• Ilaria Introzzi

L'eros è delicato e memoria nelle opere di un artista apolide, tra Milano, la Puglia e Lucian Freud


Leo Ragno, Remember of a love, 2021, galleria Angela Ghezzi


Ancora una volta è Instagram a suggerire ritratti interessanti da scoprire. Come i soggetti che realizza Leo Ragno, nato a Milano nel 1984, di origini Pugliesi, regione nella quale torna per crescere un’infanzia con un’unica ossessione: l’arte. Inizia con il disegno, pratica che non mollerà mai, per poi approdare alla pittura, studiandola all’accademia di Foggia. Negli anni viene accolto da un’altra istituzione, l’accademia di Brera, dove oggi insegna. I suoi lavori, invece, i quali viaggiano in un trittico emozionale fatto di luoghi, erotismo e memoria, vengono rappresentati da diverse gallerie, anche estere, tra cui la parigina Angela Ghezzi. Dal 23 maggio sarà tra i protagonisti di Quadri da marciapiede di Olimpia Rospigliosi con la curatela di Bohdan Stupak.

Once again it is Instagram that suggests interesting portraits to discover. Like the subjects created by Leo Ragno, born in Milan in 1984, of apulian origins, a region to which he returns to raise a childhood with a single obsession: art. He begins with drawing, a practice he will never give up, and then moves on to painting, studying it at the Foggia academy. Over the years he has been welcomed by another institution, the Brera Academy, where he teaches today. His works, on the other hand, which travel in an emotional triptych made up of places, eroticism and memory, are represented by various galleries, including foreign ones, including the parisian Angela Ghezzi. From may 23 he will be among the protagonists of Quadri da marciapiede by Olimpia Rospigliosi curated by Bohdan Stupak.


Quando sono venuta a trovarti in studio per la prima volta ho scoperto che all’anagrafe ti chiami Pantaleo: mai nascondere le cose a una giornalista, te l’hanno mai detto?


- (Ride, ndr). È il nome di mio nonno ed è anche quello del santo patrono di Bisceglie e io sono Pugliese. Sono stato chiamato così perché sono nato un anno dopo la morte di mio nonno. Ho scoperto il significato del nome solo tempo dopo, che deriva del greco e via discorrendo, perché mi sono sempre fatto chiamare Leo e tutti mi hanno sempre chiamato così. Ora sarebbe difficile tornare al nome d’origine. -


When I came to see you in the studio for the first time, I discovered that your real name is Pantaleo: never hide things from a journalist, have they ever told you?


- (He laughs, ed). It is the name of my grandfather and it is also that of the patron saint of Bisceglie and I am from Puglia. I was called that because I was born a year after my grandfather died. I discovered the meaning of the name only some time later, which derives from the Greek and so on, because I have always called myself Leo and everyone has always called me that. Now it would be difficult to go back to the original name. -

Io lo trovo affascinante.


- Sai adesso anche io: meglio Pantaleo di Leonardo, sicuramente. -


I find it fascinating.

- You know, now me too: Pantaleo is better than Leonardo, for sure. -

Leo Ragno, A lonley body, 2021, galleria Angela Ghezzi


Quand’è che (Panta)leo ha avuto il suo imprinting con la pittura?


- Banalmente, ho sempre disegnato e mostrato una certa predilezione per il campo artistico, anche a livello scolastico. Nonostante ciò ho studiato al liceo scientifico, durante il quale, paradossalmente, è venuta fuori la mia vena artistica in senso stretto. Spinto dalla famiglia, ho cominciato l’accademia a Foggia, dove mi sono iscritto a pittura. Avevo il desiderio di farla bene, impegnandomi. Grazie anche alla passione per la storia dell’arte e la fascinazione che questo mondo ha sempre avuto su di me. -

When did (Panta)leo get his imprint with painting?


- Quite simply, I have always drawn and shown a certain predilection for the artistic field, even at the school level. Despite this, I studied at the scientific high school, during which, paradoxically, my artistic vein in the strict sense came out. Driven by my family, I started the academy in Foggia, where I enrolled in painting. I had the desire to do it well, by committing myself. Thanks also to the passion for the history of art and the fascination that this world has always had on me. -


Cosa significa avere una famiglia che ti appoggia?


- È bello. Spesso è il contrario. Probabilmente loro avevano visto qualcosa. Sai, inizialmente, non che avessi paura, però per una serie di cose facevo fatica a fare quel passo in più, quello che poi mi ha portato in accademia. Il liceo artistico che volevo fare era distante, quindi mia madre mi convinse, come ti ho detto, ha studiare altro, nell’attesa di capire meglio se l’arte era davvero la mia strada. Lei, una volta che mi ha visto convinto, ha compreso e sostenuto. -


What does it mean to have a family that supports you?


- It's nice. It is often the other way around. They probably saw something. You know, initially, not that I was afraid, but for a number of things I was struggling to take that extra step, the one that then brought me to the academy. The art high school I wanted to do was far away, so my mother convinced me, as I told you, she has to study other things, waiting to better understand if art was really my path. Once she saw me convinced, she understood and supported me. -


E un’epifania attraverso l’opera di un pittore c’è stata?


