• Ilaria Introzzi

Quando è successo che l'arte (in Italia) è diventata così poco importante?



Pablo Picasso , Ragazza di fronte allo specchio , 1932



Ebbene eccoci qui a vivere un nuovo lockdown a causa del Covid-19. Lombardia Piemonte, Calabria, Valle d'Aosta sono le regioni in zona rossa. A loro è privata la frequentazione della maggior parte dei negozi, dei bar e dei ristoranti, delle estetiste, così come dei cinema, teatri, musei e gallerie d'arte. Chi lo desidera può però andare dal parrucchiere o a comprarsi lo smalto da Sephora. Oppure, infine, entrare in un negozio di abbigliamento sportivo per cambiare le scarpe da running. Così, liberamente. No, non è una barzelletta, un brutto scherzo, un incubo. Si tratta delle misure contenute nell'ultimo DPCM varato dal Presidente del Consiglio Conte, per fronteggiare la seconda ondata del coronavirus. Tra tutti i divieti ve n'è uno inconcepibile: l'impossibilità di visitare i luoghi dell'arte. Ci si consola con le librerie aperte. Ma che senso ha tutto questo? Cosa cambia il visitare l'ultima mostra alla Triennale di Milano (dedicata al grande Enzo Mari) oppure andare in libreria - luogo peraltro molto più piccolo delle sale dello spazio espositivo milanese - in termini di contagio se gli ingressi sono contingentati in entrambi i casi, se la temperatura viene provata a ogni visitatore, nonché lettore. Se. Sempre e solo se. Poche volte questo Paese è riuscito a gestire le crisi con la dovuta cura. E riguarda tutti, sia chi lo governa, sia chi vota i suoi rappresentanti, ovvero i cittadini.


Here we are experiencing a new lockdown due to Covid-19. Lombardy Piedmont, Calabria, Valle d'Aosta are the regions in the red zone. They are deprived of frequenting most of the shops, bars and restaurants, beauticians, as well as cinemas, theaters, museums and art galleries. However, those who wish can go to the hairdresser or buy nail polish from Sephora. Or, finally, go to a sportswear store to change your running shoes. So, freely. No, it's not a joke, a bad joke, a nightmare. These are the measures contained in the latest Prime Ministerial Decree launched by the Prime Minister Conte, to face the second wave of the coronavirus. Among all the prohibitions there is one inconceivable: the impossibility of visiting the places of art. There is consolation with libraries. They are open. But what's the point of all this? What changes visiting the last exhibition at the Milan Triennale (dedicated to the great Enzo Mari) or going to the bookshop - a place that is much smaller than the rooms of the Milanese exhibition space - in terms of contagion if the entrances are limited in both cases, if the temperature is tested to each visitor as well as reader. Self. Always and only if. Few times this country has managed to manage crises with due care. And it concerns everyone, both those who govern it and those who vote for its representatives, that is, the citizens.



Herry Miller, Deux Têtes, water-colour on card



Paul Klee, Ad Parnassum , 1932 Berna, Kunstmuseum



Ma quando è successo che l'arte in Italia, intesa in senso ampio - comprendendo quindi la scultura, cinema, passando per la poesia all'Alta Moda finanche la fotografia e la pittura - è diventata meno importante di un bigodino, di una ricrescita, di una basetta troppo lunga? Soprattutto poi se il lasso di tempo dell'attuale quarantena non è più di tre mesi, almeno per ora, ma di 14 giorni. Se è sopportabile attendere di visitare una galleria d'arte perché non dovrebbe esserlo una tinta o una rasata? Ogni individuo ha il sacrosanto diritto di lavorare. Dal giovane neolaureato che controlla le sale museali al hairdresser con la passione per le acconciature. Entrambi vanno rispettati, senza differenze. Eppure sono precari, inascoltati. O tutti o nessuno quindi? No ovviamente. Ma è necessario agire con logica. Era scritto infatti che una seconda ondata di Covid-19 sarebbe arrivata in autunno. Perché non si è giocato d'anticipo? Perché non si è creato un piano durante l'estate per fronteggiare l'autunno in modo tale da limitare il più possibile i danni a settori, come quello della cultura, già in crisi prima della pandemia? Evidentemente governare un Paese non è facile. Ma se si raccoglie questo impegno bisogna assumersene le responsabilità. La cultura, l'arte, sono importanti quanto il cibo. Se quest'ultimo nutre il corpo, la prima lo fa con la mente. E insieme sono una macchina potentissima contro l'ignoranza e le scelte sconsiderate.


