L’anno nuovo che non verrà: l’urgenza di provocare  / The new year that will not come: the urgency of provocation

6 Jan 2019

 

 

«La novità è la cosa più vecchia che ci sia.» Una frase perentoria quella del poeta francese Jaques Prévert. Ma, sopratutto, una dichiarazione utile per smantellare l’entusiasmo di molte persone, quando inizia un nuovo anno. 

Il 2019 è arrivato da pochi giorni, e cosa si è trascinato dietro? Un’Italia che sta affrontando una crisi economico-politica e sociale grave, in grado di confondere le menti anche dei più colti, poiché a renderle poco nitide è una classe politica incompetente; un’Europa salda sulle proprie idee, ferme all’anno in cui è stata voluta e costituita con l’acronimo di CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), nel 1951; un mondo, infine, poco incline a rendersi conto dei danni ambientali, in primis, e, quindi, umani, che si sta auto-infliggendo. Con un panorama simile, viene difficile credere che le novità possano essere davvero tali: lo status delle cose è fermo, inerme. Anche nel panorama culturale contemporaneo.

 

«Novelty is the oldest thing there is.» A peremptory phrase that of the french poet Jaques Prévert. But, above all, a useful declaration to dismantle the enthusiasm of many people, when a new year begins.

The 2019 has arrived a few days ago, and what has dragged behind? An Italy that is facing a serious economic-political and social crisis, able to confuse the minds of even the most educated, because to make them unclear is an incompetent political class; a Europe rooted in its own ideas, firmly in the year in which it was desired and set up under the acronym of CECA (European Community of Coal and Steel), in 1951; a world, finally, little inclined to realize the environmental damage, first of all, and therefore human, that is self-inflicting. With a similar panorama, it is difficult to believe that the news can really be such: the status of things is firm, unarmed. Also in the contemporary cultural scene.

 

 

Juan Gris, Moulin à café et bouteille, 1917

 

 

 

Tutto è già stato fatto. Non si dovrebbe credere a un’affermazione del genere, benché reale. Ma, come sostenevano Picasso e Braque parlando della fase sintetica del loro Cubismo, inaugurata da Juan Gris: «La verità è al di là di ogni realismo e non bisogna confondere l’apparenza delle cose con la loro essenza.» Altrimenti - si più aggiungere -, se ci si limita a parlare delle cose della realtà, il rischio è di non andare avanti, di innovarsi il giusto, quello che serve per fare andare a vanti gli elementi essenziali alla nostra sopravvivenza: il commercio, le istituzioni. Tutte le sovrastrutture che nei secoli l’uomo ha voluto, al fine di rendere più vivibile la sua quotidianità. 

Certamente è difficile trovare l’essenza di un oggetto, di una persona, poi, è veramente complicato oggi. E allora, che fare? Come si può stupire al giorno d’oggi? Stravolgendo le regole. 

 

Everything has already been done. One should not believe such an affirmation, though real. But, as Picasso and Braque claimed, speaking of the synthetic phase of their Cubism, inaugurated by Juan Gris: «Truth is beyond all realism and we must not confuse the appearance of things with their essence.» Otherwise - we add more - if we limit ourselves to talking about the things of reality, the risk is not to go forward, to innovate the right way, what is needed to make the essential elements of our survival go on: trade, institutions. All the superstructures that man has wanted over the centuries, in order to make his daily life more liveable.

Certainly it is difficult to find the essence of an object, of a person, then, it is really complicated today. So, what to do? How can you impress nowadays? By straining the rules.

 

 

Wall Art by Banksy, courtesy the artist

 

 

O si trova il proprio genio o si impara dalla storia. Nel 1874 a Parigi, presso il numero civico 35 di Boulevard des Capucines, è accaduto un evento senza precedenti: la prima mostra di un gruppo di pittori, i quali, qualche anno prima, avevano osato creare un movimento per andare contro tutte le norme dell’Accademia: l’Impressionismo. Monet, Cézanne, Renoir, Pissarro e Degas sono i nomi più celebri di un gruppo più ampio stufo di vedere appesi nei musei i soliti artefatti. Non sono stati capiti, ma anni più tardi a questi signori sono state dedicate alcune delle mostre e sale museali più importanti del mondo.

 

Either you find your own genius or you learn from history. In 1874, at 35, Boulevard des Capucines in Paris, an unprecedented event took place: the first exhibition of a group of painters, who, a few years earlier, had dared to create a movement to go against all the Academy's standards: the Impressionism. Monet, Cézanne, Renoir, Pissarro and Degas are the most famous names of a larger group, fed up with seeing the usual artifacts hanging in museums. They were not understood, but years later to these gentlemen were given some of the most important exhibitions and museums in the world.

 

 

Maurizio Cattelan è da un po’ di anni che non disturba più la quiete del bel mondo artistico. Ma lo ha fatto in passato e con opere decisamente urticanti per i benpensanti; certamente dei veri e propri manufatti postmoderni, in grado di coniugare l’aspetto innovativo (creativo) con quello del business, della pubblicità e dei media. Senza togliere quello legato al collezionismo, altrettanto vitale per gli artisti. Nel 1999 il mondo viene a conoscenza de La Nona Ora, rappresentante Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite. Si tratta di una scultura in poliestere, resina, roccia vulcanica, tappeto, vetro, polvere metallica, lattice, cera, tessuto, con scarpe in cuoio e pastorale in argento. 