- Probabilmente la Madonna di Munch. Lo ricordo come un quadro che mi affascinava parecchio rispetto al modo di ritrarre la donna. Scoprire quel tipo di espressività mi ha smosso molto. Un’altra epifania l’ho avuta con Lucian Freud, la sua estrema contemporaneità del rappresentare la figura. -


And was there an epiphany through the work of a painter?


- Probably the Madonna by Munch. I remember it as a painting that fascinated me a lot compared to the way of portraying the woman. Discovering that kind of expressiveness moved me a lot. I had another epiphany with Lucian Freud, his extreme contemporaneity in representing the figure. -

Leo Ragno, A day in a summer, 2021, the bank contemporary collection


Sei nato a Milano ma di origini Pugliesi, ora vivi nuovamente qui, dove insegni all’accademia di Brera: ti influenzano di più i luoghi o la memoria?


- Bella domanda. Maggiormente i luoghi, ma sicuramente entrambi. A Milano ho trovato dei volti diversi rispetto a quelli a cui ero abituato, visto che dopo la mia nascita sono tornato nella mia Terra, dove sono cresciuto. Per questo ti direi di più i luoghi. La diversità di facce, di corpi. Questo cambiamento è stato importante perché ho avuto anche la possibilità di espressioni inedite. Milano, a differenza della provincia, a proprio questa diversità e mi è piaciuto molto studiarla. Anche la memoria del luogo dove “non sono”, sicuramente però influisce. -


You were born in Milan but of apulian origins, now you live here again, where you teach at the Brera academy: do places or memories influence you more?


- Good question. Mostly the places, but certainly both. In Milan I found different faces than I was used to, since after my birth I returned to my land, where I grew up. For this I would tell you more about the places. The diversity of faces, of bodies. This change was important because I also had the possibility of unpublished expressions. Milan, unlike the province, has precisely this diversity and I really enjoyed studying it. Even the memory of the place where "I am not" certainly influences. -


Quindi quando torni in Puglia fai una sorta di “pieno” di memorie?


- Sì e no: quando vivi tra due posti è complicato. La mia casa è lì, ma quando sono lì poi non mi sembra di appartenervi. C’è una nostalgia continua tra un posto e l’altro. Non mi sento di appartenere in alcun luogo, di mettere le radici. I legami sono affettivi, non geografici. -


So when you go back to Puglia do you have a sort of "full" of memories?


- Yes and no: when you live between two places it's complicated. My home is there, but when I'm there it doesn't feel like I belong there. There is a continuous nostalgia between one place and another. I don't feel that I belong anywhere, that I take root. The bonds are emotional, not geographical. -

Se ci metti troppo a fare un dipinto c’è qualcosa che non funziona, perché e qual è, quindi, tuo modus operandi?


- Verissimo. Sono molto d’accordo con i pittori che dicono che bisogna lavorare 8 ore al giorno, anche se io non riesco ancora a farlo. Purtroppo sono uno di quelli che ha dei periodi molto produttivi e altri no, nei quali però disegno sempre. Il mio pensiero non è mai lontano dal lavoro: è costante dal punto di vista mentale, penso sempre alle figure, alle immagini. La mia routine, se non ho lezione in accademia, è proprio quella di andare in studio, preparare la tela e tutto il resto. Sono abbastanza veloce, in una costruzione che però va per fasi: la prima giornata devo fare un quarto, la seconda metà, ecc. Se sforo troppo, tempistiche tecniche a parte, qualcosa non va. E il mio obiettivo è ridurre ancora di più. Tieni presente che a me convince sempre la prima fase, un mettere e togliere che è un continuo finire e iniziare. Faccio la figura e poi cancello, ne rimane solo la forma, alla quale poi tolgo e aggiungo, continuamente. È un lavoro molto rapido, paradossalmente. -


If you take too long to make a painting, something doesn't work, why and what, then, is your modus operandi?

- Very true. I very much agree with the painters who say that you have to work 8 hours a day, even if I still can't do it. Unfortunately I am one of those who have very productive periods and others that do not, but in which I always draw. My thought is never far from work: it is constant from a mental point of view, I always think of the figures, of the images. My routine, if I don't have a lesson in the academy, is just to go to the studio, prepare the canvas and all the rest. I am quite fast, in a construction that however goes in stages: the first day I have to do a quarter, the second half, etc. If I go too far, technical timing aside, something is wrong. And my goal is to reduce even more. Keep in mind that the first phase always convinces me, a putting on and taking off that is a continuous ending and starting. I make the figure and then I delete, only the shape remains, to which I then take off and add, continuously. It's a very quick job, paradoxically. -


Da qualche tempo lavori con due colori: rosa e azzurro. Perché?


