• Ilaria Introzzi

"Non pensavo al concetto di usare qualcosa, quanto di scoprirla, conoscerla": l'arte per De Nando


Matteo De Nando fotografato da Antonio Silvestri


Studio visit. Due parole importanti, le quali per due anni circa sono state raramente pronunciate, per via del covid. Ma le cose fortunatamente sono migliorate e le relazioni umane, in questo caso tra artisti e giornalisti, collezionisti e curatori, sono riprese. Matteo De Nando (1995) apre le porte del suo spazio di lavoro a Milano, mostrando le opere attraverso le quali, quando comincia a raccontarle, traspare un grande coinvolgimento e, al tempo stesso, sapere tecnico, di base pittorico e fotografico. Eclettico, nel 2020 fonda Crates, un progetto che mira a creare soluzioni logistiche nei settori dell'arte, del design e della moda. Tutti strumenti che gli servono per esprimere una critica e una riflessione circa l’industria artistica e la società dei consumi (e dell’immagini), in cui questo mondo è necessariamente coinvolto.


Studio visit. Two important words, which for about two years were rarely spoken, due to the covid. But fortunately things have improved and human relations, in this case between artists and journalists, collectors and curators, have resumed. Matteo De Nando (1995) opens the doors of his workspace in Milan, showing the works through which, when he begins to tell them, there is a great involvement and, at the same time, technical knowledge, both pictorial and photographic. Eclectic, in 2020 he founded Crates, a project that aims to create logistical solutions in the fields of art, design and fashion. All tools he needs to express a criticism and reflection about the art industry and the consumer (and images) society, in which this world is necessarily involved.


Matteo, perché hai scelto l'arte per esprimerti?

- Penso che l'arte sia un intento oltre che un'espressione, è un modo per filtrare le cose e vederci più chiaro. Fare arte ti permette di fare ricerca spaziando liberamente in più ambiti a seconda delle necessità e curiosità. -


Matteo, why did you choose art to express yourself?


- I think that art is an intent as well as an expression, it is a way to filter things and see more clearly. Making art allows you to do research freely ranging in different areas according to needs and curiosities. - Quando eri bambino cosa usavi?


- Di tutto e di più, probabilmente non pensavo nemmeno al concetto di usare qualcosa, quanto di scoprirla, conoscerla. -


What did you use when you were a child?


- Everything and more, I probably didn't even think about the concept of using something, but about discovering it, getting to know it. -

Lo studio. Una tela con un lavoro della serie Pluriball in creazione, accanto una di Mood Swings

Come medium, ora, utilizzi la pittura e la fotografia, principalmente. Con quale criterio li scegli quando ti approcci a realizzare un'opera?


- Il mio approccio alla fotografia è piuttosto semplice, allo stato attuale una volta che rimango colpito da un'immagine la fotografo lasciando fare più lavoro possibile alla macchina. Nella pittura è tutto un po' più denso e lento, a volte penso tanto e l'esecuzione dura poco, a volte il contrario. -

As a medium, now, you use painting and photography mainly. With what criteria do you choose them when you approach the creation of a work?


- My approach to photography is quite simple, at present once I am impressed by an image I let the camera do as much work as possible. In painting everything is a bit denser and slower, sometimes I think a lot and the execution doesn't last long, sometimes the opposite. -In general, your reflection moves on the consumer society. In particular, reflect on the art system, its pros and cons. - In generale, la tua riflessione muove sulla società dei consumi. In particolare, rifletti sul sistema dell'arte, i suoi pro e contro. Quale relazione vedi tra le due aree, dove l'ultima, necessariamente, sta dentro l'altra?

- Di per sé la società dei consumi ha un linguaggio tutto suo con delle espressioni in continuo aggiornamento, personalmente ritengo sia utile comprenderlo per entrare in relazione con un pubblico più ampio. Detto ciò, il problema dell'arte-prodotto è per certi versi opposto a quello dell'arte-espressione: infatti essa non rifletterà mai più dell'ego insoddisfatto del consumatore in quanto è fatta per la singola parte e non per l'intero, fraziona e non aggiunge nulla. -


In general, your reflection moves on the consumer society. In particular, reflect on the art system, its pros and cons. What relationship do you see between the two areas, where the last one necessarily lies within the other?

