• Ilaria Introzzi

Melancholia, ovvero quando la malinconia diventa il vero sentimento dell'estate


Still dal film Melancholia di Lars von Trier, 2011


Quando ero piccola andavo sempre in vacanza d'estate in montagna. Sulle Alpi vicino a Bolzano, quasi al confine con l’Austria. E solitamente era agosto, perché dagli 8 anni in poi la mia famiglia mi faceva trascorrere il mese di luglio nei paesi anglosassoni, per imparare l’inglese. Ho conosciuto il mare molto tardi, ma è un’altra storia.

Camminare costeggiando i torrenti colmi di acqua limpida e ghiacciata, vestirsi pesanti al mattino presto per andare a fare le escursioni e poi spogliarsi mano mano che il sole decide di rivelare tutto il suo essere estivo, riposarsi sui prati verdi dopo aver pranzato con il panino preparato dalla nonna. Erano più o meno queste le attività che svolgevo e mentre le facevo non sentivo alcun tipo di malinconia: era estate e tutto andava bene. E non avevo nemmeno i compiti delle vacanze da fare perché li finivo tutti a giugno, appena terminato l’anno scolastico. Una pacchia insomma. Anche il giorno stesso della partenza non mi pesava. Di fatto non ero ancora tornata a casa, in città.


When I was little I always went on summer vacation to the mountains. In the Alps near Bolzano, almost on the border with Austria. And usually it was August, because from the age of 8 my family made me spend the month of july in anglo-saxon countries, to learn English. I got to know the sea very late, but it's another story.

Walking along the streams full of clear and icy water, dressing warm in the early morning to go hiking and then undressing as the sun decides to reveal all its summer being, resting on the green meadows after having lunch with grandma’sandwich. These were more or less the activities I carried out and while I was doing them I did not feel any kind of melancholy: it was summer and everything was fine. And I didn't even have my holiday homework to do because I finished them all in June, just after the school year. A godsend in short. Even the day of departure did not bother me. In fact, I had not yet returned home to the city.

Melancholia, Domenico Fetti, 1620 circa


La malinconia è una sensazione che ho imparato a provare nonché riconoscere - non di certo a gestire - qualche ora dopo il rientro dalle vacanze estive. Quando a Milano fa ancora un caldo particolare, difficile da descrivere, umido e secco allo stesso tempo. La sensazione che provavo tornando dall’Alto Adige e sento tutt’oggi al rientro da qualsiasi viaggio è un groppo allo stomaco misto a un senso di eccitazione. Mi viene in mente mia nonna, con la quale trascorrevo la mia villeggiatura. Tornata a Milano si rimetteva, anche per cucinare, i suoi vestiti da città e lì capivo che era finita, che era tempo di rimettersi nell’ottica di affrontare un nuovo anno scolastico.

Le giornate tra fine agosto e i primi di settembre cominciano ad accorciarsi visibilmente. E ricordo bene da casa dei miei vecchi come ancora prima di cena il sole diventasse arancione: il tavolo non era ancora apparecchiato e la nonna non aveva ancora messo il grembiule, così sono rischiava di sporcare la sua mise.


Melancholy is a feeling that I have learned to experience and recognize - and certainly not manage - a few hours after returning from summer holidays. When in Milan it is still particularly hot, difficult to describe, humid and dry at the same time. The feeling I felt returning from South Tyrol and still feel today after returning from any trip is a lump in my stomach mixed with a sense of excitement. I am reminded of my grandmother, with whom I spent my vacation. Back in Milan, she would put on her city clothes again, even to cook, and there I understood that she was over, that it was time to get back on track with a view to facing a new school year.

The days between late August and early September begin to visibly shorten. And I remember well from my old people's home how even before dinner the sun turned orange: the table was not yet set and the grandmother had not yet put on an apron, so she was in danger of dirtying her outfit.

La Malinconia, Mario Sironi, 1940 circa


I primi giorni del controesodo a tavola non si faceva che parlare delle escursioni fatte, del cibo mangiato, delle marachelle. Come quando ho deciso di salire su una statua di un contadino, da sola e senza aiuto, per poi cadere a terra rovinosamente rompendomi di fatto il naso. Del mio compleanno e della polenta con il formaggio fuso. A distanza di anni nulla è cambiato, tranne i protagonisti e i luoghi, anche se ancora tra quelle valli vado ogni anno e talvolta anche con i nonni. Questo ricordare, questo riportare a galla delle sensazioni, lo chiamo fotografia-emotiva. Un modo come un’altro per definire, credo la melanconia. Quello stato emotivo che non si sa spiegare ma c’è, esiste. E infatti ho iniziato a comprendere il perché di questa sensazione di vuoto e perdita solo durante gli ultimi due anni: siamo animali e abbiamo bisogno d’altro per sopravvivere. La città offre tutto ma non la vitalità che solo la natura e le esperienze altre possono dare. La natura, un viaggio, anche solo incontrare persone di verse, al contrario diventano uno stimolo unico, un’iniezione di adrenalina difficilmente replicabile. Se poi a tutto ciò si aggiunge un sole meraviglioso e un cielo azzurro allora… allora godiamoci l’estate, facciamola nostra. Qui e ora.


In the first days of the counter-exodus at the table, we did nothing but talk about the excursions made, the food eaten, the pranks. Like when I decided to climb a statue of a farmer, alone and unaided, and then fall to the ground ruinously breaking my nose. My birthday and polenta with melted cheese. After many years nothing has changed, except the protagonists and the places, even if I still go to those valleys every year and sometimes even with my grandparents. This remembering, this bringing back sensations to the surface, I call emotional photography. One way like any other to define, I believe, melancholy. That emotional state that you can't explain but is there, exists. And in fact, I began to understand the reason for this feeling of emptiness and loss only during the last two years: we are animals and we need more to survive. The city offers everything but not the vitality that only nature and other experiences can give. Nature, a journey, even just meeting different people, on the contrary, become a unique stimulus, an injection of adrenaline that is difficult to replicate. And if you add to all this a wonderful sun and a blue sky then ... then let's enjoy the summer, let's make it ours. Here and now.

Melankoli, Edvard Munch, 1892