Sobrietà, esercizio intellettuale: la moda pensata e raccontata da Marianna Cimini / Sobriety, an intellectual exercise: fashion conceived and told by Marianna Cimini

16 Apr 2018

 

 Marianna Cimini

 

 

Senza le date non esisterebbe la storia. Esse sono fondamentali per annotare il progresso dell’uomo. Sulla mia agenda, c’è scritto: giovedì 22 marzo, intervista M. Cimini, ore 15.30 c/o studio. Ecco, quel giorno a quell’ora, ho incontrato una donna, Marianna Cimini, che ha maturato nel tempo una grande consapevolezza di sé e di come funzionano le dinamiche nel suo lavoro, quindi nella moda. Da fashion designer timidamente ambiziosa, la stilista amalfitana è diventata intelligente interprete della cultura contemporanea ed è riuscita a sviluppare il suo eponimo brand definendolo concettualmente e dal punto di vista estetico. Mi sono trovata di fronte la costante furia di capelli ricci indomabili e una dialettica perfettamente composta, sicura. Sincera. E quest’ultimo aggettivo è tra quelli fondanti il suo personale vocabolario, quello che un po’ tutti i suoi omologhi dovrebbero avere, altrimenti il rischio è il collasso del sistema. Di tutto ciò e di molto altro abbiamo parlato in quella giornata e il risultato è in questa conversazione. 

 

History would not exist without dates. They are essential to note the progress of humanity. On my agenda, it says: Thursday, March 22, interview with M. Cimini, 15.30 at her studio. Here, that day at that time, I met a woman, Marianna Cimini, who has developed over time a great awareness of herself and how the dynamics work in her job, then in fashion. As a timidly ambitious fashion designer, the Amalfi fashion designer has become an intelligent interpreter of contemporary culture and has succeeded in developing her eponymous brand defining it conceptually and from an aesthetic point of view. I found myself faced with the constant fury of her indomitable curly hair and a perfectly composed, confident dialectic. Sincere. And this last adjective is among those founding her personal vocabulary, what most of all her counterparts should have, otherwise the risk is the collapse of the system. Of all this and much else we talked about that day and the result is in this conversation.

 

 

 

Marianna Cimini spring-summer 2018

 

 

 

Marianna, hai inaugurato il tuo brand nel settembre 2014: quali aspetti della tua estetica sono cambiati e quali, invece, sono immutati?

 

- All’inizio ero molto più rigida dal punto di vista estetico: puntavo su un forte minimalismo, linee nette e colori specifici. All’inizio questi tratti mi sono serviti per delineare la mia storia, per distinguermi. Sai, quando ho iniziato, andavano forti marchi molto opulenti, sfarzosi. Io volevo rappresentare una rottura rispetto a essi. Tuttavia, con il tempo, le mie caratteristiche principali rischiavano di diventare un limite, quindi ho cercato di smussarle, in un certo senso, e di non concentrarmi solo su di esse. L’esperienza ti cambia. Quando inizi questo mestiere ti concentri solo sull’aspetto del disegno, ma poi devi tenere presente gli altri attori dell’industria, ovvero le sfilate, la stampa, l’effetto sorpresa, i buyer… E come in tutti i rapporti, bisogna trovare il giusto equilibrio.

Oggi posso dire che la mia estetica è la base da cui parto per creare una nuova collezione; è l’essenza, piuttosto che l’unicum. Ecco perché continuo a produrre tutt’oggi dei capi presenti sin dagli inizi, come ad esempio i pantaloni. Una volta che metti a punto un prodotto che funziona, che veste bene qualsiasi corpo femminile ed è realizzato con tessuti di qualità, lo vendi a prescindere dall’evoluzione del marchio. -

 

Marianna, you inaugurated your brand in September 2014: which aspects of your aesthetics have changed and which, however, are unchanged?

 

- At first I was much stiffer from the aesthetic point of view: I was aiming for a strong minimalism, clear lines and specific colors. At the beginning these traits have served me to outline my story, to distinguish myself. You know, when I started, were in vogue very opulent brands. I wanted to represent a break from them. However, with time, my main characteristics risked becoming a limit, so I tried to blunt them, in a sense, and not just focus on them. The experience changes you. When you start this job you focus only on the aspect of the design, but then you have to keep in mind the other actors of the industry, that is the fashion shows, the press, the surprise effect, the buyers ... And as in all relationships, you have to find the right balance.

Today I can say that my aesthetic is the base from which I start to create a new collection; it is the essence rather than the unicum. That's why I still produce today's garments since the beginning, such as trousers. Once you develop a product that works, that fits well any female body and is made with quality fabrics, you sell it regardless of the evolution of the brand. -

 

 

Ti piacerebbe creare una collezione timeless?

