• Ilaria Introzzi

Matteo Nasini alla galleria Clima di Milano / Matteo Nasini at the Clima gallery in Milan

C’è tempo fino al 24 gennaio 2019 per visitare la mostra Neolithic Sunshine di Matteo Nasini (Roma, 1976) presso la galleria Clima di Milano. Tra le sale dello spazio di Via Alessandro Stradella 5, si svela un’esposizione che riflette sul presente, partendo dal principio. Dal momento zero. Dal suono. L’artista romano riflette sulle domande a cui ancora oggi facciamo fatica a rispondere. Una su tutte: da dove veniamo? Oppure: perché tutto quello che vediamo e viviamo ogni giorno è nato con il rumore? «Il momento lontano e straordinario in cui in un luogo e in un tempo indefinito l’uomo inventò la musica è per noi abitanti del terzo millennio un mistero indecifrabile.» Spiegano da Clima. Il dovere di un creativo, di un artigiano di artefatti, è quello di tentare di dare delle soluzioni, benché personali, soggettive. Nasini esplora e pensa di trovare il tutto nel passato, quello primitivo. Nel Neolitico e il suo splendore.

There is time until January 24, 2019 to visit the exhibition Neolithic Sunshine by Matteo Nasini (Rome, 1976) at the Clima gallery in Milan. Among the halls of the space of Via Alessandro Stradella 5, an exhibition is revealed that reflects on the present, starting from the beginning. From the moment zero. From the sound. The Roman artist reflects on the questions we still struggle to answer today. One above all: where do we come from? Or, why is everything we see and experience every day born with noise? «The distant and extraordinary moment in which man invented music in a place and in an indefinite time is for us inhabitants of the third millennium an indecipherable mystery.» They explain from Clima. The duty of a creative, of a craftsman of artifacts, is to try to give solutions, although personal, subjective. Nasini explores and thinks of finding everything in the past, the primitive one. In the Neolithic and its splendor.

11NEOLITHIC Matteo Nasini White Brush,2018 Glazed clay 30 x 33 x 22 cm Photo: Marco Davolio

Dal Big Bang alle prime comunità fondate dall’uomo. «Le armonie inaudite dei nostri antenati, che producevano soffiando dentro ossa di animali oggi estinti, emergono nel nostro presente grazie alla tecnica, che ci permette di ricreare questi strumenti partendo dalla scansione dei resti fossili fino alla riproduzione attraverso la stampa tridimensionale.» Dal passato al futuro le opere di Nasini si interfacciano con quello che l’umanità è stata, scrostandola dagli strati superficiali (e forse superflui?) con cui si contraddistingue oggi, costituendo così una base per ri-definirla. Le offre, idealmente, una possibilità di rinnovarsi, seguendo il concetto della vita come un cerchio, in continuo rinnovamento.

From the Big Bang to the first communities founded by human. «The unprecedented harmonies of our ancestors, which produced by blowing into bones of animals now extinct, emerge in our present thanks to the technique, which allows us to recreate these instruments starting from the scanning of fossil remains to reproduction through three-dimensional printing.» From the past in the future, Nasini's works intertwine with what humanity has been, peeling it from the superficial (and perhaps superfluous?) layers with which it stands out today, thus constituting a basis for re-defining it. Ideally, it offers you a chance to renew yourself, following the concept of life as a circle, in continuous renewal.

02NEOLITHIC Installation view Photo: Marco Davolio

La personale dell’artista, che torna a Milano dopo la fortunata Sparkling Matter del 2016 presso Marselleria, invita così «a osservare senza nostalgia e con semplice contemplazione la perfezione di un tempo ciclico che, piegandosi sotto l’effetto di leggi fisiche, rende possibile la convivenza simultanea di molti presenti.» E se lo zeitgeist diventa sempre più complesso, allora ricordargli le tracce di quello che si è rivelato prima, viene quanto mai utile. La mostra chiarisce i punti, apre a più soluzioni di lettura, non solo del mondo, ma a nche di noi stessi.

The artist's solo exhibition, who returns to Milan after the successful Sparkling Matter of 2016 at Marselleria, invites us «to observe without nostalgia and with simple contemplation the perfection of a cyclical time which, bending under the effect of physical laws, makes possible the simultaneous cohabitation of many presents.» And if the zeitgeist becomes more and more complex, then reminding him of the traces of what has been revealed before, is very useful. The exhibition clarifies the points, opens to more reading solutions, not only for the world, but also for ourselves.

climagallery.com

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