• Ilaria Introzzi

Arte senza tempo come una nuova forma di espressione: Isabella Accenti la racconta / Timeless art as


Isabella Accenti

Le correnti artistiche appartengono al passato. Tanto che per tracciare il punto di partenza di un artista contemporaneo ci si rifà a loro e ai maestri che le hanno definite negli anni: Picasso e il Cubismo, De Chirico e la Metafisica. Accade allora che, se i critici non riescono a inquadrare i pittori, fotografi e scultori del nostro tempo, siano i creativi stessi a farlo, non per compiacersi ma per definire il loro modo di esprimersi, l’arte a cui danno vita. TIMELESSART è il progetto nonché il concetto attorno cui ruota il lavoro di Isabella Accenti, fotografa milanese che negli ultimi anni è presenza fissa di fiere come Fotofever a Parigi e Mia Photo Fair e vincitrice di premi, si veda alla voce Rossana Orlandi Prize, sempre alla kermesse meneghina. Dai suoi collage nasce quella che viene definita una “nuova arte fotografica”.

Isabella Accenti rArtistic currents belong to the past. So much so that to trace the starting point of a contemporary artist we refer to them and to the masters who have defined them over the years: Picasso and Cubism, De Chirico and Metaphysics. It happens then that, if the critics cannot frame the painters, photographers and sculptors of our time, it is the creatives themselves who do it, not to please themselves but to define their way of expressing themselves, the art they give life to. TIMELESSART is the project and the concept around which the work of milanese photographer evolves and who in recent years has been a permanent presence of fairs such as Fotofever in Paris and Mia Photo Fair and winner of awards, see the entry Rossana Orlandi Prize, also at the milanese kermesse. From her collages comes what is called a "new photographic art".

Isabella quando hai scoperto l’arte?

- Posso dire di averla sempre respirata nelle forme più diverse. I miei genitori sono sempre stati appassionati all’arte in generale e la nostra casa è sempre stata colma di libri di Art Déco e Art Nouveau, su tutte le correnti artistiche del 900, sulla fotografia, cinema, design, architettura. Mio padre è stato, inoltre, negli anni un grande collezionista di oggetti di plastica e bachelite degli anni ‘40 – ‘60 e la nostra casa era piena di teche con esposti giocattoli antichi e parte della sua collezione di più di 1000 pezzi, che ammiravo ad occhi spalancati e di cui fece poi un’importante asta negli anni 80. I miei primi approcci concreti all’arte sono però legati ai lunghi periodi trascorsi nella nostra casa di famiglia in Spagna, dove il garage di casa era stato trasformato in un vero atelier artistico. Qui si sperimentava di tutto: pittura, scultura, riciclo e, mentre mio padre dipingeva nei pomeriggi d’estate su grandi tele mescolando sabbia a colori acrilici, io iniziavo a rubare pennelli e tinte per scarabocchiare dove mi capitava: tele, fogli, scatole di cartone o altro. Da adulta la mia passione artistica non si è mai placata e si è successivamente espressa in diverse forme, alternandomi prima con la pittura e poi con la fotografia (quest’ultima passione trasmessami da mia nonna materna) fino ad arrivare a definire una mia tecnica artistica che mi ha permesso di fondere la mia passione per la fotografia e per la pittura. -

Isabella when did you discover art?

- I can say that I have always breathed it in the most different forms. My parents have always been passionate about art in general and our house has always been full of books on Art Déco and Art Nouveau, on all the artistic currents of the twentieth century, on photography, cinema, design, architecture. Over the years, my father was also a great collector of plastic and bakelite objects from the 1940s and 1960s and our house was full of display cases with old toys and part of his collection of more than 1000 pieces, which I admired wide-eyed and then made an important auction in the 80s. My first concrete approaches to art, however, are related to the long periods spent in our family home in Spain, where the home garage had been transformed into a real artistic atelier. Here everything was experimented: painting, sculpture, recycling and, while my father painted on large canvases in the summer afternoons mixing sand with acrylic colors, I started to steal brushes and paints to scribble where it happened: canvases, sheets, boxes of cardboard or other. As an adult my artistic passion never subsided and was subsequently expressed in different forms, alternating first with painting and then with photography (the latter passion transmitted to me by my maternal grandmother) until I came to define my artistic technique which allowed me to merge my passion for photography and painting. -

“ Falling in love” – Anno 2019, Opera Unica 57 x 75 cm (non incorniciata) su 100% carta cotone – 300 gr.

