• Ilaria Introzzi

Ilmuseo si racconta dalla sua sede nel verde delle colline liguri. E siamo invitati a partecipare



Particolare dell’ installazione GIOVANNI (2020) , dimensioni variabili, resina di pinus pinaster



Vicino al pittoresco Principato di Seborga (Liguria) sorge Ilmuseo. Un piccolo capanno immerso in un bosco in cui 13 artisti diventano opere e viceversa. È il luogo in cui anche il visitatore può creare. Diventare lui stesso un’opera. Oppure mutarla. Concepito da due ragazze e da una grande voglia di camminare, il progetto della durata di 13 mesi diventa quindi uno spazio fisico e digitale in cui l’arte evolve, cambia, come la natura che la circonda. In una conversazione tanto surreale quanto concreta, Ilmuseo ci spiega la sua genesi e perché la ricerca di verità a tutti i costi nell'arte contemporanea è un percorso da abbandonare, in favore dell’esplorazione di sé e del mondo che ci circonda.


Ilmuseo rises near the picturesque Principality of Seborga (Liguria). A small shed immersed in a wood where 13 artists become artworks and vice versa. It is the place where the visitor can also create. Become a work of art him/herself. Or change it. Conceived by two girls and a great desire to walk, the 13-month project thus becomes a physical and digital space in which art evolves, changes, like the nature that surrounds it. In a conversation as surreal as it is concrete, Ilmuseo explains its genesis and why the search for truth at all costs in contemporary art is a path to be abandoned, in favor of exploring oneself and the world around us.


Ilmuseo. Sai che mi fa strano rivolgermi a un'entità impersonale? Eppure è fatto di e da persone. Quando sei stato concepito?


- Ciao, grazie di rivolgerti a me. Ti racconto come sono stato concepito: due ragazze sono sedute al tavolo della cucina. Sono i primi giorni di settembre, è ancora estate. Sul tavolo qualche piatto, delle fotografie 9x13, un iPhone. Una delle due ragazze prende in mano il telefono e dice: “Che bella questa foto del tuo sfondo, che posto è?”. È un sentiero vicino a Seborga, ci sono andata a fare una passeggiata un giorno mentre aspettavo mia mamma”. “Ok andiamo a fare un bagno al mare e poi andiamo a fare una passeggiati lì?”. Sono nato così: da un sfondo di un iPhone e dalla voglia di camminare. -


Ilmuseo. Do you know that it makes me strange to address an impersonal entity? But yet it is made up of and by people. When were you conceived?

- Hello, thanks for contacting me. I'll tell you how I was conceived: two girls are sitting at the kitchen table. It's early September, it's still summer. On the table some plates, 9x13 photographs, an iPhone. One of the two girls picks up the phone and says: "How beautiful this photo of your wallpaper, what place is it?". It is a path near Seborga, I went there for a walk one day while I was waiting for my mom ”. "Ok let's go for a swim in the sea and then let's go for a walk there?". I was born like this: from an iPhone wallpaper and from the desire to walk. -


Operatrice museale al lavoro




All'interno del tuo spazio fisico, un capanno sulle colline liguri - quella che chiami sede M1 - ogni due mesi viene esposta un'installazione d'arte contemporanea. Con quale criterio accogli gli artisti che scelgono le tue mura per esprimersi?


- Ho lavorato con il nome dell’artista, ma nella loro fisicità non gli ho mai incontrati. Questo processo ha permesso di attingere all'intera pratica artistica dell'artista. L'opera d'arte che viene esposta nasce come sintesi dell'incontro tra il nome e il luogo, ovvero la mia sede M1 e l'ambiente circostante. In questa fase del progetto non serve più conoscere i criteri per i quali sono stati scelti nello specifico i nomi in quanto i criteri sono stati integrati diventando parte strutturale delle singole opere d’arte. Al pubblico è stato comunicato solamente il nome proprio dell'artista, nome che d'altronde è poi attribuito all'opera d'arte. I 13 nomi - Carl, Joseph, Giovanni, Edoarda, Katsuhiko, Sol, Christian, Richard, Herman, Maria, Ewa, Michael, Lucio - sono divenuti i nomi propri delle opere d'arte. Gli artisti che stanno dietro a questi nomi è da molto tempo che lavorano e dialogano con Gaia, la mia mecenate. Io sono una tra le possibili realizzazioni del loro discorso. -


Inside your physical space, a shed in the ligurian hills - what you call the M1 headquarters - a contemporary art installation is exhibited every two months. With what criteria do you welcome the artists who choose your walls to express themselves?