But when it happened that art in Italy, understood in a broad sense - thus including sculpture, cinema, passing through poetry to haute couture even photography and painting - became less important than a curler, a regrowth, of a too long whiskers? Especially then if the time frame of the current quarantine is no more than three months, at least for now, but 14 days. If waiting to visit an art gallery is bearable, why shouldn't a dye or a shaved one be? Everyone has the sacrosanct right to work. From the young graduate who controls the museum rooms to the hairdresser with a passion for hairstyles. Both must be respected, without differences. Yet they are precarious, unheard. Or all or none then? Obviously not. But it is necessary to act with logic. In fact, it was written that a second wave of Covid-19 would arrive in the fall. Why hasn't he played in advance? Why wasn't a plan created during the summer to deal with autumn in such a way as to limit as much as possible the damage to sectors, such as that of culture, already in crisis before the pandemic? Obviously governing a country is not easy. But if you take up this commitment, you have to take responsibility for it. Culture, art, are as important as food. If the latter nourishes the body, the former does so with the mind. And together they are a very powerful machine against ignorance and reckless choices.


June Wayne, Star Shower from Stellar Winds , 1979, litografia



Per ricordare i valori del bello, della poesia scaturiti dalla cultura, ecco un piccolo vademecum di pensieri di grandi creativi e saggi sul valore dell'arte.


To remember the values of beauty, of poetry arising from culture, here is a small vademecum of thoughts of great creatives and essays on the value of art.


Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe.

(Albert Camus)


If the world were clear, art would not exist.

(Albert Camus)


L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.

(Pablo Picasso)


Art shakes the dust accumulated in everyday life from the soul.

(Pablo Picasso)


L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.

(Paul Klee)


Art does not reproduce what is visible, but makes visible what is not always visible.

(Paul Klee)


L’arte ci consente di trovare noi stessi e di perdere noi stessi nello stesso momento.

(Thomas Merton)


Art allows us to find ourselves and to lose ourselves at the same time.

(Thomas Merton)


L’arte è l’unica cosa seria al mondo. E l’artista è l’unica persona che non è mai seria.

(Oscar Wilde)


Art is the only serious thing in the world. And the artist is the only person who is never serious.

(Oscar Wilde)


Per me l’arte viene prima della democrazia.

(Alfred Hitchcock)


For me, art comes before democracy.

(Alfred Hitchcock)


Le arti sono le foreste pluviali della società. Producono l’ossigeno della libertà, e sono il primo sistema d’allarme a scattare quando la libertà è in pericolo.

(June Wayne)


The arts are the rainforests of society. They produce the oxygen of freedom, and are the first alarm system to go off when freedom is in danger.

(June Wayne)


Arte è ciò che il mondo diventerà, non ciò che il mondo è.

(Karl Kraus)


Art is what the world will become, not what the world is.

(Karl Kraus)


L’arte non insegna niente, tranne il senso della vita.

(Henry Miller)


Art teaches nothing, except the meaning of life.

(Henry Miller)


Non vi è alcun metodo più sicuro per evadere dal mondo che seguendo l’arte, e nessun metodo più sicuro di unirsi al mondo che tramite l’arte.

(Goethe)


There is no safer method to escape from the world than by following art, and no safer method to join the world than through art.

(Goethe)

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