 

- Assolutamente sì. Sai, sarebbe il massimo riuscire a creare il cappotto timeless, come ti dicevo il pantalone, e via dicendo. -

 

Would you like to create a timeless collection?

 

- Absolutely yes. You know, it would be the best to be able to create the timeless coat, as I told you the trousers, and so on. -

 

 

 

Marianna Cimini spring-summer 2018

 

 

 

Alfonso Berardinelli, noto critico letterario, ha dichiarato qualche settimana fa su Il Giornale che “Non esistono i classici del presente, per definizione. Se uno scrittore è contemporaneo non può essere classico”. Interpretando tale affermazione nel tuo settore, la moda, qual è il tuo punto di vista?

 

- Solo la storia ti può dire se un abito, un libro o una canzone sono dei classici. Quando Max Mara fece il primo cappotto 101801 nel 1981, ovviamente non poteva sapere che sarebbe stato timeless e indossato da moltissime donne negli anni. Per questo motivo concordo con questa affermazione, ma solo in parte, poiché penso che la faccenda sia diversa a seconda dei punti vista: il mio “vita alta pants” è senza tempo per me, dato che lo ripropongo da dieci collezioni. Un qualcosa diventa evergreen perché rispecchia dei canoni, come quelli di perfezione attribuiti alle statue greche. La verità sta nel mezzo. Ad esempio, per i nostri genitori Stefano Benni non è un classico, ma per noi potrebbe esserlo. Sono tanti i fattori che contribuiscono alla creazione di questa condizione, uno su tutti è il contesto storico in cui emergono. -

 

Alfonso Berardinelli, a well-known literary critic, said a few weeks ago to Il Giornale that "There are no classics of the present, by definition. If a writer is contemporary he can not be a classic". By interpreting this statement in your field, fashion, what is your point of view?

 

- Only history can tell if a dress, a book or a song are classics. When Max Mara made the first coat 101801 in 1981, it obviously could not know that it would be timeless and worn by many women over the years. For this reason I agree with this statement, but only in part, because I think the matter is different depending on the points of view: my "high waist pants" are timeless for me, since I propose it again from ten collections. Something becomes evergreen because it reflects the canons, like those of perfection attributed to the Greek statues. The truth lies in the middle. As an example, for our parents Stefano Benni is not a classic, but for us it could be. There are many factors that contribute to the creation of this condition, one above all the historical context in which they emerge. -

 

 

Tornando alla prima domanda: tra gli aspetti immutati del tuo essere creatrice di moda, ne ho individuato un altro mentre preparavo l’intervista, ed è il legame che hai con il concetto di Mediterraneo. Concordi?

 

- Sì. Le mie collezioni sono un’estensione di quello che sono e sento, nel momento in cui le vado a realizzare. E la Mediterraneità fa parte di me, completamente. La intendo come stato mentale perenne, che a volte si nota a livello visivo - ad esempio nell’estivo corrente l’ho espressa attraverso la stampa dei limoni, mentre in quello precedente dalle linee tipiche delle case dell’area - mentre in altri casi è meno tangibile, ma permane a livello patetico. Per me è sinonimo di leggerezza dei sensi e di sincerità verso coloro che acquistano i miei abiti, perché ognuno di essi è ideato e realizzato con impegno, credendoci davvero. Dalla bozza alla resa finale, passando per la scelta dei materiali, ogni aspetto è curato e dice alla donna che lo indossa, metaforicamente, di vestirlo perché è un prodotto reale che si è generato da una storia quotidiana, la mia. Ecco perché sono anche la prima a indossare le mie collezioni. -

 

Returning to the first question: among the unchanged aspects of your being a fashion designer, I identified another while I was preparing the interview, and it is the link you have with the concept of the Mediterranean. Do you agree?

 

- Yes. My collections are an extension of what I am and I feel, in the moment I go to make them. And Mediterraneanity is part of me, completely. I mean it as a perennial state of mind, which is sometimes visually notable - for example in the current summer I expressed it through the printing of lemons, while in the previous one from the typical lines of the houses in the area - while in other cases it is less tangible, but remains at a pathetic level. For me it is synonymous with lightness of the senses and sincerity towards those who buy my clothes, because each of them is designed and made with commitment, truly believing. From the draft to the final rendering, through the choice of materials, every aspect is taken care of and tells the woman who wears it, metaphorically, to dress it because it is a real product that has been generated by a daily story, mine. That's why I'm also the first to wear my collections. -

 

 

 

 Marianna Cimini spring-summer 2018

 

 

Dalla Costiera Amalfitana sei giunta a Milano per studiare moda e avviare la tua carriera. Che rapporto hai con la città?

