• Ilaria Introzzi

"Gli oggetti mi sfuggono meno rispetto alle persone": Giuseppe Sciortino racconta la sua pittura


Giuseppe Sciortino, Autoritratto nella stanza, olio su tavola


Incontro Giuseppe Sciortino (1988) in un caldo pomeriggio fiorentino. Il pittore palermitano vive e lavora nella città che l’ha accolta per farlo crescere come artista. Il suo studio è lo specchio - forse inconscio - della sua personalità, creativa e schiva al tempo stesso. Una volta attraversata la porta del suo spazio, si oltrepassa il velo di Maya e si respira il suo mondo, dove la banalità del quotidiano è forse un rischio e al contempo un concetto sottovalutato, che merita di essere rappresentato. Ci risentiamo qualche settimana dopo e riflettiamo sulle sue tele e la realtà - spesso troppo veloce - che lo (e ci) circonda.


I meet Giuseppe Sciortino (1988) on a hot florentine afternoon. The painter from Palermo lives and works in the city that welcomed her to make him grow as an artist. His study is the mirror - perhaps unconscious - of his personality, creative and shy at the same time. Once through the door of his space, he goes beyond the veil of Maya and you can breathe his world, where the banality of everyday life is perhaps a risk and at the same time an underestimated concept, which he deserves to be represented. We phoned each other a few weeks later and reflect on his canvases and the reality - often too fast - that surrounds him (and us).


Giuseppe, dove ti trovi ora e cosa vedi di fronte a te?


- Ormai sono quindici anni che vivo a Firenze e credo che ci rimarrò. Ma sinceramente non me la sento di escludere la possibilità di eventuali spostamenti dato che, ripensando alla mia vita, non ho mai previsto nulla di ciò che sono adesso e del luogo in cui mi trovo. Per esperienza sono abbastanza certo di non essere in grado di prevedere il mio futuro o quantomeno averne una pur qualche minima idea: io cambio e le cose attorno a me cambiano (tra l'altro a quanto pare sempre più velocemente), di conseguenza sarebbe molto strano fare programmi di lunga portata. Vivo tendenzialmente di inerzia, reagisco a ciò che mi capita quotidianamente, cercando di risolvere i problemi che che mi si presentano di volta in volta. -

Giuseppe, where are you now and what do you see in front of you?

- I've been living in Florence for fifteen years now and I think I'll stay there. But honestly I don't feel like ruling out the possibility of moving around since, looking back on my life, I have never foreseen anything about what I am now and the place where I am. From experience I am quite certain that I am not able to predict my future or at least have even some minimal idea: I change and things around me change (among other things, apparently more and more quickly), consequently it would be very strange to do long-range programs. I tend to live on inertia, I react to what happens to me every day, trying to solve the problems that arise from time to time. -

Perché la scelta di rimanere, allora?

- Non è propriamente una scelta. Ho iniziato a lavorare qui e a creare contatti e amicizie. Diciamo che non è poi così tanto male stare a Firenze, ci sono tante cose belle e dal punto di vista geografico è abbastanza centrale da poter raggiungere facilmente altre città dove magari accadono cose interessanti nel mondo dell'arte e non solo. È difficile vivere qui dal punto di vista economico, ma dal punto di vista per così dire “civico” non può esserci paragone rispetto a Palermo. A Firenze per certi aspetti è più semplice vivere, c'è più organizzazione e più ordine. A Palermo è necessario improvvisare molto (che è un po' il suo bello) e abituarsi a un certo modo di pensare che troppo spesso è incompatibile con le mie esigenze di tranquillità e serenità. -

Why the choice to stay then?


- It's not really a choice. I started working here and making contacts and friendships. Let's say that it is not so bad to stay in Florence, there are many beautiful things and from a geographical point of view it is central enough to be able to easily reach other cities where maybe interesting things happen in the world of art and beyond. It is difficult to live here from an economic point of view, but from a so-called "civic" point of view there can be no comparison with Palermo. In Florence in some respects it is easier to live, there is more organization and more order. In Palermo it is necessary to improvise a lot (which is a bit of its beauty) and to get used to a certain way of thinking that too often is incompatible with my needs for tranquility and serenity. -

Giuseppe Sciortino, Interno con scarpe fuori, olio su cartone

Cos'hai imparato dallo scultore Adriano Bimbi, il quale ti ha affiancato nel tuo percorso?

