• Ilaria Introzzi

Leggo quindi sono: l’atto della lettura attraverso la fotografia / I read therefore I amo: the act o

«Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si può fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.» Lo affermava Pier Paolo Pasolini. È ancora così oggi? L’atto di scorrere parole e frasi, di farle proprie e di usarle per agire nel quotidiano è fondamentale per l’esistenza contemporanea? La cultura si forma così? Difficile rispondere a queste domande. Non tanto perché oggi si legge di meno eccetera eccetera. Anche perché non è vero. Piuttosto si legge, ma peggio. Libri scritti da calciatori, subrettine. Gente brava a fare altri mestieri, certamente non quello di scrittori. Il problema, piuttosto, risiede nel fatto che ci facciamo della cultura attraverso molti più medium, rispetto a quelli dello scrittore e regista friulano. Tv, giornali e romanzi non sono sufficienti. Oggi ci sono i social media, i blog.

«You can read, read, read, which is the most beautiful thing you can do in your youth: and slowly you will feel enriched inside, you will feel that special experience that is culture will be formed inside you.» Pier Paolo Pasolini stated this. Is it still so today? Is the act of passing words and sentences, of making them your own and using them to act in everyday life, essential for contemporary existence? Does culture form like this? Difficult to answer these questions. Not so much because today we read less and so on and so on. Also because it is not true. Rather it reads, but worse. Books written by soccer players, tv stars. People good at doing other jobs, certainly not that of writers. The problem, rather, lies in the fact that we make ourselves of culture through many more mediums, compared to those of the Friulian writer and director. Tv, newspapers and novels are not enough. Today there are social media, blogs.

Dalla mostra Leggere, un'immagine di Steve McCurry

L’atto della lettura rimane comunque affascinante, nonché edificante dal punto di vista culturale. È risaputo che conoscere rende liberi. Il che spiega perché in molti paesi guidati da regimi totalitari la questione dell’istruzione sia tutt’ora un tabù; un popolo che sa è un popolo che può ribellarsi.

La fotografia è un’arte popolare, nel senso che, a livello documentaristico, ritrae le persone nel loro quotidiano. Quando sono intente a vivere, a fare la spesa, a combattere una guerra inutile; a fare l’amore, a viaggiare. A leggere.

Tra tutti i temi trattati dal fotografo americano Steve McCurry si sia scelto proprio questo per la mostra Leggere ora in corso, e a lui dedicata, a Palazzo Madama, in quel di Torino (fino al 1 luglio 2019). Più di sessanta immagini realizzate da McCurry ritraggono persone - a volte anche statue - intente a leggere. Cosa? Dal corano alla bibbia, dal romanzo al saggio. Come lui, molti altri maestri hanno immortalo scene del genere.

However, the act of reading remains fascinating, as well as edifying from a cultural point of view. It is well known that knowing sets free. Which explains why in many countries led by totalitarian regimes the education topic is still a taboo; a person that knows is someone that can rebel.

Photography is a popular art, in the sense that, at a documentary level, it portrays people in their daily lives. When they are intent on living, shopping, fighting a useless war; make love, travel. Read.

Among all the topics covered by the American photographer Steve McCurry, this is precisely what was chosen for the exhibition Leggere now on display, and dedicated to him, at Palazzo Madama, in Turin (until July 1, 2019). More than sixty images taken by McCurry portray people - sometimes even statues - intent on reading. What? From the koran to the bible, from the novel to the essay. Like him, many other masters have immortalized such scenes.

Fotografia di Paul Picot

La scuola impone la lettura. Lo fa per istruire, per guidare i giovani. Ma perché si legge al di fuori di un contesto simile? Si torna a casa e si apre un libro. Come mai? Alcuni grandi letterati hanno provato a rispondere, altri, semplicemente, dichiarano senza remore il loro amore per questo gesto, molto più importante della scrittura, a quanto pare. Virginia Woolf precisa: «Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.» Eppure l’inglese di romanzi ne ha scritti. Umberto Eco non cita affatto il mondo celeste, piuttosto l’immortalità derivante dal leggere: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.» Per inciso, questi aforismi, compreso quello di Pasolini, accompagnano le immagini di McCurry, all’interno della mostra.

School says what to read. It does it to educate, to guide young people. But why do we read outside a similar context? We return home and open a book. Why? Some great writers have tried to answer, others simply declare their love for this gesture without hesitation, much more important than writing, apparently. Virginia Woolf states: «Sometimes I think that heaven is to read continuously, without end.» Yet the English has written a lot of novels. Umberto Eco does not mention the celestial world at all, rather the immortality deriving from reading: «Those who do not read, at the age of 70 will have lived only one life: their own. The reader will have lived 5000 years: there was when Cain killed Abel, when Renzo married Lucia, when Leopardi admired the infinite... because reading is a backwards immortality.» Incidentally, these aphorisms, including that of Pasolini, accompany the images of McCurry, within the exhibition.

Ragazzo che legge, foto di Andre Kertesz

Dunque: leggiamo per liberarci da noi stessi oppure, al contrario, per conoscerci a fondo. Si assapora l’immortalità, sfogliando le pagine di un libro. In certe circostanze, serie e delicate, si apre un libro, magari sporco e con le frasi a metà, per capire che ciò che ci circonda è sbagliato, orribile.

Uscendo da Palazzo Madama, comunque, se si percorrono le vie del centro verso Piazza Vittorio, è possibile trovare sotto i meravigliosi portici della città sabauda miriadi splendide bancarelle con centinaia di libri usati di ogni genere ed edizione, a prezzi stracciati. Fermatevi a comprarne uno e assaporate la bellezza e la sazietà che si prova dopo averlo fatto.

Therefore: we read to free ourselves from ourselves or, on the contrary, to get to know each other thoroughly. Immortality is savored by browsing through the pages of a book. In certain circumstances, serious and delicate, a book is opened, maybe dirty and with half sentences, to understand that what surrounds us is wrong, horrible.

Coming out of Palazzo Madama, however, if you walk the streets of the center towards Piazza Vittorio, you can find wonderful stalls with hundreds of used books of every kind and edition underneath the marvelous arcades of the Savoy city, at bargain prices. Stop and buy one and enjoy the beauty and satiety you feel after doing it.

Parigi, donna che legge, Henri Cartier Bresson

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