Da quel momento, come hai capito che saresti diventata un’artista?

- Non c’è stato un momento preciso in cui mi sono detta di voler diventare un’artista. La mia è stata una vita corsa su diversi binari. Non ho fatto scuole artistiche o accademie di belle arti e sono autodidatta. Mi sono laureata in Giurisprudenza all’Università Statale di Milano, ho lavorato per multinazionali, ed ho fatto l’imprenditrice, fino poi a consolidare la mia vita di artista cinque anni fa. È stato un percorso lungo quello artistico, che ho sempre tenuto vivo e parallelo alla mia vita “pratica” delle mie attività professionali. Un percorso che ho anche raccontato nella mia autobiografia “La mia arte sogni ed (in)successi”, dove spiego come nella vita bisogna credere nei propri sogni, (anche se sembra una frase fatta) che bisogna credere nei propri obiettivi, e che tutti i momenti ed esperienze, anche quelli che chiamiamo (in)successi, sono invece in realtà i primi grandi successi che ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi. Io ci sono arrivata dopo innumerevoli esperienze, passaggi ed (in)successi appunto! L’essere diventata un’artista è stato un percorso che ho iniziato a fare a piccoli passi, per poi riuscire a dedicarci la vita di adesso. - From that moment, how did you understand that you would become an artist?

- There was no precise moment when I said I wanted to become an artist. Mine has been a racing life on different tracks. I have not done art schools or academies of fine arts and I am self-taught. I graduated in Law from the Università Statale di Milano, I worked for multinationals, and I was an entrepreneur, until then I consolidated my life as an artist five years ago. It has been a journey along the artistic one, which I have always kept alive and parallel to my "practical" life of my professional activities. A path that I also told in my autobiography "La mia arte sogni ed (in)successi", where I explain how in life you have to believe in your dreams, (even if it seems like a rhetoric sentence) that you have to believe in your goals, and that everyone the moments and experiences, even what we call (un)successes, are actually the first great successes that help us achieve our goals. I got there after countless experiences, steps and, properly (un)successes! Being an artist was a path that I started to take in small steps, and then managed to dedicate my life to it now. -

“Charles” – Anno 2019 – Nominato al premio Eberhard di FOTOFEVER 2019, Parigi

Come definiresti la tua arte?

- TIMELESSART, arte senza tempo. Un’arte che si colloca in uno spazio temporale tra passato e presente, quello che io definisco “tempo sospeso”. La mia è un’arte per tutti, perché tutti abbiamo una memoria e proveniamo da un passato, ed io cerco di riportarlo in vita, riattualizzandolo in forma contemporanea. - How would you define your art?

- TIMELESSART. An art that is located in a time space between past and present, what I call "suspended time". Mine is an art for everyone, because we all have a memory and we come from a past, and I try to bring it back to life, bringing it up to date in a contemporary form. -

Guardando i tuoi lavori penso a maestri come Rotella, ma anche a Warhol e ai surrealisti. Quali sono i tuoi punti di riferimento artistici?

- La Pop Art ed il Surrealismo sono sicuramente correnti importantissime nella mia formazione artistica e, senza dubbio, Rotella mi ha influenzato notevolmente nella parte tecnica. Da lui ho, infatti, preso a prestito la particolare tecnica della “rottura” dell’immagine, con un intento espressivo ben specifico. Per me, rompere l’immagine, significa creare un’immagine capace di interagire e mettere a proprio agio lo spettatore; l’immagine rotta si trasforma, infatti, in un’immagine imperfetta che non mette in soggezione chi la guarda, anzi: crea complicità, verità, realtà nella sua imperfezione. La perfezione nell’imperfezione. I surrealisti si ritrovano, invece, in un simbolo ben specifico nei miei quadri: un piccolo pesce che è la mia rappresentazione simbolica ed è presente in tutti i miei lavori. È la mia firma. Sono io che viaggio idealmente nel tempo e nello spazio, dal passato arrivo nel presente, in maniera silenziosa e cercando di farmi notare appena. Devo però rimarcare che le correnti artistiche che hanno giocato, e giocano tuttora un ruolo centrale nella mia formazione, sono fuor di dubbio i futuristi, i dadaisti, i cubisti, correnti rivoluzionarie dei primi del Novecento che mi hanno appassionato ed affascinato e che, instancabilmente, occupano gran parte della mia ispirazione; tra loro i miei maestri senza tempo: Severini, Depero, Boccioni, Braque, Gris, Léger, Picasso, Tamara de Lempicka, senza tralasciare grandi fotografe/i come Tina Modotti, Man Ray e Lee Miller. -

Looking at your works I think of masters like Rotella, but also Warhol and the surrealists. What are your artistic reference points?

