• Elisa Zampini

L'atlante delle donne by Joni Seager


Nel mondo ci sono gli uomini e le donne. Per quanto se ne sia discusso, tutti sappiamo pregi e difetti dell’uomo, ma conosciamo pochi dettagli della donna, universo questo a se stante. La donna viene spesso vista come figura mistica, incomprensibile, tanto vicina a noi, ma allo stesso tempo così lontana. Continuamente data per scontata, oggettivata da clichés di ogni sorta e mai realmente conosciuta davvero per quello che è.

Un’entità effimera, che difficilmente riesce a stare dentro etichette e che nessuno è mai riuscito ad osservare tanto vicino, al punto da poterne scrivere un trattato di approfondimento; per poi nascondere questa mancanza dietro lo stereotipo del: “le donne vengono da un altro pianeta, parlano un’altra lingua”.

In the world there are men and women. As far as it has been discussed, we all know the strengths and weaknesses of the man, but we know few details of the woman, this universe in its own right. The woman is often seen as a mystical figure, incomprehensible, so close to us, but at the same time so distant. Continually taken for granted, objectified by clichés of all sorts and never really known for what it really is.

An ephemeral entity, which hardly manages to stay inside labels and that no one has ever managed to observe so close, to the point of being able to write a treatise on it; and then to hide this lack behind the stereotype of: "women come from another planet, speak another language”.

Di questo sconsolato scenario fanno parte le donne stesse, che vagano alla ricerca di una soluzione universale in grado di rispondere a tutti gli interrogativi possibili, per poi arrendersi e farsi andare bene le cose così come stanno: incerte e approssimative.

È in questo contesto che s’inserisce perfettamente L’atlante delle Donne (ADD Editore), progetto editoriale di Joni Seager, volto a raccontare la geografia di genere, nello specifico quello femminile.

L’autrice nasce come geografa femminista ed esperta di politica globale, consulente delle Nazioni Unite e dell’Unesco. La sua conoscenza della condizione femminile, fortemente condizionata dalla posizione geografica, unita al suo impegno politico, la porta a scrivere un libro che illustra, letteralmente, il profilo delle donne in tutto il mondo.

Women are themselves part of this disconsolate scenario, they wander in search of a universal solution capable of answering all possible questions, then surrender and make things go right as they are: uncertain and approximate.

It is in this context that L’atlante delle Donne (ADD Editore) fits perfectly, an editorial project by Joni Seager, aimed at narrating gender geography, specifically women's geography.

The author was born as a feminist geographer and global policy expert, consultant to the United Nations and UNESCO. Her knowledge of the female condition, strongly conditioned by the geographical position, combined with her political commitment, leads her to write a book that literally illustrates the profile of women all over the world.

L’atlante è un viaggio alla scoperta di quel mondo inesplorato, comunemente chiamato donna. Tra le illustrazioni dell’opera letteraria della Seager, ci inoltriamo nelle condizioni politiche e civili che la distinguono dall’uomo e che, ancora una volta nella maggior parte dei casi, la vedono sottomessa e in una condizione di inferiorità sociale.

L’autrice va a disegnare un reportage minuzioso della vita quotidiana della donna, enfatizzandone le differenze sulla base di un presupposto comune, in modo insindacabile: l’essere donna di per sé. Tutti i dati raccolti, delineano una realtà tristemente maschilista, costituita da promesse fatte al vento, che mantengono solo l’illusione di un cambiamento imminente, che non può che essere oltremodo lontano.

The L'atlante is a journey to discover that unexplored world, commonly called woman. Among the illustrations of Seager's literary work, we enter the political and civil conditions that distinguish her from man and that, once again in most cases, see her submissive and in a condition of social inferiority.

The author goes on to draw a detailed reportage of the woman's daily life, emphasizing the differences on the basis of an unquestionably common assumption: being a woman in and of herself. All the data collected delineate a sadly male chauvinist reality, made up of promises made to the wind, which only maintain the illusion of an imminent change, which can only be extremely distant.

Nel libro, quindi, non possono che emergere due sentiti contrapposti e complementari: l’illusione che qualcosa di migliore arriverà e il tacito assenso di fronte ad una realtà immutabile. I due aspetti, così, vanno ad alimentarsi a vicenda, confermando i pregiudizi che si hanno nei confronti della condizione femminile.

Il libro, in questo modo, diventa un’occasione di dibattito, dove i dati sono tutt’altro che fittizi e confermano concretamente come il XXI secolo, sia profondamente retrogrado.

In the book, therefore, two opposing and complementary feelings can emerge: the illusion that something better will come and the tacit assent in the face of an immutable reality. Thus, the two aspects feed on each other, confirming the prejudices that exist against the female condition.

In this way, the book becomes an opportunity for debate, where the data are far from fictitious and concretely confirm that the 21st century is deeply retrograde.

Si sa che ogni vera rivoluzione inizia sempre dal riconoscere una condizione di malessere dalla quale si vuole uscire, attraverso dati concreti che ne dimostrino l’esistenza.

In un’epoca storica, dove le rivendicazioni di ogni sorta sono all’ordine del giorno, non è più possibile sopportare e accettare situazioni oggettivamente sbagliate e inconcepibili.

Viviamo gli anni delle manifestazioni, dove è possibile esprimere un’opinione forte per qualsiasi cosa, dove anche l’ideologia più debole può diventare un inno avveniristico in grado di lasciare il segno. Siamo nel pieno del fermento culturale, abbiamo l’opportunità di aprire la bocca ed esprimere qualsiasi credo noi abbiamo, (anche spesso solo come punto preso, senza un ragionamento logico alle basi che ne confermi il senso).

È arrivato il momento di immergerci totalmente e in maniera consapevole nella contemporaneità. Solo così sarà possibile concepire il tempo che viviamo, come luogo dove tutto è possibile, perfino il cambiamento.

We know that every real revolution always starts from recognizing a condition of malaise from which you want to get out, through concrete data that demonstrate its existence.

In a historical era, where claims of all sorts are on the agenda, it is no longer possible to endure and accept objectively wrong and inconceivable situations.

We live the years of demonstrations, where it is possible to express a strong opinion for anything, where even the weakest ideology can become a futuristic hymn capable of leaving its mark. We are in the midst of cultural ferment, we have the opportunity to open our mouths and express any creed we have, (even often only as a point taken, without a logical reasoning to the bases that confirm its meaning).

The time has come to immerse ourselves totally and consciously in the contemporary world. Only in this way will it be possible to conceive the time we live in, as a place where everything is possible, even change.

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