- Dal punto di vista tecnico assolutamente nulla. Siamo due persone totalmente diverse e l'unica cosa che ci tiene legati è il rispetto e la stima reciproca. Io di fatto ho una formazione da autodidatta e ho imparato davvero a dipingere principalmente confrontandomi con persone più brave di me e verso le quali provavo un minimo di interesse artistico, dato che mi ha sempre appassionato pochissimo il lavoro degli altri anche se ho sempre dimostrato un certo interesse nel capire le motivazioni che spingono altri artisti a fare quello che fanno. Bimbi non credo di averlo mai capito davvero, ma ho sempre stimato la sua persona, il suo carisma, la sua dedizione verso gli studenti e apprezzo molto la sua produzione artistica. È stato un ottimo didatta per certi aspetti e mi ha dato due o tre dritte su come affrontare la vita in generale che mi sono state molto utili. Mi ha sempre sostenuto nel mio lavoro e dato ottimi consigli su come pensare la pittura in relazione alla vita e alla realtà che mi circonda, influenzandomi molto dal punto di vista filosofico in senso esistenzialista. -


What did you learn from the sculptor Adriano Bimbi, who supported you on your path?

- From a technical point of view absolutely nothing. We are two totally different people and the only thing that binds us is mutual respect and esteem. In fact, I have a self-taught training and I have really learned to paint mainly by comparing myself with people who are better than me and towards whom I felt a minimum of artistic interest, since I have always been very passionate about the work of others even if I have always shown a some interest in understanding the motivations that push other artists to do what they do. Bimbi I don't think I've ever really understood him, but I have always esteemed his person, his charisma, his dedication to students and I really appreciate his artistic production. He was a great teacher in some respects and gave me two or three tips on how to deal with life in general that have been very helpful. He has always supported me in my work and gave excellent advice on how to think about painting in relation to life and the reality that surrounds me, influencing me a lot from the philosophical point of view in an existentialist sense. - Quindi non pensi che esistano elementi scultorei nella tua pittura?


- No, o almeno non credo. Anche perché la scultura mi ha sempre interessato relativamente poco. -


So you don't think there are sculptural elements in your painting?


- No, or at least I don't think so. Also because sculpture has always interested me relatively little. -


Domenico Gnoli: mi hai detto che senti qualche affinità alla sua pittura. Qual è la parte dei suoi lavori a cui sei più sensibile?


- Sicuramente mi sento vicino a Gnoli per l'approccio analitico verso porzioni di realtà apparentemente insignificanti e per la tendenza ad astrarre i soggetti semplificandone la forma e le textures. Anche se, nel caso di Gnoli, forse il soggetto è un po' troppo rilevante, almeno per il modo con cui viene trattato, esaltandone la centralità e trasformandolo quasi in forma stilizzata un po' pop. -


Domenico Gnoli: you told me you feel some affinity with his way of painting. What part of his work are you most sensitive to?


- I certainly feel close to Gnoli for the analytical approach towards apparently insignificant portions of reality and for the tendency to abstract subjects by simplifying their shape and textures. Although, in the case of Gnoli, perhaps the subject is a little too relevant, at least for the way it is treated, enhancing its centrality and transforming it almost into a stylized form a little pop. -

Giuseppe Sciortino, Letto giallo e blu, olio su cartone

Quando sono venuta a trovarti nel tuo studio/casa, mi hai detto che dipingi ciò che apparentemente è banale: puoi approfondire?


- Semplicemente dipingo ciò che mi capita sotto gli occhi nel mio costante stato di distrazione. Gli oggetti che dipingo raramente hanno un qualche significato profondo legato a mie esperienze emotivamente rilevanti. Sono semplicemente oggetti o porzioni di essi, ambienti dove accade qualcosa anche se non accade nulla veramente (di fatto accade sempre qualcosa anche in condizioni di apparente staticità assoluta). Le cose e gli oggetti posso dire che mi sfuggono meno rispetto alle persone, con le quali si creerebbe necessariamente un qualche tipo di rapporto, e dalle quali proverrebbe una qualche azione nei miei confronti: gli oggetti invece stanno lì, e ci sono solo io. Non solo i miei oggetti sono banali, ma il mio stesso approccio verso di essi. Ovviamente quando concepisco le mie immagini sento che c'è qualcosa che le trascende, un'atmosfera metafisica che mi coinvolge moltissimo e che mi costringe in un certo senso a materializzare questa percezione momentanea di bellezza permanente. Ma tutto questo non ha la minima rilevanza oggettiva, in quanto si tratta di mie sensazioni soggettive e non facilmente comunicabili come tutto ciò che pretende di definire la “sostanza” delle cose. Dipingere è un modo particolare per tenermi tutte queste cose per me, nel tentativo comunque sempre vano di comunicarle agli altri, pur sapendo che nessuno ci capirà mai nulla veramente (con il rischio altissimo di sembrare banale, ma non importa). -