- I worked with the artist's name, but in their physicality I never met them. This process made it possible to draw on the artist's entire artistic practice. The work of art that is exhibited was born as a synthesis of the meeting between the name and the place, that is my M1 headquarters and the surrounding environment. At this stage of the project it is no longer necessary to know the criteria for which the names were specifically chosen as the criteria have been integrated, becoming a structural part of the individual works of art. Only the artist's own name was communicated to the public, a name which is then attributed to the work of art. The 13 names - Carl, Joseph, Giovanni, Edoarda, Katsuhiko, Sol, Christian, Richard, Herman, Maria, Ewa, Michael, Lucio - have become the proper names of the works of art. The artists behind these names have been working and talking with Gaia, my patron, for a long time. I am one of the possible realizations of their speech. -



Operatori museali e frutti di corbezzolo durante la preparazione di JOSEPH (2020)




)Colgo l'occasione di intervistare un museo in persona per porre una domanda che di solito viene fatta ad artisti, critici e curatori: che cos'è l'arte contemporanea?


- L’arte contemporanea è l'arte che ha luogo, accade, si svolge, vive, opera in uno stesso periodo di tempo, o anche, di conseguenza, nel nostro. -


I take this opportunity to interview a museum in person to ask a question that is usually asked of artists, critics and curators: what is contemporary art?


- Contemporary art is art that takes place, happens, develops, lives, works in the same period of time, or also, consequently, in ours. -



Per questo la tua entità è anche digitale e chi ti segue può vedere, passo dopo passo, la costruzione dell'installazione che sarà poi protagonista?


- Esatto, ho un profilo Instagram. Trovo sia un ottimo medium polivalente: verticale, orizzontale e trasversale. Il profilo è il mio archivio digitale a livello di documentazione, di ricerca e di comunicazione. Invito a navigarlo come tale. Nella sezione Igtv vengono caricati gli episodi della serie Ex-tra dedicata alle riflessioni che nascono dopo l'interazione tra me e le singole opere d'arte. Ogni episodio (al momento ne esistono tre e sono di Carl, Joseph e Giovanni) affronta temi diversi: Ep 1. Sand as Sand è un video che mostra il rapporto tra la sabbia e l'uomo. Ep.2 Inter-acting è una registrazione audio che documenta a livello sonoro l'interazione prodotta da 9 elementi, provenienti dal bosco e lo spazio museale. È un invito alla pratica del puro ascoltare. Ep.3 Visibile combina contenuti audiovisivi dalla forte implicazione simbolica e culturale per una riflessione sul corpo femminile. Nella sezione Guida si trovano brevi annotazioni su ciascuna opera d’arte. -


This is why your entity is also digital and can those who follow you see, step by step, the construction of the installation that will then be the protagonist?


- That's right, I have an Instagram profile. I find it an excellent multipurpose medium: vertical, horizontal and transversal. The profile is my digital archive in terms of documentation, research and communication. I invite you to browse it as such. The Igtv section uploads the episodes of the Ex-tra series dedicated to the reflections that arise after the interaction between me and the individual works of art. Each episode (at the moment there are three and they are by Carl, Joseph and Giovanni) deals with different themes: Ep 1. Sand as Sand is a video that shows the relationship between sand and man. Ep.2 Inter-acting is an audio recording that documents the interaction produced by 9 elements, coming from the woods and the museum space, on a sound level. It is an invitation to the practice of pure listening. Ep.3 Visibile combines audiovisual contents with a strong symbolic and cultural implication for a reflection on the female body. In the Guide section you will find brief notes on each work of art. -


1.11.20 alle 17.05 Mulattiera per raggiungere la sede M1 de Ilmuseo da Seborga




Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di parlarti, di capire un po' meglio il senso di tutto il progetto. E ho compreso che la ricerca della verità non è tra i tuoi obiettivi. Lasci libera interpretazione a chi viene a visitarti, ti legge o è abbastanza fortunato da ricevere via posta delle tracce di chi scrive la tua storia. Ma questa assenza di verità, di dire chi fa cosa, di svelare i volti, non rischia di impoverire il senso del lavoro artistico?