- In itself, the consumer society has its own language with constantly updated expressions, personally I think it is useful to understand it in order to relate to a wider audience. Having said that, the problem of art-product is in some ways opposite to that of art-expression: in fact, it will never reflect the dissatisfied ego of the consumer as it is made for the single part and not for the whole, it splits and adds nothing. - Quando sono venuta in studio a trovarti mi hai parlato di una critica verso un mondo che definisci “bulimico”, veloce. Ti va di approfondire?


- Dato che il valore si configura come il risultato di una qualche valorizzazione, quest'ultima tende a virare l'azione artistica verso un sistema di relazioni molto complesso, fatto di continue partecipazioni in luogo di eventi rinomati, pubblicazioni (o ricondivisioni) da parte di testate o piattaforme digitali, partnership che garantiscono visibilità e clientela. Sommando a tutto questo l'istantaneità offerta da internet, possiamo presto notare il carattere nevrotico di un mondo ossessionato dalla presenza, il quale intrattiene un rapporto perverso con l'estrema produzione del nuovo, che col tempo rischia di diventare assuefazione. L'osservatore è motivato dall'immediatezza, dalla connessione, dal desiderio di essere presente, tutte qualità incalzate da produzioni anestetizzanti in cui il pubblico stesso è sempre più interpellato in qualità di consumatore. -


When I came to the studio to see you you told me about a criticism of a world that you define as "bulimic", fast. Would you like to learn more?

- Given that the value is configured as the result of some enhancement, the latter tends to turn the artistic action towards a very complex system of relationships, made up of continuous participation in place of renowned events, publications (or re-sharing) by of newspapers or digital platforms, partnerships that guarantee visibility and customers. Adding to all this the instantaneity offered by the internet, we can soon notice the neurotic character of a world obsessed with presence, which maintains a perverse relationship with the extreme production of the new, which over time risks becoming addictive. The observer is motivated by immediacy, by connection, by the desire to be present, all qualities pressured by anesthetizing productions in which the public itself is increasingly challenged as a consumer. -

Matteo De Nando: Shopper (Italian Blue Sky), 56x42, 2018

Ed è da queste riflessioni che nascono lavori e serie come Shopper, Pluriball e Moodswings. Di quest'ultimo l’altro giorno ti ho detto che potrebbe essere una crasi tra i due precedenti, come lo spiegheresti?


- Sia Shopper che Pluriball sono legati a un oggetto specifico che in qualche modo prendo in prestito dal quotidiano per offrire uno spunto di riflessione che vada al di là della mimesi stessa con il referente. Nel caso di Shopper si ha una sublimazione del sacchetto di plastica incollato alla tela mediante l'applicazione minimale di pittura ad olio, la quale ne riprende la struttura imitandone inoltre il colore.

In Pluriball diviene importante il tempo di produzione, così come la manualità: concetti i quali, impiegati nell'atto di riproduzione di una tela imballata, determinano la dimensione estetica dell'opera. E’ un esercizio palliativo in cui il tempo di produzione diventa il significato stesso dell’opera, restituendo un'immagine-riflesso del processo di mercificazione. Mood Swings, invece, suggerisce un'instabilità emotiva in cui sono protagonisti i movimenti sinusoidali delle pennellate abbinati all'alternanza del rosa quinacridone con un blu così intenso da risultare nero, colori che generano un forte contrasto tra loro. È forse la processualità dell'esecuzione a far da filo conduttore in tutti e tre i lavori, oltre ad un carsico senso di acquiescenza espresso dall'estrema ripetitività del gesto e l'accettazione degli "errori" e dei "limiti" della materia. Ed è proprio da questa "accettazione delle condizioni" che nascono tutti e tre questi gruppi di lavori, nel momento in cui prendo coscienza del mondo che mi sta intorno e semplicemente lo osservo, riproducendolo il più fedelmente possibile. -

And it is from these reflections that works and series such as Shopper, Pluriball and Moodswings are born. About the latter the other day I told you that it could be a crasis between the previous two, how would you explain it?


