• Ilaria Introzzi

L’arte di non annoiarsi: Marcella Peluffo racconta le sue opere creative tra linee e colori / The ar


Marcella Peluffo

- In casa ho una cassettiera gigantesca con dentro di tutto e quel “tutto” voglio utilizzarlo. - In questa affermazione, si stabilisce il senso artistico di Marcella Peluffo, visual artist sperimentale originaria della Liguria, ma residente a Milano da diversi anni. Si è trasferita qui per studio e, in seguito, per lavoro. Oggi, infatti, le sue illustrazioni sono sulle copertine dei magazine più influenti come How To Spend It e dei libri pubblicati da case editrici come Marsilio. Ma la sua creatività non si limita qui, tanto che da qualche tempo ha iniziato a concentrarsi sui wool paintings, opere d’arte realizzate su superfici di grandezza diversa con l’ausilio della lana. L’effetto estetico è assicurato, così come quello concettuale, più sottile ma altrettanto profondo. La incontro a Milano, presso lo spazio co-working all’interno del Base, qualche settimana prima dell’inizio dell’estate.

- At home I have a giant chest of drawers with everything inside and that “everything” I want to use it. - In this statement, it is established the artistic sense of Marcella Peluffo, experimental visual artist originally from Liguria, but living in Milan for several years. She moved here to study and, later, to work. Today, in fact, her illustrations are on the covers of the most influential magazines like How To Spend It and the books published by house like Marsilio. But her creativity is not limited here, so much so that for some time she began to focus on wool paintings, works of art made on surfaces of different sizes with the help of wool. The aesthetic effect is assured, as well as the conceptual one, more subtle but equally profound. I meet her in Milan, at the co-working space inside the Base, a few weeks before the beginning of the summer.

Swimming Milk, illustration by Marcella Peluffo

Marcella, quando hai mosso i primi passi nell’arte?

- A quattro anni? (Ride). Ho sempre disegnato. Mio nonno e mia madre dipingevano, anche se per hobby. Ho quindi vissuto sin da piccola in questo tipo di realtà, ed è stato un grande vantaggio, un’opportunità. Da piccola andavo dal nonno mentre dipingeva e mi permetteva di stare lì, con lui. Tutto ciò mi ha permesso di respirare una sorta di “aria buona”, la quale mi ha dato l’opportunità, crescendo, di intraprendere senza problemi gli studi in campo artistico, dal liceo fino all’Accademia di Belle Arti a Genova. A Milano, ho frequentato un corso per specializzarmi in illustrazione, arrivando poi a frequentare il mondo delle agenzie pubblicitarie come art director, dove mi sono divertita e ho imparato tantissimo, poiché il lavoro di gruppo permette di confrontarsi e crescere. Nel frattempo ho sempre coltivato la parte artistica personale, perciò oggi sono freelance: voglio dedicarmi alla mia creatività in senso totale. Sono una che si annoia facilmente e questo aspetto mi permette di continuare a cambiare. -

Marcella, when did you take your first steps in art?

- At four years? (Laughs). I've always drawn. My grandfather and my mother have painted, even as a hobby. I have therefore lived in this kind of reality, even if it has never been foreclosed, and it is a great advantage, an opportunity. As a child I used to go to the grandfather while he was painting and he allowed me to stay there, with him. All this allowed me to breathe a sort of “good air”, which gave me the opportunity, growing up, to undertake without any problems the studies in the artistic field, from high school to the Academy of Fine Arts in Genoa. In Milan, I attended a course to specialize in illustration, coming then to attend the world of advertising agencies as an art director, where I had a lot of fun, because group work allows you to compare and grow. In the meantime I have always cultivated the personal artistic part, so today I am freelance: I want to dedicate myself to my creativity in a total sense. I'm one who gets bored easily and this allows me to keep changing. -

Tra i tuoi numerosi lavori ci sono i wool paintings, ne vuoi parlare?

- Volentieri. Si tratta di un progetto nato per caso e, in particolare, dalla mia necessità di svolgere lavori in modo manuale. Mi piace il percorso che fa un segno, la gestualità. Mi piace molto quello che si può ottenere attraverso una linea e una volta, aiutando mio figlio a fare un lavoro creativo con la lana, mi si è aperta questa finestra, in cui mi sono chiesta perché non potevo provare a sperimentare anche io quel materiale. Ho cominciato a incollare la lana su una superficie rigida e vedere cosa succedeva. Dopo un po’ di pasticci e di pratica sono arrivata a un risultato apprezzabile, ma in continua evoluzione. All’inizio ho iniziato sperimentando su piccole superfici e con fili di lana sottile, per arrivare ora a lavorare su grandi pannelli e fili molto spessi. L’opera finale è decisamente migliorata e di grande impatto, ed è ciò su cui mi sto concentrando in questo periodo. -

Among your many jobs are the wool paintings, do you want to talk about it?