- Spero di no! Ma non sono sicuro di sapere quale sia il senso a cui ti riferisci. Io sono un tentativo e in questa mia forma esisterò per 13 mesi. In questo lasso di tempo il progetto subirà un'evoluzione di cui ancora non si conoscono i risultati ma non sarà un viaggio a ritroso verso una presunta verità. L'assenza di verità a cui accenni è possibile interpretarla come uno stimolo, un invito ad inoltrarsi in percorsi narrativi diversi e individuali. Non si tratta di non dire la verità o di nascondere l'identità di qualcuno ma piuttosto di creare un terreno vergine per un visitatore partecipativo (in loco o attraverso il mio lato digitale). La partecipazione può essere attiva, intima, condivisa, passiva e si realizza in due diverse sfere: quella corporea/gestuale - il visitatore è sempre invitato a interagire con l'opera d'arte a livello fisico - e quella mentale/immaginativa che avviene a un livello invisibile d'interazione. Quest’ultima, attuandosi nell'attività interpretativa dei fenomeni, partecipa alla formulazione del senso di ciò che viene esperito. Questo duplice processo si applica anche nei confronti della mia identità: come luogo e come entità astratta. -

A few days ago I had the opportunity to talk to you, to understand a little better the meaning of the whole project. And I realized that the search for the truth is not among your goals. Leave free interpretation to those who come to visit you, read you or are lucky enough to receive traces of whoever writes your story by post. But this absence of truth, to say who is doing what, to reveal faces, doesn't it risk impoverishing the meaning of artistic work?


- I hope not! But I'm not sure what sense you are referring to. I am an attempt and in this form I will exist for 13 months. In this period of time the project will undergo an evolution of which the results are not yet known but it will not be a journey back towards an alleged truth. The absence of truth to which you mention can be interpreted as a stimulus, an invitation to embark on different and individual narrative paths. It's not about not telling the truth or to hide someone's identity but rather to create virgin terrain for a participatory visitor (on site or through my digital side). Participation can be active, intimate, shared, passive and takes place in two different spheres: the bodily/gestural one - the visitor is always invited to interact with the work of art on a physical level - and the mental/imaginative one that occurs at an invisible level of interaction. The latter, taking place in the interpretative activity of phenomena, participates in the formulation of the meaning of what is experienced. This double process also applies to my identity: as a place and as an abstract entity. -




8.01.21 ore 11.30 proseguendo per il passo del bandito verso la cima del monte Carparo




Nel primo Bollettino, nel saggio Proust e i nomi sottolinei una parte in cui Barthes (autore de Il grado zero della scrittura (Einaudi) in cui è contenuto il saggio su Proust) scrive: "tra il suono e il senso, il decifratore (spettatore) intercala un concetto intermedio, per metà materiale e per metà astratto, che funziona come una chiave e per il passaggio, in un certo senso demoltiplicato, dal significante al significato." Emerge qui, mi pare, il senso de Ilmuseo. Sei d'accordo?

- Sì. Difatti ricopio e incollo perché è importante che il lettore lo rilegga."Tra il suono e il senso, il decifratore (spettatore) intercala un concetto intermedio, per metà materiale e per metà astratto, che funziona come una chiave e per il passaggio, in un certo senso demoltiplicato, dal significante al significato.” -

In the first Bollettino, in the essay Proust e i nomi you underline a part in which Barthes (author of Il grado zero della scrittura (Einaudi) which contains the essay on Proust) writes: "between sound and meaning, the decipherer (spectator) interspersed with an intermediate concept, half material and half abstract, which functions as a key and for the passage, in a certain sense reduced, from the signifier to the signified." Here, it seems to me, the meaning of Ilmuseo emerges. Do you agree?


- Yes. In fact I copy and paste because it is important for the reader to reread it: "between sound and meaning, the decipherer (spectator) interspersed with an intermediate concept, half material and half abstract, which functions as a key and for the passage, in a certain sense reduced, from the signifier to the signified." -



JOSEPH (2020) particolare di 1 di 20 rotoli. Carta termica, legno , 7mt




A proposito di Instagram: già dai post e le storie è visibile una profonda connessione con la natura. Scaturisce giocoforza il luogo oppure è usata come strumento, come materiale, alla stregua di pigmenti, legno o marmo?


