of collaboration in the group and accept comparison as an opportunity for growth, which is also the most interesting and exciting part of this long exercise which is the synergistic power of creativity. -

ilaria Bianchi, Debatable matter (console detail)


E i tuoi per il futuro?


- Mi sto concentrando su nuove collezioni autoprodotte e collaborazioni con brand e gallerie. Il futuro che ci aspetta è incerto, lasciamo spazio al presente intanto, non è mai stato così importante. -


And yours for the future?

- I'm focusing on new self-produced collections and collaborations with brands and galleries. The future that awaits us is uncertain, let's leave room for the present in the meantime, it has never been so important. -


ilabianchi.com


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