- Both Shopper and Pluriball are linked to a specific object that in some way I borrow from everyday life to offer food for thought that goes beyond mimesis itself with the referent. In the case of Shopper there is a sublimation of the plastic bag glued to the canvas through the minimal application of oil paint, which takes up its structure and also imitates its color. In Pluriball production time becomes important, as well as manual skills: concepts which, used in the act of reproducing a packed canvas, determine the aesthetic dimension of the work. It is a palliative exercise in which the production time becomes the very meaning of the work, returning an image-reflection of the commodification process. Mood Swings, on the other hand, suggests an emotional instability in which the sinusoidal movements of the brushstrokes are the protagonists combined with the alternation of quinacridone pink with a blue so intense as to be black, colors that generate a strong contrast between them. It is perhaps the processuality of the execution that is the guiding thread in all three works, as well as a karstic sense of acquiescence expressed by the extreme repetitiveness of the gesture and the acceptance of "errors" and "limits" of the material. And it is precisely from this "acceptance of the conditions" that all three groups of works are born, when I become aware of the world around me and simply observe it, reproducing it as faithfully as possible. -

Matteo De Nando, Autoritratto, 56x42, 2018

Al tempo stesso, però, l'approccio ha un che di curativo. Parli dell'involucro nella veste di pharmakon, cura, appunto. Ma la parola greca significa anche veleno. L'arte come meditazione anche per se stessi e/o sul mondo?

- Arte come cura e veleno, pharmakon in relazione all'odierna produzione di massa, dove la ripetitività dell'esecuzione assume valenza meditativa, di riposo, di anti-stress (immagine che tra l'altro rimanda curiosamente all'uso improprio ma popolare del pluriball stesso). L'arte può essere pratica meditativa in quanto poiesis: pensare, fare, progettare poeticamente senza distinzione richiede di essere in qualche modo sintonizzati in maniera profonda con se stessi e con il mondo. -


At the same time, however, the approach has a curative quality. You speak of the wrapping in the guise of pharmakon, cure, in fact. But the greek word also means poison. Art as a meditation also for oneself and/or on the world?


- Art as cure and poison, pharmakon in relation to today's mass production, where the repetitiveness of the execution takes on a meditative, rest, anti-stress value (an image that, among other things, curiously refers to the improper but popular use of bubble wrap itself). Art can be a meditative practice as poiesis: thinking, doing, planning poetically without distinction requires to be somehow deeply in tune with oneself and with the world. -

La serie Autoritratti e Decameretta, così come Atlas e Cloudy Days sono le più intime, alcune nate durante il lockdown. L'aspetto interessante è che l'una differisce dall'altra, soprattutto a livello formale. Racconti la loro genesi?


- Il primo Autoritratto è del 2018 ed è sostanzialmente una pittura che riproduce un effetto sottovuoto sulla tela tra le cui grinze si intravede un volto abbozzato, imballato. Le serie Decameretta e Cloudy Days nascono nel 2020, un momento storico assai diverso che mi ha portato a riflettere su temi differenti, come intimità, internet e natura. Atlas, invece, si sviluppa lungo tutto il 2021 proseguendo tutt'ora, ed è una raccolta di immagini che fanno parte del mio quotidiano più stretto. Alla base della selezione non c'è una vera e propria logica se non quella di esser state stampate e archiviate in una serie di cartellette di massimo venticinque immagini ciascuna: una semplice raccolta di immagini che decido di rendere fisiche, come a dar loro un peso. -


The Autoritratti and Decameretta series, as well as Atlas and Cloudy Days are the most intimate, some born during the lockdown. The interesting aspect is that one differs from the other, especially on a formal level. Can you tell their genesis?