Chi è passato di fronte a Palazzo Mezzanotte, sede delle Borsa a Milano, non può non averla notata: L.O.V.E (Il Dito), la scultura di una mano che fa il dito medio, realizzata in marmo di Carrara nel 2010 dall’artista padovano. L’arto è rivolto al pubblico, ai passanti, e il messaggio intrinseco è tanto ovvio quanto sofisticato: vi stiamo (noi dei mercati finanziari), letteralmente, fottendo.

 

Maurizio Cattelan has for some years been no longer disturbing the quiet of the artistic world. But he did it in the past and with decidedly urticating works for well-meaning people; certainly real post-modern artifacts, able to combine the innovative (creative) aspect with that of business, self-advertising and media. Without removing the one linked to collecting, just as vital for the artists. In 1999 the world became aware of La Nona Ora, representing Pope Giovanni Paolo II hit by a meteorite. It is a sculpture in polyester, resin, volcanic rock, carpet, glass, metallic powder, latex, wax, fabric, with leather shoes and silver pastoral.

Those who have gone in front of Palazzo Mezzanotte, the headquarters of the Milan Stock Exchange, can not but have not noticed: L.O.V.E (Il Dito), the sculpture of a hand that makes the middle finger, made of Carrara marble in 2010 by the Paduan artist. The limb is addressed to the public, to passers-by, and the intrinsic message is as obvious as it is sophisticated: we (the stock exchange) are literally fucking you.

 

 

Maurizio Cattelan, L.O.V.E, 2010, Courtesy Galerie Emmanuel Perrotin, Photo by Zeno Zotti

 

 

 

 

Uno dei colpi di scena del 2018 è stato sicuramente l’atto dello street artist britannico Banksy, il cui estro creativo (e polemico) non si è limitato alla tela o ai muri delle aree urbane, ma si è dilatato fino alla casa d’aste per eccellenza: Sotheby’s. Il 6 ottobre, infatti, una delle sue opere - battuta per un milione di sterline - si è auto distrutta, provocando lo stupore non solo dei nuovi acquirenti ma anche di tutta la sala. Una perfetta operazione di marketing, oltre che una provocazione da fuori legge convinto, il cui pathos militante non manca di affermare: «I più grandi crimini nel mondo non sono commessi da persone che infrangono le regole, ma da persone che seguono le regole. È la gente che segue gli ordini che bombarda e distrugge villaggi.» 

 

One of the twists and turns of 2018 was certainly the act of the British street artist Banksy, whose creative (and argumentative) mind was not limited to the canvas or the walls of urban areas, but spread to the auction house par excellence: Sotheby's. On October 6, in fact, one of his works - pounded for a million pounds - has destroyed itself, causing the astonishment not only of new buyers but also of the entire hall. A perfect marketing operation, as well as a provocation from outside the law convinced, whose militant pathos does not fail to state: «The greatest crimes in the world are not committed by people who break the rules, but by people who follow the rules. It's the people who follow the orders that bomb and destroy villages.»

Camille Pissarro, The Boulevard Montmartre at Night, 1897

 

 

Viene difficile parlare di un nuovo anno quando con tutta probabilità sarà identico a quello precedente. Ed è complesso gioirne poiché le premesse - anche in campo culturale - sono, se non pessime, poco promettenti. Interessi ben più grossi dell’atto stesso del creare qualcosa di nuovo sono ormai all’ordine del giorno, mentre rari - lo si è visto con il grafitaro nativo di Bristol - sono gli avvenimenti che riescono a combinare a regola d’arte tutti gli elementi, i quali fungono da presupposto per il novus. 

Le novità non sono un modello inedito di scarpe, un film appena uscito nelle sale, un dipinto inedito fatto da un artista; piuttosto lo sono gli stessi oggetti, ma solo quelli in grado di cambiare lo stato delle cose, anche se non necessariamente nel bene. Vi è un urgenza affinché l’ordine si deformi, vada in pezzi e - come vuole la tecnica giapponese del Kintsugi, la quale ripara i piatti rotti con l’ausilio dell’oro, dando vita a splendidi manufatti - da questi si riformi, esprimendo un modo di pensare e agire trasversale al precedente. Sperimentare per credere. 

 

It is difficult to talk about a new year when in all probability it will be identical to the previous one. And it is difficult to rejoice because the premises - even in the cultural field - are, if not bad, not very promising. Interests are much more interesting nowadays then creating something new, while rare - as seen in the native graph of Bristol - are the events that manage to combine all the elements in a workmanlike manner, which act as a prerequisite for the novus.

The novelties are not an unpublished model of shoes, a film just released in theaters, a never before seen painting made by an artist; rather they are the same objects, but only those able to change the state of things, even if not necessarily in the good. There is an urgency for the order to become deformed, go into pieces and - as the Japanese technique of Kintsugi wants, which repairs the broken dishes with the help of gold, giving life to splendid artifacts - from these reforms, expressing a way of thinking and acting transversal to the previous one. Experiment to believe.

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