When I came to visit you in your studio/house, you told me that you paint what is apparently trivial: can you say more?


- I simply paint what happens before my eyes in my constant state of distraction. The objects I paint rarely have any deep meaning related to my emotionally relevant experiences. They are simply objects or portions of them, environments where something happens even if nothing really happens (in fact, something always happens even in conditions of apparent absolute stillness). I can say that things and objects escape me less than people, with whom some kind of relationship would necessarily be created, and from whom some action would come towards me: the objects, on the other hand, are there, and there is only me. Not only are my objects mundane, but my own approach to them. Obviously when I conceive my images I feel that there is something that transcends them, a metaphysical atmosphere that involves me very much and that forces me in a certain sense to materialize this momentary perception of permanent beauty. But all this does not have the slightest objective relevance, as it deals with my subjective feelings and not easily communicable like everything that claims to define the "substance" of things. Painting is a particular way to keep all these things to myself, in any case always in vain attempt to communicate them to others, even knowing that no one will ever really understand anything (with the very high risk of seem trivial, but it doesn't matter). -

A proposito di banalità, una domanda che può sembrare tale: sei un artista metodico o lasci fare all'istinto?

- Tendenzialmente lascio fare all'istinto, soprattutto nella prima fase di concepimento dell'immagine, anche se posso sembrare molto metodico per il modo in cui dipingo. C'è sempre un tentativo di fare le cose metodicamente, ma fallisce quasi sempre, perché mi ritrovo spesso a dover dipingere cose che non so dipingere. Sicuramente ho acquisito un qualche metodo di base, dato che ormai le mie immagini sono abbastanza riconoscibili, ma questo metodo acquisito inconsapevolmente ha sempre molte lacune e momenti di incertezza che rendono stentati e indecisi molti miei risultati. -


Speaking of banality, a question that may seem such: are you a methodical artist or do you let your instincts do it?


- I tend to leave it to instinct, especially in the first phase of conception of the image, even if I can seem very methodical due to the way I paint. There is always an attempt to do things methodically, but it almost always fails, because I often find myself having to paint things that I can't paint. Surely I have acquired some basic method, since by now my images are quite recognizable, but this method acquired unconsciously always has many gaps and moments of uncertainty that make many of my results stunted and undecided. -

Giuseppe Sciortino, Porta finestra, olio su cartone

Grandi formati e miniature: anche in questo caso "giochi" con il significato dell'osservare, costringendo lo spettatore a fare un esercizio nel momento in cui guarda un tuo lavoro, esatto?


- Sì. La scelta delle miniature è dovuta al fatto che per me è importante che l'osservatore si metta nelle mie stesse condizioni nel momento in cui dipingo, guadando il quadro necessariamente da vicino. La miniatura permette in un certo senso di osservare l'opera alla giusta distanza e da vicino allo stesso momento. Poi ho scelto anche il piccolo formato per auto-limitarmi nei mezzi, utilizzando solo due pennelli per fare tutto. L'effetto finale comunque dona al quadro una certa preziosità oggettuale e un senso di intimità e esclusività che secondo me i quadri di grandi dimensioni non hanno. -


Large formats and miniatures: also in this case you "play" with the meaning of observing, forcing the viewer to do an exercise when looking at your work, right?