 

- Milano è una città rigorosa. Una cosa che di lei mi è sempre piaciuta, da quando ancora non la conoscevo bene, è questo suo essere fiera e al tempo stesso seria. Per me rappresenta lo stile italiano nel mondo, poiché rispecchia un senso di sobrietà. Io adoro la parola “sobrio”, e si riaggancia alla concetto di a-temporalità, che vorrei esprimere attraverso dei pezzi chiave. Questo vocabolo, per quanto mi riguarda, non ha nulla a che fare con l’aspetto noioso, che molti invece gli associano. Esprimere l’essenzialità nella moda è un vero e proprio esercizio intellettuale, molto più complesso rispetto a quello che porta a realizzare l’abitino “fru fru”, oppure dall’effetto “wow.” - 

 

From the Amalfi Coast you have come to Milan to study fashion and start your career. What is your relationship with the city?

 

- Milan is a strict city. One thing I've always liked about it, since I did not know it well yet, is its being proud and serious at the same time. For me it represents Italian style in the world, because it communicates sobriety. I adore the word "sober", and hangs up to the concept of a-temporality, which I would like to express through key pieces. This word, as far as I'm concerned, has nothing to do with the boring aspect that many people associate to it. Expressing the essentiality in fashion is a real intellectual exercise, much more complex than the one that leads to the creation of the "fru fru" dress, or the “wow “effect. -

 

 

Rispetto all’uso dell’aggettivo sobrio, e al significato che questo ha per te, non pensi che la moda debba costruire un vocabolario, un codice?

 

- Sì, dovrebbe. Diciamo che lo ha fatto fino a poco meno di vent’anni fa. Non dimentichiamo che il vuoto concettuale e culturale attuale è dovuto anche alla nascita in parallelo del concetto di fast fashion, il quale ha destabilizzato tutto il sistema. La moda veloce a prezzi popolari, priva di etica e qualità, ha riscritto le regole del gioco. Tuttavia, dall’altra parte, quindi dai colossi del lusso, non c’è stata una risposta forte. Non hanno pensato di tutelarsi (a parte le ovvie eccezioni), anzi alcuni di loro hanno persino collaborato con quei brand. Col senno del poi avrei cercato di concentrare le energie per creare lo stacco netto tra i due mondi. Oggi se togli le etichette è impossibile capire se quel capo è dello stilista “x” o di Zara, piuttosto che di H&M, perché tanto producono nello stesso posto e i materiali con qui sono realizzati sono quasi i medesimi. Credo che all’inizio nessuno si rendesse conto della portata del danno. -

 

Thinking about the use of the sober adjective, and the meaning that this has for you, don’t you think that fashion should build a vocabulary, a code?

 

- Yes, it should. Let's say it did it until just under twenty years ago. Let us not forget that the current conceptual and cultural void is also due to the parallel birth of the concept of fast fashion, which has destabilized the whole system. Fashion at popular prices, without ethics and quality, has rewritten the rules of the game. However, on the other side, so from the luxury giants, there has not been a strong response. They did not think to protect themselves (apart from the obvious exceptions), indeed some of them even collaborated with those brands. In hindsight I would have tried to concentrate the energies to create the clear separation between the two worlds. Today if you remove the labels it is impossible to understand if that piece is of the designer "x" or of Zara, rather than of H&M, because they produce so much in the same place and the materials here as well. I believe that at the beginning no one was aware of the extent of the damage. -

 

 

Marianna Cimini fall-winter 2018

 

 

 

Però, banalmente, chiunque potrebbe ribattere chiedendoti come potrebbero vestirsi le persone con modeste disponibilità, se non ci fossero più i marchi fast fashion.

 

- Nel dopo guerra come facevano i nostri avi? Paradossalmente, trovo che in quegli anni ci fosse molta più cultura in termini di attenzione e cura delle cose, quindi anche degli indumenti e la loro fattura. Mia nonna, ad esempio, anziché comprarsi dodici cappotti acquistati a poco - pratica in uso oggi - ne sceglieva uno dalla sarta di fiducia, al prezzo giusto, e lo teneva per decenni. Siamo all’interno di un’ottica completamente distorta: se penso che oggi la massima aspirazione è essere un influencer e avere migliaia di follower su Instagram, vuol dire che c’è del marcio a livello culturale. Lo stesso vale per i consumi. 

Al famoso vocabolario aggiungerei altre parole come: canoni (esistono cose che sono oggettivamente belle), cultura, etica, ponderazione. Per il futuro vorrei che la fine del gioco facile, senza impegno e dall’effimero effetto “chic-chock”, che di elegante e interessante ha ben poco. Il massimo sarebbe tornare a vedere sfilate composte, sobrie, dove emergono solo gli abiti e la capacità di chi li fa e realizza. Il passato che torna a essere nuovo, fresco. -

 

But, trivially, anyone could argue wondering how could dress people with modest availability, if there weren’t anymore fast fashion brands.