The first Autoritratto is from 2018 and is basically a painting that reproduces a vacuum effect on the canvas between the wrinkles of which a sketched, packed face can be glimpsed. The Decameretta and Cloudy Days series were born in 2020, a very different historical moment that led me to reflect on different themes, such as intimacy, internet and nature. Atlas, on the other hand, develops throughout 2021 and continues to this day, and is a collection of images that are part of my closest daily life. At the base of the selection there is no real logic other than that of having been printed and archived in a series of folders of maximum twenty-five images each: a simple collection of images that I decide to make physical, as if to give them weight . - Atlas, tra l'altro, è un "accumulo" di immagini. Torna ancora la questione della società dei consumi, che idealmente potremmo trasporre su Instagram, no? Sono sempre più invadenti le immagini o non sono mai abbastanza?


- L’odierno sistema dell'intrattenimento tende a creare una serie di singoli eventi frammentati nel tempo, delle nude esperienze, portando ad un'interpassività nervosa; mentre le forme di connettività necessitano di tempo, o meglio emergono proprio nel tempo come qualità. Instagram, come altre piattaforme social, non hanno tanto risolto dei problemi già esistenti nella nostra società, quanto più hanno creato un nuovo paradigma con i suoi nuovi problemi e soluzioni e piaceri. -


Atlas, by the way, is an "accumulation" of images. The question of the consumer society returns again, which ideally we could transpose on Instagram, right? Are the images more and more intrusive or are they never enough?


- Today's entertainment system tends to create a series of individual events fragmented over time, of bare experiences, leading to a nervous interpassivity; while the forms of connectivity take time, or rather they emerge over time as a quality. Instagram, like other social platforms, have not so much solved existing problems in our society, as much as they have created a new paradigm with its new problems and solutions and pleasures. -

Matteo De Nando, Atlas n.5, 32x23, 2021

Tutto ciò lo porti avanti quotidianamente, a seconda dell'input che provi, del sentire verso un'opera o l'altra, oppure c'è un elemento tecnico preciso che ti porta a scegliere su quale concentrarti?


- Sicuramente l'aspetto quotidiano è importante in quanto permette di pensare in maniera fluida e agire di conseguenza, quasi farsi trasportare, soprattutto in questo momento storico di grande incertezza. -


All this do you carry out daily, depending on the input you feel, the feeling towards one work or the other, or is there a precise technical element that leads you to choose which one to focus on?


- Surely the daily aspect is important as it allows you to think in a fluid way and act accordingly, almost to get carried away, especially in this historical moment of great uncertainty. - Tendi a ridipingere su lavori già svolti, come in Sacchetto di Plastica: i tuoi collezionisti devono avere paura?


- Paura di comprare due opere in una? O forse di scoprire un qualche capolavoro giovanile sepolto sotto qualche Pluriball? (Ride, ndr). Non essendo una mia cifra stilistica non direi che si tratti di un'inclinazione, quanto più di un semplice riutilizzo del materiale. -


You tend to repaint on works already done, as in Plastic Bag: do your collectors have to be afraid?


- Afraid of buying two works in one? Or perhaps to discover some youthful masterpiece buried under some bubble wrap? (Laughs, ed). Not being my stylistic code, I would not say that it is an inclination, but more than a simple reuse of the material. -


Se dovessi scegliere un libro o un film, piuttosto che un altro artista, che pone la medesima attenzione e approcci affini ai tuoi, quale o chi sarebbe?


- Non saprei, rimanendo nel campo dell'arte visiva mi piace molto Stefano Arienti per l'eclettismo della sua pratica. -

If you had to choose a book or a film, rather than another artist, who pays the same attention and similar approaches to yours, which or who would he be?

-I don't know, staying in the field of visual art I really like Stefano Arienti for the eclecticism of his practice. - Progetti futuri?


- I più vicini sono Genova e a Milano, all’inizio e alla fine di marzo. -


Future projects?


- The closest are in Genova and Milano, at the beginning end the end of march. -


cratesdesign.it