- Scaturisce giocoforza e dunque, inevitabilmente, ne diventa parte formante ma mi viene d'aggiungere: è naturale che sia cosi! Mi auguro che questo lavoro riesca a far maturare nel visitatore una visione integrata della natura, smitizzandola e sopratutto abolendo ogni sorta di dualismo. La natura è spesso contrapposta ideologicamente a quello che è l'ambiente dell'uomo: la città, da questa contrapposizione si delinea il modo in cui l'individuo si relaziona a essa. Cerchiamo di abolire i confini che definiscono attraverso zone geografiche la circolazione della cultura. Se ponessi la natura e i suoi elementi a disposizione della produzione artistica semplicemente rimarrei all'interno della visione dualistica in cui la natura è vissuta come un elemento esterno/estraneo. Nella mia prospettiva è un elemento da cui non si può prescindere, è il punto di partenza ma ripeto non di una pratica artistica, piuttosto di un modo di porsi nel mondo. Vorrei parlare della natura ma mi accorgo che potrei farlo solamente negando tutte le definizioni che ne sono state date. Penso che il discorso migliore che io possa fare a riguardo sia racchiuso nella seguente frase: “La natura è”. -

Speaking of Instagram: a deep connection with nature is already visible from posts and stories. Does the place inevitably arise or is it used as a tool, as a material, like pigments, wood or marble?


- It inevitably arises and therefore, inevitably, it becomes a forming part of it but I add: it is natural that it is so! I hope that this work will be able to make the visitor mature an integrated vision of nature, demythologizing it and above all abolishing any sort of dualism. Nature is often ideologically opposed to what is the environment of man: the city, from this opposition the way in which the individual relates to it is outlined. We try to abolish the borders that define the circulation of culture through geographical zones. If I placed nature and its elements at the disposal of artistic production, I would simply remain within the dualistic vision in which nature is experienced as an external / foreign element. In my perspective it is an element that cannot be ignored, it is the starting point but I repeat not of an artistic practice, rather of a way of placing oneself in the world. I would like to talk about nature but I realize that I could only do it by denying all the definitions that have been given of it. I think the best speech I can make about it is contained in the following sentence: "Nature is". -


Opera esposta nella sede M1 dal 15.09 al 6.11-20 : CARL(2020) installazione site-specific, sabbia, dimensioni variabili




Non è un caso che nel Bollettino di novembre e dicembre 2020 vi siano saggi e immagini sul bosco. Il bosco come "arte involontaria". Puoi approfondire?


- Il Bollettino è un lavoro editoriale in cui vengono raccolti testi e immagini che a loro modo raccontano la mia storia e la mia missione ma si possono anche leggere per il puro piacere della lettura e del loro contenuto. Io non lo sapevo che un bosco potesse nascere dalla roccia, tu? -


It is no coincidence that in the november and december 2020 Bollettino there are essays and images about the forest. The forest as an "involuntary art". Can you go deeper?


- The Bulletin is an editorial work in which texts and images are collected that in their own way tell my story and my mission but can also be read for the pure pleasure of reading and their content. I didn't know that a forest could be born from the rock, do you? -


Direi di no. Al momento è in corso la mostra di Katsuhiko, ce la racconti?