- Pop Art and Surrealism are certainly very important currents in my artistic training and, without a doubt, Rotella has influenced me considerably in the technical part. In fact, I borrowed from him the particular technique of "breaking" the image, with a very specific expressive intent. For me, breaking the image means creating an image capable of interacting and putting the viewer at ease; the broken image is transformed, in fact, into an imperfect image that does not put the viewer in awe, on the contrary: it creates complicity, truth, reality in its imperfection. Perfection in imperfection. The surrealists find themselves, however, in a very specific symbol in my paintings: a small fish which is my symbolic representation and is present in all my works. It's my signature. It is I who travel ideally in time and space, from the past I arrive in the present, in a silent way and trying to make myself hardly noticed. However, I must point out that the artistic currents that have played, and still play a central role in my formation, are without a doubt Futurism, Dadaism, Cubism, revolutionary currents of the early 1900s that have fascinated me and that, tirelessly they occupy a large part of my inspiration; among them my timeless masters: Severini, Depero, Boccioni, Braque, Gris, Léger, Picasso, Tamara de Lempicka, without neglecting great photographers such as Tina Modotti, Man Ray and Lee Miller. -

Quando si osserva la didascalia delle tue opere si legge: "mixed media”.

- Mixed media è una dicitura generica per intendere che utilizzo diverse tecniche per realizzare l’opera finale. La fotografia è il mio mezzo tecnico principale, il punto di partenza, a cui affianco l’uso di tecniche digitali, per terminare poi le mie opere con una lunga fase manuale che prevede diversi passaggi e dove la carta e l’acqua assumono un ruolo fondamentale. -

When one looks at the caption of your works he reads: “mixed media".

- Mixed media is a generic wording to mean that I use different techniques to create the final work. Photography is my main technical medium, the starting point, to which I use the use of digital techniques, to then finish my works with a long manual phase that involves several steps and where paper and water play a role basic. -

Ci racconti, allora, la tue tecniche e perché le hai scelte? - La particolare tecnica che ho affinato, è il risultato di diversi anni di ricerca e di sperimentazione. Posso comunque dire che, elemento di partenza di tutte le mie opere, sono immagini fotografiche a cui sovrappongo altre immagini e frammenti pittorici delle correnti artistiche che mi hanno influenzato. Il tutto realizzato attraverso diverse fasi creative e che si concludono con complesse fasi manuali di posa, fissaggio e lavatura. Tutte le opere sono realizzate su carta 100% cotone di diversa grammatura, così da rendere i miei “quadri fotografici” delle opere uniche. Concludo dicendo che non sono io ad avere scelto questa tecnica, ma è la tecnica che si è formata tra le mie mani, passo dopo passo. L’opera vive nella tecnica che l’ha realizzata, creando una fusione tra l’immagine ed il suo supporto cartaceo. -

Then, can you tell us your techniques and why did you choose them?

- The particular technique that I refined, is the result of several years of research and experimentation. However, I can say that starting point of all my works, they are photographic images to which I superimpose other images and pictorial fragments of the artistic currents that influenced me. All made through different creative phases and ending with complex manual phases of installation, fixing and washing. All the works are made on 100% cotton paper of different weight, so as to make my "photographic paintings" of the works unique. I conclude by saying that it is not me who chose this technique, but it is the technique that was formed in my hands, step by step. The work lives in the technique that created it, creating a fusion between the image and its paper support. -

“Into the blue” homage to Picasso – Anno 2019, Opera Unica, 95 x 125 cm su 100% carta cotone – 640 gr.

Al centro del tuo lavoro c'è il volto umano. Che valore assume per te?