 

- After the war how did our ancestors do? Paradoxically, I find that in those years there was a lot more culture in terms of attention and care of things, so also the clothes and their manufacture. My grandmother, for example, instead of buying twelve coats purchased for few - practice in use today - she chose one from the trusted seamstress, at the right price, and kept it for decades. We are within a completely distorted perspective: if I think that today the greatest aspiration is to be an influencer and have thousands of followers on Instagram, it means that there is some cultural rottenness. The same applies to consumption.

To the famous vocabulary I would add other words like: canons (there are things that are objectively beautiful), culture, ethics, weighting. For the future I would like the end of the game to be easy, with no effort and the ephemeral “chic-chock" effect, which has very little of elegant and interesting. The maximum would be to return to see composed, sober runways, where only the clothes and the ability of those who make and realize them emerge. The past that returns to be new, fresh. -

 

 

Quindi per te è più una questione di consapevolezza che di potenziale economico.

 

- Certo. -

 

So for you it's more a matter of awareness than of economic potential.

 

- Sure. -

 

Marianna Cimini fall-winter 2018

 

 

 

Attualmente nei negozi è in vendita la collezione estiva, ma di recente hai presentato la collezione per il prossimo inverno, durante l’ultima edizione di AltaRoma. Tra le novità di quest’ultima hai inserito la maglieria. Quali altri elementi vorresti aggiungere?

 

-  Ho un rapporto di odio e amore con la maglieria e solo di recente ho iniziato ad approfondire la materia, sperimentando e divertendomi con essa. Da cliente non riesco mai a trovare quella giusta per me: o è troppo vecchia o troppo “fashion”, quindi, timidamente, è comparsa solo nell’ultima collezione come cardigan, che adoro, pullover e gonne. Credo abbia scaldato molto la sfilata, dando il giusto tocco invernale. Vorrei quindi incrementarla nel futuro, rimanendo però sul segmento della maglia tagliata ( essa indica tutti quei capi ritagliati direttamente sul tessuto in maglia, ndr) perché è più funzionale a livello produttivo. Per l’estivo prossimo, ma è solo un’idea ancora e non so se sarà realizzabile, mi piacerebbe creare una collezione capsule dedicata al mare. -

 

The summer collection is currently on sale in stores, but recently you presented the collection for next winter, during the latest edition of AltaRoma. Among the novelties of the latter you have included knitwear. What other elements would you like to add?

 

- I have a relationship of hate and love with knitwear and only recently I started to deepen the subject, experimenting and having fun with it. As a customer I can never find the right one for me: either it's too old or too "fashion", so, timidly, it only appeared in the latest collection as cardigans, which I love, pullovers and skirts. I think it warmed up the show, giving the right winter touch. I would therefore like to increase it in the future, while remaining on the segment of the cut shirt (it indicates all those garments cut directly on the knitted fabric, ed) because it is more functional in terms of production. For next summer, but it is only an idea yet and I do not know if it will be feasible, I would like to create a capsule collection, dedicated to the sea-wear. -

 

 

Come vedi la moda del futuro?

 

- È una questione complessa, di cui discuto anche con i miei colleghi. Auspico scelte più consapevoli da parte delle generazioni future, che crescano con un senso etico-culturale più spiccato di quello delle precedenti. Per la sua sopravvivenza il sistema moda dovrebbe collassare: bruciare e poi risorgere dalle proprie ceneri. Siamo arrivati a un giro di boa, dove si fa molta fatica e a guadagnare, da ogni punto di vista, sono davvero sono in pochi. Esso non è sano al momento, perché non si è davvero adeguato ai tempi: non basta essere attivi sui social per dirsi attenti alla contemporaneità. Oggi non si sta crescendo, ma sopravvivendo, e non va bene. Quando rinascerà, sarei felicissima di ritrovarlo costruito come un tempo, ovvero con due collezioni all’anno, con sfilate uguali per tutti perché si vorrà vedere il prodotto, e solo quello. Yves Saint Laurent emozionava presentando le sue creazioni all’interno di una stanza sobria con il parquet e semplici sedie bianche. -

 

How do you see fashion of the future?

 

- It's a complex issue, which I discuss with my colleagues. I hope for more conscious choices on the part of future generations, who grow up with a more ethical and cultural sense than the previous ones. For its survival, the fashion system should collapse: burn and then rise from its own ashes. We have reached a turning point, where there is a lot of effort and to gain, from every point of view, there really are only a few. It is not healthy at the moment, because it has not really adapted to the times: it is not enough to be active on social networks to say that they are attentive to the contemporary. Today it is not growing, but surviving, and it's not good. When it will be reborn, I would be very happy to find it built as it used to be, with two collections a year, with fashion shows for everyone because you want to see the product, and only that. Yves Saint Laurent thrilled just by presenting his creations in a sober room with parquet and simple white chairs. -

 

mariannacimini.it

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