- L’opera Katsuhiko nasce dalle ceneri del processo di realizzazione dell'opera precedente, Giovanni (2020). Su un telo di lino disteso a terra sono disposti ordinatamente in sequenza una quindicina di pezzetti di legno bruciato. Accanto, in forma di cerchio, sono raccolti i resti di un fuoco. Il visitatore è invitato ad attingere da questo fuoco spento prendendo alcuni pezzi per disporli a proprio piacimento all'interno dello spazio museale. Condivido i racconti di due miei visitatori: Visitatore 1. Salendo ho raccolto della mimosa e della ginestra selvatica. Dopo una mezz'ora o più di cammino sono arrivata al museo. Quando si entra non si vede bene, il museo è piuttosto buio e io di contro avevo gli occhi pieni del giallo intenso, saturo della mimosa. La prima cosa che ho visto quindi è stato il telo bianco per terra. Mi sono accovacciata per vedere cosa c'era sopra: dei piccoli pezzi di legno nero carbonizzato. Avevo letto che i visitatori erano invitati ad interagire con l'opera e così ho fatto: ho preso 5 o 6 pezzi e mi sono messa a camminare nel museo per trovare un punto in cui mettere i miei pezzi. Mi sono accorta che ero indecisa sia nel scegliere il punto dove metterli sia nella durata del tempo in cui l'avrei fatto. Una volta posizionati, la mia esperienza all'interno del museo sarebbe finita. Ho realizzato come un gesto sia sempre già carico della sua propria fine. Così ho dilatato un po' la mia permanenza usando la mia indecisione come scusa. Alla fine ho scelto un posto vicino a una parete, non è stato il luogo in sé a farmi mettere i pezzetti di legno proprio li' ma piuttosto il tempo. Era finito il tempo, insomma il tempo di quella cosa lì. Visitatore 2. C'erano questi pezzi di carbone neri. Erano piccolini e disposti a caso per tutto il museo ma non si vedevano appena entravi. Entrando infatti ho sentito che stavo pestando qualcosa e solo dopo mi sono accorto che camminando frantumavo i pezzetti di legno che probabilmente qualcuno altro aveva messo lì. Dovrebbero avvisarti di fare attenzione altrimenti alla fine non so cosa resterà dell'opera! Comunque è stato divertente una volta che ne ho preso coscienza è stato come giocare a campo minato. Io ho preso 3 pezzi dal cerchio centrale e li ho messi in fila per terra dove cadeva un fascio di luce che penetrava dai fori della parete. Uscendo mi sono fermato sulla porta a guardare nuovamente l'installazione e questa volta vedevo tutti i pezzetti per terra. Tutti quei resti microscopici avevano costruito un nuovo spazio, si delineavano infiniti percorsi possibili. -


I would say no. Katsuhiko's exhibition is currently underway, can you tell us about it?


- The work Katsuhiko is born from the ashes of the process of making the previous work, Giovanni (2020). About fifteen pieces of burnt wood are arranged neatly in sequence on a linen cloth lying on the ground. Next to it, in the form of a circle, the remains of a fire are collected. The visitor is invited to draw from this extinguished fire by taking some pieces to arrange them as they wish within the museum space. I share the stories of two of my visitors: Visitor 1. Going up I collected mimosa and wild broom. After a half hour or more of walking I arrived at the museum. When you enter you can't see well, the museum is rather dark and my eyes were full of intense yellow, saturated with mimosa. So the first thing I saw was the white sheet on the ground. I crouched down to see what was on it: small pieces of charred black wood. I had read that visitors were invited to interact with the work and so I did: I took 5 or 6 pieces and walked around the museum to find a place to put my pieces. I realized that I was undecided both in choosing where to put them and in the length of time in which I would do it. Once positioned, my experience inside the museum would be over. I realized how a gesture is always already charged with its own end. So I stretched my stay a bit by using my indecision as an excuse. In the end I chose a place near a wall, it wasn't the place itself that made me put the pieces of wood right there but rather the time. The time was over, in short, the time of that thing there. Visitor 2. There were these black lumps of coal. They were small and randomly arranged throughout the museum but did not meet as soon as you entered. In fact, upon entering I felt that I was stepping on something and only later did I realize that while walking I was crushing the pieces of wood that probably someone else had put there. They should warn you to be careful otherwise in the end I don't know what will remain of the work! However it was fun once I became aware of it it was like playing minefield. I took 3 pieces from the central circle and placed them in a row on the ground where a beam of light fell through the holes in the wall. On leaving I stopped at the door to look at the installation again and this time I saw all the bits on the ground. All those microscopic remains had built a new space, infinite possible paths were outlined. -


Chi vuole venirti a trovare come può farlo?


- Ti scrivo le coordinate: Passo del Bandito (43.8260880, 7.7102020). Poi la strada che farai dipende da dove ti trovi tu. -


How it is possibile to come and visit you?

- I'll write you the coordinates: Passo del Bandito (43.8260880, 7.7102020). Then the path you take depends on where you are. -