- Si, è vero. Prediligo i ritratti per una questione personale e di percorso. Il mio progetto TIMELESSART, premiato a Marzo al Mia Photo Fair 2019 di Milano e, a novembre dello stesso anno, a Fotofever di Parigi, è nato da un “viaggio” che ho fatto nella memoria della mia famiglia e che mi ha permesso di selezionare vecchie foto provenienti dal nostro archivio storico. Un lavoro di ricerca e studio che mi ha consentito di riscoprire, non solo immagini e scritti d’epoca, ma che mi ha dato la possibilità di ritrovare le mie radici più lontane in una famiglia Veneziana del Trecento. Il progetto si fonda, dunque, sull’idea che tutti noi abbiamo un passato e che proveniamo da qualcuno prima di noi. Siamo oggi la conseguenza di chi è vissuto prima di noi e delle nostre azioni, decisioni. L’obiettivo di TimelessArt è, così, quello di riportare alla nostra attenzione luoghi ma, soprattutto persone, quindi volti, del nostro passato che sono indiscutibilmente anche parte di noi, ridandogli una nuova vita e valorizzandoli nuovamente in chiave contemporanea. Con le mie opere cerco così di raccontare delle vite, che non devono essere dimenticate in vecchi cassetti o album fotografici. I significativi riconoscimenti ricevuti mi hanno così offerto l’opportunità di realizzare diverse opere su commissione, per personalità nel campo dell’impresa, della tecnologia e per importanti famiglie italiane: attività personalizzata che continuo a svolgere, su richiesta, con grande coinvolgimento e dedizione. -

At the center of your work is the human face. What value does it take for you?

- Yes, it's true. I prefer portraits for a personal and path issue. My TIMELESSART roject, awarded in March at the Mia Photo Fair 2019 in Milan and, in November of the same year, in Fotofever in Paris, was born from a "journey" that I made in the memory of my family and that allowed me to select old photos from our historical archive. A research and study work that allowed me to rediscover, not only period images and writings, but that gave me the opportunity to find my most distant roots in a 16th-century Venetian family. The project is therefore based on the idea that we all have a past and that we come from someone before us. We are today the consequence of those who lived before us and of our actions, decisions. Thus, the goal of TimelessArt is to bring to our attention places but, above all, people, therefore faces, of our past who are unquestionably also part of us, giving them a new life and enhancing them again in a contemporary key. So with my works I try to tell about lives, which must not be forgotten in old drawers or photo albums. The significant awards received thus offered me the opportunity to create various works on commission, for personalities in the field of business, technology and for important Italian families: a personalized activity that I continue to carry out, upon request, with great involvement and dedication. -

Un pensiero per l'arte contemporanea?

- È difficile dare un giudizio. Mi accorgo di avere difficoltà ad apprezzare alcune opere o installazioni, e capisco che non ci possa essere una visione univoca dell’arte. Personalmente mi piace pensare che l’arte contemporanea debba trasmettere sensazioni, emozioni e trascinare lo spettatore in un mondo parallelo: che poi è quello che mi sforzo di fare con le mie opere. Guardo con attenzione gli artisti italiani, artisti dell’est Europa e mi affascinano i nuovi esponenti dell’arte sud-africana. Oggi l’arte contemporanea ha un grande vantaggio a livello comunicativo e di visibilità. Strumenti come Instagram, siti web, piattaforme social, la rete in generale, permettono ad un artista, anche sconosciuto, di diffondere in tempi immediati la propria arte: sono uno strumento eccezionale! Bisogna però stare attenti, l’immediatezza e la velocità possono anche essere causa di poca riflessione, che invece è quella che serve maggiormente a tutti noi, anche in campo artistico. -

A thought for contemporary art?

- It is difficult to judge. I realize that I have difficulty appreciating some works or installations, and I understand that there cannot be a univocal vision of art. Personally, I like to think that contemporary art should transmit sensations, emotions and drag the viewer into a parallel world: which is what I try to do with my works. I look carefully at the Italian artists, artists from Eastern Europe and I am fascinated by the new exponents of South African art. Today contemporary art has a great advantage in terms of communication and visibility. Tools such as Instagram, websites, social platforms, the network in general, allow an artist, even unknown, to spread their art immediately: they are an exceptional tool! However, you need to be careful, immediacy and speed can also be the cause of little reflection, which instead is what serves us most, even in the artistic field. -

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