• Giuliana Schiavone

"In bocca": la personale di Luca Trevisani da Pinksummer Contemporary Art di Genova



Luca Trevisani pc Giulio Boem




In bocca è il titolo della quarta personale dell’artista Luca Trevisani (Verona, 1979) presso la Pinksummer Contemporary Art di Genova, dal 6 marzo al 6 aprile 2021. Da fenomeno mainstream, il cibo diventa oggetto di un’ampia riflessione artistica che conduce a un ripensamento della nostra relazione con questo aspetto dell’esistenza, delle consuetudini seguite in campo alimentare, e della prospettiva che adottiamo quando si tratta di osservare ciò che resta del nostro dialogo costante con il nutrimento. La dieta (dal greco δίαιτα), letteralmente “stile di vita”, è un processo in divenire che definisce identità che riguardano tanto la sfera soggettiva che quella collettiva, raccontando frammenti di storia materiale. Sono allora i resti di quella materia frangibile e fugace di cui ci nutriamo a divenire opere d’arte, ad essere sottoposte a un processo estetico che resta intimo, innovativo, ma non nostalgico, nel suo rivolgersi a ritmi biologici differenti, alle leggi della natura e al ciclo delle stagioni.


In bocca is the title of the fourth solo show by the artist Luca Trevisani (Verona, 1979) at Pinksummer Contemporary Art in Genoa, from march 6 till april 6, 2021.. From mainstream phenomenon, food becomes the subject of a broad artistic reflection that encourages to have a second thought on our relationship with this aspect of existence, on the eating habits, and on the perspective that we employ when it comes to observe what remains of our constant dialogue with nourishment.

Diet (from the Greek δίαιτα), literally “lifestyle”, is an ongoing process that defines identities that involve both the subjective and the collective dimension, narrating fragments of material history. Thus, the remains of the breakable and fleeting substance that we feed become works of art, answering to an aesthetic process that remains intimate, innovative, but not nostalgic, looking over to different biological rhythms, to the laws of nature and to the cycle of the seasons.


Luca Trevisani pc Giulio Boem



Durante il periodo di lockdown, l’artista ha cominciato a raccogliere gli avanzi di ciò che mangiava, in un processo rituale e quasi alchemico, convertendoli in sette opere d’arte-reliquia. Sono sculture e lavori bidimensionali, reliquie magiche che narrano analogicamente la storia dei materiali, fatta di voce e di saggezza, “per sentire quanto conformista e limitato sia il nostro modo di guardare e pensare il mondo”, come afferma Trevisani.

Il tempo è elemento prezioso che dirige una scrittura minuziosa e precisa, circolare e spirituale, che riporta il cibo alle origini, in un ripensamento radicale, in controtendenza a quanto si manifesta a livello sociale dove la cucina è spesso lo spazio sconfinato dell’ostentazione narcisistica, mediatica e velleitaria. L’operazione artistica di Trevisani si rivolge alla fragilità sacra del cibo, rendendo più visibile la connessione profonda che esiste tra l’io e il paesaggio, tra il singolo e il tutto, oltrepassando il territorio sconfinato delle spinte egoiche.


During the lockdown period, the artist began to collect scraps of food in a ritual and almost alchemical process, transforming them into seven works of art-relics. They are sculptures and two-dimensional works, magical relics that analogically narrate the history of materials, made up of voice and wisdom, “in order to hear how conformist and limited is the way we look at the world and think about it, as Trevisani says.

Time is a precious factor that performs a meticulous and precise, circular and spiritual writing, which brings food back to its origins, in a radical rethinking, unlike what happens in the social dimension where the kitchen is often the boundless space of narcissistic, mediatic and unrealistic ostentation. Trevisani's art operation appeal to the sacred fragility of food, making visible the deep connection existing between the self and the landscape, between the individual and the whole, going beyond the boundless territory of selfish boosts.



La dimensione sacra e rituale del cibo-totem lascia segni che sono traccia del nostro passaggio, un passaggio che però è sottoposto alla volontà e all’azione della natura (del) tempo. Le teche-reliquiari presentano e custodiscono il risultato fossile di questa dialettica continua tra il tempo e ciò che esiste biologicamente.

In bocca è un laboratorio materico innovativo in cui il potere trasformativo della natura consente di riportare la riflessione alle origini, recuperando la nostra relazione essenziale con il cibo per vedere oltre ed esorcizzare la paura, per osservare ciò che è scartato e collocato ai preziosi margini della vita sociale.

The sacred and ritual dimension of the food-totem leaves signs that are traces of our passage, a passage that is however subjected to the will and to the action of nature (of) time. The reliquary-cases show and preserve the fossil result of this continuous dialectic between time and what biologically exists.

In bocca is an innovative material laboratory in which the transformative power of nature allows us to bring reflection back to the origins, recovering our essential relationship with food to see beyond and to exorcise fear, to observe what is discarded and placed in the precious margins of social life.


pinksummer.com