- Yes. The choice of miniatures is due to the fact that it is important for me that the observer puts himself in the same conditions as me when I paint, looking at the picture necessarily closely. The miniature allows in a certain sense to observe the work at the right distance and closely at the same moment. Then I also chose the small format to self-limit myself, using only two brushes to do everything. The final effect, however, gives the painting a certain object value and a sense of intimacy and exclusivity that, in my opinion, large paintings do not have. - Il tuo spazio di lavoro è nutrito non solo dagli strumenti del mestiere, come pennelli e tele, ma anche da libri (tanti), strumenti musicali: in quale misura il tuo quotidiano influenza i soggetti dei quadri?


- Sicuramente il mio spazio è a mia immagine e somiglianza, ma non so quanto io possa essere davvero consapevole di quanto e come il mio quotidiano influenzi la mia pittura. Io ritengo che la pittura, la musica e la lettura siano attività molto separate tra loro, e nel mio caso specifico svolgo queste attività senza pensare al fatto che possano influenzarsi vicendevolmente. -


Your workspace is nourished not only by the tools of the trade, such as brushes and canvases, but also by books (many), musical instruments: to what extent does your daily life influence the subjects of the paintings?


- Surely my space is in my image and likeness, but I don't know how much I can really be aware of how much and how my daily life influences my painting. I believe that painting, music and reading are very separate activities, and in my specific case I carry out these activities without thinking about the fact that they can influence each other. - Qual è il tuo rapporto con il mercato dell'arte contemporanea?


- Nullo. -


What is your relationship with the contemporary art market?


- Void. -

Giuseppe Sciortino, Interno con quadro finto, olio su cartone

Mostre in programma?


- Ad Agosto a Perugia. In autunno e inverno in Cina, a Venezia e spero anche a Firenze. -

Next exhibitions?


- In August in Perugia. In autumn and winter in China, in Venice and I hope also in Florence. -


Secondo Cocteau "I privilegi della bellezza sono immensi. Essa agisce anche su coloro che non la constatano.": Tu dove trovi la bellezza?


- Secondo il ragionamento di Cocteau la bellezza è un po' come l'ossigeno: gli uomini l'hanno sempre respirato pur ignorandone l'esistenza. Ma è solo dopo averlo scoperto e definito con una parola che gli abbiamo dato tutta questa importanza vitale. Infatti credo che si sbagli: bellezza è un concetto ricco di contenuti che noi diamo soggettivamente, e la parola esiste in quanto tale come già pregna di questi contenuti. È solo una parola, non è qualcosa di materiale che è nell'aria e interagisce con noi a nostra insaputa. Il ragionamento di Cocteau potrebbe avere senso nel caso delle sensazioni che proviamo e alle quali tentiamo di dare un senso e un nome. Probabilmente riteniamo che qualcosa sia bello incanalando su una situazione inconsciamente familiare una moltitudine di significati immediati (concettuali o estetici) che abbiamo vissuto durante la nostra esistenza e che ha colpito accidentalmente la nostra attenzione coinvolgendoci emotivamente, lasciando un segno indelebile nella memoria e nella coscienza. Poi esiste anche un senso della bellezza indotto culturalmente che ovviamente si fonde alle nostre esperienze soggettive e intime. Posso dire che la bellezza la trovo nelle sensazioni che vivo in determinate situazioni che inspiegabilmente mi costringono ad agire e a definirne i significati, e i mezzi della pittura mi aiutano a svelarne anche le contraddizioni intrinseche. -


According to Cocteau "The privileges of beauty are immense. It acts even on those who do not see it.": Where do you find beauty?


- According to Cocteau's reasoning, beauty is a bit like oxygen: men have always breathed it while ignoring its existence. But it is only after having discovered and defined it with a word that we have given it all this vital importance. In fact, I think he is wrong: beauty is a concept rich in contents that we subjectively give, and the word exists as such as it is already full of these contents. It is just a word, it is not something material that is in the air and interacts with us without our knowledge. Cocteau's reasoning might make sense in the case of the sensations we experience and to which we try to give meaning and a name. We probably think that something is beautiful by channeling on an unconsciously familiar situation a multitude of immediate meanings (conceptual or aesthetic) that we have experienced during our existence and that accidentally hit our attention by involving us emotionally, leaving an indelible mark in memory and consciousness. Then there is also a culturally induced sense of beauty that obviously blends with our subjective and intimate experiences. I can say that I find beauty in the sensations I experience in certain situations that inexplicably force me to act and define their meanings, and the means of painting help me to reveal their intrinsic contradictions as well. -


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Giuseppe Sciortino