- Sono arrivato al rosa dopo un periodo di grigi, di bianco e nero. A un certo punto ho deciso di sfruttare la tavolozza, nel tentativo di averne una mia. E qui entra in gioco la memoria, come sensazione di assenza di colore: quando ricordo, non riesco a ricordare i colori, quindi il bianco e nero esprimevano a livello cromatico questo ragionamento. Da lì, poi, ci sono stati vari tentativi per dare a questo concetto un contenuto emotivo, relativo al ricordo. E la scelta del rosa, che poi in realtà è più vicino al porpora, mi è sembrato che potesse avere quel calore adeguato per dare un’intimità al ricordo. Dopo un periodo che continua tutt’ora ho pensato che potesse esserci anche un’alternativa, questi azzurrini-verdi che fossero freddi ma non troppo, dato che il ricordo è anche questo: melanconico. La mia intenzione è quella di unirli. -

For some time you have been working with two colors: pink and blue. Why?


- I arrived at pink after a period of grays, black and white. At some point I decided to take advantage of the palette, in an attempt to have my own. And here memory comes into play, as a sensation of absence of color: when I remember, I can't remember colors, so black and white expressed this reasoning on a chromatic level. From there, then, there have been various attempts to give this concept an emotional content, relative to memory. And the choice of pink, which is actually closer to purple, seemed to me to have that adequate warmth to give an intimacy to the memory. After a period that continues to this day, I thought that there might also be an alternative, these blue-green that were cold but not too cold, since the memory is also this: melancholy. My intention is to unite them. -


Lo farai?

- Non lo so. Ogni tanto faccio dei tentativi, ma ancora non sono arrivato a un’unità di soggetti che lo rendono possibili. Ancora sono due tonalità troppo staccate quando le metto insieme. Con il rosa ho creato il mio mondo, ed è difficile uscirne. -


Will you do it?


- I do not know. Every now and then I make attempts, but I have not yet arrived at a unity of subjects that make it possible. They are still two shades too detached when I put them together. With pink I created my world, and it's hard to get out of it. -


C’è molta luce nei tuoi dipinti, specialmente in quelli rosa.

- Sì c’è questa luminosità, data ovviamente da espedienti tecnici, come il bianco sotto, che fa da velature, un insieme di velature. Ma anche con il verde riesco a ottenerla e le figure, in questo caso, è come se emergessero. Ti dirò una cosa, che forse non ti ho detto prima: una delle immagini che più mi sono rimaste impresse nella vita è stato l’11 settembre 2001, le Torri Gemelle. In particolare delle immagini, di queste persone perse che camminavano nella polvere. L’idea di inserire delle figure in quella polvere… negli ultimi anni mi sono chiesto come dipingerle, certamente non riuscendoci del tutto, lavorando proprio sul concetto di spazio, di come “spingere” una persona all’interno di esso, senza definirla totalmente. -

There is a lot of light in your paintings, especially in the pink ones.


- Yes, there is this brightness, obviously given by technical expedients, such as the white underneath, which acts as glazes, a set of glazes. But even with green I can get it and the figures, in this case, are as if they emerge. I'll tell you something, which I may not have told you before: one of the images that most impressed me in my life was 11 September 2001, the Twin Towers. In particular, the images of these lost people walking in the dust. The idea of ​​inserting figures in that dust… in recent years I have wondered how to paint them, certainly not quite succeeding, working precisely on the concept of space, of how to "push" a person into it, without defining it totally. -

Leo Ragno, I remember a love, 2020, he bank contemporary collection


Come dicevamo in studio: i tuoi lavori in generale non hanno tratti ultra-definiti.


- Esattamente. -


As we said in the studio: your works in general do not have ultra-defined traits.


- Exactly. -


Sulla scia della delicatezza, molti tuoi disegni e dipinti rappresentano scene erotiche: che significato ha per te questa parola?


- Molto deriva da L’erotismo di Bataille, un testo che mi ha influenzato tantissimo e dal quale è venuta l’idea per realizzare la mostra sui disegni fatti sul tema. Avevo già svolto qualche lavoro in precedenza, ma per approfondirlo questo libro è stato fondamentale per approfondire il tema. L’erotismo è, se ci pensi, un tema piuttosto classico. L’idea era ed è quella di rappresentare qualcosa di molto spinto e... -

In the wake of delicacy, many of your drawings and paintings represent erotic scenes: what does this word mean for you?


- Much comes from Bataille's L’erotismo, a text that influenced me a lot and from which the idea came to create the exhibition on the drawings made on the theme. I had already done some work before, but to deepen it this book was essential to deepen the subject. Eroticism is, if you think about it, a rather classic theme. The idea was and is to represent something very thorough and.… -


Forse elegante?

- Sì esatto, è una parola che mi piace molto. Raffigurare un atto spinto di passione che possa ammorbidire il tutto, senza edulcorarlo, per fare in modo che lo spettatore possa osservare la scena assorbendola, facendola sua in maniera dolce e piacevole.


Maybe elegant?


- Yes, that's right, it's a word that I really like. To depict a pushed act of passion that can soften everything, without sweetening it, so that the viewer can observe the scene by absorbing it, making it his own in a sweet and pleasant way.


leoragno


Leo Ragno, nel suo studio a Milano, 2022. Courtesy: Ilaria Introzzi