- Sure. It is a project born by chance and, in particular, by my need to carry out work in a manual way. I like the path that makes a sign, the gestures. I really like what you can do through a line and once, helping my son to do a job with wool, I opened this window, in which I wondered why I could not try to experiment that material too. I began to glue the wool on the surface and see what was happening. After a bit of messes and practice I came to an appreciable result, constantly evolving. In the beginning, in fact, I started with small wool for equally limited floors. This is very complex, precisely because of its small size. So I changed, both the thickness of the wool and the space of the surfaces, and the final work has definitely improved, and on which I am concentrating in this period. -

Global Warming, wool painting by Marcella Peluffo

Qual è l’aspetto che più ti intriga del progetto?

- Quello materico. Il fatto che essi (i miei quadri) invogliano chi li guarda ad avvicinarsi e a toccarli, come se fossero degli arazzi. Vorrei, nei prossimi lavori, sperimentare altre fibre e materiali: dalle corde alle resine, passando per la plastica. Magari tentando di applicarli su superfici morbide anziché rigide. Sono all’inizio di un percorso in divenire per me molto stimolante. -

What is the aspect that most intrigues you about the project?

- The material one. The fact that they encourage those who watch them to touch them, as if they were tapestries. In the next works, I would like to experiment with other fibers and materials: from ropes to resins, through plastic. Maybe trying to apply them on soft rather than rigid surfaces. I am at the beginning of a path in progress. -

Quanto tempo impieghi a realizzarne uno?

- Beh, guarda: passo da un pario di giorni se è un lavoro piccolo a una settimana, per un pannello grande un metro. -

How long do you take to make one?

- Well, look: by a few days if it is a small job, or a week, for the big ones a meter. -

My Nest Is Your Nest, illustration by Marcella Peluffo

Parliamo delle illustrazioni, quali tecniche utilizzi per crearle e qual è l’elemento in comune con la tua parte strettamente più artistica e concettuale?

- Da un certo punto di vista con le illustrazioni metto da parte l’aspetto materico e manuale poiché le realizzo in digitale. Sono legate perlopiù al mio lavoro come freelance per le aziende e gli editori che me le richiedono. Credo che gli elementi comuni dei miei lavori siano la palette di colori e la gestualità del segno. All’inizio lavoravo a mano anche per fare i disegni, poi il digitale ha preso il sopravvento. Il risultato finale è comunque identico. -

Let's talk about the illustrations, what techniques do you use to create them and what is the element in common with your strictly artistic and conceptual part?

- From a certain point of view with the illustrations I put aside the material and manual aspect because I realize them digitally. They are mostly related to my job as a freelancer for companies that require me. If I had to find something in common, however, it is creativity, the use of colors and lines. At the beginning I also worked by hand to do the drawings, then the digital took over. The final result is however identical. -

Sul tuo sito noto che svolgi anche lavori con la carta. Questa versatilità è dovuta alla tua paura di annoiarti di cui hai fatto cenno poco fa?

- Sì, credo che il mio sia un problema atavico. Possiedo una forte manualità che non faccio fatica a mettere a frutto. Inoltre mi piace imparare tecniche nuove e, una volta assimilata, la sperimento. Ho fatto tantissimi corsi di Popup e per un po’, di conseguenza, ho fatto quei lavori con la carta. Sai è come imparare a sciare: una volta che l’hai imparato non lo perdi più, anche se per qualche tempo non vai sulle piste. Lo stesso faccio con i miei lavori: posso mettere una tecnica da parte per un po’ e dedicarmi a nuove avventure artistiche e formative, ma non è detto che non la riprenda in mano. -

On your website I see that you also work with paper. This versatility is due to your fear of getting bored of which you mentioned a while ago?

