• Ilaria Introzzi

La più vuota delle immagini: la morte del Sé / The emptiest of images: the death of the Self

La più vuota delle immagini, Giorgio Pigafetta, Bollati Borignhieri

Nel 2011 il professore Giorgio Pigafetta (Milano, 1952) pubblica il saggio La più vuota delle immagini (Bollati Boringhieri). Un libro in cui l’autore scrive sulla morte, in particolare la sua rappresentazione che, da secoli, ossessiona artisti, letterati e pensatori. Il motivo di tale fissa risiede nella connotazione stessa della morte: è un momento senza sostanza. Non si può affermare di essere morti. Diverso è dire che si è morenti, ma è un’altra storia.

Smettere di vivere, respirare, di essere agenti nello spazio e nel tempo, è dunque difficile da descrivere a parole, mentre figurativamente parlando - attraverso dipinti, sculture, oggi con i video e le fotografie - è possibile: dal Cristo morto (1474-78) di Mantegna, passando per la versione di Holbein Il corpo del Cristo morto (1521) fino ad arrivare a La morte di Arlecchino (1901) di Picasso e, in epoca contemporanea, alla performance Self-Portrait as a Drowned Man (The Willows) (2011) di Jeremy Millar. Così, l’evento tragico acquista un significato concreto, tangibile.

In 2011 professor Giorgio Pigafetta (Milan, 1952) published the essay La più vuota delle immagini (Bollati Boringhieri). A book in which the author writes about death, in particular its representation that, for centuries, has obsessed artists, writers and thinkers. The reason for this fixation lies in the very connotation of death: it is a moment without substance. We can not claim to be dead. It is different to say that one is dying, but it is another story.

To stop living, breathing, being behave in space and time, is therefore difficult to describe in words, while figuratively speaking - through paintings, sculptures, today with videos and photographs - it is possible: from the Cristo morto (1474-78 ) by Mantegna, through the version of Holbein The Body of the Dead Christ (1521) up to The death of Arlecchino (1901) by Picasso and, in contemporary times, the performance Self-Portrait as a Drowned Man (The Willows) (2011) by Jeremy Millar. Thus, the tragic event acquires a concrete, tangible meaning.

Jeremy Millar, Self-Portrait as a Drowned Man (The Willows), 2011

Il titolo dell’opera di Pigafetta può essere usato per riflettere sulla senso delle immagini onnipresenti nel quotidiano di ognuno, sui diversi media a disposizione: dalla tv agli onnipresenti social. Hanno davvero un contenuto? Meglio ancora, quei soggetti e oggetti rappresentati esprimono realmente qualcosa? Non sempre. Anzi, mai come oggi quello che viene condiviso con gli altri è pura spettacolarizzazione, intesa come forma di marketing, anche di se stessi. Ecco perché l’immortalare persone, animali o paesaggi in situazioni terribili diventa virale traumatizza l’opinione pubblica. Il motivo potrebbe stare nel fatto che la vita vera non è più accettabile come tale, e il senso di sicurezza (apparente) dato dai filtri di Instagram con le lucine luminose è un’oasi virtuale in cui rifugiarsi.

The title of Pigafetta's work can be used to reflect on the meaning of the omnipresent images in everyone's everyday life, on the different media available: from TV to the ubiquitous social media. Do they really have a content? Better still, those subjects and objects represented really express something? Not always. Indeed, never as today what is shared with others is pure spectacularization, intended as a form of marketing, even of themselves. That's why the capture of people, animals or landscapes in terrible situations becomes viral shocks public opinion. The reason may lie in the fact that real life is no longer acceptable as such, and the sense of the (apparent) security given by Instagram filters with bright lights is a virtual oasis in which to take refuge.

Nel 2017 l’ONU pubblica il consueto World Population Prospect in cui viene pronosticato che nel 2050 (tra trentuno anni) la popolazione mondiale si attesterà intorno ai 9,8 miliardi. La crescita demografica riguarderà sopratutto i paesi del terzo mondo e in via di sviluppo, i quali hanno difficoltà ancora oggi a utilizzare i nostri strumenti di comunicazione, tuttavia: che tipo di futuro si crede di potere offrire alle future generazioni se oggi il modo di passare le informazioni - e quindi di apprendere - è, in linea generale, privo di rilevanza? Ci si dovrebbe spaventare, ma il fascino del cuoricino che da bianco diventa rosso perché a qualcuno è piaciuta una foto sui social network, oppure quello delle visualizzazioni sugli home tour delle case dei blogger è irresistibile.

In 2017 the UN publishes the usual World Population Prospect in which it is predicted that in 2050 (in thirty-one years) the world population will be around 9.8 billion. The demographic growth will mainly affect the third world and developing countries, which still have difficulty using our communication tools, nevertheless: what kind of future is it believed to be able to offer to future generations if today the way to pass the information - and therefore to learn - is, in general, irrelevant? We should be scared, but the charm of the little heart that turns red from white because someone liked a photo on social networks, or that of the views on blogger's home tours is irresistible.

Jeremy Deller, How to Leave Facebook, Courtesy Rapid Response Unit

Alessandro Ludovico and Paolo Cirio, Face to Facebook, (Italy 2011, 01:20 mins

Alcuni però tentano di riflettere a riguardo e, ancora una volta sono gli artisti a farlo.

Nel 2011 il duo composto da Paolo Cirio (Torino,1979) e Alessandro Ludovico (1969) realizza Face to Facebook: la coppia ha rubato un milione di identità online dal social network e le ha inserite in un finto sito di dating online.

L’olandese Constant Dullaart (Paesi Bassi, 1979) nel 2012, presso il New Museum d New York, rende pubblica la sua password del portale di Mark Zuckerberg, facendo così della sua bacheca un luogo pubblico anziché privato. Si tratta di un’operazione provocatoria, la quale riflette completamente il lavoro del creativo, il quale usa internet come base operativa.

Nella marzo 2018 Jeremy Deller (Londra, 1966) provoca i passanti della City e di Liverpool con dei volantini rosa per spiegare tutte le fasi del processo di cancellazione del proprio account di Facebook.

Some, however, try to reflect on it and, once again, it is the artists who do it.

In 2011 the duo composed by Paolo Cirio (Torino,1979) and Alessandro Ludovico (1969) realizes Face to Facebook: the couple stole a million online identities from the social network and put them in a fake online dating site.

Constant Dullaart (The Netherlands, 1979) in 2012, at the New York New Museum, published his password for the Mark Zuckerberg portal, making his bulletin board a public rather than a private place. This is a provocative operation, which completely reflects the work of the creative, who uses the internet as an operational base.

In March 2018 Jeremy Deller (London, 1966) provokes passers-by in the City and Liverpool with pink leaflets to explain all the stages of the process of canceling a Facebook account.

La morte di Arlecchino, Picasso, 1901

La morte è un evento concreto per coloro che la osservano. Lo stesso vale per la vita e i suoi attimi, con l’aggiunta che anche il vivente si muove in essa, dunque viene visto e guarda allo stesso tempo. Vale ancora oggi, ma in maniera distorta. Per anni si è detto che viviamo in tempi liquidi, pare invece che il tutto si sia dissolto, a discapito della forma, della corporalità degli eventi. L’alterazione implica il tentativo di plasmare il reale attraverso il virtuale e non viceversa.

Ma, per fortuna, ci sono ancora delle eccezioni, in veste di Arte e dei suoi attori, a ricordarci dove e chi siamo.

Death is a concrete event for those who observe it. The same applies to life and its moments, with the addition that the living one also moves in it, so it is seen and looked at the same time. It still applies today, but in a distorted manner. For years we have said that we live in liquid times, but it seems that everything has dissolved, to the detriment of the form, of the corporality of events. The alteration implies the attempt to shape the real through the virtual and not vice versa.

But, fortunately, there are still exceptions, as Art and her actors, to remind us of where and who we are.

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