- Yes, I think mine is an atavistic problem. I have a strong dexterity that I do not struggle to put to good use. Also I like to learn new stuff and, once assimilated, I experiment it. I did a lot of Popup courses and for a while, I did those jobs with paper. You know, is like how to learn to ski: once you have learned it, you do not lose it anymore, even if for some time you do not go on the slopes. I do the same with my works: I can put them aside for a while and devote myself to new artistic and educational adventures, but it is not said that I will not take them back into my hands. -

Wool painting, Marcella Peluffo in her studio

Se definissi il tuo lavoro “sperimentale”, anziché definirlo con una parola meno volatile tipo “fotografico” o “pittorico”, cosa diresti?

- Credo che sarei d’accordo. Di base sono una visual designer perché mi occupo di arte visiva, a tutto tondo. Quindi, effettivamente, non mi sento di appartenere a un segmento tecnico-artistico specifico. -

If I defined your work as “experimental”, instead of defining it with a less volatile word like “photographic” or “pictorial”, what would you say?

- I think I would agree. Basically I am a visual designer because I deal with visual art, in the round. So, actually, I do not feel like belonging to a specific technical-artistic segment. -

Pensi che questo possa rappresentare un problema?

- No, anche se è una caratteristica su cui ho riflettuto a lungo. In realtà penso sia solo uno dei tanti modi con cui approcciarsi all’arte e al pubblico. Vedi, io so con precisione che userò i miei colori e il mio tipo di segno, ed è questa la mia firma. Non m’interessa particolarmente trovare uno stile sempre uguale a se stesso. Quando i miei studenti dell’Accademia di Belle Arti vengono da me preoccupati proprio perché non riescono a trovare un proprio criterio stilistico, rispondo che il loro stile è quello che sentono di dover esprimere in quel momento, non è solo quello che mettono su carta, perché fa parte di un percorso, di una personale esperienza ogni volta diversa. Anni fa, durante gli studi in storia dell’arte ho imparato che una delle differenze fra i grandi artisti fiorentini e quelli veneziani era che i primi creavano le forme con la linea, e utilizzavano il colore per riempirle, mentre le opere dei secondi erano un’esplosione di colori i quali creavano le forme, senza contorni delineati. Allora ho pensato che mi sono sentita un pò fiorentina anch’io. Ho capito che per divertirmi devo trovare nuovi stimoli creativi e sperimentare tecniche e materiali diversi. In casa ho una cassettiera gigantesca con dentro di tutto e quel “tutto” voglio utilizzarlo. -

Do you think this could be a problem?

- No, even if it's a feature I've been thinking about for a long time. Actually, I think it's just one of the many ways to approach art and the public. You see, I know precisely that I will use colors and lines, then signs, in my works, and this is my signature. I'm not particularly interested in finding a style. When my students at the Academy are worried about me because they can not find their own stylistic criteria, I tell them that style is what they are, not what they put on paper. I have a path, experience, which alternate with different subjects. Years ago, during my studies in history of art in which you are taught that the two major strands of art even before the Renaissance were Florence, which worked on the line, and Venice, for color. And so the big difference between Florentine and Venetian artists was that the former worked on the line and used the color to fill it, while the works of the latter were an explosion of colors, without the line. When I heard this I thought I was Florentine, then. I no longer refuse to be bored and experimented. At home I have a giant chest of drawers with everything inside and that “everything” I want to use it. -

Jump, wool painting by Marcella Peluffo

Cosa raccontano le figure e gli sfondi delle tue opere? Mi riferisco in particolare ai wool paintings.

- Alcuni sono delle pure composizioni estetiche: mi piace quel colore sulla lana, mi piacciono le linee e vado a comporre l’opera. Altri, diversamente, sono nati dalla necessità proprio di collegare la lana a un concetto che non fosse puramente estetico. Avevo e ho come desiderio quello di scovare un significato più profondo del mio lavoro. -

What do the figures and backgrounds of your works tell? I refer in particular to the wool paintings.

- Some are pure aesthetic compositions: I like that color on wool, I like lines and I go to compose the work. Others, differently, were born from the need to connect wool to a concept that was not purely aesthetic. I had and stille have the desire to find a deeper meaning of my practice. -

Progetti per il futuro?

- Proprio l’opera Global Warming è stata selezionata per una collettiva che si terrà alla Triennale di Milano. Desidero, quindi, portare avanti il progetto dei wool paintings, cercando di lavorare su superfici importanti e per farlo devo necessariamente trovare uno spazio che me lo consenta. -

Plans for the future?

- Just the work Global Warming has been selected for a group exhibition to be held at the Milan Triennale. I therefore want to continue the project of the wool paintings, trying to work on important surfaces and to do that I have to necessarily find a space that allows me. -

marcellapeluffo.it

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